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Economia

Alain van Groenendael sarà il nuovo presidente di Arval dal 1° aprile 2027, Annie Pin il nuovo Ceo

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PARIGI (ITALPRESS) – Alain van Groenendael assumerà il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Arval dal 1° aprile 2027. Annie Pin, che si unirà ad Arval il 26 ottobre 2026 come Senior Advisor del CEO, sarà nominata Chief Executive Officer di Arval a partire dal 1° aprile 2027.

Nei prossimi mesi, Alain van Groenendael e Annie Pin lavoreranno a stretto contatto, coinvolgendo i team di Arval e Athlon e preparando la prossima fase di crescita dell’azienda. In qualità di CEO di Arval, Annie Pin riporterà a Thierry Laborde, Chief Operating Officer di BNP Paribas, responsabile della divisione Commercial, Personal Banking & Services (CPBS).

“Alain ha svolto un ruolo chiave nel rafforzare la posizione di Arval nel settore della mobilità. Ha contribuito alla coesione dei team e ha guidato le iniziative strategiche che hanno permesso ad Arval di anticipare e gestire i profondi cambiamenti che stanno ridisegnando la mobilità. Con la recente acquisizione di Athlon, Arval sta iniziando un nuovo capitolo della sua storia, diventando il co-leader europeo nel noleggio a lungo termine di veicoli. Sono contento che Annie potrà portare più di 20 anni di esperienza internazionale e di leadership nel settore della mobilità e dei servizi finanziari, un patrimonio inestimabile in questa nuova fase di sviluppo di Arval”, afferma Thierry Laborde, Chief Operating Officer di BNP Paribas, responsabile della divisione Commercial, Personal Banking & Services (CPBS). 

-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).

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Economia

Opa su Trevi, Webuild conquista il 27,69% e gioca la carta industriale

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MILANO (ITALPRESS) – La partita per Trevi entra nel rettilineo finale. Webuild ha alzato l’asticella, ha messo sul tavolo più contanti e soprattutto si porta avanti nel capitale. Il mercato sembra avere colto rapidamente la differenza tra le due offerte. Webuild ha raggiunto il 27,69% del gruppo di Cesena, un blitz che ha cambiato la geometria della contesa.
Il nodo è tutto nel prezzo: 5,165 euro per azione, più di quanto offerto finora per la contesa Trevi. Una differenza che ha portatoWebuild ad adeguare il corrispettivo per tutti gli azionisti. Così chi aderirà all’offerta, compreso chi ha già consegnato i titoli, riceverà5,165 euro per azione, con un premio di circa il 49% rispetto al prezzo ufficiale del 26 giugno, data di riferimento dell’operazione.
E’ qui che Webuild comincia a costruire il proprio vantaggio. Non soltanto perchè possiede già il 27,69% di Trevi, ma perchè la sua offerta combina tre elementi che parlano allo stesso tempo agli azionisti e al mercato: contante, certezza del valore e un progetto industriale di grande scala.
Trevi è una società che opera nell’ingegneria del sottosuolo, nelle fondazioni speciali e nelle opere geotecniche. E’ un’azienda con elevate competenze e con una presenza internazionale che può diventare particolarmente preziosa se inserita all’interno di una piattaforma industriale di dimensioni molto maggiori.
Webuild mette sul tavolo un gruppo che vale 13,6 miliardi di euro di ricavi e dispone di un portafoglio ordini di circa 54 miliardi. Per Trevi significherebbe entrare a far parte di una piattaforma cheopera sui grandi progetti infrastrutturali internazionali, dalle ferrovie alle autostrade, dalle opere idrauliche ai grandi sistemi di trasporto. La logica industriale è integrare le competenze specialistiche di Trevi nel sottosuolo con la dimensione, la capacità commerciale, le relazioni internazionali e l’accesso a gare di dimensione molto più elevata del Gruppo Webuild, per offrire una soluzione completa e più competitiva nelle grandi opere, a vantaggio del Sistema Paese.
Per Trevi, in questa prospettiva, non si tratterebbe semplicemente di cambiare azionista. Si aprirebbe una porta verso nuove geografie, nuovi clienti e nuove gare, comprese quelle di maggiore dimensione e complessità. E’ il passaggio da una dimensione specialistica a una piattaforma globale.
Il confronto con Icop resta aperto. La società friulana ha rilanciato la propria offerta portando il concambio a 0,165 azioni Icop per ogni azione Trevi. Ma, al di là del confronto tra corrispettivo e concambio, la vera sfida si sta ormai spostando sul terreno industriale.
Anche dal territorio arriva un messaggio in questa direzione. Il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ha definito Trevi “un’azienda importante, un patrimonio per l’imprenditoria di questo territorio e di questo Paese”, chiedendo rassicurazioni e garanzie “prima di tutto sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulle prospettive di sviluppo”. Sono temi su cui Webuild si è già espressa: ha indicato nell’offerta il mantenimento dell’identità italiana di Trevi e del suo centro direzionale in Italia, e Salini ha posto tra gli obiettivi quello di far crescere l’occupazione in Italia e all’estero.
Webuild, per ora, ha fatto la sua scelta: più contanti, più azioni già in portafoglio e una promessa industriale costruita attorno alla dimensione internazionale. La sua scommessa è che dentro un gruppo da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di ordini Trevi possa moltiplicare le occasioni di crescita senza perdere la propria specializzazione.
Pietro Salini lo ha detto con chiarezza: “Siamo fiduciosi di portare a termine l’operazione su Trevi: abbiamo un progetto chiaro e le risorse per realizzarlo”. E ha rivendicato il significato del nuovo prezzo: “Con il prezzo di 5,165 euro per azione, che rientra nell’intervallo di congruità del valore indicato dagli advisor del Consiglio di Amministrazione di Trevi, Webuild riconosce oggi un premio di circa il 49% sul prezzo ufficiale del 26 giugno 2026”.
Dopo il rilancio e il salto al 27,69%, Webuild ha cambiato il tavolo da gioco. Ora non si tratta più soltanto di mettere sul piatto un prezzo più alto. Si tratta di convincere gli azionisti che quei 5,165 euro in contanti valgono più di qualsiasi alternativa, che sia una Trevi da sola in Borsa o l’aggregazione con Icop, pagata in azioni e quindi esposta agli umori del mercato. Ed è su questo confronto, tra la certezza dell’incasso oggi e l’incognita di domani, che si deciderà il futuro della società.

– foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS)

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Economia

Urso firma un’intesa con il ministro emiratino Al Suwaidi su partnership tecnologiche e industriali

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ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato ad Abu Dhabi con il ministro degli Investimenti emiratino, Mohamed Hassan Al Suwaidi, un memorandum d’intesa per promuovere investimenti reciproci nell’industria e nella manifattura e nuove partnership tra le imprese dei due Paesi. La firma è avvenuta a Investopia, il forum internazionale che riunisce governi, investitori e imprese per sviluppare opportunità di cooperazione economica.

“L’amicizia tra Italia ed Emirati Arabi Uniti trova in questa intesa una nuova prospettiva industriale. Lavoriamo insieme per dare sicurezza e prospettive alle nostre industrie, promuovendo investimenti reciproci e collaborando su nuove tecnologie e competenze. Un impegno che contribuirà all’autonomia strategica italiana ed europea, attraverso una cooperazione più stretta con chi condivide i nostri obiettivi di sviluppo e innovazione”, ha dichiarato Urso.

L’intesa punta a rafforzare la cooperazione economica bilaterale attraverso joint venture, alleanze strategiche e co-investimenti. Al centro, lo sviluppo e la modernizzazione degli impianti industriali, il trasferimento tecnologico, la ricerca e l’adozione di tecnologie produttive avanzate.

Il memorandum incoraggia inoltre gli investimenti congiunti in startup e imprese innovative nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica, delle biotecnologie, delle scienze della vita e della fintech. La collaborazione si estenderà anche al rafforzamento delle catene di approvvigionamento, all’efficienza energetica, all’economia circolare e alla formazione delle competenze industriali e tecniche, con l’obiettivo di accrescere la competitività delle produzioni e il loro potenziale di esportazione. L’intesa avrà durata quinquennale, con rinnovo automatico per ulteriori cinque anni.

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Per la sua attuazione, i due ministeri designeranno entro trenta giorni i rispettivi referenti, che potranno concordare un piano di lavoro congiunto. Il memorandum si aggiunge agli accordi già sottoscritti dal ministro Urso nei settori farmaceutico, minerario e delle infrastrutture digitali. Nel corso dell’evento, alla presenza di Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, è stata inoltre annunciata la prossima edizione di Investopia Italia che si terrà a Milano il prossimo 9 aprile 2027.

– Foto ufficio stampa Mimit –

(ITALPRESS).

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Economia

Banca Generali, a settembre raccolta netta a 6,3 miliardi da inizio anno

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MILANO (ITALPRESS) – Banca Generali ha realizzato a settembre una raccolta netta di 554 milioni che ha portato la raccolta cumulata da inizio anno a 6,3 miliardi (+42,3% a/a). Il dato di settembre è risultato particolarmente sostenuto considerando la stagionalità tipica del periodo ed infatti è risultato il settembre migliore di sempre per volumi totali.

La raccolta del mese ha visto un importante flusso in liquidità, pari a 338 milioni nel periodo (906 milioni da inizio anno), a conferma della vicinanza della rete ai clienti, sostenuta anche dall’acquisizione di nuova clientela. Tale dinamica crea le condizioni per una progressiva riallocazione verso le nuove soluzioni di investimento gestite e amministrate recentemente presentate alla Convention della Banca e disponibili a partire da ottobre, ancor più sfruttando le opportunità generate dalla recente volatilità dei mercati finanziari.

Assets under Investment (AUI) hanno registrato una raccolta netta pari a 159 milioni (+79% a/a), portando il totale da inizio anno a 2,9 miliardi (+38% a/a). A tale risultato ha contribuito in particolare l’ottimo dato dei fondi di casa che hanno raccolto 124 milioni nel mese (1,5 miliardi da inizio anno) evidenziando il successo dell’ampia gamma di strategie disponibili. Nel mese si è inoltre distinta la raccolta delle masse AUC & Banking in consulenza pari a 153 milioni (929 milioni da inizio anno) a conferma dell’apprezzamento per tale modalità di servizio alla clientela.

MOSSA “RISULTATI CONFERMANO VALORE DEL NOSTRO MODELLO”

“Settembre si conferma un mese record, in continuità con un anno di crescita ai massimi storici. Il risultato riflette la nostra capacità di attrarre nuova clientela, in particolare nel segmento degli imprenditori, e la forza di un posizionamento distintivo che continua a richiamare professionisti di elevata qualità. Questi risultati confermano il valore del nostro modello, fondato sulla qualità della consulenza, sull’innovazione dell’offerta e su un forte senso di appartenenza che unisce consulenti, management e tutte le persone della banca attorno a una visione comune”. Così l’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa. “Le nuove iniziative lanciate a fine settembre durante la nostra Convention annuale in un clima di grande partecipazione e condivisione, rafforzano la nostra fiducia sulla qualità della raccolta dei prossimi mesi e ci fanno guardare con ottimismo alla parte finale dell’anno”, aggiunge Mossa.

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– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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