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Cronaca

Meeting di Rimini, la 46^ edizione si chiude con 800mila presenze

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RIMINI (ITALPRESS) – “Siamo molto grati per questo Meeting che ha potuto offrire spazi di dialogo e speranza in un mondo purtroppo sempre più conflittuale”. Così il presidente del Meeting di Rimini Bernhard Scholz sulla 46esima edizione della manifestazione. Sulla scorta del titolo “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi” sono emerse esperienze e prospettive per affrontare i deserti del nostro tempo: la solitudine e la frammentazione sociale, i conflitti e le guerre, la crisi ambientale ed economica.
Già dall’incontro inaugurale con le madri di Israele e Palestina, capaci di trasformare il dolore della perdita in cammino di riconciliazione, e dalla presenza di testimoni come i sopravvissuti di Hiroshima Toshiyuki Mimaki e Masao Tomonaga, si è percepito il filo rosso della pace.
Centrale anche la riflessione sull’Europa con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, Mario Draghi ed Enrico Letta. Significativi sono stati gli incontri sul futuro della democrazia con Patrick Deneen e Joseph Weiler e sull’incidenza dei cristiani sulla vita sociale con Luke Bretherton e Pierpaolo Donati, e i dialoghi con personalità come Javier Cercas, Colum McCann, Katerina Gordeeva e Diane Foley.
Molto forte la partecipazione istituzionale, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di numerosi ministri del Governo italiano, di presidenti di Regione e parlamentari di tutti i partiti. Sul piano ecclesiale è di grande significato la presenza del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, del presidente e del segretario Cei Matteo Maria Zuppi e Giuseppe Baturi oltre che di vescovi delle zone di tensione e conflitto del mondo, come la Siria, l’Ucraina, il Sud Sudan e l’Algeria.
Sul versante degli spettacoli, hanno riscosso grande successo l’apertura con The Rock, omaggio teatrale e musicale a T.S. Eliot con Sergio Castellitto, Le Confessioni di Sant’Agostino interpretate da Alessandro Preziosi, e lo spettacolo di Giacomo Poretti La fregatura di avere un’anima. Non meno seguiti il concerto dei The Sun, l’omaggio a Claudio Chieffo e il Meeting Music Contest che ha dato visibilità a giovani artisti.
Quanto alle cifre sono 800mila le presenze registrate. I 150 convegni con circa 550 relatori italiani e internazionali e i 17 spettacoli hanno registrato quasi costantemente il tutto esaurito, così come il Villaggio Ragazzi Yoga e l’Enel Sport Village, che hanno accolto decine di migliaia di bambini e giovani. Anche le mostre sono state visitate da varie migliaia di visitatori in più rispetto al 2024. In crescita anche il coinvolgimento delle aziende partner, oltre 150, con un apporto non solo economico ma anche culturale e progettuale.
Le dirette dei principali incontri sono state riprese da numerose testate nazionali e internazionali, con un impatto mediatico superiore agli anni precedenti. Determinante, come sempre, l’apporto dei tremila volontari arrivati dall’Italia e da tutto il mondo, il 60% dei quali sotto i trent’anni.
Sono cifre e presenze che spingono a pensare il Meeting come un luogo sempre più riconosciuto di dialogo, collaborazione e costruzione di comunità, come ha ricordato papa Leone XIV nel suo messaggio: “Nei deserti di oggi possiamo edificare insieme con mattoni nuovi, segni concreti di speranza e di pace”.
La 47ma edizione del Meeting si terrà alla Fiera di Rimini dal 21 al 26 agosto 2026, con il titolo, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.

– foto Meeting di Rimini 2025 –
(ITALPRESS).

Cronaca

Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

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ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Parma. La formazione di Maurizio Sarri va sotto nel primo tempo con il secondo timbro in stagione di Delprato (15′) e riesce solo con le seconde linee a rendersi pericolosa dalle parti di Suzuki. E’ Noslin (77′) a salvare i biancocelesti dal ko interno, ritrovando un gol che mancava da quasi due mesi. Punto pesante in ottica salvezza per il Parma, che sale a quota 35 punti e allunga a +8 sulla zona retrocessione occupata dal Lecce. La Lazio resta in ottava piazza a 44 punti e si espone al sorpasso del Bologna, nono a quota 40 punti e impegnato a Cremona domani alle 15.
Buon avvio del Parma, che tiene in mano il pallino del gioco in avvio di frazione. Il primo squillo è di Bernabè, che all’11’ calcia da fuori senza impensierire Motta. Al 15′ è la squadra di Cuesta a portarsi in vantaggio grazie alle solite palle inattive. Punizione di Valeri dalla sinistra, mischia in area di rigore e il più lesto a ribadire in rete è Delprato. Sbloccato l’incontro, il Parma si chiude nella propria metà campo con due linee compatte a difendere i pali di Suzuki. Fraseggio sterile della Lazio, che rischia anche di trovarsi sotto di due reti al 44′ con un mancino in piena area di rigore di Valeri tolto dall’incrocio dei pali da un grande intervento di Motta. In apertura di secondo tempo i padroni di casa provano a cambiare spartito con i cross di Nuno Tavares, ma la retroguardia gialloblù non si fa impensierire dalle iniziative del terzino portoghese. Poco pericolosa la formazione di Sarri, che con i cambi riesce a dare vita alla manovra biancoceleste. Noslin subentra per uno spento Pedro e trova il gol del pareggio al 77′: l’olandese combina con Taylor, si accentra, colpisce di destro in precario equilibrio e trova la deviazione decisiva di Circati, che lascia fermo un incolpevole Suzuki. Nel finale proteste da una parte e dall’altra per dei potenziali rigori per un mani di Nuno Tavares e una spinta di Circati su Lazzari, ma all’Olimpico è 1-1 al triplice fischio di Marcenaro.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Fagioli stende il Verona e avvicina la Fiorentina alla salvezza

