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Cronaca

Nuova notte di raid russi in Ucraina, 4 morti e 11 feriti

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ROMA (ITALPRESS) – E’ di 4 morti e 11 feriti il bilancio dei raid aerei russi condotti nella notte sull’Ucraina, secondo quanto riportato dalle autorità ucraine. In particolare, tre persone sono rimaste uccise e altre sei ferite in un attacco su un impianto di produzione e stoccaggio che ha preso fuoco nel distretto di Obukhiv, a sud della capitale Ucraina, come reso noto dal servizio statale di emergenza ucraino su Telegram. Nel sud-est del Paese, invece, una persona è morta e cinque sono rimaste ferite nei raid su Zaporizhzhia e la regione circostante, ha riferito su Telegram Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare locale. Complessivamente, durante la giornata, i russi hanno lanciato 848 attacchi contro 52 insediamenti della regione di Zaporizhia. Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto di avere parlato “con Marco Rubio e la conversazione è stata soprattutto sui temi importanti. Grazie per la sua disponibilità ad aiutarci e per la chiarezza della sua posizione. Il primo punto riguarda i missili antibalistici, necessari per proteggere la vita umana. Il secondo è il sistema di allerta precoce contro gli attacchi balistici russi, che è di vitale importanza. Il terzo riguarda la situazione relativa a Starlink/Starshield, che deve essere ripristinata. Naturalmente, tutto ciò si inserisce nel contesto dei nostri sforzi diplomatici per porre fine a questa terribile guerra e alla continua uccisione di persone”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Cronaca

“Operazione Plata”, eseguite a Trento 26 misure cautelari per traffico di droga

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TRENTO (ITALPRESS) – Alle prime ore di oggi, nelle province di Trento e Brescia, i Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana, con la collaborazione dei Comandi Arma territorialmente competenti, hanno eseguito 26 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Trento su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 23 uomini e 3 donne, di cui 14 stranieri. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, anche per ingenti quantitativi, approvvigionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanze dopanti e furto in abitazione in concorso. L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trento, svolta nel periodo maggio 2025 – giugno 2026, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, riscontri investigativi, intercettazioni e altre attività tecniche di monitoraggio. Le investigazioni hanno consentito di ricostruire l’operatività di una vasta rete dedita principalmente allo spaccio di cocaina e hashish, composta da cittadini italiani e stranieri residenti in Valsugana e in altre zone della provincia di Trento. Secondo quanto emerso, lo stupefacente proveniva prevalentemente dalla Lombardia e veniva trasportato periodicamente in Trentino da corrieri o dagli stessi spacciatori locali, anche mediante autovetture appositamente noleggiate. La rete avrebbe rifornito con continuità una platea di circa cento consumatori, uomini e donne appartenenti a differenti fasce d’età e contesti sociali, perfino minorenni ultraquattordicenni, domiciliati principalmente nei comuni di Borgo Valsugana, Levico Terme, Caldonazzo e Pergine Valsugana, nonchè a Trento e a Rovereto. Nel corso dell’indagine sono stati complessivamente sequestrati 5,5 chilogrammi di cocaina, 12 chilogrammi di hashish, cinque armi da fuoco risultate provento di furti in abitazione e 12.000 euro in contanti, documentando n. 800 cessioni di droga. Un episodio peculiare è emerso lo scorso maggio, quando una perquisizione a carico di un indagato ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze dopanti. I farmaci, acquistati clandestinamente online e privi di autorizzazione A.I.C. dell’A.I.F.A., erano destinati alla rivendita illegale a clienti della zona. Le indagini hanno accertato che i plichi venivano spediti tramite corriere simulando come mittente una ditta di manutenzione ascensori del Sud Italia; la consegna avveniva poi a un indirizzo terzo, dove l’indagato andava di persona a ritirarli. In totale sono state sequestrate 29 tipologie di preparati: nandrolone, steroidi anabolizzanti orali e iniettabili (tra cui testosterone, trembolone, drostanolone, primobolan, winstrol e dianabol), numerose fiale anonime di polvere bianca dichiarata come GH (ormone della crescita) e farmaci accessori quali insulina, diuretici, ormoni tiroidei, modulatori ormonali ed epatoprotettori. Prima dell’odierna operazione, le attività d’indagine avevano già portato all’arresto in flagranza di 9 persone e alla denuncia in stato di libertà di altre 11. Nell’odierna fase esecutiva, svolta dalle varie articolazioni del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento e della Stazione di Gavardo (BS), anche con il supporto del 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bolzano e delle unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri di Laives (BZ), della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Trento, che ha visto impiegare complessivamente 140 militari, sono state effettuate perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare un ulteriore importante quantitativo di sostanze anabolizzanti di non comune reperibilità sul mercato, 400 grammi di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina e chetamina).e 42.500, € in contanti.

Foto: Carabinieri Trento

(ITALPRESS).

