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Cronaca

Addio a Luca Giurato, aveva 84 anni

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ROMA (ITALPRESS) – E’ scomparso a 84 anni colpito da un infarto il giornalista Luca Giurato. Lo scrive sull’account di “X” Il TG1. Figlio di un diplomatico siciliano che fu agente consolare in Uruguay, era nipote da parte materna del drammaturgo e regista Giovacchino Forzano. Giurato conseguita la maturità classica al liceo Virgilio di Roma, entra a Paese Sera come cronista a vent’anni, diventando giornalista professionista dal 1965. Quindi il passaggio a La Stampa e nel 1986 viene nominato direttore del GR1, il giornale radio di Radio Rai, poi è vicedirettore del TG1 fino al 1990. La sua prima apparizione in tv nel 1992 in “A tutta stampa”, la rassegna stampa all’interno del TgUno notte. Nel 1993 partecipa a Domenica in, con Mara Venier. Quindi passa a condurre su Rai 1 “Unomattina” dove rimane sino al 2008, affiancato prima da Livia Azzariti, quindi da Paola Saluzzi e infine da Antonella Clerici. Nel 2004-2005 conduce “Italia che vai” insieme a Francesca Chillemi e Guido Barlozzetti il sabato pomeriggio su Rai 1. Riiorna a Unomattina insieme a Monica Maggioni e a Eleonora Daniele. Dal 15 settembre 2008 è opinionista della sesta edizione de “L’isola dei famosi” insieme a Mara Venier. E’ stato opinionista anche a I raccomandati. Nella stagione 2009-2010 cura una rubrica all’interno di Unomattina Week-End. Luca Giurato è stato reso famoso anche per le sue innumerevoli gaffe e lapsus linguae di cui si è reso protagonista, puntualmente riprese dalla Gialappàs Band nel programma “Mai dire gol” e da “Striscia la notizia”, in una rubrica chiamata “Ci avrei Giurato” e in una puntata speciale intitolata “Luca Giurato Show”. Era sposato con la giornalista Rai Daniela Vergara.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

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Cronaca

Marcinelle, Mattarella “Gestione flussi migratori rispetti dignità delle persone”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle l’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier. In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato”. Comincia così il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
“Le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese. Esse hanno acquisito profonda valenza simbolica per tutta l’Europa, connotando il processo di integrazione comunitaria. La Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati Membri, ha deciso, infatti, di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro” ha proseguito.
“Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza – cardine della nostra Costituzione – esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso.
Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono – come in altri luttuosi episodi nella storia dell’emigrazione italiana – siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinchè simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone. Ai familiari delle duecentosessantadue vittime, delle quali centotrentasei italiani, che morirono al Bois du Cazier l’8 agosto del 1956, a quelli di tutti i morti sul lavoro in ogni altra circostanza e luogo del mondo, rinnovo i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica” ha concluso Mattarella.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Attacchi russi nella notte vicino Kiev, tre morti tra cui un bambino

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Notte di attacchi russi a Kiev e dintorni. Il bilancio è di tre persone morte, tra cui un bambino, secondo quando riferiscono le autorità ucraine. La zona colpita è la regione di Kyiv, a Brovary, a nord-est della capitale, dove la caduta di detriti ha colpito diversi edifici. Sono quattro i feriti. Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in Serbia dove incontrerà il suo omologo, Aleksandar Vui. Al centro dlel’incontro economia e sicurezza.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Delrio “Chiudere i confini è colpo al cuore dell’Europa”

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ROMA (ITALPRESS) – «Il commissario Ue all’immigrazione Brunner, un conservatore, ha detto che la sospensione dell’accordo di Schengen, può essere presa in considerazione esclusivamente come misura di ultima istanza e solo quando è necessaria e proporzionata. Sospendere Schengen non è fare un decretino, colpisce il cuore dell’Europa, per questo sono preoccupato”. E’ il pensiero dell’ex ministro Graziano Delrio in una intervista a La Repubblica. “Meloni ha sbagliato? Sì, la crisi di Ceuta doveva diventare semmai l’occasione per un salto di qualità della politica europea, non per alimentare nuove divisioni tra gli Stati. Doveva rafforzare l’unità, la capacità di costruire insieme una politica comune. E’ molto triste che due paesi storicamente alleati e amici si trovino in questa situazione.
Ceuta non è spazio Schengen, anche se formalmente è Spagna. Quindi non c’era e non c’è nessun pericolo che dall’exclave si esca e si viaggi liberamente nel territorio europeo. Il paragone con la Slovenia è totalmente improprio».
Sul ministro Piantedosi: “Ho chiesto al ministro di venire in commissione al più presto per spiegare questa scelta. La Spagna ha ricevuto la lode di tutti i Paesi europei per come ha gestito l’emergenza a Ceuta».
Sulle eventuali responsabilità del Marocco Delrio dice: “Settanta mila persone non si radunano per caso e non lo possono fare di nascosto da un’autorità così attenta all’ordine pubblico. E’ chiaro che quanto è successo rimanda a un gioco geopolitico, con una regia accorta».
Sulla lotta all’immigrazione clandestina: “Nessuno deve entrare in Europa grazie a un criminale e nessuno che entra in Europa deve essere trattato come un criminale, ma come una persona. Le racconto un episodio: quando Merkel, nel 2015, annunciò che la Germania avrebbe accolto un milione di siriani, io ero lì come ministro e dissi al mio collega tedesco: ma siete proprio sicuri? Poi ce l’hanno fatta, ma bisogna prendere sul serio la paura delle persone».

– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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