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Economia

Upb, in oltre 30 anni retribuzioni stagnanti e più diseguali

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ROMA (ITALPRESS) – L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha pubblicato oggi la Nota di lavoro “La dinamica retributiva e il ruolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”, che ricostruisce l‘andamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti privati in Italia dagli anni Novanta a oggi e analizza il ruolo delle riforme dell’Irpef nel sostenere le retribuzioni nette e nel mitigarne la disuguaglianza.

L’analisi, che utilizza dati amministrativi INPS e un modello di microsimulazione dell’Irpef per analizzare l’evoluzione delle retribuzioni lorde e nette dei lavoratori dipendenti del settore privato, si estende dal 1990 al 2026 e propone un approccio metodologico per misurare la variazione della capacità redistributiva dell’imposta e analizzarne i fattori determinanti.

I dati esaminati confermano il declino delle retribuzioni lorde reali nel settore privato: tra il 1990 e il 2026 la retribuzione media si riduce del 6,6 per cento, con una contrazione concentrata nella parte bassa della distribuzione. Nello stesso arco temporale, la debole dinamica salariale è stata affiancata dalla diffusione del lavoro a tempo parziale e da una crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde.

In questo contesto, l’Irpef ha inciso in modo sempre più rilevante nel contenere le disuguaglianze prodotte dal mercato del lavoro. Le riforme – in particolare l’introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha trasposto gli sgravi contributivi nell’imposta – hanno progressivamente ridotto il prelievo sui redditi da lavoro dipendente bassi e medi, mentre per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell’imposta. Ne è conseguito un rafforzamento della capacità redistributiva: l’indice di redistribuzione è più che raddoppiato, passando da 0,028 a 0,065.

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Per individuare le determinanti di tale rafforzamento, l’UPB ha sviluppato una metodologia di scomposizione che distingue quattro fattori (le riforme rivolte ai redditi bassi e medi, quelle destinate ai redditi più elevati, il drenaggio fiscale e le trasformazioni della distribuzione dei redditi e della composizione della forza lavoro), separando l’impatto delle modifiche normative da quello dell’inflazione e dei cambiamenti del mercato del lavoro.

Nel complesso, le riforme dell’Irpef spiegano circa l’80 per cento di questo aumento: la crescita della redistribuzione è trainata dal rafforzamento della progressività, in parte compensato dalla riduzione dell’aliquota media conseguente agli sgravi introdotti nel tempo. Nel dettaglio, la scomposizione mostra che l’aumento della capacità redistributiva nel periodo 1990-2026 è riconducibile soprattutto alle riforme rivolte ai redditi bassi e medi, che spiegano il 115,8 per cento dell’incremento complessivo; gli interventi sui redditi più elevati ne riducono invece la portata (-36,7 per cento), mentre il drenaggio fiscale e i cambiamenti nella distribuzione dei redditi contribuiscono positivamente, rispettivamente per il 7,4 e il 13,5 per cento.

Ne consegue, in sintesi, che l’Irpef ha svolto un ruolo crescente nel compensare la dispersione dei redditi lordi da lavoro dipendente, anche se non è possibile stabilire un nesso causale fra dinamiche salariali e riforme non potendo escludere l’ipotesi che la disponibilità di strumenti fiscali di sostegno ai redditi più bassi possa aver influito sugli esiti delle contrattazioni.

L’UPB evidenzia inoltre alcuni limiti dell’attuale modello redistributivo. Il rafforzamento della capacità redistributiva è stato ottenuto soprattutto riducendo il prelievo sui redditi bassi e medi e concentrando il carico sui redditi medio-alti, con una maggiore esposizione del sistema agli effetti del drenaggio fiscale e con differenze di trattamento tra lavoratori dipendenti e altre categorie di contribuenti. Tali interventi, pur attenuando la crescente dispersione dei redditi lordi, non affrontano le cause strutturali della stagnazione salariale e della precarizzazione del lavoro.

“Ulteriori incrementi della redistribuzione richiederebbero interventi complementari, come la revisione dei regimi agevolati, che sottraggono base imponibile al sistema ordinario, l’allargamento della base imponibile attraverso il contrasto all’evasione e politiche strutturali volte a contrastare la stagnazione salariale, eventualmente affiancati da strumenti di sostegno al reddito operanti dal lato della spesa. Queste evidenze suggeriscono che l’attuale modello redistributivo potrebbe aver raggiunto i propri limiti”, sottolinea l’UPB.

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-Foto ufficio stampa Upb-
(ITALPRESS).

