Seguici sui social

Politica

Morte Fakir, Meloni “Accertare i fatti, ma è inaccettabile la violenza contro la Polizia”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro – aggiunge Meloni -. Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.

SALVINI “IRRESPONSABILE ALIMENTARE ODIO VERSO LE FORZE DELL’ORDINE”

“C’è qualcuno che sta alimentando odio e conflitto nei confronti di chi indossa una divisa. Sembra palese, mi sembra irresponsabile in un momento delicato anche dal punto di vista internazionale come questo”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. a margine della cerimonia per il 161º Anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto. “Quindi io invito la politica e le istituzioni a dividersi su tanti temi, ma a lasciar fuori dalla bagarre politica donne e uomini in divisa, forze dell’ordine, forze armate, donne e uomini del pronto soccorso e del primo soccorso. Lasciamo che la magistratura a 360 gradi faccia chiarezza, ma senza invocare le piazze per linciaggi mediatici che possono diventare pericolosissimi”, aggiunge.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Advertisement

Politica

Meloni “Prendo le distanze dal video di Vannacci, la sinistra faccia lo stesso sulle parole d’odio”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l’intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione. Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico. Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Proprio per questo, però, mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello. Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito Democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici – prosegue -. Mi aspetto la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell’Ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza. La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento. Deve valere sempre. Senza eccezioni”.

“Senza doppi standard. Considero da sempre la violenza, in qualsiasi forma si manifesti, una dimostrazione di debolezza e di insicurezza. Chi è davvero forte non ha bisogno di ostentarlo. È una convinzione che non cambierò mai. Per questo continuerò a respingere ogni forma di odio e di violenza, a difendere il confronto civile e a rispettare il lavoro di chi serve lo Stato, anche quando significa assumersi la responsabilità di esporsi in prima persona. Mi auguro che tutti abbiano lo stesso coraggio”, conclude Meloni.

– Foto Ipa Agency –

Advertisement

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Politica

Sicurezza, Fratelli d’Italia presenta il ddl “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Fratelli d’Italia è orgogliosa che il Governo abbia recepito una proposta che sosteniamo da tempo: chi sceglie di commettere un reato e mette in pericolo la vita o l’incolumità altrui non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. È una norma di buon senso che rafforza un principio chiaro: lo Stato è dalla parte delle persone perbene e delle vittime, non dei criminali. Il provvedimento si muove nel pieno rispetto dei principi costituzionali e offre maggiore certezza nell’applicazione della disciplina sulla legittima difesa. È un ulteriore passo avanti nella politica di sicurezza che Fratelli d’Italia porta avanti con coerenza”. Così Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia alla conferenza stampa per la presentazione del nuovo Disegno di Legge (DDL) dal titolo “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”.

“Con questo disegno di legge vogliamo porre un limite alle interpretazioni delle norme, troppo spesso discutibili, per fare in modo che diventi chiaro un concetto: coloro che subiscono un danno mentre compiono gravi reati non hanno alcun diritto ad essere risarciti. È una questione di giustizia e di buonsenso. Il ‘mestiere’ del rapinatore e di colui che usa violenza nei confronti di altri, non può essere considerato un lavoro, quindi se resta sacrosanto il diritto di risarcimento per danni subiti durante il proprio operato lavorativo non può esserlo per chi li subisce mentre delinque”, aggiunge Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

“Noi avevamo già previsto questa esigenza sul risarcimento, poi ovviamente con il DL Sicurezza siamo arrivati a farne una battaglia di tutto il governo. Ci teniamo a specificare che si tratta di una norma extra rispetto alla legittima difesa. È un principio che vale a prescindere: se sei vittima non devi risarcire il tuo aggressore, non ha senso che tu lo debba essere due volte, dell’aggressore prima e della legge poi”, spiega Giovanni Donzelli, responsabile del dipartimento organizzazione di Fratelli d’Italia.

