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Economia

Editoria, Riffeser Monti “Per Monrif risultati soddisfacenti”

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Monrif chiude il primo semestre con ricavi consolidati a 74,8 milioni, rispetto ai 69,4 milioni dell’analogo periodo del 2021 con un incremento del 7,9%. Il fatturato pubblicitario è in crescita del 4,5%. I costi operativi sono in crescita del 12,2% per effetto dell’incremento delle materie prime, delle energie e della ripresa delle attività alberghiere. Il costo del lavoro è in riduzione dell’1,2%. Il margine operativo lordo consolidato è pari a 4,7 milioni, rispetto a 3,7 milioni registrati al 30 giugno 2021, con un incremento di oltre il 25% rispetto l’analogo periodo dell’esercizio precedente. L’indebitamento finanziario netto consolidato si attesta a 61,6 milioni rispetto ai 55,2 milioni registrati al 31 dicembre 2021. Il presidente Andrea Riffeser Monti, considera “soddisfacenti i risultati di questi primi sei mesi, pur in un contesto nazionale e internazionale, economico e politico, destabilizzante e volatile. Gli investimenti nella transizione digitale hanno raggiunto gli obiettivi di periodo prefissati, sia in termini di apprezzamento da parte degli utenti e degli investitori, sia in termini di visibilità, come evidenziato dai dati Audiweb appena pubblicati, riferiti al mese di maggio, che certificano il network Quotidiano Nazionale al quarto posto tra i siti di informazione per utenti unici mensili e per pagine viste. E’ per me importante – sottolinea – ringraziare tutte le persone che lavorano in Monrif, dagli impiegati ai giornalisti, dai tipografi ai collaboratori che, grazie al loro impegno e alla loro disponibilità, hanno contribuito a ottenere questi risultati. Ringrazio, inoltre, Agnese Pini per avere accettato la sfida di guidare tutte le testate del nostro Gruppo. La nomina di una direttrice unica per QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno permette di creare sinergie sempre più produttive tra la carta stampata e Internet, migliorando l’offerta informativa sia qualitativa sia quantitativa. La scelta è stata accolta più che positivamente dai lettori, dal mercato e da tutti i nostri stakeholder e rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione del futuro di Monrif. Stiamo seguendo con attenzione l’andamento del titolo al fine di segnalare eventuali anomalie ai nostri avvocati perché possano, in caso, valutare la sussistenza dei presupposti per potenziali esposti alle autorità competenti”, conclude.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Monrif-

Economia

Dazi, Urso “Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto le regioni più colpite”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo fatto una stima previsionale già prima che fossero annunciati i dazi, individuando i settori maggiormente colpiti, alimentazione e meccanica, le Regioni che potrebbero risentirne di più, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, le dieci aziende che avrebbero le maggiori difficoltà in ciascun comparto e le filiere produttive con il maggiore impatto. Già sei mesi fa abbiamo ingaggiato una battaglia in Europa perché fossero rimosse le folli regole del Green Deal che avevano già portato al collasso dell’industria dell’auto europea. Ed lo ribadiamo oggi con ancora più forza. Perché l’Europa deve agire, ancor prima di reagire”. Lo dice, al quotidiano Il Tempo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Dazi, Orsini “Abbiamo la necessità di dialogare con gli Stati Uniti”

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FIRENZE (ITALPRESS) – “Mi collego un po’ con quello che ha detto il ministro Giorgetti ieri, non facciamoci prendere dal panico perché da un certo punto di vista vedere che Wall Street brucia 5000 miliardi, Piazza Affari ne brucia 47 miliardi di capitalizzazione. Attenzione, e lo dico ai risparmiatori, ai piccoli risparmiatori che qualcuno sta facendo dei grandi interessi, quindi cerchiamo di usare la testa, fermiamoci”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo al congresso federale della Lega in svolgimento a Firenze parlando del tema dei dazi.

“La verità è che il grande lavoro che noi stiamo facendo con gli Stati Uniti per noi è importante, 65 miliardi di esportazioni, un saldo positivo di 42 miliardi, quindi noi abbiamo la necessità di dialogare con gli Stati Uniti. Quindi è anche per questo che noi abbiamo detto che serve lavorare e negoziare tutti assieme in Europa con gli Stati Uniti, ma usando anche i rapporti che esistono – ha proseguito Orsini – Abbiamo visto ieri Elon Musk che comunque ha fatto citazioni interessanti, quindi io credo che oggi chi ha rapporti li deve saper usare, ma l’Europa tutti insieme deve negoziare” ha aggiunto Orsini che poi ha spiegato: “Noi esportiamo il 52% del nostro prodotto in Europa e non è che se l’Italia va bene e la Germania va male, noi non abbiamo un problema. Il negoziato” con gli Usa “lo si può fare giustamente sul Big Tech, lo possiamo fare sull’acquisto del gas, anche se siamo consapevoli che comunque il gas liquido che stiamo comprando costa di più, e l’altra cosa che possiamo fare è che non dobbiamo scordarci che l’80% della difesa europea l’acquistiamo dagli Stati Uniti. Dobbiamo crescere, vogliamo crescere, abbiamo aziende che lo possono fare, però oggi questa è la realtà”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

I dazi abbattono le borse europee, Milano azzera i guadagni del 2025 e chiude a -6,54%

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MILANO (ITALPRESS) – Comincia l’escalation della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. La Cina risponde alle restrizioni Usa annunciando il ricorso al Wto e dazi al 34% sulle importazioni dagli Stati Uniti.

I riflessi sono devastanti. Amplificati dalle dichiarazioni di Jerome Powell. Il capo della Fed ha deluso le aspettative della Casa Bianca annunciando che i dazi faranno salire l’inflazione e dunque è presto per tagliare i tassi. Una comunicazione che ha mandato su tutte le furie Trump che invece su aveva scritto un perentorio messaggio intimando al banchiere di smettere di fare politica e “tagliare i tassi”.

Il braccio di ferro ha provocato il tracollo dei mercati. Che tuttavia Trump tende a minimizzare “è un momento straordinario per diventare ricchi, più ricchi che mai!!!”.

I mercati, però, non la pensano così: L’Europa ha bruciato altri 819 miliardi Il dato si somma ai 422 miliardi della vigilia e porta il saldo negativo a oltre 1.241 miliardi in due giorni.

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Milano ha azzerato I Guadagni del 205 con un ribasso del 6,54%. Un punto percentuale circa in meno, rispetto a quello scatenato dall’attacco alle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001.

Con gli indici di Wall Street che crollano del 5%, dopo aver archiviato ieri la peggior seduta dal 2020, Parigi ha perso il 4,26%, Francoforte il 5,09%, Londra il 4,94%, Madrid il 6,12%. Crolla anche il prezzo del petrolio, portandosi sui minimi dal 2021.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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