Economia
Confindustria, inizio 2025 con energia cara e rischio dazi
Pubblicato
1 anno fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il 2025 si apre con prezzi dell’energia in aumento, che pesano su inflazione e costi delle imprese, e timori di dazi che inciderebbero sull’export, già debole. Ma proseguiranno il calo dei tassi, che alleggerisce le condizioni finanziarie, e l’attuazione del Pnnr. Nel 4° trimestre 2024, la dinamica del PIL in Italia è stata fiacca, tra crescita modesta dei servizi e industria ancora in affanno. E’ quanto emerge dala Congiuntuira flash del Centro Studi di Confindustria.
L’indice RTT (CSC-TeamSystem) segnala un rimbalzo del fatturato dei servizi a novembre e una crescita acquisita nel 4° trimestre. A dicembre, il PMI è risalito in area espansiva (50,7 da 49,2) e anche la fiducia delle imprese del settore è rimbalzata. Quella delle imprese turistiche è ai massimi, anche se la spesa degli stranieri aveva subito in ottobre il primo calo del 2024 (-5,9% annuo). La produzione a novembre (+0,3%) è salita sul mese, seguendo il recupero marginale di ottobre, e ora la variazione acquisita nel 4° trimestre è +0,1% (-0,5% nel 3°, 6 trimestri consecutivi in calo). Il modesto recupero è confermato dalla risalita a dicembre dell’HCOB PMI, ancora su valori recessivi (46,2 da 44,5). L’RTT industria invece indica un 4° trimestre in calo per il fatturato. A dicembre si rileva una moderata risalita della fiducia delle imprese (95,3, da 93,2). Cala invece la domanda, misurata dagli ordini di beni (saldo a -22,5, da -21,9), sia sul mercato interno che estero. Inoltre, le condizioni di investimento sono peggiorate nel 4° trimestre (-11,3 da -7,7;
indagine Banca d’Italia). Nel complesso, il quadro per gli investimenti resta negativo a fine 2024. Continua a novembre la fase di calo delle vendite al dettaglio (-0,6% in volume), come in ottobre (-1,0% la variazione acquisita nel 4° trimestre); giù sia i beni alimentari che quelli non alimentari. Anche la fiducia delle famiglie, in flessione in tutti i mesi del trimestre, conferma la correzione dei consumi, dopo il balzo nel 3° per il parziale rientro del tasso di risparmio (9,2% da 10,0%). La crescita degli occupati si è quasi fermata a fine 2024: +0,1% a ottobre-novembre sul 3° trimestre (dopo +0,4%). Parallelamente, il forte calo di chi cerca lavoro (-6,6%) segnala una minore forza lavoro, che potrebbe limitare le prospettive di crescita occupazionale futura. L’export italiano di beni resta debole nel 4° trimestre (-0,2% a ottobre-novembre sul 3°).
Dinamica negativa nei mercati UE (-0,9%), incluse Germania e Francia. Timido aumento extra-UE (+0,6%): bene in UK e Turchia, male negli USA (-11,0% annuo a novembre) e Cina (-19,2%). Forte il calo per mezzi di trasporto (-17,3%) e tessile-abbigliamento-calzature (-9,0%). Le prospettive restano deboli, secondo gli ordini manifatturieri esteri in dicembre, anche per il commercio mondiale. Rilevanti rischi pongono i possibili dazi USA, seconda destinazione dell’export italiano con oltre il 22% dell’extra-UE.
(ITALPRESS).
-Foto: Centro Studi Confindustria-
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Economia
A febbraio cala il numero degli occupati rispetto al mese precedente, +13mila su base annua
Pubblicato
56 minuti fa-
1 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A febbraio 2026, su base mensile, il calo degli occupati si associa alla crescita dei disoccupati e alla sostanziale stabilità degli inattivi. Lo rende noto l’Istat, sottolineando che la diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti e i 25-49enni; tra le donne, gli autonomi, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età il numero di occupati è invece in crescita. Il tasso di occupazione cala al 62,4% (-0,1 punti). La crescita delle persone in cerca di lavoro (+2,7%, pari a +36mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali il numero risulta in diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 5,3% (+0,1 punti), quello giovanile scende al 17,6% (-1,0 punti). La sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è sintesi di un aumento tra gli uomini e i 15-49enni e di una diminuzione tra le donne e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di inattività è stabile al 33,9%.
