Politica
Guerini “Chi manifesta deve essere sempre rispettato”
Pubblicato
3 mesi fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il piano americano, accettato da numerosi Paesi arabi, è un passo importante per conseguire l’obiettivo di raggiungere la pace e fermare la sofferenza della popolazione di Gaza. Si poteva arrivare a una convergenza più significativa in Parlamento e abbiamo lavorato per riuscirci. Ma il contesto molto polarizzato, con gli attacchi alle opposizioni giunti da chi guida il governo e qualche irrigidimento a sinistra, non ha aiutato. Per questo abbiamo lavorato all’astensione sulla risoluzione della maggioranza che era il massimo che si poteva ottenere in questo passaggio e credo sia stato un risultato alla fine positivo. Se stiamo a ciò che era scritto in tutte le risoluzioni presentate, a partire dalla nostra, il piano Usa è oggi considerato un punto di partenza condiviso”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Guerini, deputato del Pd e presidente del Copasir.
“Sono cresciuto – spiega – nella cultura dell’autonomia del sindacato dalla politica. E viceversa. Chi sciopera, chi manifesta, deve essere sempre rispettato. Se migliaia di persone vanno in piazza bisogna guardare con attenzione, non con sufficienza. Uno sciopero non ha il compito di risolvere una questione o di indicare una soluzione. E’ uno strumento per esprimere un’indignazione, per fare pressione, per manifestare un problema. Spesso anche con contraddizioni, che sono le contraddizioni della realtà storica che stiamo vivendo. Ciò che contesto è che la politica si limiti a trasformarsi in megafono quando invece il suo compito è raccogliere quelle domande mediandole nella responsabilità delle decisioni”.
E alla domanda se Giorgia Meloni schiaccia la sinistra su posizioni estremiste, Lorenzo Guerini risponde: “Ho un ruolo istituzionale che mi impone sobrietà nella risposta. Ribadisco il concetto di prima: nessuno deve pensare di strumentalizzare, in un senso o nell’altro, le piazze a proprio vantaggio. L’eccessiva polarizzazione della politica italiana credo non porti a nulla di buono e forse è uno degli elementi alla base della disaffezione sempre più evidente nelle urne. La delegittimazione reciproca, l’incapacità di trovare terreni comuni di confronto pur nella asprezza della lotta politica e delle sacrosante differenze rischia di dividere il Paese e di imbarbarire il confronto politico”.
Il Pd ora insegue Landini, Albanese, la piazza? “Io non inseguo nessuno. Elly Schlein ha lavorato con impegno per unire le opposizioni e ciò ha consentito, anche in queste regionali, di presentarci uniti di fronte agli elettori. Un passo necessario conseguito per la caparbietà della segretaria. Ora bisogna trasformare l’unità delle opposizioni in una proposta politica che diventi una credibile e forte alternativa al governo della destra. Dando un profilo più politico, oltre che aritmetico, alla nostra proposta. E a questo si deve dedicare soprattutto il Partito democratico che di questo progetto rappresenta l’infrastruttura portante. Chiarendo, con le mediazioni che la politica richiede, ciò che va chiarito a partire dal nostro posizionamento sulle grandi trasformazioni dello scenario internazionale. Non basta dire che dall’altra parte c’è la destra e sperare in un quadro in cui la partecipazione elettorale langue, e uso un’espressione non mia, ‘di portare a votare i tuoì. Ecco credo che questo non basti per vincere le prossime elezioni politiche”.
All’osservazione che sembra avere un buon rapporto con il ministro Guido Crosetto, dichiara: “Il tema non è il rapporto con questo o quel ministro ma come il governo e la maggioranza intendono il rapporto con l’opposizione. Ci sono passaggi in cui maggioranza e opposizione, e quello della crisi mediorientale così come la guerra della Russia all’Ucraina sono tra questi, dovrebbero cercare appunto di trovare un terreno comune di confronto. Ma questo dipende innanzitutto dal governo e dalla maggioranza. Fino ad oggi non c’è stato perchè penso che dall’esasperazione della polarizzazione la destra pensi di trarne vantaggio elettorale. Ma è un calcolo sbagliato e senza respiro”.
Secondo Guerini “tutto il Pd ha espresso apprezzamento e sostegno alle parole del capo dello Stato. Dobbiamo solo ringraziare il presidente. Il suo è stato un appello di grande rilevanza che io, e come me molti altri nel nostro partito, ho accolto con riconoscenza. E, pur nel rispetto delle autonome decisioni di chi era sulla Flotilla, avevo auspicato convintamente che venisse raccolto”.
In merito al fronte dell’Ucraina, “Putin dimostra ogni giorno di non volere la pace. Continua a bombardare le città e la popolazione civile ucraina sperando di fiaccarne l’eroica e coraggiosa capacità di resistere e difendersi. E, nel contempo, compie azioni di guerra ibrida per ‘testarè non solo le reazioni della Nato ma soprattutto quelle delle opinioni pubbliche europee. Azioni che si accompagnano alle campagne di disinformazione in tutta Europa. Per questo bisogna continuare a sostenere con ancor più determinazione l’Ucraina e chi guarda all’Europa con coraggio e speranza: da questo punto di vista le recenti elezioni in Moldova sono un segnale molto positivo”.
