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Economia

Pirelli celebra 150 anni, una storia di industria, cultura e tecnologia

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MILANO (ITALPRESS) – “Che tratto originale, ti pare? Guarda quella P…sembra elastica, di gomma”. Sono le parole che hanno dato il via alle celebrazioni dei 150 anni di Pirelli, con la regia del Piccolo Teatro di Milano, dove un racconto teatrale ha riunito testimonianze, voci e immagini per rappresentare una storia di industria, cultura, costume, tecnologia e passione, iniziata il 28 gennaio 1872.
A ripercorrere i momenti più significativi sono stati Ferruccio De Bortoli, Stefano Domenicali, Paolo Mieli, Renzo Piano, Ferruccio Resta e Annamaria Testa, a fianco del vicepresidente Esecutivo e Ceo, Marco Tronchetti Provera, e di Alberto Pirelli, testimone del legame fra la famiglia e l’azienda. L’evento, condotto da Ilaria D’Amico, ha raccontato un percorso che attraversa tre secoli vissuti da Pirelli nel segno di ciò che la distingue maggiormente: la dimensione internazionale, le fabbriche, il rapporto con la cultura e con gli artisti, la creatività nella comunicazione, la presenza nello sport e nel motorsport, la costante ricerca di innovazione e l’avanguardia tecnologica.
“Oggi abbiamo voluto percorrere insieme un viaggio nella storia guardando al futuro – ha detto Tronchetti Provera -. Anticipare il cambiamento è quello che Pirelli fa da 150 anni grazie alla solidità della sua cultura di impresa e al suo saper essere sempre protagonista del presente. Elementi che oggi ci consentono di arrivare a questo traguardo con un brand affermato in tutto il mondo. Ci è sembrato importante condividere questo racconto con la nostra città, il nostro Paese e con tutte le realtà e le comunità internazionali con le quali quotidianamente ci confrontiamo. Un grazie a tutte le 30mila persone che ogni giorno in Pirelli costruiscono la nostra storia”.
Il logo creato per i 150 anni, svelato lo scorso novembre in occasione del lancio del Calendario Pirelli 2022 di Bryan Adams, è stato protagonista nei giorni scorsi al Rally di Montecarlo, dove ha decorato la livrea della vettura che ha compiuto il giro inaugurale del circuito, sulle piste e sui pettorali della Coppa del mondo di sci a Cortina e a San Siro nella partita Inter-Venezia. E nell’arco dell’anno continuerà a essere celebrato nelle sponsorizzazioni Pirelli.
L’evento del Piccolo è stato anticipato anche da un countdown internazionale che ha preso il via il 24 gennaio da Rio De Janeiro ed è proseguito nei giorni successivi con la proiezione del logo e degli auguri sui 180 metri della CITI Tower a Shanghai e con un’animazione tridimensionale sulla Nasdaq Tower di Times Square a New York, e su palazzo Venezia che si affaccia tra Via dei Mercanti e Piazza Cordusio a Milano. Il video mostra un pneumatico tridimensionale che corre lungo una discesa e si ferma prima di fuoriuscire dallo schermo, rappresentando perfettamente il payoff di Pirelli “Power is nothing without control”. il video si chiude con il logo e gli auguri per i 150 anni.
Sul palco del Piccolo Teatro, immersi in una scenografia composta da cinque grandi schermi, quattro attori hanno raccontato Pirelli partendo dalla sua storia. Immagini, video, foto del passato e del presente si sono alternati alle voci degli attori, che hanno ripercorso le tappe dell’azienda insieme a Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli, Alberto Pirelli e Marco Tronchetti Provera. Un dialogo incentrato sulle figure di Leopoldo Pirelli e di suo padre Alberto, anche attraverso il ricordo del nipote, e sul ruolo dell’azienda nella modernizzazione e industrializzazione del Paese. Sui suoi successi, ma anche sulle inevitabili difficoltà incontrate sulla sua strada.
