1 MINUTO DIVINO – BRAND E RICONOSCIMENTI, IL VINO CHE METTE TUTTI D’ACCORDO
Sul panorama competitivo del vino, il brand è ormai un fattore determinante per conquistare consumatori sempre più attenti e critici, specialmente in tempi di incertezza. Le guide enologiche italiane del 2025, pubblicate tra fine 2024 e inizio 2025, confermano come i marchi più affermati siano in grado di ottenere consensi trasversali tra critica e pubblico.
Dalla sintesi dei riconoscimenti delle principali 9 pubblicazioni nazionali – tra cui le storiche Vini d’Italia Gambero Rosso e I Vini di Veronelli, fino a selezioni più peculiari come Vinibuoni d’Italia e La Guida ai 1000 Vini d’Italia – emerge una mappa delle eccellenze italiane. Tra tutte, spicca la Fattoria di Petrolo (Toscana), unica a ottenere premi in tutte le guide considerate. Seguono, con 8 riconoscimenti su 9, simboli come la trentina Tenuta San Leonardo, la siciliana Tasca d’Almerita, la toscana Tenuta San Guido (culla del Sassicaia) e la franciacortina Ca’ del Bosco.
A distinguersi con premi in 7 guide su 9, nomi di prestigio come Ferrari-Lunelli (Trentino), Donnafugata (Sicilia), Isole e Olena (Toscana), e la piemontese Gaja, tra altri. Anche con 6 riconoscimenti su 9, si conferma un gruppo di eccellenze, tra cui Antinori, Biondi Santi, Ornellaia, Bruno Giacosa, e Livio Felluga.
Questi risultati ribadiscono una costante: qualità, tradizione e capacità di innovare premiano nel lungo periodo. Non a caso, le etichette premiate dominano le carte dei vini di ristoranti e wine bar, confermandosi riferimento imprescindibile per gli amanti del vino e i professionisti del settore.
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 19 marzo 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.
La Voce Pavese – Menconico, nell’élite delle Città del Tartufo
Menconico entra ufficialmente nell’Associazione Nazionale Città del Tartufo e apre una nuova fase della sua storia amministrativa ed economica. Il riconoscimento, formalizzato dall’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Donato Bertorelli, rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito negli anni e orientato a valorizzare il tartufo come leva strategica di sviluppo.
Non si tratta di un passaggio simbolico, ma di una scelta precisa di posizionamento territoriale. Il Comune punta infatti sul tartufo come motore per il rilancio economico e turistico dell’area, alle pendici del monte Penice. Un obiettivo perseguito con continuità attraverso una promozione intensa, avviata già dallo scorso anno e sostenuta da iniziative concrete.
Tra queste, il gemellaggio internazionale con la città croata di Montona, tra le capitali mondiali del tartufo bianco, che ha rafforzato il profilo di Menconico nel panorama europeo. Un rapporto istituzionale sviluppato attraverso incontri bilaterali e momenti pubblici, culminati anche durante la storica fiera locale.
Determinante, inoltre, il lancio del “Butalà”, prodotto gastronomico identitario che unisce le patate del Brallo al tartufo nero locale. Un simbolo di tradizione reinterpretata in chiave contemporanea, capace di raccontare il territorio e rafforzarne l’attrattività.
L’Associazione Nazionale Città del Tartufo, nata ad Alba nel 1990, riunisce oggi circa 90 comuni italiani e promuove un modello integrato basato su produzione, commercializzazione e turismo. L’obiettivo è tutelare l’ambiente e sviluppare economie locali sostenibili, mantenendo elevati standard qualitativi.
In questo contesto, Menconico assume un ruolo di rilievo: è l’unico comune della provincia di Pavia ammesso nella rete, affiancando in Lombardia solo alcune realtà del mantovano.
Soddisfazione nelle parole del sindaco Bertorelli: “Siamo orgogliosi di entrare in questo gruppo ristretto di eccellenze nazionali. È stato necessario presentare nel dettaglio il lavoro svolto, dalla valorizzazione della nostra sagra alla gestione delle tartufaie, fino al progetto Butalà e al gemellaggio internazionale. L’accesso non era scontato, molte candidature non sono state accolte”.
Uno sguardo anche al futuro, con l’ingresso nella rete che apre nuove prospettive di visibilità e sviluppo: “Porteremo Menconico e il suo tartufo nero su una ribalta internazionale, confrontandoci con i grandi distretti del settore e rafforzando la nostra identità”.
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