Economia
Gianluca Spallotta è il nuovo presidente di RetImpresa per il quadriennio 2026-2030
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Gianluca Spallotta è il nuovo Presidente di RetImpresa, l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e le reti d’impresa. Eletto all’unanimità dall’Assemblea degli Associati, resterà in carica per il quadriennio 2026-2030. Succede a Fabrizio Landi, alla guida dell’Agenzia negli ultimi sei anni, durante i quali Spallotta ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente. Legale rappresentante di QUARK Srl, azienda specializzata nei servizi per la salubrità degli ambienti, Spallotta è Presidente della rete d’imprese Horeca Group e componente di diversi organismi del Sistema Confindustria, tra cui il Consiglio Generale di Confindustria Ancona, il Gruppo Tecnico Economia del mare e il Consiglio per le Rappresentanze portuali di Confindustria.
“Vogliamo rendere le reti d’impresa uno strumento sempre più concreto di crescita e innovazione, favorendo la collaborazione tra startup, PMI e grandi imprese e lo sviluppo di progetti di filiera – ha dichiarato il neoeletto Presidente -. Proseguiremo il lavoro svolto da Fabrizio Landi, puntando sull’open Innovation, lavorando insieme alla Piccola Industria e alle Associazioni del Sistema Confindustria e coinvolgendo gli Associati. Continueremo, inoltre, a investire su progetti come ROCK, sulla codatorialità e sulle attività dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa”.
Ad affiancare Spallotta ci saranno tre Vice Presidenti: John Bertazzi, Presidente di Ance Lombardia; Anna Del Sorbo, Vice Presidente di Piccola Industria Confindustria; Giuseppe Maiellare, componente del Consiglio Generale di Unindustria Lazio, che avrà la delega ai Rapporti con le grandi imprese. Al Past President Fabrizio Landi va, invece, la delega a Open Innovation e Startup.
-Foto logo Retimpresa-
(ITALPRESS).
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Intesa Sanpaolo presenta “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale
Economia
Intesa Sanpaolo presenta “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale
Pubblicato
1 ora fa-
14 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Una catena di mani che attraversa l’Italia per raccontare le storie vere di clienti e persone della Banca nei luoghi della vita quotidiana, dell’impresa e della cultura. E’ “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo, presentata oggi a Roma, che ha scelto di raccontare che cos’è la banca e fa vedere gli effetti concreti del proprio lavoro accanto ai clienti e al Paese: in una casa, in un’impresa, in una biblioteca, in un museo, in una sala di controllo. Storie diverse, con un punto in comune: la vicinanza di Intesa Sanpaolo. La campagna partirà domenica 18 ottobre e prevede una pianificazione continuativa di circa tre settimane, con una copertura nazionale. La comunicazione utilizzerà un impianto multicanale con TV, stampa, radio, digital, affissione e cinema.
“La campagna vuole sottolineare il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo: il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura. Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese che portano il talento italiano nel mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi. Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi”, ha affermato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo.
La storia è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia e i protagonisti sono clienti e persone della Banca. Una giovane coppia nella prima casa, accanto a chi in filiale ha firmato il loro mutuo. Un produttore di vino e un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni, clienti della Banca, con chi contribuisce alla realizzazione dei loro progetti. Una studentessa che ha potuto proseguire gli studi grazie al prestito d’onore, insieme a chi gestisce il programma.
Francesco “Ciccio” Graziani con i ragazzi della società sportiva “Olmoponte Santa Firmina” di Arezzo, il progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto dalla Banca. Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, ambassador di Intesa Sanpaolo, ritratto nelle sale di Galleria Borghese a Roma per il capitolo dedicato all’arte e alla cultura. Un ingegnere di Terna, il gestore della Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica in alta e altissima tensione con cui Intesa Sanpaolo lavora, accanto a chi in Banca finanzia le grandi opere e le grandi infrastrutture.
Un nonno che investe i risparmi di una vita, per sé e per il nipote, con la consulente che lo affianca nelle scelte di finanza personale e familiare. Ogni protagonista si presenta con poche parole scritte a mano: i clienti raccontano la propria storia, le persone della Banca indicano i numeri che quella storia ha reso possibile. Le cifre danno la misura dei progetti di chi li ha realizzati e dei servizi che Intesa Sanpaolo contribuisce a garantire al Paese. Il filo del racconto è affidato a Sergio e Pietro Castellitto, per la prima volta insieme nella regia.
