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Pachuca battuto 3-0, il Real vince la Coppa Intercontinentale

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LUSAIL (QATAR) (ITALPRESS) – Il Real Madrid vince la nuova Coppa Intercontinentale. Pronostico rispettato allo stadio di Lusail, dove i blancos di Carlo Ancelotti hanno la meglio per 3-0 sui messicani del Pachuca, vincitori a giugno della Champions Cup Concacaf e approdati alla finalissima aggiudicandosi prima il Derby delle Americhe col Botafogo e poi superando gli egiziani dell’Al Ahly, campioni d’Africa, ai rigori.
Ancelotti lancia subito Mbappè, recuperato dall’infortunio, con Rodrygo, Bellingham e Vinicius a supporto ma sono i messicani a partire meglio, costringendo due volte Courtois – prima con Rodriguez e poi con Idrissi – a rifugiarsi in angolo. Giro palla lento per le merengues, che però col passare dei minuti iniziano a entrare in controllo, anche se senza creare veri pericoli per la porta difesa da Moreno. Il Pachuca lascia ampi spazi alle ripartenze del Real che però manca nell’ultimo passaggio, almeno fino al 37′: imbucata di Bellingham, doppio passo di Vinicius e palla in mezzo dove Mbappè trova la coordinazione giusta per mettere in rete, a conferma di un feeling speciale con lo stadio di Lusail, teatro della finale mondiale del 2022 in cui mise a segno una tripletta. Il vantaggio sblocca il Real, che comincia a farsi vedere con più frequenza nella trequarti messicana e al minuto 53 arriva anche il raddoppio con la firma di Rodrygo, che sullo scarico di Mbappè finta di sinistro e poi di destro la piazza a giro nell’angolino. Ancelotti si permette di far uscire l’ex Psg e i blancos mollano un pò, agevolando la reazione dei messicani che si fanno pericolosi in un paio di occasioni con Rondon (Courtois si fa trovare pronto sulla punizione, poi un colpo di testa di poco alto). Una fiammata che risveglia il Real e al minuto 83, con tanto di annuncio dell’arbitro dopo la revisione al Var, un intervento di Idrissi su Lucas Vasquez viene sanzionato col rigore: dal dischetto Vinicius fa 3-0 e chiude i conti, con Ancelotti che conquista il suo 15esimo trofeo alla guida dei blancos, stacca Miguel Munoz e diventa il tecnico più vincente nella storia del club. Per il Real Madrid si tratta invece del nono titolo considerando le tre Intercontinentali vinte quando si sfidavano campioni d’Europa e campioni del Sudamerica e i 5 Mondiali per Club.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Wimbledon, Cobolli e Paolini eliminati ai quarti di finale

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Flavio Cobolli esce di scena ai quarti di finale di Wimbledon. Il tennista romano, numero 10 del ranking Atp, sul Centrale dell’All England Club, cede in tre set alla wild card britannica Arthur Fery, che si impone con il punteggio di 6-4 7-6(4) 6-0 dopo due ore e 14 minuti di gioco. Cobolli era già stato sconfitto da Fery a inizio anno, quando al primo turno degli Australian Open aveva subito un netto 7-6(1) 6-4 6-1. Il tennista di casa accede così alla semifinale, dove affronterà Alexander Zverev, che contemporaneamente sul campo numero 1 supera Taylor Fritz in tre set con lo score di 6-4 6-4 6-2 in un’ora e 59 minuti.

 “Non so cosa dire, sono molto triste con il casino che ho fatto”. Flavio Cobolli esordisce così in conferenza stampa dopo la sconfitta con Arthur Fery. “Non ho sottovalutato Fery, però è capitato varie volte quest’anno di perdere contro giocatori con la classifica nettamente più bassa della mia – aggiunge -. È capitato di perdere con giocatori fuori dalla top 100. Il mio inconscio a volte mi fa pensare che sono un giocatore da battere e mi trovo a combattere i miei mostri in campo. Non voglio dire che non sono stato umile, anche perché ho giocato la partita come se fosse la finale. Dobbiamo capire dove si può migliorare, perché non voglio che riaccada più. Ho sentito di non aver espresso neanche il 50% del mio tennis, però anche per merito suo: è stato più forte di me, conclude.

OUT ANCHE PAOLINI

Si ferma nei quarti di finale il cammino di Jasmine Paolini. La 30enne toscana, numero 17 del mondo e tredicesima testa di serie, cede per 6-3 6-2 sul Centre Court di fronte all’ucraina Marta Kostyuk, numero 13 Wta e 12 del tabellone.