“Con questo provvedimento noi andiamo a sanare quel corto circuito giuridico che vede il paradosso per il quale la vittima si trova costretta a risarcire i suoi aggressori. Questo disegno di legge nasce da lontano, depositato due anni fa in Senato da Fratelli d’Italia, e non sull’onda delle cronache. Chi pensa che si possa continuare a delinquere e chiedere risarcimenti se poi le vittime reagiscono, si sbaglia di grosso. E’ una proposta di assoluto buonsenso: non possiamo più permettere questo cortocircuito giuridico, ci aspettiamo che la sinistra la condivida una proposta che è fatta per tutelare le persone per bene”, precisa Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera e responsabile del programma del partito.

Advertisement

“Non c’è solo il caso di Mario Roggero, ce ne sono molti meno conosciuti e tutti assurdi e noi non possiamo consentire che queste assurdità continuino. Lo spirito di questa iniziativa è quello di inserire un automatismo che impedisca interpretazioni della norma e introducendo un principio di ‘buonsenso’ che tuteli, almeno da questo punto di vista, le vere vittime. Già oggi esiste l’ipotesi in cui non ci sia il risarcimento per legittima difesa, ma le valutazioni successive hanno portato comunque le vittime a pagare. L’introduzione di un automatismo previsto dal ddl, serve ad evitare che ciò accada”, conclude Marco Lisei, senatore di Fratelli d’Italia.

– Foto ufficio stampa Fratelli d’Italia –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Politica

Roggero, Nordio “Dialogo con Mattarella, sulla grazia decide il Colle”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) –  “Con il presidente, le cui osservazioni vengono sempre accolte con deferente attenzione, il dialogo è stato sereno e squisitamente tecnico. É ovvio che la prerogativa delle concessione della grazia è esclusivamente sua. Qui si trattava del potere di impulso. Il diritto è sempre materia opinabile, tanto che le supreme magistrature cambiano spesso orientamento, e talvolta entrano in contrasto tra loro. Non c’è nessun reato di lesa maestà neanche in un conflitto di attribuzioni, come una volta è avvenuto proprio tra Quirinale e via Arenula: la Corte Costituzionale è li proprio per risolverli. Mi dispiace solo che, come nel caso Minetti, una certa stampa abbia enfatizzato quel colloquio in modo eccessivo”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, ricordando che, sulla decisione di avviare l’istruttoria sulla grazia al gioielliere Mario Roggero, “è andata esattamente come ha detto la presidente. Nel merito mi sono trovato subito d’accordo, proprio perché pena e risarcimento ci sembravano esagerati. Abbiamo tuttavia voluto verificare, con lo staff del Ministero e di Palazzo Chigi, se il ministro avesse la legittimazione a iniziare d’ufficio la procedura, perché sul punto il codice è ambiguo e non c’erano precedenti giurisprudenziali in materia. La dottrina più autorevole, direi l’unica sul punto, sostiene che il ministro può prendere l’iniziativa. E così abbiamo fatto”.

Aprire l’istruttoria, rivendica il ministro, “è stato un gesto umanitario. Con la presidente Meloni la sintonia, anche in materia di giustizia, è assoluta”, prosegue il ministro. Perchè lei e Meloni parlate di pena sproporzionata? “Vi sono omicidi e omicidi. Lo stesso codice ne prevede una varietà notevole, condita di circostanze aggravanti e di attenuanti. Uccidere con premeditazione non è come uccidere in un momento di alterazione psichica determinata da una aggressione altrui. Chi viene rapinato davanti alla famiglia non ragiona con atarassica serenità. E il provvedimento di clemenza è stato istituito anche per correggere alcune distonie tra il rigore della legge formale e la complessità della natura umana”, conclude

“Le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio. Bisogna però tener conto delle situazioni anche psicologiche di chi si trova a dover operare in momenti di estrema difficoltà. In ogni caso occorre attendere l’esito dell’autopsia – ha aggiunto Nordio  E a chi gli chiedeva se il caso non gli rammentasse le metodologie dell‘Ice negli Stati Uniti, Nordio ha risposto: “No. Quello Usa è molto diverso. Sia nella disciplina della legittima difesa, sia in quello dell’uso delle armi da parte della polizia. Dopo 40 anni di esperienza da pm so che l’uso delle armi delle nostre forze dell’ordine è sempre stato molto prudente”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.