Confrontando il trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 con quello precedente (settembre-novembre 2025), si registra una crescita nel numero di occupati (+0,1%, pari a +20mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,0%, pari a -119mila unità) e aumentano gli inattivi di 15-64 anni (+0,9%, pari a +117mila unità). A febbraio 2026, il numero di occupati supera quello di febbraio 2025 dello 0,1% (+13mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione risulta in calo in confronto a un anno prima (-0,2 punti). Rispetto a febbraio 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a -223mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,1%, pari a +259mila unità).
“A febbraio 2026 – è il commento dell’Istat – il numero di occupati, pari a 24 milioni 149mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). L’occupazione aumenta rispetto a febbraio 2025 (+13mila occupati in un anno) per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila) e degli autonomi (+187mila), a fronte del calo dei dipendenti a termine (-226mila). Su base mensile il tasso di occupazione cala al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3% e il tasso di inattività è stabile al 33,9%”.
– Foto ufficio stampa Istat –
(ITALPRESS).
Economia
Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani, CDP incontra studenti a Torino
Pubblicato
19 ore fa-
31 Marzo 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – La presentazione del libro “Famiglie e risparmio – Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, pubblicato in occasione dei 175 anni dalla fondazione di Cassa Depositi e Prestiti, ha fatto tappa a Torino. Il volume analizza la distribuzione e la gestione delle risorse avendo come riferimento la dimensione della vita quotidiana. Il ruolo svolto dal risparmio per lo sviluppo negli ultimi decenni e le sue prospettive, alla luce delle continue trasformazioni economiche, geopolitiche e sociali, sono stati gli argomenti al centro dell’incontro, ospitato nella sede del Collegio Carlo Alberto. “In quasi due secoli di storia – ha dichiarato Giovanni Gorno Tempini, presidente CDP – Cassa Depositi e Prestiti ha sostenuto la crescita dell’Italia anche attraverso la leva fondamentale del risparmio. In qualità di Banca di sviluppo, il nostro ruolo è quello di convertire questo patrimonio in risorse attive e iniziative concrete per finanziare lo sviluppo e l’innovazione. Un tema sempre piu centrale considerando anche che esiste una leva non sufficientemente utilizzata che è quella del risparmio non produttivo. Rivolgo un ringraziamento speciale al Collegio Carlo Alberto che ci ha ospitato e ai giovani studenti che ci hanno ascoltato, i protagonisti del futuro del Paese”.
Oltre al presidente di CDP, hanno partecipato alla presentazione Giorgio Barba Navaretti, presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto; Ezio Raviola, Consigliere della Fondazione Compagnia di San Paolo; Luigi Guiso, professore presso Einaudi Institute for Economics and Finance; Giovanna Nicodamo, professoressa di Economia Finanziaria all’Università di Torino e Mariacristina Rossi, commissaria COVIP e professoressa di Economia Politica all’Università di Torino.
“Capire e approfondire le caratteristiche del risparmio degli italiani – ha commentato Barba Navaretti – è estremamente importante, soprattutto in momenti di grande incertezza come quelli che stiamo vivendo. La Fondazione Collegio Carlo Alberto è alla frontiera nella ricerca su questi temi e anche sulla difficile questione dell’educazione finanziaria. Siamo stati onorati ad avere ospitato la presentazione del libro curato dal Professore Luigi Guiso e di celebrare a Torino il 175° anniversario della fondazione Cassa Depositi e Prestiti, che nei suoi quasi due secoli di vita ha preservato e accresciuto il risparmio postale e lo ha ben utilizzato per la crescita del Paese”.