Per Paolini sfuma così la seconda semifinale nel Major londinese dopo essere arrivata fino in fondo nel 2024, battuta poi da Barbora Krejcikova nell’ultimo atto. Eguaglia invece il suo miglior risultato in uno Slam la 24enne ucraina, capace di raggiungere la semifinale anche all’ultimo Roland Garros, dove è stata poi battuta dalla futura campionessa Mirra Andreeva.

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La Kostyuk proverà ora a spingersi fino alla finale a patto di battere Linda Noskova. La 21enne ceca, nona testa di serie e numero 12 del mondo, si è aggiudicata il quarto con Elise Mertens, 25esima favorita del seeding, per 6-3 7-5 sul campo numero 1. Mai così avanti in uno Slam – il suo miglior risultato era stato finora i quarti agli Australian Open 2024 -, la Noskova affronterà ora l’ucraina che ha stoppato la corsa di Jasmine Paolini. Dall’altra parte del tabellone, invece, la semifinale metterà di fronte Coco Gauff e Karolina Muchova.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Le ultime otto squadre in corsa per il Mondiale, Messi-Mbappé e l’ipotesi rivincita

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Leo Messi sembrava nel baratro e invece ha rialzato l’Argentina. L‘Egitto ha adombrato il sospetto di un Mondiale pilotato. Ma intanto il tabellone dei quarti di finale lascia intravedere potenziali semifinali stellari: Francia-Spagna e Argentina contro la vincente di Norvegia-Inghilterra. La rivincita di Qatar 2022, tra i campioni in carica e la Francia di Mbappé, è una proiezione plausibile. Ma nulla è scontato, vista l’eliminazione precoce del Brasile di Ancelotti. Ecco la radiografia delle otto concorrenti.

ARGENTINA

Non ha giocato bene finora, ma è la detentrice del titolo. Continua ad avere il migliore giocatore del mondo. Messi è il trascinatore. Con l’Egitto, dopo il rigore sbagliato, ha organizzato la rimonta dallo 0-2. Si è svegliato anche l’interista Lautaro Martinez per il 3-2 di Fernandez. Le lacrime di Leo hanno commosso un intero Paese.

FRANCIA

La sensazione è che i vicecampioni del mondo non abbiano ancora schiacciato il piede sull’acceleratore. L’attacco di Deschamps, con Mbappé e Olise, potrebbe perfino permettersi di lasciare in panchina il Pallone d’oro Dembélé. L’incognita è il duello col Marocco, in grado di creare problemi a tutti.

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SPAGNA

Il ruolo di terza incomoda è ideale per restare un po’ acquattata, ma la Roja campione d’Europa è candidata alla vittoria finale, se supera il Belgio. Il pragmatico De La Fuente, ct dal basso profilo, ha imposto a Pedri e Olmo di fare spesso i mediani. Finora la Spagna non ha incassato nemmeno un gol e pazienza se Yamal per ora ne ha fatto uno solo.

INGHILTERRA

Gli inventori del football hanno vinto solo nel 1966. Ma col tedesco Tuchel l’obiettivo, sfiorato all’Europeo da Southgate, non è impossibile, grazie al centravanti più completo del mondo, Harry Kane, e a Bellingham, devastante nel 3-2 al Messico. La semifinale Argentina-Inghilterra, a 40 anni dalla mano de Dios di Diego Maradona e dal suo slalom mitico, non è poi troppo campata in aria.

NORVEGIA

Il cammino dei norvegesi di Solbakken, che nelle qualificazioni avevano schiantato gli azzurri e che si sono guadagnati simpatia per il tormentone del Mondiale, la vogata dei tifosi, va ascritto all’implacabile Haaland, distruttore del Brasile. Ma anche al portiere Nyland e ai virtuosismi di Odegaard e Nusa. Con un pizzico d’Italia – Ostigard, Thorstevdt, Thorsby – e il ringraziamento ai campi in sintetico indoor. Prima i giovani calciatori norvegesi, d’inverno, si dedicavano agli sport nordici.

MAROCCO

Rappresenta tutta l’Africa la Nazionale di Ouahbi, allenatore dell’Under 20 campione del mondo 2025. Come nella storica semifinale del 2022 in Qatar, spicca su tutti il capitano Hakimi, vincitore della Champions col Psg. Dopo i sedicesimi di finale vinti contro l’Olanda, ai rigori, col portiere Bounou decisivo, hanno confermato il loro valore i tanti giocatori nati all’estero (solo 7 sono nati nel Paese nordafricano), ma pronti a scegliere il passaporto della famiglia d’origine, come l’ex milanista Diaz e il diciottenne Bouaddi che è nato e vive in Francia.