La complicità è uno degli elementi centrali della campagna e ne incarna l’idea di fondo: insieme si costruisce qualcosa di concreto. Tra i due c’è un affetto scanzonato, vivace, fatto di gesti, battute e sguardi che chiunque riconosce nella propria famiglia, ed è attraverso questo legame che lo spettatore entra nel racconto. Con loro emergono i frutti di un lavoro comune che costituiscono l’essenza del nostro Paese: il sostegno incondizionato allo studio e alle nuove generazioni, un’impresa che cresce, una comunità radicata nei territori e che non lascia indietro nessuno, la tutela del patrimonio culturale.
Il film non ha voce narrante: a parlare è solo la musica. “A mano a mano”, scritta nel 1978 da Riccardo Cocciante e Marco Luberti e resa celebre dall’interpretazione di Rino Gaetano, è per l’occasione reinterpretata da Mina. Più che accompagnare le immagini, la canzone fa da raccordo tra una storia e l’altra, fino a tornare al punto di partenza: la finanza si vede nella vita quotidiana di ciascuno e Sergio e Pietro ne sono i testimoni. Ed in chiusura sarà proprio Mina a rivolgersi direttamente allo spettatore.
“È un piacere prendere parte a questa campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo e contribuire, attraverso la mia presenza, a rappresentare il valore della cultura, dell’arte e della bellezza, e il patrimonio di valori che esse portano con sé – ha dichiarato Roberto Bolle -. Da molti anni sono impegnato in progetti educativi e formativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni e nella diffusione della danza e dei suoi valori, attraverso OnDance e la Fondazione Roberto Bolle. In questo percorso ho potuto constatare quanto il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo sia fondamentale: senza il loro contributo, molti progetti capaci di creare opportunità, trasmettere conoscenza e avvicinare le persone all’arte non potrebbero diventare realtà. Il mio è un piccolo cameo all’interno della campagna, ma vuole essere anche una testimonianza del valore di un’alleanza importante, quella tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, capace di generare valore per la società e costruire opportunità per il futuro”.
Francesco “Ciccio” Graziani ha evidenziato che “aver avuto la possibilità, grazie allo spot di Intesa Sanpaolo, di raccontare la realtà dell’associazione che rappresento e dare visibilità ai ragazzi con disabilità che ne fanno parte è stato prezioso. Ringrazio Intesa Sanpaolo per l’opportunità”.
L’idea creativa è di MEP – Meta Europe Production MEP, Luca Josi, produttore televisivo e Allegra Scattaglia. La produzione è stata affidata a Think Cattleya. Il contributo di Esclapon & Co., Marco Fanfani e Fabrizio Paschina.
-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).
Economia
Fieg, editori ed edicole al Governo: “Urge un tavolo permanente”
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3 ore fa-
14 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Per la prima volta, tutte le componenti della filiera di distribuzione e vendita della stampa – editori, aziende di distribuzione, locali e nazionali, ed edicole – si uniscono in una richiesta al Governo per affrontare in modo organico e strutturale la grave crisi del settore chiedendo l’apertura urgente di un Tavolo permanente di crisi.
“Le difficoltà non sono più riconducibili a un’emergenza temporanea, ma a una crisi strutturale che coinvolge tutto il settore, dall’editoria alla distribuzione fino al punto vendita – spiega la Fieg in una nota –. L’aumento dei costi industriali e logistici, il calo del venduto e la progressiva chiusura delle edicole stanno compromettendo la sostenibilità economica delle imprese e la tenuta della rete distributiva, con ricadute dirette sul pluralismo e sull’accesso all’informazione da parte dei cittadini. Fondamentale l’unità della filiera: non era mai accaduto prima che soggetti con ruoli diversi convergessero su una richiesta comune, riconoscendo che nessuno può affrontare da solo la crisi del sistema. L’obiettivo non è solo il rafforzamento delle misure in essere, ma avviare un confronto istituzionale finalizzato a definire un piano organico di interventi, capace di favorire l’ammodernamento e l’efficientamento della rete e garantirne la sostenibilità economica e la capillarità”.