Un percorso, quello di Pirelli, che prende il via il 28 gennaio 1872 da Giovanni Battista Pirelli, che a soli 23 anni scommette su qualcosa di assolutamente nuovo: la gomma. All’inizio l’azienda produce isolanti per telegrafi e cavi che connettono i punti più lontani di un’Italia appena nata. Cresce rapidamente in tutto il mondo e realizza oggetti d’uso quotidiano (dalle cuffie ai giocattoli fino agli impermeabili) e coperture per carri e bici in risposta alle prime forme della nuova mobilità. Fin dalla nascita concentrata sull’innovazione, la società punta su prodotti che diventano simboli anche dello sviluppo del Paese. Così come uno dei simboli di Milano diventa il Pirellone, il moderno grattacielo che negli anni ’60 ospita l’azienda prima del trasferimento del suo Headquarters in Bicocca, oggi un vero e proprio campus aziendale. Anche per Pirelli, però, non mancano gli ostacoli: le mancate fusioni, negli anni ’90, con Dunlop e Continental e il progetto di integrare reti e contenuti nelle telecomunicazioni, perseguito all’inizio degli anni Duemila con Telecom Italia e naufragato per ingerenze esterne. Crisi sempre superate ripartendo dal core business che porta l’azienda a focalizzarsi sui pneumatici.
Internazionale, Pirelli, lo è da sempre. Ed è proprio su questo aspetto che è proseguito il racconto.
Nata a Milano, si è trasformata rapidamente in una multinazionale, al punto da essere considerata inglese nel Regno Unito, brasiliana in Brasile, americana negli Stati Uniti… Una vocazione che si trova già nei viaggi del suo fondatore prima e dei suoi figli, Alberto e Piero, poi. L’identità è quella di una multinazionale con solide radici in Italia, relazioni industriali d’avanguardia, cura per il welfare e per la formazione. Sono proprio questi alcuni dei temi affrontati con Ferruccio De Bortoli, Marco Tronchetti Provera e Paolo Mieli.
Il viaggio sul palco del Piccolo Teatro è proseguito esplorando la grande tradizione industriale dell’azienda. Attraverso le sue fabbriche, Pirelli ha messo le radici in tanti Paesi, oggi 12 nel mondo, costruendo stabilimenti luminosi, sicuri e sostenibili. Luoghi più accoglienti con persone che lavorano con passione e un’industria 4.0 fatta di simulatori, intelligenza artificiale e robot come il MIRS inventato dalla stessa Pirelli. Insomma, oggi 18 fabbriche belle ed efficienti che trovano il loro paradigma in quella di Settimo Torinese, progettata e realizzata dall’architetto Renzo Piano che sul palco del Piccolo ha spiegato come coniugare funzionalità e bellezza, competitività e sostenibilità.
In questo percorso Pirelli non ha mai smesso di dialogare con artisti e intellettuali per mantenere uno sguardo sulla società, sulle sue evoluzioni e sulla trasformazione dei costumi. Lo ha fatto e lo fa attraverso linguaggi e strumenti innovativi: la Rivista Pirelli, il Calendario, Pirelli HangarBicocca, le pubblicazioni e le mostre della Fondazione Pirelli, i prodotti di Pirelli Design, il magazine World, i volumi dei suoi bilanci integrati con i contributi di artisti e scrittori. L’elenco che proviene dal palco del Piccolo Teatro è ricco e vede il suo inizio proprio con l’iconico logo Pirelli, nato a New York ai primi dei ‘900, con quella P che si allunga come se fosse di gomma. Un’azienda che sperimenta nuovi linguaggi, fa gomme e intervista Umberto Eco. Parla con scrittori, filosofi, poeti: oggi da Carrère a Kureishi, ieri da Elio Vittorini a Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. Ospita Luchino Visconti e John Cage e mette i tacchi a spillo a Carl Lewis, accompagnato dall’indimenticabile payoff “Power is nothing without control”. Innovazione nel comunicare l’impresa, capacità di rinnovarsi conservando la memoria e dialogo fra industria e arte contemporanea, sport, fotografia e musica.
Su questi temi si sono soffermati Annamaria Testa, Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli e Marco Tronchetti Provera per raccontare mondi diversi con l’idea di fondo che fare impresa con passione significa anche fare cultura.
