Politica
Crosetto “No all’invio di militari italiani in Ucraina”
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8 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo sempre detto no all’invio di soldati italiani in Ucraina, anche perché l’Ucraina dispone adesso delle forze armate più forti che esistono in Europa. Sono circa 700.000, ad esempio, gli ucraini che servono nell’esercito e sono riusciti a fermare quella che è considerata l’armata più forte che esiste, cioè quella russa che in su questo momento conta su oltre 1 milione e mezzo di persone. Tutti dicono che l’Ucraina sta perdendo questa guerra, ma l’Ucraina non stava cercando di vincere la guerra contro la Russia. La Russia cerca di invadere e vincere la guerra, l’Ucraina sta solo cercando di difendersi. La cosa che mi colpisce è che la grande armata russa ha conquistato il 2% del territorio ucraino negli ultimi anni di guerra. Quindi adesso loro hanno bisogno soltanto della pace, della tregua e della pace”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, ospite della trasmissione “Ore 14 sera” su Rai2.
“Sono convinto che gli ucraini possano garantirsi da soli la propria sicurezza in futuro, ma la garanzia più grande è quella che gli viene dall’applicazione di un articolo come il numero 5 della NATO, cioè la garanzia di sicurezza che se avvenisse nuovamente un’invasione come quella che c’è stata interverrebbero tutti quelli che si sono impegnati. In primis gli Stati Uniti, che poi sono gli unici che hanno una vera capacità di deterrenza nei confronti della Russia, cioè quelli che fanno paura veramente alla Russia in caso di intervento – ha spiegato -. Questi sono i punti su cui si sta discutendo anche in queste ore e in questi giorni e mi auguro in qualche modo di riuscire anche qua, come abbiamo fatto a Gaza, non a trovare la migliore delle soluzioni possibili, ma aver tirare fuori un bandolo per iniziare a srotolare una matassa che diventa ogni giorno più complicata”. Secondo il ministro, “ogni giorno in Ucraina muoiono 1.000 – 1.500 persone ogni giorno da 4 anni e ogni giorno senza interruzione cadono sull’Ucraina centinaia di missili, di bombe, di razzi, di droni. A noi dà fastidio e ci ha stufato parlare della guerra in Ucraina. Pensi a quelle popolazioni che, ad esempio, adesso affrontano uno degli inverni più duri che esistono in Europa, avendo perso il 90% della capacità energetica, della luce e del gas. E ogni giorno gli attacchi russi sono principalmente su obiettivi civili, neanche su quelli militari. Il 93% degli attacchi che sono stati ieri sono stati su obiettivi civili”.
“Quindi siamo di fronte a una tragedia nella quale sono morti oltre un milione e 100mila russi e 700.000 uraini, proporzioni da Prima Guerra Mondiale. Una tragedia che va avanti ogni giorno e va fermata in qualunque modo, anche precario, e poi va costruita poco per volta la possibilità di una pace e di una vita normale per quel popolo che non ha fatto nulla per meritarsi una guerra in casa”, ha concluso il ministro.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Caro carburanti, il Cdm proroga il taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto. Meloni “Provvedimenti importanti”
Pubblicato
13 ore fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto si apprende, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo taglio delle accise solo sul gasolio di 17 centesimi al litro, Iva compresa, fino al 25 agosto.
MUSUMECI “STANZIATI 100 MLN PER DANNI A EDIFICI”
“In Consiglio dei ministri ci siamo occupati anche di Protezione civile e Campi Flegrei. A seguito del sisma del 31 luglio e del 1° agosto il governo ha stanziato 100 milioni per riparare i danni degli edifici a Pozzuoli: ci vorranno alcune settimane per una stima definitiva dei danni, ma è importante mettere gli enti locali nelle condizioni di attivarsi subito”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. “Gli edifici dichiarati inagibili sono 395 e sono stati già sgomberati, i sopralluoghi sono in tutto 227 su 1.182 istanze pervenute. Abbiamo provveduto a potenziare il dispositivo dei verificatori con altre 36 squadre di tecnici dei vigili del fuoco; le persone coinvolte sono 700 e 568 di loro si sono già sistemate autonomamente, mentre le altre rimangono alloggiate negli alberghi“, ha aggiunto.
“Abbiamo deliberato un contributo per l’autonoma sistemazione anche per gli eventi sismici arretrati: chi in questo momento non dispone del proprio alloggio può beneficiarne, a patto che presenti istanza per procedere alla sistemazione della propria unità abitativa; quando si sta seduti sul cratere di un vulcano non esiste sicurezza al 100%, ma si tratta di ridurre l’esposizione al rischio degli immobili. Abbiamo deliberato la stabilizzazione, a tempo determinato, del personale nei Comuni che devono fronteggiare questo triste fenomeno, a condizione che abbiano già maturato 36 mesi di servizio: abbiamo inoltre prorogato al 31 dicembre 2027 la struttura del dipartimento di Protezione civile che opera sui Campi Flegrei e abbiamo dato al commissario straordinario il potere di intervenire sul costone che è andato giù con il sisma del 31 luglio; in più abbiamo prorogato la gestione commissariale per la ricostruzione post sisma nei territori interessati dalle calamità del 2016 nell’Italia centrale”, ha concluso Musumeci.
