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Cronaca

I FUNERALI DI STATO DEI TRE CARABINIERI: “MARCO, VALERIO (ORIGINARIO DI PAVIA) E DAVIDE HANNO SERVITO LA PATRIA CON AMORE”. COMMOZIONE, APPLAUSI E PICCHETTI D’ONORE

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“La vittoria sul mondo e sul male è anche l’amore di chi serve la patria, cioè il prossimo, garantendo la giustizia, il bene comune, la stabilità delle istituzioni preposte a custodire nell’ordine e nell’armonia la comunità umana”. Sono le parole di Mons. Gianfranco Saba, ordinario militare per l’Italia celebrando oggi nella Basilica di Santa Giustina a Padova i funerali dei tre Carabinieri morti a Castel d’Azzano. Chiesa gremita e più di 2mila le persone fuori, oltre alle più alte cariche dello Stato in prima fila (dal Presidente Mattarella alla Premier Meloni e ai Presidenti di Camera e Senato Fontana e La Russa). L’arcivescovo li chiama per nome, Marco, Valerio e Davide: “I nostri fratelli hanno seguito la via del servizio per il bene comune. Nel loro incontro con Cristo si saranno specchiati in Lui vedendo così che il volto bello dell’umanità sta nel servire il prossimo. Duro, doloroso e umanamente incomprensibile è il drammatico evento che ha provocato la loro morte e il ferimento di tanti operatori in servizio per il bene comune”.
Di fronte a tanto dolore, a tanti volti rigati dalle lacrime, al picchetto d’onore di tutte le forze dell’ordine e dell’esercito, al silenzio d’ordinanza suonato dal trombettiere, alla recita della preghiera del carabiniere, alle più alte cariche dello Stato che hanno abbracciato i familiari delle vittime in un abbraccio allargato a tutto il Paese (perché lì oggi pomeriggio c’era davvero tutta l’Italia), anche io ho fatto fatica a trattenere l’emozione. Specie quando è intervenuto Christian, figlio di Valerio Daprà, uno dei militari rimasti vittime dell’esplosione di Verona, originario di Pavia: vi tornava spesso per fare visita al padre. “Sono qui per parlare di mio padre – ha detto ricordando il papà – ha dedicato tutta la sua vita al dovere, al servizio e all’amore. Ha scelto una strada fatta di coraggio, sacrificio. Per lui era importante il senso di responsabilità, sempre presente in lui insieme alla pacatezza queste sono le qualità che ha sempre cercato di trasmettermi e anche se questa tragedia me lo ha strappato voglio credere che queste sue qualità continuino a parlarmi nel silenzio mentre onorerò la sua memoria”.
Molto toccante anche il discorso del Ministro della Difesa Crosetto, al termine della funzione, di fronte alle tre bare avvolte dal tricolore: “Voglio farvi una promessa solenne, i nostri nomi, il mio, quello del presidente, sono scritti sulla sabbia della memoria delle persone care e destinati a scomparire nel tempo, tutti i nostri nomi, il nome dei giusti no, il nome di chi è morto per la patria è scritto nella roccia della memoria della Repubblica, e viene onorato, ricordato, e state tranquilli, le forze armate sono le custodi di quella memoria, e tra molti anni quando nessuno di noi sarà presente, ci sarà lo stato e quando verranno detti i nomi dei vostri figli, dei vostri fratelli, padri, ci sarà una persona che risponderà per loro: presente!”. All’uscita dei feretri tanti applausi e gli onori militari a tre uomini, tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato. Grazie a voi e a tutti i vostri colleghi per quello che fate ogni giorno. Che il vostro sacrificio non sia vano.

Cronaca

Ucraina, Zelensky “Al lavoro per ripristinare le infrastrutture colpite”

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Sono in corso lavori di riparazione per ripristinare le infrastrutture critiche in molte regioni dell’Ucraina. Solo a gennaio, la Russia ha lanciato contro di noi più di 6.000 droni d’attacco, circa 5.500 bombe aeree guidate e 158 missili di vario tipo. Praticamente tutti questi attacchi hanno preso di mira il settore energetico, le ferrovie e le nostre infrastrutture: tutto ciò che sostiene la vita normale”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Gli attacchi continuano. Nell’ultima settimana, la Russia ha utilizzato più di 980 droni d’attacco, quasi 1.100 bombe aeree guidate e due missili contro l’Ucraina. Stiamo registrando tentativi russi di distruggere la logistica e la connettività tra città e comunità. E’ proprio per questo che persiste la necessità di proteggere il cielo. Missili per Patriot, NASAMS, F-16 e altre piattaforme sono necessari ogni singolo giorno. Ringrazio tutti i partner che comprendono questo e ci aiutano” conclude Zelensky.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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Pisa, ufficiale l’esonero di Alberto Gilardino