“La richiesta al Governo è quindi quella di aprire rapidamente un percorso condiviso per valutare insieme le proposte della filiera per soluzioni concrete e durature – sottolinea la Fieg -. L’unità di editori, distributori ed edicolanti rappresenta un passaggio significativo: la salvaguardia della stampa e della sua rete di diffusione ai cittadini è una responsabilità comune e una condizione essenziale per tutelare il pluralismo dell’informazione e il servizio garantito quotidianamente su tutto il territorio nazionale”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Nel 2026 il Pil cresce sopra le attese, +1%. Nel 2027 rallenta a +0,6%
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5 ore fa-
14 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 il PIL italiano cresce sopra le attese. Il rialzo atteso è del +1%, sostanzialmente in linea con la variazione già acquisita, ossia quella che si registrerebbe a fine anno in presenza di una crescita congiunturale nulla nei due trimestri restanti (senza la correzione per i giorni lavorativi). È quanto emerge dal Rapporto di previsione d’autunno del Centro Studi Confindustria.
Nel 2027 l’economia italiana dovrebbe rallentare (+0,6%), a un ritmo in linea con quello osservato nel 2025. La revisione al rialzo della previsione di crescita del PIL per il 2026, rispetto al Rapporto di marzo scorso (di +0,5 punti percentuali) riflette diversi fattori: il buon andamento dell’economia italiana nella prima metà dell’anno (+0,3% nel 1° trimestre e +0,2% nel 2°), con il 1° trimestre rivisto al rialzo rispetto alla stima preliminare (da +0,2%).
Ai positivi primi due trimestri del 2026 si è sommato anche un buon ritmo nel 4° 2025, chiuso a +0,3%. A questi ha contribuito anche la stabilità del prezzo del gas prima dell’inizio della guerra; il decisivo apporto del PNRR (concluso a fine agosto), il cui impatto sul PIL, stimato in +0,5 punti percentuali nel 2026, ha spinto la dinamica soprattutto degli investimenti.
Tale contributo ha riguardato gli investimenti previsti dal PNRR ma anche gli investimenti privati sostenuti da incentivi, come 5.0, che hanno riscosso molto successo tra le imprese; il contenuto trasferimento dei rincari energetici agli altri beni e servizi; l’inflazione al netto di energia e alimentari è ancora bassa (al +2,0% a settembre, 1,8% ad agosto come a gennaio), dopo sette mesi dall’inizio dei rincari, e ciò è attribuibile al fatto che la guerra ha fatto salire molto il prezzo del petrolio e meno, fino a settembre, quello del gas.
Il rincaro del primo fa salire principalmente il costo dei trasporti mentre quello del gas, che è utilizzato sia come materia prima industriale che soprattutto come input produttivo dell’energia elettrica, impatta in modo importante tutti i settori dell’economia. Incide anche il rincaro inferiore alle aspettative del prezzo del petrolio grazie alla frenata della domanda mondiale di petrolio (soprattutto in Cina e Giappone) che ha seguito il calo dell’offerta (causato dalla guerra nei paesi del Golfo). Un divario meno ampio tra domanda e offerta ha limitato l’impennata del prezzo.
La crescita del PIL italiano del 2026 poggia sui consumi (+1,1%, molto meglio quelli delle famiglie di quelli pubblici) e sugli investimenti (+3,3%), trainati nel complesso dalle costruzioni nonostante il calo della componente abitativa.
Resta invece negativo l’apporto della domanda estera netta nonostante la crescita dell’export (+2,7% quello di beni, +3,8% quello di servizi). Nel 2027 la crescita media annua risentirà della debolezza della fase finale del 2026 e di un recupero solo moderato a inizio anno.
Questo nonostante gli effetti positivi derivanti dalla riapertura dello Stretto di Hormuz: la progressiva discesa dei prezzi delle materie prime energetiche che consentirà il rientro dell’inflazione, la riduzione dell’incertezza, maggiore fiducia di famiglie e imprese, la ripartenza del commercio con i paesi del Golfo.
-Foto grafico Confindustria-
(ITALPRESS).


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