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Volley, l’Italia di De Giorgi batte Cuba 3-1 e vola alle Finals di Nations League

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OSAKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia ottiene il pass per le Finals della Volleyball Nations League, in programma a Ningbo (Cina) dal 29 luglio al 2 agosto. Nella quarta uscita della Pool 9 a Osaka, dopo la sconfitta all’esordio col Giappone padrone di casa e il riscatto col Belgio e l’Argentina, gli azzurri di Fefè De Giorgi superano Cuba per 3-1 all’Asue Arena Cuba(17-25, 25-19, 25-21, 25-17). Con questa vittoria, la nazionale azzurra sale dunque a otto successi (26 punti) e al quarto posto momentaneo in classifica.

Al termine di tutte le gara verrà stilata la classifica finale utile per l’abbinamento dei quarti di finale in Cina. Un successo arrivato grazie alla testa e alla tecnica di questa nazionale, capace di farsi trovare sempre pronta nei momenti chiave.

Nella gara contro Thondike e compagni, gli azzurri hanno perso il primo set e poi in rimonta hanno conquistato i successivi tre. Una crescita importante per il gruppo guidato da De Giorgi, ritrovatosi al completo soltanto da due settimane e che lascia ben sperare in vista del rush finale in Cina.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Malagò “Condivisione totale con Maldini e Leonardo sulle scelte, ancora qualche giorno per il nuovo ct”

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ROMA (ITALPRESS) – Ancora qualche giorno di attesa, poi la Nazionale dovrebbe avere il suo nuovo commissario tecnico. A indicare i tempi è stato il presidente della Figc Giovanni Malagò, intervenuto a Sky Sport 24 il giorno dopo la finale dei Mondiali 2026 vinta dalla Spagna contro l’Argentina. Il numero uno della Federazione ha escluso divergenze con Paolo Maldini e Leonardo, recentemente coinvolti nel nuovo progetto tecnico azzurro, assicurando che la scelta sarà presa soltanto con la piena condivisione di tutte le componenti. “Abbiamo una condivisione totale sulle scelte, che riguarda ovviamente il ct ma anche diverse altre figure. Sull’allenatore non c’è nessun tipo di scontro e ci deve essere il 100% di accordo tra le parti”, ha spiegato il numero uno della Federcalcio. Il profilo potrebbe essere già stato individuato, ma restano da definire alcuni aspetti concreti, legati anche alla disponibilità e alle condizioni poste dal candidato.

“Ammesso che un’idea ci sia, va declinata nella praticità. Ci sono delle carte che devono essere girate: ancora qualche giorno di pazienza e poi saprete tutto”. Il presidente federale non ha confermato una corsa limitata a Roberto Mancini e Andrea Pirlo, due dei nomi accostati alla panchina azzurra, con il centrocampista ex Juventus, Inter e Milan apparentemente avanti sul ct della nazionale campione d’Europa nel 2021.

Sembra essere più lontano Antonio Conte, oltre l’ipotesi che vede la scelta dalla filiera con Silvio Baldini, ct ad interim nelle amichevoli di giugno. “Ci possono essere anche altri nomi. Non sappiamo quali richieste possa avere un grande allenatore e quanto possano pesare sul nostro bilancio”, ha osservato Malagò, ricordando come il successo internazionale non dipenda necessariamente da un curriculum già ricco. “Nella finale mondiale c’erano in panchina Scaloni e De La Fuente, che non avevano un pedigree pazzesco”, ha ricordato.

La nomina del ct rappresenta comunque soltanto una parte del piano di rilancio della Nazionale. “Credo sia molto più importante l’aspetto organizzativo, anche perché il consiglio federale è rimasto inalterato. Dobbiamo alzare il livello con politiche mirate, che non hanno a che fare con chi sarà il ct”. L’obiettivo dichiarato non è soltanto tornare a qualificarsi per il Mondiale, ma intervenire sull’intero sistema. “Con il materiale che abbiamo a disposizione ci dobbiamo qualificare a tutti i costi, ma non ci basta”, ha sottolineato Malagò. “Dobbiamo organizzare il sistema in modo che gli italiani giochino meglio e siano valorizzati. Se non cambiano la cultura e la mentalità, sarà difficile ottenere risultati diversi”. Temi che, secondo Malagò, hanno occupato buona parte dei colloqui con Maldini e Leonardo e che sono già stati affrontati anche con quello che potrebbe diventare il prossimo commissario tecnico.

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– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Sinner scavalca Hewitt, 81^ settimana da numero uno del ranking Atp

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ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner inizia la 81esima settimana da numero 1 del ranking Atp. Il fuoriclasse altoatesino ha superato Lleyton Hewitt ed è dunque diventato il decimo giocatore ad aver trascorso più tempo in vetta da quando è stato introdotto il ranking computerizzato, nel 1973.

