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Economia

Bper, “Il futuro parte dal basso” con i progetti di crowdfunding

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MODENA (ITALPRESS) – Sono 5 i progetti vincitori della quinta edizione della call “Il futuro a portata di mano”, lanciata da Bper Banca su Produzioni dal Basso – prima piattaforma di crowdfunding e social innovation – con l’obiettivo di cofinanziare idee e programmi educativi, sociali e culturali proposti da realtà del Terzo Settore e rivolti ai giovani dai 3 ai 19 anni. Ora i progetti, se riusciranno a raggiungere in crowdfunding il 30% del budget complessivo, verranno cofinanziati al 70% da Bper Banca, fino a un massimo di 15.000 euro per ciascuno. I cinque enti del terzo settore affronteranno un percorso formativo sui temi del crowdfunding e della comunicazione svolto da Produzioni dal Basso, dopodiché avvieranno le campagne di raccolta fondi dal 12 settembre fino al 26 ottobre, attraverso il network dedicato in piattaforma. I vincitori della call coinvolgono diversi territori, da nord a sud della Penisola. A Montemarciano (Ancona) la Fondazione Caritas Senigallia Onlus propone il progetto “Altre direzioni”, che mira allo sviluppo dell’identità personale, sociale e relazionale dei giovani del territorio di riferimento, con l’obiettivo di potenziare le loro relazioni sociali, rafforzandone le potenzialità artistico creative attraverso diverse attività: laboratori espressivi, tecnologici, ma anche workshop dedicati agli antichi mestieri. A Milano l’Associazione Minima Theatralia propone il progetto “Tu mi fai girar | an eco-friendly virtual tour for young people”: i ragazzi saranno coinvolti in laboratori multidisciplinari, condotti da operatori specializzati, per realizzare un virtual tour di 5 tappe. Un’esperienza immersiva e interattiva, fruibile gratuitamente online che, tramite geolocalizzazione, permette di assegnare un video-racconto musicale, creato assieme ai ragazzi e alle loro famiglie, a un luogo diverso dei quartieri Dergano, Bovisa, Comasina e Affori. A Trento arriva il progetto Euforia Circus Festival dell’Associazione Prodigio Odv: l’idea è quella di portare abbondanza culturale nei territori fertili del Monte Bondone, dove i partecipanti, alcuni con disabilità, saranno coinvolti nella realizzazione di un Festival di Circo e arti performative per tutta la popolazione, inserito con rispetto nell’ambiente montano. A Potenza l’Associazione di promozione sociale Latte Amore e Fantasia propone “La potenza del racconto”, un progetto culturale rivolto ai bambini dai 3 ai 9 anni della città di Potenza, che ha come obiettivo quello di ideare, produrre e distribuire un libro illustrato per ragazzi interamente sviluppato grazie al contributo diretto dei bimbi della città. G.O giovani all’opera 2.0” di Hobbit società cooperativa sociale di San Benedetto del Tronto promuoverà l’inclusione sociale e garantirà pari opportunità esperienziali attraverso una modalità innovativa, ovvero la registrazione di podcast. Verrà allestita una cabina insonorizzata e formato un gruppo di adolescenti (200 giovani in totale) in modo da favorire dinamiche di peer education con la registrazione di podcast. I giurati che hanno selezionato le candidature insieme a Bper Banca sono Edoardo Patriarca, portavoce del Forum del Terzo Settore 1999-2006, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore 2017-2021 e Chiara Tommasini, Presidente del CsvNet.

– Foto ufficio stampa Bper –

(ITALPRESS).

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Economia

Giorgetti “Possibile crescita del Pil all’1%, l’Italia si è dimostrata resiliente”

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CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”

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ROMA (ITALPRESS) – Lo sbarco di Italo in Germania “significa molto, se penso a come partimmo, col fondamentale sostegno di alcuni amici e di Banca Intesa”. Così il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista a Milano Finanza. “La concorrenza è un vaccino, non un virus, e dalla nostra esperienza italiana, da cui anche Banca Intesa ha avuto un guadagno eccellente dal suo investimento, intendiamo muoverci per l’operazione in Germania. In Italia abbiamo fatto segnare un boom dell’utilizzo del treno rispetto all’aereo, prima era al 30% rispetto al 70%, ora l’utilizzo del mezzo sui binari si è capovolto come proporzioni. E abbiamo migliorato la qualità del servizio, delle stazioni e dei mezzi. Ci hanno guadagnato tutti”, spiega. Su possibili paletti tedeschi, Montezemolo dice: “Non lo so, certo qualcosa ci aspettiamo dall’ultimo operatore nazionale monopolista rimasto nei paesi europei, Deutsche Bahn. So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un monopolio quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso proprio a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania”. Poi, sul perché Italo ha scelto la Germania, aggiunge: “Perché è un paese perfetto per il treno, da questo punto di vista assomiglia molto all’Italia, ed è in ritardo dal punto di vista delle infrastrutture e del grado di soddisfazione della clientela”.

In principio saranno collegate 18 città tedesche con 50 servizi giornalieri. Poi la Germania è il cuore dell’Europa, possiamo collegare il Nord, dall’Olanda al Mare del Nord, tutto l’Est, la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria, e il Sud, con l’Italia. E poi faremo lavorare i tedeschi, i fornitori. Si tratta di un’operazione da 3,6 miliardi, 26 treni più un’opzione per altri 14 e 30 anni di manutenzione, 2.500 assunzioni in Germania tra dirette e indirette, una società tedesca con management e personale tedesco. Stiamo allestendo la macchina, che avrà un software italiano ma un hardware tedesco”. Infine, sulla crisi del settore auto, Montezemolo sottolinea che “le regole europee non hanno di certo aiutato perché fissare al 2035 la fine dei motori termici è stato sbagliato. L’Europa ha dato un bel colpo all’auto. Poi non ha aiutato il fatto che le case automobilistiche non hanno capito prima la crisi che stava arrivando. In terzo luogo, non ha aiutato il fatto che i giovani non desiderano più le auto ma preferiscono cambiare lo smartphone. Quarto elemento sono le zone a traffico limitato che hanno ridotto la circolazione e ovviamente anche l’aspetto climatico. Quinto elemento il boom delle macchine piccole, che ha ridotto i margini di molto e l’avvento di quelle cinesi“, chiosa.

– foto IPA Agency –

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Economia

Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi

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ROMA (ITALPRESS) – Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio. L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità.

Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale. A subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi. A livello regionale è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo.

I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità. Secondo Confesercenti il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce – osserva Confesercenti – rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.

– foto IPA Agency –

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