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PISA (ITALPRESS) – Alberto Gilardino non è più l’allenatore del Pisa. La sconfitta per 3-1 con il Sassuolo, in panchina c’era il vice Gaetano Caridi a causa della squalifica dell’allenatore, è fatale al campione del mondo del 2006. Dopo la partita c’è stato un vertice di tre ore allo stadio con il presidente Giuseppe Corrado, l’amministratore delegato Giovanni Corrado e il direttore sportivo Davide Vaira. Il confronto con l’allenatore non aveva portato a una decisione definitiva anche se la strada sembrava già tracciata. Prima della mezzanotte la decisione è stata comunicata all’interessato e poi ufficializzata dalla società sul proprio sito. In pole per prendere il posto di Gilardino c’è Marco Giampaolo. Gli altri papabili sono Roberto D’Aversa e Davide Ballardini. In giornata la decisione e l’ufficialità. Non c’è tempo da perdere anche perchè domani chiude il calciomercato e venerdì prossimo lo scontro diretto in casa dell’Hellas Verona. Ultimo a 14 punti assieme al Pisa. Ecco il testo del comunicato ufficiale del Pisa sull’esonero di Gilardino.
“Pisa Sporting Club informa di aver comunicato ad Alberto Gilardino la volontà, umanamente e professionalmente sofferta, di cambiare la guida tecnica della Prima squadra. Ad Alberto e a tutti i componenti del suo staff il ringraziamento più vero per quanto hanno saputo dare in questi mesi al Club, alla squadra e ai tifosi nerazzurri. Il Pisa Sporting Club, nelle prossime ore, comunicherà il nome del nuovo Responsabile Tecnico della Prima squadra”.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Il Cagliari vince ancora, Verona travolto 4-0

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CAGLIARI (ITALPRESS) – Non c’è nulla da fare per l’Hellas Verona, che stecca malamente lo scontro diretto della speranza. Gli scaligeri perdono 4-0 a Cagliari, chiudendo anche in dieci, e probabilmente condannano Paolo Zanetti all’esonero dopo 23 giornate. Regna l’equilibrio nei primissimi minuti, entrambe le squadre cedono all’attenzione difensiva e ai ritmi bassi che rendono il match meno entusiasmante. Ci pensa Mazzitelli a scuotere il match, trovando la parata di Perilli, ma l’Hellas applica bene il fuorigioco e corre pochi pericoli. Dopo l’infortunio di Gagliardini, però, gli scaligeri escono completamente dal campo e dal match. Ne approfitta il Cagliari, che chiude sul 2-0 dopo il primo tempo con un letale uno-due e annienta psicologicamente i rivali. Apre le danze Mazzitelli, dopo una grande azione di Palestra e il tacco di Obert a smarcarlo (35′), la chiude Semih Kiliçsoy nel recupero (48′ pt). Strepitosa la rete del gioiello turco, che insacca in sforbiciata sul cross illuminante di Sebastiano Esposito.
Nella ripresa, le cose si complicano definitivamente per il Verona: doppio giallo e rosso per Sarr (51′), scaligeri in dieci. Zanetti ne cambia tre e ottiene una scossa estemporanea con Mosquera, che sfiora il gol: Caprile salva tutto. Perilli evita la rete del tris di Luperto, ma non può nulla sull’ennesimo collasso difensivo dei suoi. Siamo all’84’ quando il portiere evita il “gol olimpico” dalla bandierina di Esposito, ma nessun difensore reagisce sul pallone: Sulemana insacca così il 3-0 da due passi. Da qui in poi è tutto in discesa per il Cagliari, che cala anche il poker: cross di Zappa e rete di Idrissi (90′). L’Hellas Verona sprofonda dunque, subendo una durissima sconfitta che verosimilmente sancirà l’esonero di Paolo Zanetti: scaligeri ultimi a 14 punti, col Pisa. Sale a quota 28 punti la formazione rossoblù che infila la terza vittoria consecutiva e si tira (quasi definitivamente) fuori dalla lotta-salvezza.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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