Per quanto riguarda l’Italtennis, sono otto gli azzurri in Top 100 e sedici in Top 200. Matteo Arnaldi, fermato ai quarti a Umago, sale di un gradino ed è 33esimo. Chi guadagna più posti è Lorenzo Sonego, che torna tra i primi 80 del mondo (n. 77, +6) grazie agli ottavi di finale a Gstaad. La settimana appena trascorsa non ha comportato cambiamenti nella Top 10, con Sinner che guida l’elite mondiale davanti al tedesco Alexander Zverev e allo spagnolo Carlos Alcaraz, rispettivamente secondo e terzo; resta in nona posizione Flavio Cobolli, mentre Lorenzo Musetti perde una casella ed è 15esimo e Luciano Darderi, battuto in finale da Rublev a Bastad, scivola di tre posti ed è 21esimo. Matteo Berrettini e Mattia Bellucci, infine, guadagnano una posizione per attestarsi, rispettivamente, 42esimo e 79esimo.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Jannik Sinner (Ita) 13.450 (–)
2. Alexander Zverev (Ger) 8.480 (–)
3. Carlos Alcaraz (Esp) 8.160 (–)
4. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.740 (–)
5. Alex De Minaur (Aus) 4.110 (–)
6. Ben Shelton (Usa) 3.770 (–)
7. Novak Djokovic (Srb) 3.760 (–)
8. Daniil Medvedev (Rus) 3.670 (–)
9. Flavio Cobolli (Ita) 3.460 (–)
10. Taylor Fritz (Usa) 3.365 (–)

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Così gli altri italiani:

15. Lorenzo Musetti 2.315 (-1)
21. Luciano Darderi 2.125 (-3)
33. Matteo Arnaldi 1.399 (+1)
42. Matteo Berrettini 1.075 (+1)
77. Lorenzo Sonego 758 (+6)
79. Mattia Bellucci 751 (+1)
138. Andrea Pellegrino 446 (–)
149. Francesco Maestrelli 391 (–)
164. Luca Nardi 346 (-4)
173. Marco Cecchinato 330 (+2)

PAOLINI STABILE IN 15^ POSIZIONE, SABALENKA ANCORA REGINA DEL RANKING WTA

Qualche variazione in chiave tricolore nella classifica mondiale femminile pubblicata oggi dalla Wta. Anche questa settimana sono sempre due le azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 30enne di Bagni di Lucca, uscita a fine maggio dalla top ten, è stabile sulla 15esima poltrona. Posizione invariata anche per Elisabetta Cocciaretto, al numero 68.

Grazie alla finale nell’”ATV Tennis Open” (WTA 125) risale diciannove gradini Lucia Bronzetti, uscita a fine ottobre 2025 dalla top cento, che si assesta al numero 120. Ne scende invece uno Lisa Pigato, ora al numero 129, ma sempre in zona primato personale. Rispetto al ranking precedente sono tre i posti in più per Lucrezia Stefanini, 142esima, mentre ne perde sette Tyra Caterina Grant: la 18enne romana è 148esima. Assolutamente immobile la top ten mondiale. Al comando c’è sempre Aryna Sabalenka, per la 92esima settimana consecutiva (la 100esima complessiva: lo era stata già dall’11 settembre al 5 novembre 2023): la 28enne di Minsk, che nelle ultime settimane non ha mostrato la stessa forma smagliante di inizio stagione, mantiene appena 407 punti di vantaggio sulla kazaka Elena Rybakina, seconda, che conferma il “best ranking”. Sul terzo gradino del podio c’è sempre la statunitense Jessica Pegula. In quarta posizione c’è la connazionale Coco Gauff che precede la 19enne russa Mirra Andreeva, quinta.

esta piazza occupata dalla ceca Karolina Muchova, che ribadisce il primato personale così come la connazionale Linda Noskova, nuova campionessa Slam, settima (staccata di appena 49 punti da Muchova). All’ottavo posto c’è la polacca Iga Swiatek, subito davanti alla terza statunitense in top ten, Amanda Anisimova, nona, che per soli due punti è davanti all’ucraina Elina Svitolina, decima, a chiudere l’elite mondiale.

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Questa la top ten della nuova classifica Wta:

1. Aryna Sabalenka (Blr) 8.550 (–)
2. Elena Rybakina (Kaz) 8.143 (–)
3. Jessica Pegula (Usa) 6.301 (–)
4. Coco Gauff (Usa) 5.649 (–)
5. Mirra Andreeva (Rus) 5.293 (–)
6. Karolina Muchova (Cze) 5.168 (–)
7. Linda Noskova (Cze) 5.119 (–)
8. Iga Swiatek (Pol) 4.539 (–)
9. Amanda Anisimova (Usa) 4.353 (–)
10. Elina Svitolina (Ukr) 4.351 (–)

Così le italiane:

15. Jasmine Paolini 2.783 (–)
68. Elisabetta Cocciaretto 977 (–)
120. Lucia Bronzetti 623 (+19)
129. Lisa Pigato 588 (-1)
142. Lucrezia Stefanini 542 (+3)
148. Tyra Caterina Grant 515 (-7)
189. Nuria Brancaccio 408 (+20)
221. Jennifer Ruggeri 346 (-8)
280. Federica Urgesi 252 (+7)
281. Aurora Zantedeschi 251 (+11)

– Foto Ipa Agency –
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Scaloni pensa all’addio e Messi in lacrime, ciclone Spagna sull’Argentina

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di Enrico Currò

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Alla fine di una partita che la Spagna ha vinto con merito, inequivocabilmente e impietosamente descritto da tutte le statistiche, il ct argentino Lionel Scaloni ha lasciato intendere che il suo ciclo con la Selección potrebbe essere finito. Durante la conferenza stampa si è commosso: “Mi fa male all’anima, ma bisogna ripartire e non so se ci sono le condizioni per ricreare in fretta un gruppo straordinario come questo”.