E la passione per eccellenza, quella che fa battere il cuore dei Pirelliani, sono i motori. Un’area dove la tecnologia è fondamentale, come spiega Alberto Pirelli, appassionato di rally, sport in cui l’azienda è protagonista fin dagli anni ’70. Oggi Pirelli è presente in oltre 350 competizioni motorsport.
Memorabile resta la Pechino-Parigi del 1907, quando il principe Scipione Borghese, a bordo di una Itala gommata Pirelli, affronta 17mila chilometri vincendo con 20 giorni di anticipo sul secondo equipaggio. Un grande successo che trasforma la mobilità in innovazione e spettacolo. E le competizioni in un laboratorio a cielo aperto. Nel GT, nel rally, nella superbike e in Formula 1. Del rapporto con il massimo campionato motoristico si parla sul palco con Stefano Domenicali, che oggi guida la Formula 1 alla vigilia di un cambiamento importante: l’introduzione dei pneumatici da 18 pollici in una competizione dove, tra le bandiere italiane, svetta anche quella di Pirelli. Sport per Pirelli però non è solo motori, ma anche calcio, ciclismo, sport invernali e vela, con Luna Rossa.
Dal racconto emerge come l’azienda si muova sempre con uno sguardo al futuro. “Guardare dentro per capire”, per trovare nuove soluzioni, come diceva l’ingegner Emanueli, che in Pirelli ha firmato tanti dei 6.700 brevetti depositati in 150 anni. Una lezione, quella di Emanueli, che oggi viene interpretata dalle oltre 2mila persone che lavorano nella Ricerca & Sviluppo, settore fondamentale per l’azienda.
Fondamentali sono anche le sue collaborazioni (oltre 50) con le principali università nel mondo, come testimonia Ferruccio Resta, che dialoga con Ilaria d’Amico anche sul rapporto di reciproco stimolo che lega Pirelli e il Politecnico di Milano. Oggi gli “eredi di Emanueli” sono impegnati a gestire l’accelerazione dell’innovazione, come la transizione all’auto elettrica, dove Pirelli è già presente con Elect, un pacchetto di soluzioni tecnologiche ad hoc per sostenere pesi, accelerazioni e consumi diversi rispetto alle auto tradizionali. Ma anche nuovi prodotti connessi come il Cyber Tyre, i cui sensori forniscono informazioni immediate al guidatore. Una continua innovazione, su strada ma non solo. Perché le tecnologie si evolvono e la virtualizzazione accelera i tempi della ricerca e della produzione. I pneumatici nascono e si sviluppano nel mondo digitale con la creazione di alter ego virtuali necessari per progettare e realizzare prodotti sicuri, performanti e più sostenibili grazie a materiali sempre più rinnovabili.
Al centro, da sempre, resta la gomma naturale con cui Pirelli ha prodotto anche il primo pneumatico al mondo certificato FSC (Forest Stewardship Council), a testimonianza di una catena di fornitura 100% sostenibile. Una tutela forte per l’ambiente come accade, ad esempio, con la partecipazione al progetto Birdlife per conservare le biodiversità in Indonesia. Grazie al suo impegno tra dimensione sociale, ambientale ed economica, Pirelli è ai vertici dei più importanti indici di sostenibilità.
Una nuova campagna pubblicitaria da oggi trasmessa in prima serata sulle principali emittenti televisive e lanciata su stampa, digital e social media celebra i 150 anni di Pirelli e reinterpreta in chiave attuale lo storico payoff “Power is nothing without control” invitando a riflettere, con un racconto visionario e metaforico, su due concetti complementari e contrapposti. Grazie alla tecnologia e ai social le persone hanno tantissimo potere, ma in un attimo questo può sfuggire di mano trasformandosi in caos. Più che mai occorre essere consapevoli che la potenza ha bisogno di controllo, nella vita e non solo in strada. Girato a Barcellona, con la regia dei Manson – team di registi messicani formato da Gerardo del Hierro, Pau López e Tomás Peña – la produzione di Utopia e la direzione creativa di M&C Saatchi, lo spot è pianificato attraverso i canali digitali anche a livello internazionale.
