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Cronaca

Chiedono 1.000 euro per restituire un cane smarrito, denunciati due giovani a Milano

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MILANO (ITALPRESS) – Un tentativo di estorsione legato al ritrovamento di un cane smarrito è stato sventato dagli agenti della Polizia Locale di Milano – Unità Territoriale 9, che hanno denunciato a piede libero una donna italiana di 26 anni e il fidanzato di 22, di origine palestinese.

La vicenda ha avuto inizio domenica in zona Niguarda, quando un esemplare di razza Malinois, una varietà del pastore belga del valore di circa 2.000 euro, mentre si trovava a passeggio con il fidanzato della proprietaria, all’improvviso si è spaventato ed è fuggito facendo perdere le proprie tracce. La proprietaria dell’animale, nella speranza di ritrovarlo, ha subito affisso diversi volantini nel quartiere finché ieri, 19 ottobre, è stata contattata telefonicamente dalla ventiseienne che affermava di avere il cane e di essere disposta a restituirlo solo in cambio del pagamento di un riscatto di 1.000 euro.

Rifiutata la richiesta illecita, la proprietaria si è rivolta agli uffici del Comando della Polizia Locale per sporgere formale denuncia. Gli agenti, risaliti all’identità della giovane, si sono recati presso la sua abitazione, denunciandola all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata estorsione. In quella sede, la giovane ha riferito che l’animale si trovava in custodia presso il fidanzato, un ragazzo di 22 anni già sottoposto all’obbligo di firma presso la Stazione dei Carabinieri di Bollate. La Polizia locale, identificato e denunciato anche il ragazzo per lo stesso reato, ha così recuperato e riconsegnato il cane alla legittima proprietaria.

– foto ufficio stampa Polizia Locale Milano –

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(ITALPRESS).

Cronaca

Federico Romani premia a Palazzo Pirelli Angelo De Simone, dirigente di Polizia ferito negli scontri a Milano

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MILANO (ITALPRESS) – Un riconoscimento al coraggio, alla professionalità e al senso del dovere di chi ogni giorno è in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini. Il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha ricevuto e premiato questa mattina nel suo ufficio a Palazzo Pirelli Angelo De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato e responsabile del Commissariato Garibaldi-Venezia di Milano, ferito alla testa da un sampietrino durante gli scontri di sabato scorso in piazza Duomo. “Quello che è accaduto a Milano è inaccettabile- ha sottolineato il Presidente Romani – ed esprimo la mia piena solidarietà ad Angelo De Simone e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno lavorano per proteggere i cittadini, spesso esponendosi a rischi enormi. La sua immagine, ferito ma ancora al proprio posto, racconta meglio di tante parole cosa significhino senso del dovere e responsabilità verso lo Stato. Con questo riconoscimento voglio esprimergli la gratitudine delle istituzioni e di una comunità che non può accettare che chi garantisce la sicurezza diventi bersaglio della violenza”. Nonostante la ferita e il volto insanguinato, De Simone è rimasto in servizio per coordinare i reparti e contribuire a riportare sotto controllo la situazione nel centro della città. Una scelta che testimonia la dedizione e la responsabilità con cui ha continuato a svolgere il proprio compito, tornando in piazza anche il giorno successivo per garantire la sicurezza pubblica.

“Manifestare è un diritto fondamentale -ha concluso Federico Romani – ma nessun diritto può diventare un alibi per devastare, aggredire o mettere a rischio l’incolumità delle persone. Non esistono violenze di piazza giustificabili, né attenuanti per chi sceglie di lanciare pietre contro un agente o distruggere la città. Il dissenso si esprime con le idee e le parole, non con la violenza. Difendere chi indossa una divisa significa difendere la legalità, la libertà, la democrazia e lo Stato”. Al Commissario Angelo De Simone il Presidente Romani ha consegnato la medaglia istituzionale d’argento di Sant’Ambrogio. “Ringrazio il Presidente Romani per il riconoscimento assegnato -ha affermato Angelo De Simone-: la vicinanza, il sostegno e la solidarietà delle istituzioni sono per noi particolarmente importanti e ci incoraggiano nel nostro impegno al servizio dello Stato e dei cittadini”.

– foto ufficio stampa presidente Consiglio Regionale Lombardia –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 20 ottobre 2026

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Apriamo da Milano, dove resta alta la tensione dopo i disordini del fine settimana. Sono 271 i giovani accompagnati in questura, di cui 220 minorenni. Per undici arrestati è stato chiesto il carcere. Ieri nuovi momenti di tensione si sono registrati anche a Legnano, con lanci di sassi davanti al commissariato dopo una manifestazione studentesca.

A colpire è soprattutto l’età dei ragazzi coinvolti: tra i fermati ci sarebbero anche undicenni e dodicenni. Alcuni avrebbero raccontato di sentirsi esclusi e invisibili, mentre le indagini cercano di capire quanto ci sia di organizzato dietro i gruppi protagonisti di saccheggi e vandalismi.