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Cronaca

A Viterbo smantellata fabbrica di sigarette di contrabbando, 8 arresti

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VITERBO (ITALPRESS) – Otto persone arrestate e 20 tonnellate di tabacco sequestrate è il bilancio dell’operazione dei finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo che hanno scoperto, in zona Settevene (Viterbo), un vero e proprio opificio per la produzione completa di sigarette, dal tabacco trinciato al pacchetto confezionato e imballato in stecche. Sono stati sorpresi, intenti nella lavorazione, 7 soggetti, mentre, alla guida di un autocarro carico di tabacchi lavorati è stata fermata un’altra persona. L’operazione ha consentito il sequestro di circa 20 tonnellate di tabacco (parte sfuso e parte già prodotto finito).
Nei giorni scorsi, una pattuglia della Compagnia di Civita Castellana, durante un servizio di controllo economico del territorio, è stata insospettita dai movimenti di carico merce frettolosi e concitati nei pressi di un capannone già da qualche tempo attenzionato. Il successivo controllo del mezzo pesante ha permesso di riscontrare un carico di circa 6 tonnellate di tabacchi lavorati recanti marchi contraffatti in modo impeccabile, ma traditi dal riportare, su ogni pacchetto, lo stesso numero seriale. Il conducente italiano, che avrebbe percepito circa 1000 euro per il trasporto, è stato arrestato in arresto in flagranza di reato.
Con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Civita Castellana per l’abbattimento delle porte blindate a custodia dell’ingresso, le fiamme gialle hanno fatto accesso nell’immobile, scoprendo una vera e propria fabbrica occulta del tabacco, concepita e costruita per produrre in frode del regime di monopolio, senza soluzione di continuità, articoli da fumo, nonchè sorprendendo 7 persone di nazionalità paraguaiana intente nella lavorazione.
La perquisizione dei locali ha portato al rinvenimento, nell’area principale di produzione, di vani insonorizzati con pannelli fonoassorbenti per contenere al massimo i rumori dei macchinari in uso. L’impianto, pienamente in funzione, consentiva – a partire da materiali grezzi, attraverso una sofisticata e automatizzata catena di montaggio – di sfornare ininterrottamente pacchetti di sigarette in tutto e per tutto identici agli originali. Inoltre, collegati ai macchinari sono stati rilevati un sistema di condutture portanti a delle canne fumarie per lo smaltimento dei fumi, delle camere climatiche d’essiccazione riscaldate ad elevatissime temperature, mediante collegamenti elettrici ad alta tensione, e dei gruppi elettrogeni alimentati da una rilevante quantità di gasolio per evitare consumi elettrici eccessivi. Il processo di produzione, oltre che per la contraffazione e la frode delle accise, presentava profili di rischio per gli ignari consumatori finali in considerazione della totale assenza di controlli sanitari e delle rudimentali modalità di trattamento del tabacco rinvenuto.
Sempre all’interno della struttura, adiacenti all’area di lavoro, sono stati scoperti anche dei precari mini alloggi, versanti in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma meticolosamente organizzati per la diuturna permanenza. Gli spazi erano predisposti con 10 posti letto, un locale cucina-soggiorno, dove sono state rinvenute vivande, anche non idoneamente conservate, collegamenti tv, divani e un jammer disturbatore di frequenza per scongiurare captazioni da parte forze dell’ordine.
Al termine delle operazioni, sono state sequestrate e affidate in giudiziale custodia presso l’Agenzia Dogane e Monopoli di Civitavecchia circa 20 tonnellate di tabacco trinciato e di sigarette di contrabbando destinate al mercato nero per un valore stimato di 7,5 milioni di euro. Sono stati inoltre cautelati l’intero complesso aziendale, dove la sola linea automatizzata per la produzione e il confezionamento ha un costo stimato di circa 2 milioni di euro, un autoarticolato e denaro contante.

– Foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

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Usura ed estorsione, 4 misure cautelari e sequestri per 700mila euro a Bari

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BARI (ITALPRESS) – Quattro misure cautelari personali e sequestri di beni e somme di denaro per oltre 700 mila euro, per i reati di usura, estorsione, riciclaggio e trasferimento fraudolento di
valori. Nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari, il gip di Trani ha emesso, su richiesta della Procura, un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 4 soggetti (3 in carcere e 1 ai domiciliari), in relazione alle ipotesi di reato di usura, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e abusiva attività finanziaria.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani e delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari, hanno consentito di ricostruire, grazie a complesse investigazioni bancarie a patrimoniali, un’articolata “rete” di prestiti usurari praticati da 3 soggetti, anche con ricorso ad atti di intimidazione ed estorsivi, nei confronti di persone: spesso ludopatiche, per poche centinaia di euro, che le stesse avrebbero sistematicamente reinvestito nel “gioco legale” (VLT e Slot Machine), in punti gioco installati all’interno di locali commerciali gestiti dagli usurai; piccoli imprenditori/artigiani i quali, versando in una condizione di difficoltà finanziaria e non potendo più accedere ai tradizionali canali del credito, erano costretti a rivolgersi agli usurai (per importi da 1000 fino a 80 mila euro) pagando tassi di interesse variabili tra il 60% e il 1.260% annuo.
In tale contesto, è stato rilevato che, pur di rientrare in possesso delle somme prestate, gli usurai, anche avvalendosi della collaborazione di altri soggetti, avrebbero, in un primo caso, “minacciato e schiaffeggiato un imprenditore e, in un’ulteriore circostanza, costretto una vittima a stipulare un contratto preliminare di vendita della sua abitazione a beneficio di un prestanome, con indicazione che parte della somma pattuita era stata già precedentemente versata dall’acquirente in separata sede, senza tuttavia indicare i canali finanziari utilizzati”.
Gli sviluppi investigativi hanno consentito di appurare, secondo l’impostazione accolta dal gip, la condotta di uno degli indagati principali, il quale, già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale antimafia, “avrebbe fittiziamente intestato beni immobili e le quote di tre società – di cui una attiva nel settore delle costruzioni e due operanti nel commercio di autoveicoli – a soggetti a lui vicini, mantenendone comunque l’amministrazione di fatto”. Da tale condotta sono scaturite ulteriori contestazioni a carico dei soci prestanome.

– Foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

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