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VERONA (ITALPRESS) – La Fiorentina inizia lo scatto verso la salvezza, il Verona si avvia verso la retrocessione in Serie B. E’ questo il verdetto del Bentegodi, che assiste all’1-0 dei viola, messi costantemente sotto dai padroni di casa e vittoriosi dopo un episodio discusso e un finale incandescente. Inizia bene la Fiorentina con Fagioli, ma poi si assiste a un assolo gialloblù. Bernede e Orban impegnano De Gea e mettono a rischio l’imbattibilità (cinque gare) della Fiorentina, mentre Bowie spreca una buona chance. Oyegoke e Belghali sono due frecce sulle corsie laterali e l’Hellas gioca un’ottima gara, nella quale manca solo il gol. Si va così al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa, nonostante Vanoli inserisca Piccoli. Bowie impegna ancora De Gea e l’Hellas sembra poterla vincere, ma è imprecisa e non concretizza. Lo fa eccome, invece, la Fiorentina all’82’: Harrison pesca Fagioli, che buca Montipò con un perfetto rasoterra. Un autentico rigore in movimento manda avanti i toscani, ma è polemica. L’azione nasce da una decisione discutibile di Guida, che aveva fermato il gioco per verificare le condizioni di Fagioli nonostante non ci fosse stata un’azione fallosa. Protesta l’Hellas e fischia il Bentegodi, ma il risultato non cambia: è gol e il momento cambia la partita, con gli scaligeri molto nervosi. Gagliardini rischia il secondo giallo, mentre Suslov lascia i suoi in dieci: mini-rissa con Gudmundsson all’85’ con doppia espulsione. Entrambe le squadre quindi hanno chiuso il match in inferiorità numerica. Nel finale Sammarco e i suoi tentano l’assalto, senza esito, nei sette minuti di recupero. Un Verona nervosissimo va ko dopo aver tirato venti volte, venendo sconfitto 1-0 e restando ultimissimo. Scaligeri fermi a quota 18 punti, -9 (per ora) dalla quartultima a sette turni dal termine. Sorride la Fiorentina, per ora a +5 sulla zona rossa.
– foto Ipa Agency –
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Fagioli stende il Verona e avvicina la Fiorentina alla salvezza

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VERONA (ITALPRESS) – La Fiorentina inizia lo scatto verso la salvezza, il Verona si avvia verso la retrocessione in Serie B. E’ questo il verdetto del Bentegodi, che assiste all’1-0 dei viola, messi costantemente sotto dai padroni di casa e vittoriosi dopo un episodio discusso e un finale incandescente. Inizia bene la Fiorentina con Fagioli, ma poi si assiste a un assolo gialloblù. Bernede e Orban impegnano De Gea e mettono a rischio l’imbattibilità (cinque gare) della Fiorentina, mentre Bowie spreca una buona chance. Oyegoke e Belghali sono due frecce sulle corsie laterali e l’Hellas gioca un’ottima gara, nella quale manca solo il gol. Si va così al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa, nonostante Vanoli inserisca Piccoli. Bowie impegna ancora De Gea e l’Hellas sembra poterla vincere, ma è imprecisa e non concretizza. Lo fa eccome, invece, la Fiorentina all’82’: Harrison pesca Fagioli, che buca Montipò con un perfetto rasoterra. Un autentico rigore in movimento manda avanti i toscani, ma è polemica. L’azione nasce da una decisione discutibile di Guida, che aveva fermato il gioco per verificare le condizioni di Fagioli nonostante non ci fosse stata un’azione fallosa. Protesta l’Hellas e fischia il Bentegodi, ma il risultato non cambia: è gol e il momento cambia la partita, con gli scaligeri molto nervosi. Gagliardini rischia il secondo giallo, mentre Suslov lascia i suoi in dieci: mini-rissa con Gudmundsson all’85’ con doppia espulsione. Entrambe le squadre quindi hanno chiuso il match in inferiorità numerica. Nel finale Sammarco e i suoi tentano l’assalto, senza esito, nei sette minuti di recupero. Un Verona nervosissimo va ko dopo aver tirato venti volte, venendo sconfitto 1-0 e restando ultimissimo. Scaligeri fermi a quota 18 punti, -9 (per ora) dalla quartultima a sette turni dal termine. Sorride la Fiorentina, per ora a +5 sulla zona rossa.
– foto Ipa Agency –
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