Nel Varesotto, proseguono invece le indagini sulla morte di Pierina Buffon. L’ex compagno è accusato di femminicidio: secondo gli investigatori avrebbe installato un gps sull’auto della donna e l’avrebbe poi speronata con la propria vettura lanciata ad alta velocità.

Sempre in Lombardia, è morta a 83 anni Paola Bettoni, madre di Lidia Macchi. Se ne va senza avere avuto una risposta definitiva sull’omicidio della figlia, avvenuto quarant’anni fa.

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Passiamo alla provincia di Pavia.

La Regione Lombardia ha stanziato oltre un milione di euro per Ats Pavia con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e aumentare le prestazioni sanitarie disponibili sul territorio.

A Voghera, alcuni residenti che abitano vicino alla ferrovia chiedono invece risarcimenti dopo mesi di lavori notturni sui binari, tra rumori, martellate e clacson che avrebbero reso difficile il riposo per tutta l’estate.

A Pavia è stata celebrata una messa in ricordo del carabiniere Valerio Daprà, morto un anno fa con due colleghi nell’esplosione di Castel d’Azzano, nel Veronese. La famiglia continua a chiedere piena chiarezza sulla tragedia, mentre prende il via il processo.

Infine sul delitto di Garlasco, resta aperto il confronto sulle consulenze depositate dalla difesa di Andrea Sempio, che riguardano impronte, Dna e dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi e saranno ora valutate dalla Procura.

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Cronaca

“Operazione Plata”, eseguite a Trento 26 misure cautelari per traffico di droga

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TRENTO (ITALPRESS) – Alle prime ore di oggi, nelle province di Trento e Brescia, i Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana, con la collaborazione dei Comandi Arma territorialmente competenti, hanno eseguito 26 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Trento su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 23 uomini e 3 donne, di cui 14 stranieri. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, anche per ingenti quantitativi, approvvigionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanze dopanti e furto in abitazione in concorso. L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trento, svolta nel periodo maggio 2025 – giugno 2026, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, riscontri investigativi, intercettazioni e altre attività tecniche di monitoraggio. Le investigazioni hanno consentito di ricostruire l’operatività di una vasta rete dedita principalmente allo spaccio di cocaina e hashish, composta da cittadini italiani e stranieri residenti in Valsugana e in altre zone della provincia di Trento. Secondo quanto emerso, lo stupefacente proveniva prevalentemente dalla Lombardia e veniva trasportato periodicamente in Trentino da corrieri o dagli stessi spacciatori locali, anche mediante autovetture appositamente noleggiate. La rete avrebbe rifornito con continuità una platea di circa cento consumatori, uomini e donne appartenenti a differenti fasce d’età e contesti sociali, perfino minorenni ultraquattordicenni, domiciliati principalmente nei comuni di Borgo Valsugana, Levico Terme, Caldonazzo e Pergine Valsugana, nonchè a Trento e a Rovereto. Nel corso dell’indagine sono stati complessivamente sequestrati 5,5 chilogrammi di cocaina, 12 chilogrammi di hashish, cinque armi da fuoco risultate provento di furti in abitazione e 12.000 euro in contanti, documentando n. 800 cessioni di droga. Un episodio peculiare è emerso lo scorso maggio, quando una perquisizione a carico di un indagato ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze dopanti. I farmaci, acquistati clandestinamente online e privi di autorizzazione A.I.C. dell’A.I.F.A., erano destinati alla rivendita illegale a clienti della zona. Le indagini hanno accertato che i plichi venivano spediti tramite corriere simulando come mittente una ditta di manutenzione ascensori del Sud Italia; la consegna avveniva poi a un indirizzo terzo, dove l’indagato andava di persona a ritirarli. In totale sono state sequestrate 29 tipologie di preparati: nandrolone, steroidi anabolizzanti orali e iniettabili (tra cui testosterone, trembolone, drostanolone, primobolan, winstrol e dianabol), numerose fiale anonime di polvere bianca dichiarata come GH (ormone della crescita) e farmaci accessori quali insulina, diuretici, ormoni tiroidei, modulatori ormonali ed epatoprotettori. Prima dell’odierna operazione, le attività d’indagine avevano già portato all’arresto in flagranza di 9 persone e alla denuncia in stato di libertà di altre 11. Nell’odierna fase esecutiva, svolta dalle varie articolazioni del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento e della Stazione di Gavardo (BS), anche con il supporto del 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bolzano e delle unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri di Laives (BZ), della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Trento, che ha visto impiegare complessivamente 140 militari, sono state effettuate perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare un ulteriore importante quantitativo di sostanze anabolizzanti di non comune reperibilità sul mercato, 400 grammi di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina e chetamina).e 42.500, € in contanti.

Foto: Carabinieri Trento

(ITALPRESS).

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