Per un racconto digitale dei 150 anni è stato realizzato un innovativo sito web – www.pirelli.com/150anni – che permette di “viaggiare” all’interno del mondo Pirelli. Attraverso quattro stanze virtuali dedicate a “Prodotto e Ricerca & Sviluppo”, “Sostenibilità”, “Sport”, “Arte & Cultura” ci si può immergere in un ambiente tridimensionale che presenta i prodotti di ieri e di oggi, l’impegno nella sostenibilità, le attività nelle competizioni sportive e le iniziative artistiche e culturali a partire dal Calendario Pirelli.
Al 150° compleanno è dedicata, inoltre, un’edizione speciale di “World”, il magazine aziendale che dal 1994 raccoglie l’eredità della Rivista Pirelli pubblicata dal 1948 al 1972. Il numero propone 26 parole, una per ogni lettera dell’alfabeto, scelte per il loro significato, la loro forza e la loro capacità di raccontare Pirelli. Ogni parola, grazie al contributo di illustratori, autori, saggisti e romanzieri, è esplorata con un’originale chiave di lettura.
Per ripercorrere la sua storia Pirelli ha, inoltre, aggiornato la sua graphic novel, una sorta di company profile 4.0 creato con stili e tecniche diverse che vanno dalle illustrazioni al motion graphic design. Il video, in una versione ridotta a circa nove minuti, ripercorre la storia di Pirelli dal 1872, anno della fondazione, a oggi, toccandone le tappe più significative.
Il progetto è stato realizzato attingendo al materiale custodito nell’archivio della Fondazione Pirelli e all’attenta ricostruzione storica fatta dal professor Carlo Bellavite Pellegrini nel suo libro “Pirelli. Innovazione e passione”, edito da Il Mulino, che sarà anch’esso aggiornato con la storia più recente.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze e il Poligrafico e Zecca dello Stato hanno presentato la nuova Collezione Numismatica, che vedrà nella Serie “Eccellenze Italiane” del suo catalogo anche un trittico di monete celebrative in oro e argento dedicate al Gruppo Pirelli. Con data 28 gennaio 2022 è stato inoltre emesso un francobollo sempre dedicato a Pirelli appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”.
Parte da oggi una serie di iniziative dedicate ai 150 anni che vedranno come primi protagonisti i 12 Paesi in cui Pirelli ha una presenza industriale. Progetti ed eventi che alimenteranno il racconto per l’intero 2022 attraverso le sponsorizzazioni sportive, a cominciare dal mondo della Formula 1, appuntamenti istituzionali, eventi culturali e lanci di nuovi prodotti.
Tra i principali progetti è attesa in primavera la pubblicazione, a cura della Fondazione Pirelli, del libro “Una storia al futuro. Pirelli, 150 anni di industria, innovazione, cultura”. Edito da Marsilio in italiano e inglese, il libro raccoglie i contributi di rappresentanti delle istituzioni, fra cui la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, dei rettori dei Politecnici di Milano e Torino, Ferruccio Resta e Guido Saracco, di grandi autori italiani e internazionali, come Ian McEwan, e di protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, come Renzo Piano e Salvatore Accardo. Il progetto editoriale avrà un focus all’interno della piattaforma web www.pirellibuildsthefuture.org collegata al sito dedicato ai 150 anni e sarà costituito anche da una cronologia che ricostruisce, dal 1872 a oggi, gli avvenimenti più importanti dell’azienda, da inediti tour virtuali e da una sezione dedicata al nuovo allestimento della Fondazione Pirelli “When History Builds the Future”. Una mostra che consentirà ai visitatori di ripercorrere i 150 anni di Pirelli attraverso documenti, disegni tecnici dei primi pneumatici fino alla loro virtualizzazione, per raccontare i risultati ingegneristici della Ricerca & Sviluppo e le grandi innovazioni.
Immagini, oggetti, installazioni multimediali come “Inner Future”, video come “Shapes, Patterns, Movements and Colors” e un reportage fotografico che interpretano il mondo della gomma, dalle materie prime al prodotto finito. Tra storia, innovazione e cultura, con lo sguardo sempre rivolto verso il futuro.
(ITALPRESS).