Economia

Pirelli, il Governo esercita il Golden Power sull’accordo con Abet Hts: “Rilevanza strategica per il sistema della difesa”

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ROMA (ITALPRESS) – In relazione al Procedimento Golden Power avviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito della notifica da parte di Pirelli, unitamente ad ABET HTS, si rende noto che “le due società hanno ricevuto comunicazione del provvedimento, approvato in data 24 settembre 2026, con cui il Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali”. È quanto si legge in una nota, in cui si ricorda che l’oggetto della notifica “era anche l’accordo per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi, comunicato lo scorso 5 agosto”.

“Il DPCM ha considerato che rivestono rilevanza strategica per il sistema della difesa, l’attività svolta nel settore difesa sia da Pirelli che da ABET HTS, nonché l’Accordo di Cosviluppo. Con un criterio di massima precauzione e a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, il DPCM ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo nei confronti di Pirelli e ABET HTS, al fine di salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e ABET HTS per tutte le attività svolte, e che verranno svolte, in tale settore”. Pirelli e ABET HTS “prendono favorevolmente atto della decisione adottata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Giuseppe De Bellis nuovo direttore responsabile de Il Sole 24 Ore a partire dal 7 dicembre

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MILANO (ITALPRESS) – Il cda de Il Sole 24 Ore ha deliberato all’unanimità di designare Giuseppe De Bellis, a far data dal 7 dicembre prossimo, alla nomina a direttore responsabile de Il Sole 24 Ore, di Radio 24, di Radiocor e di tutte le altre testate giornalistiche del Gruppo. Il cda ha inoltre deliberato, sempre all’unanimità, di confermare la carica di direttore editoriale del Gruppo a Fabio Tamburini.

Il cda – si legge in una nota – “desidera ringraziare Fabio Tamburini per lo straordinario impegno assicurato al Gruppo Il Sole 24 Ore fin dal suo rientro in servizio nel 2018, contribuendo in maniera decisiva al rilancio aziendale grazie al lavoro svolto in tutti questi anni come direttore responsabile di tutte le testate del Gruppo. I molteplici risultati raggiunt testimoniano l’apporto fattivo e decisivo del direttore Tamburini in coerenza con i valori editoriali e aziendali”.

Giuseppe De Bellis, 48 anni, giornalista professionista vanta una consolidata esperienza da direttore, maturata tra tutti i media: quotidiani cartacei e digitali, periodici, televisivi, fino alle nuove piattaforme multimediali.

Dal luglio 2025 ha assunto la carica di Executive Vice President News, Sport & Entertainment di Sky Italia e direttore editoriale di Sky TG24. Precedentemente De Bellis ha diretto GQ Italia, il magazine di Condé Nast e ha lavorato per 15 anni (2001-2016) nel quotidiano Il Giornale dove si è consolidata la sua formazione fino a diventarne vicedirettore e poi codirettore.

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-Foto Il Sole 24 Ore-
(ITALPRESS).

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CoReVe, Graziano Marcovecchio eletto nuovo presidente

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ROMA (ITALPRESS) – Graziano Marcovecchio è il nuovo presidente di CoReVe. Il nuovo cda, nominato dall’assemblea dei consorziati, lo ha eletto alla guida del consorzio per il prossimo triennio. Manager di lunga esperienza nel settore del vetro, Marcovecchio porta una profonda conoscenza dell’industria e della filiera.

Entrato in Pilkington nel 1989, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino ad assumere, nel 2012, la presidenza di Pilkington Italia, che ricopre tuttora. Dal 2018 ha inoltre guidato Assovetro, per due mandati. La nomina arriva in una fase importante per la filiera italiana del riciclo del vetro.

Nel 2025 il tasso di riciclo degli imballaggi in vetro ha raggiunto l’82,1%, in crescita rispetto all’80,3% del 2024 e oltre sette punti percentuali sopra l’obiettivo del 75% fissato dall’Unione Europea per il 2030. Un risultato che conferma l’Italia sul podio europeo e la solidità della filiera nazionale.

“L’82,1% raggiunto nel 2025 è un risultato importante, che testimonia la solidità della filiera italiana del riciclo del vetro e ci conferma sul podio europeo – ha dichiarato Marcovecchio -. Ma un risultato così importante non deve essere un punto di arrivo. La prossima sfida è migliorare ulteriormente la qualità della raccolta: dobbiamo fare in modo che il vetro raccolto dai cittadini arrivi agli impianti con il minor quantitativo possibile di materiali estranei e possa essere trasformato con la massima efficienza in nuova materia prima per l’industria vetraria. Il nuovo quadro europeo ci offre un’ulteriore occasione per rafforzare la filiera e valorizzare il ruolo del riciclo nel percorso verso un’economia sempre più circolare. Per farlo sarà fondamentale il contributo di tutti, dai Comuni ai gestori, dagli impianti alle vetrerie, fino ai cittadini”, ha concluso.

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– Foto ufficio stampa CoReVe –

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