MELONI “IMPORTANTI PROVVEDIMENTI”
“Il Consiglio dei ministri ha approvato diversi importanti provvedimenti. Tra questi, abbiamo prorogato fino al 25 agosto le misure contro il caro carburanti. Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento”. Così sui social la premier Giorgia Meloni. “Inoltre, abbiamo rafforzato gli interventi per i Campi Flegrei, con nuove risorse e misure a sostegno delle famiglie colpite, per la messa in sicurezza degli edifici e per aiutare i Comuni a gestire una situazione che continua a richiedere la massima attenzione”, aggiunge.
“Abbiamo anche autorizzato le assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico: 46.642 docenti, di cui 10.810 insegnanti di sostegno, oltre a dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale ATA. Un investimento importante – spiega Meloni – che porterà nelle nostre scuole quasi 11.000 nuovi insegnanti di sostegno, per garantire maggiore continuità didattica, rafforzare l’inclusione e assicurare agli studenti con disabilità il supporto che meritano. Sappiamo che ci sono sfide che non si risolvono in un giorno. Per questo continueremo a seguire tutte queste situazioni con responsabilità, pronti a intervenire ogni volta che sarà necessario”, conclude la premier.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Delmastro, no a maggioranza della Giunta a una nuova istruttoria: il voto sulle chat torna subito in Aula
Pubblicato
13 ore fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Come presidente di questo organismo ho scelto di non mettere ai voti la scelta sull’accesso e la consultabilità delle chat per non creare un precedente pericoloso. Infatti, la Giunta è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili. La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”. E’ quanto ha reso noto il presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio Devis Dori al termine della seduta odierna.
La Giunta ha votato, a maggioranza, contro un supplemento di istruttoria sul caso Delmastro e stabilito, quindi, che si torni in Aula per il voto sulla relazione della Giunta stessa in cui si nega l’autorizzazione alla Procura di utilizzare le chat di Delmastro con Caroccia.
“Il conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia e dei membri della Giunta. Si è arrivati al paradosso di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Visto che la Consulta, a partire dall’ordinanza n. 17 del 2019, ha riconosciuto a ciascun membro delle Camere, in sede di conflitto di attribuzione, la natura di potere dello Stato, con riferimento alla sfera di prerogative che spettano al singolo parlamentare, diverse e distinte da quelle che spettano all’Assemblea di cui fa parte, esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti”, ha detto ancora Dori.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Piantedosi “Stop a Schengen non contro la Spagna ma a tutela della sicurezza. Ue compatta per negoziare con Paesi terzi”
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21 ore fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Desidero in primo luogo esprimere al Governo spagnolo la sincera solidarietà dell’Italia” e “vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel suo intervento al Consiglio Giustizia Affari Interni dell’Ue.
“È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”, sottolinea. “Non si tratta, dunque, di una misura eccezionale né di una scelta inconsueta, bensì di uno strumento ordinario dell’ordinamento regolamentare, cui gli Stati ricorrono quando si rende necessario governare fenomeni caratterizzati da particolare complessità”.
“Quanto sta avvenendo, ci mostra chiaramente la strategia da seguire: come Unione Europea non dobbiamo più rincorrere le emergenze all’interno dei nostri confini, ma dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell’Unione. La forza contrattuale di 27 Stati messi insieme è enormemente superiore a quella di ogni singolo Paese e pertanto deve essere l’Unione Europea nel suo complesso a negoziare e instaurare rapporti reciprocamente vantaggiosi con i Paesi terzi”, sottolinea. “Per fare questo, è giusto utilizzare tutte le leve politiche ed economiche a nostra disposizione al fine di ottenere una reale e misurabile collaborazione, rivalutando anche i partenariati strategici con l’UE alla luce dei livelli di collaborazione offerti”.
“Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione. L’Italia lo ha chiesto formalmente, sia con lettera rivolta al Commissario Brunner che in occasione dell’ultimo Consiglio Informale di Dublino, nei confronti dei Paesi come il Marocco, che pur non collaborando sul fronte dei rimpatri, gode di importanti vantaggi nei rapporti commerciali con l’Europa. Non possiamo più permetterci che la diplomazia economica viaggi su un binario separato rispetto alla cooperazione in materia di sicurezza e migrazione”, ricorda Piantedosi.
“Accanto alla fermezza sui confini e al contrasto delle reti dei trafficanti, l’Europa deve avere il coraggio di percorrere con decisione la strada delle soluzioni innovative. Abbiamo creato una nuova cornice legislativa a livello europeo ed ora è giunto il momento di mettere in pratica i nuovi modelli di hub per la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in Paesi terzi sicuri, superando i vecchi tabù ideologici del passato”, spiega. “In questo senso, l’Italia ha fatto da apripista con il Protocollo Italia-Albania, che ha suscitato l’interesse di una maggioranza sempre più ampia di Stati Membri. Processare le richieste di asilo con procedure di frontiera accelerate ed eseguire i rimpatri direttamente all’interno di strutture gestite in Paesi terzi sicuri costituiscono il più forte deterrente possibile contro il traffico di esseri umani e contro i flussi irregolari”, conclude.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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