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L’Oréal Italia, Piermarco Luzzatto-Giuliani nominato nuovo Direttore Corporate Affairs & Engagement

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ROMA (ITALPRESS) – L’Oréal Italia annuncia la nomina di Piermarco Luzzatto-Giuliani a Direttore Corporate Affairs & Engagement, a partire dal 1° novembre 2026. Piermarco farà parte, inoltre, del Comitato Esecutivo di L’Oréal Italia. Entrato in L’Oréal nel 1998, Piermarco ha costruito un percorso internazionale ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Ha iniziato in Francia nella Divisione Dermatological Beauty con Vichy. Ha poi sviluppato la sua carriera in Spagna e nel 2003, è diventato Brand General Manager di La Roche-Posay in Italia. Ha successivamente ricoperto ruoli dirigenziali in Canada e nell’area Asia-Pacifico. Dal 2014 al 2021 ha guidato lo sviluppo del Travel Retail per le Divisioni Dermatological Beauty e Prodotti Professionali. Nel 2021 è stato nominato Global Public Affairs Director, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni istituzionali del Gruppo.

Nel suo ruolo ha contribuito a sviluppare la funzione Global Public Affairs di L’Oréal e a rafforzare le relazioni istituzionali del Gruppo guidando iniziative e incontri tra stakeholder istituzionali di vari paesi e i membri del Comitato Esecutivo di L’Oréal. Ha inoltre ampliato il suo perimetro includendo attività legate agli accordi commerciali internazionali. Infine, ha guidato l’organizzazione della partecipazione di L’Oréal al World Economic Forum di Davos e le attività di Public Affairs del Gruppo a VivaTech. Piermarco porta con sé una profonda conoscenza del Gruppo, una solida esperienza nel Public Affairs e relazioni consolidate con i principali stakeholder. Nel nuovo ruolo contribuirà a rafforzare e strutturare l’approccio di L’Oréal Italia nel Public Affairs.

– Foto ufficio stampa L’Oréal –

(ITALPRESS).

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Gianluca Spallotta è il nuovo presidente di RetImpresa per il quadriennio 2026-2030

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ROMA (ITALPRESS) – Gianluca Spallotta è il nuovo Presidente di RetImpresa, l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e le reti d’impresa. Eletto all’unanimità dall’Assemblea degli Associati, resterà in carica per il quadriennio 2026-2030. Succede a Fabrizio Landi, alla guida dell’Agenzia negli ultimi sei anni, durante i quali Spallotta ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente. Legale rappresentante di QUARK Srl, azienda specializzata nei servizi per la salubrità degli ambienti, Spallotta è Presidente della rete d’imprese Horeca Group e componente di diversi organismi del Sistema Confindustria, tra cui il Consiglio Generale di Confindustria Ancona, il Gruppo Tecnico Economia del mare e il Consiglio per le Rappresentanze portuali di Confindustria.

“Vogliamo rendere le reti d’impresa uno strumento sempre più concreto di crescita e innovazione, favorendo la collaborazione tra startup, PMI e grandi imprese e lo sviluppo di progetti di filiera – ha dichiarato il neoeletto Presidente -. Proseguiremo il lavoro svolto da Fabrizio Landi, puntando sull’open Innovation, lavorando insieme alla Piccola Industria e alle Associazioni del Sistema Confindustria e coinvolgendo gli Associati. Continueremo, inoltre, a investire su progetti come ROCK, sulla codatorialità e sulle attività dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa”.

Ad affiancare Spallotta ci saranno tre Vice Presidenti: John Bertazzi, Presidente di Ance Lombardia; Anna Del Sorbo, Vice Presidente di Piccola Industria Confindustria; Giuseppe Maiellare, componente del Consiglio Generale di Unindustria Lazio, che avrà la delega ai Rapporti con le grandi imprese. Al Past President Fabrizio Landi va, invece, la delega a Open Innovation e Startup.

-Foto logo Retimpresa-
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Intesa Sanpaolo presenta “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale

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ROMA (ITALPRESS) – Una catena di mani che attraversa l’Italia per raccontare le storie vere di clienti e persone della Banca nei luoghi della vita quotidiana, dell’impresa e della cultura. E’ “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo, presentata oggi a Roma, che ha scelto di raccontare che cos’è la banca e fa vedere gli effetti concreti del proprio lavoro accanto ai clienti e al Paese: in una casa, in un’impresa, in una biblioteca, in un museo, in una sala di controllo. Storie diverse, con un punto in comune: la vicinanza di Intesa Sanpaolo. La campagna partirà domenica 18 ottobre e prevede una pianificazione continuativa di circa tre settimane, con una copertura nazionale. La comunicazione utilizzerà un impianto multicanale con TV, stampa, radio, digital, affissione e cinema.