Poi, Lorenzo Guerini conclude, sostenendo che investire nella difesa “è necessario per dare concretezza alla tanto agognata autonomia strategica europea. Investendo insieme come europei, utilizzando gli strumenti contenuti nel Readiness 2030 come Safe, sul rafforzamento delle nostre capacità militari a partire dalla difesa antimissile e antidrone, dalla difesa cibernetica e dallo spazio. Passi necessari per realizzare concretamente quella difesa europea che altrimenti resta solo un’idea romantica utile a non far nulla”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
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Papa Leone XIV “Le vittime di abusi sessuali nella Chiesa tante volte non ascoltate”
Pubblicato
2 giorni fa-
10 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Voglio menzionare il problema, che ancora oggi è veramente una ferita nella vita della Chiesa in tanti luoghi, che è precisamente la crisi a causa degli abusi sessuali. Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori. Vorrei dire, anche incoraggiando voi a condividerlo a vostra volta con i vescovi: tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate. L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori. Una vittima, poco tempo fa, mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’intervento conclusivo al Concistoro Straordinario del 7 e 8 gennaio, reso noto oggi dalla Santa Sede.
“La formazione di tutti. La formazione nei seminari, dei sacerdoti, dei vescovi, dei laici collaboratori dev’essere radicata nella vita ordinaria e concreta della Chiesa locale, delle parrocchie e di tanti altri luoghi significativi dove si incontrano le persone, in particolare quelle che soffrono – ha aggiunto il Santo Padre -. Come avete visto qui, non bastano uno o due giorni e neppure una settimana per entrare a fondo in un tema così da viverlo. Sarebbe importante quindi che il nostro modo ordinario di lavorare insieme sia occasione di formazione e crescita per coloro con cui lavoriamo, a tutti i livelli, da quello parrocchiale alla Curia Romana. Un esempio di dove si può crescere ordinariamente in uno stile sinodale sono le visite pastorali; e anche tutti gli organismi di partecipazione sono da rivitalizzare”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Schlein “Meloni subalterna a Trump, sta ben attenta a non infastidirlo”
Pubblicato
2 giorni fa-
10 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Di fronte alle incredibili dichiarazioni del presidente Usa sull’area artica, bastava dire poche cose chiare, che non ho sentito: la Groenlandia non si tocca e nemmeno l’integrità territoriale della Danimarca. Altre cancellerie sono state più nette nei confronti di chi calpesta diritto internazionale e sicurezza Ue, che è anche italiana. Invece è stata ben attenta a non infastidire Trump. Sappiamo che la relazione transatlantica è fondamentale, ma ci si può stare in modo diverso, non subalterno”. Lo ha detto in un’intervista a Repubblica la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Non minimizzando gli effetti dei dazi su un paese votato all’export come il nostro; non accettando di togliere le tasse alle multinazionali Usa, né dichiarando legittima la violazione del diritto internazionale” ha aggiunto la leader Dem, la quale ha aggiunto che Meloni “ha detto che la pace si fa con la forza ma per noi si fa con dialogo e diplomazia altrimenti vale solo la legge del più forte. Come sui dazi: si è dipinta come pontiera, ma non mi pare che l’Italia sia stata esclusa, anzi, siamo noi a rischiare di pagarli più di tutti. E anche su questo ha detto nemmeno una parola”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Crans-Montana, il gestore del locale in custodia cautelare. Mattarella presente alla cerimonia di Martigny “Vicini a vittime e feriti, ora giustizia” / Video
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3 giorni fa-
9 Gennaio 2026di
Redazione
BERNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Jacques Moretti, proprietario del bar Constellation, che ha preso fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, è stato posto in custodia cautelare. Lo riferisce l’emittente francese Bfmtv. Sua moglie, Jessica Moretti, è ancora libera.
MATTARELLA ALLA CERIMONIA DI MARTIGNY “VICINI A VITTIME E FERITI, ORA GIUSTIZIA”
“La cerimonia di oggi per l’immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto”. È il messaggio scritto dal presidente della Repubblica al termine della cerimonia che si è svolta a Martigny, in Svizzera, in memoria delle vittime dell’incendio avvenuto a Crans Montana la notte di Capodanno.
Prima di recarsi a Martigny, il presidente della Repubblica aveva voluto fare tappa all’ospedale di Zurigo, per incontrare i familiari dei due ragazzi qui ricoverati. Si è poi intrattenuto con i medici in ospedale che ha ringraziato insieme al personale della Protezione Civile. Ora Mattarella si sposterà in aereo a Ginevra per poi proseguire in auto sino a Matigny.
“Sono venuto qui per ringraziarvi e per tramettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera coinvolta nell’angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi”. Così, secondo quanto si apprende, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando con i medici all‘ospedale di Zurigo, dove ha incontrato i familiari di alcuni dei ragazzi feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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