SVIZZERA

Il punto più alto della sua storia calcistica al Mondiale, dall’edizione del 1954 organizzata in casa, la Svizzera l’ha bissato senza penare troppo. L’Italia, se avesse vinto lo spareggio in Bosnia, poteva essere dove adesso è il gruppo di Yakin. Parecchie le vecchie conoscenze della serie A: Ndoye, Freuler, Ricardo Rodriguez, Widmer, Zakaria, Okafor.  Nessuno ha lasciato tracce indelebili. Adesso ci prova Akanji nell’Inter. Eppure la Svizzera, che nel 2022 costrinse gli azzurri al play-off con la Macedonia del Nord e nel 2024 li sbatté fuori dall’Europeo, è qui in America. L’Italia invece è a casa.

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BELGIO

Meno celebrata della generazione di Eden Hazard e degli allora giovani Courtois e De Bruyne, questa versione minimalista del Belgio targato Rudi Garcia, ex Roma e Napoli, è arrivata lontano. Orgogliosa la reazione all’intervento del presidente Usa Trump per sospendere la squalifica dell’attaccante Balogun. Hanno contribuito al 4-1 De Ketelaere, gioiello dell’Atalanta, ripudiato dal Milan americano, e Lukaku, declassato al Napoli. Il milanista Salaemaekers è un titolare aggiunto. Affidabile come l’intera squadra.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Kooij vince la 5^ tappa del Tour de France, Traeen resta in giallo

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PAU (FRANCIA) (ITALPRESS) – Olav Kooij ha vinto la quinta tappa del Tour de France 2026, la De Lannemezan – Pau di 158,3 km. Il velocista della Decathlon CMA CGM Team conquista il successo nella prima vera volata di questa edizione della Grande Boucle, bruciando il tedesco Max Kanter (XDS Astana) e il belga Tim Merlier (Soudal Quick-Step). Nella top 10 di giornata si inserisce anche Mads Pedersen (Lidl-Trek), che si tiene stretta la sua maglia verde.

In ottica classifica generale resta tutto invariato, con il norvegese Torstein Traeen (Uno-X-Mobility), che mantiene la maglia gialla con un vantaggio di quasi 8′ nei confronti di Tadej Pogacar (UAE Emirates) e Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike). Domani è in programma la sesta tappa, la Pau – Gavarnie-Gèdre di 186,2 km

ORDINE D’ARRIVO

1. Olav Kooij NED (Decathlon CMA CGM Team) 3h29’07”
2. Max Kanter GER (XDS Astana) s.t.
3. Tim Merlier BEL (Soudal Quick-Step) s.t.
4. Huub Artz NED s.t.
5. Jasper Philipsen BEL s.t.
6. Biniam Girmay ERI s.t.
7. Mads Pedersen DEN s.t.
8. Milan Fretin BEL s.t.
9. Anthony Turgis FRA s.t.
10. Søren Wærenskjold NOR s.t.

LE CLASSIFICHE

CLASSIFICA GENERALE (maglia gialla)
1. Torstein Traeen NOR (Uno-X-Mobility) 16h32’07”
2. Sean Quinn USA (EF Education EasyPost) +28″
3. Mathias Vacek CZE (Lidl-Trek) +3’50”
4. Tadej Pogacar SLO +7’53”
5. Jonas Vingegaard DEN +7’53”
6. Ramses Debruyne BEL 8’06”
7. Remco Evenepoel BEL +8’16”
8. Isaac Del Toro MEX +8’17”
9. Juan Ayuso ESP +8’20”
10. Paul Seixas FRA +8’41”

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CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Mads Pedersen DEN (Lidl-Trek) 143 punti
2. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) 79
3. Max Kanter GER (XDS Astana) 77

CLASSIFICA MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Alex Baudin FRA (EF Education-EasyPost) 13 punti
2. Alex Molenaar NED (Caja Rural-Seguros RGA) 10
3. Nicolas Prodhomme FRA (Decathlon CMA CGM Team) 9

CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (maglia bianca)
1. Mathias Vacek CZE (Lidl-Trek) 16h35’57”
2. Ramses Debruyne BEL (Alpecin-Deceuninck) +4’16”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) +4’27”

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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