“La campagna vuole sottolineare il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo: il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura. Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese che portano il talento italiano nel mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi. Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi”, ha affermato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo.

La storia è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia e i protagonisti sono clienti e persone della Banca. Una giovane coppia nella prima casa, accanto a chi in filiale ha firmato il loro mutuo. Un produttore di vino e un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni, clienti della Banca, con chi contribuisce alla realizzazione dei loro progetti. Una studentessa che ha potuto proseguire gli studi grazie al prestito d’onore, insieme a chi gestisce il programma.

Francesco “Ciccio” Graziani con i ragazzi della società sportiva “Olmoponte Santa Firmina” di Arezzo, il progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto dalla Banca. Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, ambassador di Intesa Sanpaolo, ritratto nelle sale di Galleria Borghese a Roma per il capitolo dedicato all’arte e alla cultura. Un ingegnere di Terna, il gestore della Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica in alta e altissima tensione con cui Intesa Sanpaolo lavora, accanto a chi in Banca finanzia le grandi opere e le grandi infrastrutture.

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Un nonno che investe i risparmi di una vita, per sé e per il nipote, con la consulente che lo affianca nelle scelte di finanza personale e familiare. Ogni protagonista si presenta con poche parole scritte a mano: i clienti raccontano la propria storia, le persone della Banca indicano i numeri che quella storia ha reso possibile. Le cifre danno la misura dei progetti di chi li ha realizzati e dei servizi che Intesa Sanpaolo contribuisce a garantire al Paese. Il filo del racconto è affidato a Sergio e Pietro Castellitto, per la prima volta insieme nella regia.

La complicità è uno degli elementi centrali della campagna e ne incarna l’idea di fondo: insieme si costruisce qualcosa di concreto. Tra i due c’è un affetto scanzonato, vivace, fatto di gesti, battute e sguardi che chiunque riconosce nella propria famiglia, ed è attraverso questo legame che lo spettatore entra nel racconto. Con loro emergono i frutti di un lavoro comune che costituiscono l’essenza del nostro Paese: il sostegno incondizionato allo studio e alle nuove generazioni, un’impresa che cresce, una comunità radicata nei territori e che non lascia indietro nessuno, la tutela del patrimonio culturale.

Il film non ha voce narrante: a parlare è solo la musica. “A mano a mano”, scritta nel 1978 da Riccardo Cocciante e Marco Luberti e resa celebre dall’interpretazione di Rino Gaetano, è per l’occasione reinterpretata da Mina. Più che accompagnare le immagini, la canzone fa da raccordo tra una storia e l’altra, fino a tornare al punto di partenza: la finanza si vede nella vita quotidiana di ciascuno e Sergio e Pietro ne sono i testimoni. Ed in chiusura sarà proprio Mina a rivolgersi direttamente allo spettatore.

“È un piacere prendere parte a questa campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo e contribuire, attraverso la mia presenza, a rappresentare il valore della cultura, dell’arte e della bellezza, e il patrimonio di valori che esse portano con sé – ha dichiarato Roberto Bolle -. Da molti anni sono impegnato in progetti educativi e formativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni e nella diffusione della danza e dei suoi valori, attraverso OnDance e la Fondazione Roberto Bolle. In questo percorso ho potuto constatare quanto il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo sia fondamentale: senza il loro contributo, molti progetti capaci di creare opportunità, trasmettere conoscenza e avvicinare le persone all’arte non potrebbero diventare realtà. Il mio è un piccolo cameo all’interno della campagna, ma vuole essere anche una testimonianza del valore di un’alleanza importante, quella tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, capace di generare valore per la società e costruire opportunità per il futuro”.

Francesco “Ciccio” Graziani ha evidenziato che “aver avuto la possibilità, grazie allo spot di Intesa Sanpaolo, di raccontare la realtà dell’associazione che rappresento e dare visibilità ai ragazzi con disabilità che ne fanno parte è stato prezioso. Ringrazio Intesa Sanpaolo per l’opportunità”.

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L’idea creativa è di MEP – Meta Europe Production MEP, Luca Josi, produttore televisivo e Allegra Scattaglia. La produzione è stata affidata a Think Cattleya. Il contributo di Esclapon & Co., Marco Fanfani e Fabrizio Paschina.

-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
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