L’altro Lionel dell’Argentina, Messi, ha parlato subito con gli occhi. L’immagine più eloquente del dopo partita è stata infatti quella del ballo allegro del giovane Yamal sotto gli occhi tristi del numero 10, dai quali poco più tardi sarebbero scese le lacrime. Occhi tristi, ma non arrabbiati, anche se il pianto è durato a lungo. Perché non è ancora certo che sia stata l’ultima partita del calciatore più forte del mondo: lo deciderà lui, che ha ancora un contratto con l’Inter Miami, con vista sulla Copa America 2028. In questo torneo ha comunque lasciato il segno, anche se è arrivato secondo sia con l’Argentina sia nella classifica cannonieri dietro Mbappé, deluso dallo sfarinamento della Francia sul più bello.

La cosa certa è il passaggio di testimone con Yamal, che certamente ferisce meno Messi di quanto sarebbe accaduto con qualsiasi altro avversario. Era sincero e sentito l’abbraccio del diciannovenne Lamine al trentanovenne Leo, addirittura strofinando a lungo la mano sulla spalla: il nuovo talento del Barcellona consolava il vecchio e in quel gesto spontaneo, accettato senza remore dal destinatario, c’era appunto tutto il senso di un passaggio generazionale.

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Invece nella consegna della coppa del mondo dall’Albiceleste alla Roja campione d’Europa c’era qualcosa di più netto. L’Argentina ha perso anche perché è sembrata sostanzialmente aggrappata a un solo calciatore, il suo campione eterno, che l’ha più volte risollevata dall’orlo del burrone. In finale non si è affacciata quasi mai nella metà campo altrui e lo ha fatto più che altro nel finale, quando ormai era troppo tardi e quando Messi ha cercato ancora di prendere per mano i compagni, che non erano alla sua altezza.

La Spagna ha vinto perché è una squadra nel vero senso della parola, dove i campioni non mancano – lo sono certamente Rodri e Yamal – ma fanno parte dell’ingranaggio e sanno benissimo che tutti sono utili e nessuno indispensabile, tanto è vero che in questo Mondiale le vittorie sono arrivate spesso dal sapiente uso della panchina, da Merino con Portogallo e Belgio all’euforico Ferran Torres (“Dio dà le cose a chi più le merita”) e Nico Williams nella finale.

Il che rimanda oggettivamente al ruolo fondamentale del commissario tecnico Luis De la Fuente. Un ct federale, che ha fatto l’intera gavetta dalle Under. E che oggi, mentre l’Italia ancora non ha scelto il ct della rifondazione, sintetizza perfettamente il percorso vincente di un intero movimento, per nulla casuale. La Spagna ha vinto nel 2008 l’Europeo, nel 2010 il Mondiale, nel 2012 e nel 2024 di nuovo l’Europeo e adesso di nuovo il Mondiale. In mezzo, ci sono state le vittorie del Real Madrid e del Barcellona in Champions, magari raggiunte attraverso filosofie diverse e tuttavia conferme della capacità di rendere il modello spagnolo e la Liga un punto di riferimento costante.

De la Fuente non si atteggia a guru, anche se magari adesso potrebbe. Semmai, spiega e argomenta: “Io sono felice di questa generazione di calciatori, che sono cresciuti credendo in un’idea di calcio e l’hanno resa migliore. Hanno dato l’esempio su che cosa deve essere un gruppo, una famiglia. Sono grandi giocatori, con un talento e un potenziale eccezionali: è un onore averli accompagnati in questo percorso, hanno grandi valori. Abbiamo vinto insieme in tutte le categorie, siamo cresciuti insieme. In più sono ancora molto giovani e hanno ancora molta strada da fare. Ci stavamo chiedendo che cosa possiamo fare, adesso che abbiamo vinto il Mondiale. Beh, sappiate che questi giocatori sono instancabili. Non si vince senza fatica, senza lavoro”.

Tradotto, significa che il ciclo della Spagna, secondo il suo timoniere, non finisce affatto qui. I 44 milioni di euro del premio, in parte destinati alla squadra e allo staff, aiuteranno ulteriormente la crescita. Lo stesso Scaloni, il ct dell’Argentina sconfitta, nel riconoscere l’inappellabilità del risultato ammette implicitamente che la Roja, oggi, è la Nazionale più forte di tutte. Per distacco: “Siamo stati grandi nella vittoria e dobbiamo esserlo anche nella sconfitta. Quando si perde, si perde”.

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(ITALPRESS).

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