A conferma dello stretto legame tra CDP e i territori, la conferenza è stata anche l’occasione per presentare gli ultimi dati sul risparmio piemontese relativi al 2024. Il totale dei depositi bancari a livello regionale è pari al 6,6% del dato nazionale. In particolare, per quanto riguarda il risparmio postale, i Buoni Fruttiferi e i Libretti emessi da CDP e distribuiti da Poste italiane contano nel territorio circa 1,7 milioni di clienti sottoscrittori di circa 4,4 milioni di titoli tra Buoni e Libretti, per un ammontare di 22 miliardi di euro. Solo nel 2024, in Piemonte sono stati venduti oltre 3 miliardi di euro di Buoni Fruttiferi Postali, corrispondenti all’8% di quanto collocato complessivamente nell’anno.
– foto xb4/Italpress –
(ITALPRESS).
Economia
Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani, CDP incontra studenti a Torino
Pubblicato
19 ore fa-
31 Marzo 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – La presentazione del libro “Famiglie e risparmio – Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, pubblicato in occasione dei 175 anni dalla fondazione di Cassa Depositi e Prestiti, ha fatto tappa a Torino. Il volume analizza la distribuzione e la gestione delle risorse avendo come riferimento la dimensione della vita quotidiana. Il ruolo svolto dal risparmio per lo sviluppo negli ultimi decenni e le sue prospettive, alla luce delle continue trasformazioni economiche, geopolitiche e sociali, sono stati gli argomenti al centro dell’incontro, ospitato nella sede del Collegio Carlo Alberto. “In quasi due secoli di storia – ha dichiarato Giovanni Gorno Tempini, presidente CDP – Cassa Depositi e Prestiti ha sostenuto la crescita dell’Italia anche attraverso la leva fondamentale del risparmio. In qualità di Banca di sviluppo, il nostro ruolo è quello di convertire questo patrimonio in risorse attive e iniziative concrete per finanziare lo sviluppo e l’innovazione. Un tema sempre piu centrale considerando anche che esiste una leva non sufficientemente utilizzata che è quella del risparmio non produttivo. Rivolgo un ringraziamento speciale al Collegio Carlo Alberto che ci ha ospitato e ai giovani studenti che ci hanno ascoltato, i protagonisti del futuro del Paese”.
Oltre al presidente di CDP, hanno partecipato alla presentazione Giorgio Barba Navaretti, presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto; Ezio Raviola, Consigliere della Fondazione Compagnia di San Paolo; Luigi Guiso, professore presso Einaudi Institute for Economics and Finance; Giovanna Nicodamo, professoressa di Economia Finanziaria all’Università di Torino e Mariacristina Rossi, commissaria COVIP e professoressa di Economia Politica all’Università di Torino.
“Capire e approfondire le caratteristiche del risparmio degli italiani – ha commentato Barba Navaretti – è estremamente importante, soprattutto in momenti di grande incertezza come quelli che stiamo vivendo. La Fondazione Collegio Carlo Alberto è alla frontiera nella ricerca su questi temi e anche sulla difficile questione dell’educazione finanziaria. Siamo stati onorati ad avere ospitato la presentazione del libro curato dal Professore Luigi Guiso e di celebrare a Torino il 175° anniversario della fondazione Cassa Depositi e Prestiti, che nei suoi quasi due secoli di vita ha preservato e accresciuto il risparmio postale e lo ha ben utilizzato per la crescita del Paese”.
A conferma dello stretto legame tra CDP e i territori, la conferenza è stata anche l’occasione per presentare gli ultimi dati sul risparmio piemontese relativi al 2024. Il totale dei depositi bancari a livello regionale è pari al 6,6% del dato nazionale. In particolare, per quanto riguarda il risparmio postale, i Buoni Fruttiferi e i Libretti emessi da CDP e distribuiti da Poste italiane contano nel territorio circa 1,7 milioni di clienti sottoscrittori di circa 4,4 milioni di titoli tra Buoni e Libretti, per un ammontare di 22 miliardi di euro. Solo nel 2024, in Piemonte sono stati venduti oltre 3 miliardi di euro di Buoni Fruttiferi Postali, corrispondenti all’8% di quanto collocato complessivamente nell’anno.
– foto xb4/Italpress –
(ITALPRESS).


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