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Suzuki salva il Parma in inferiorità numerica, è 0-0 a Marassi contro il Genoa

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GENOVA (ITALPRESS) – Il Genoa deve rinviare ancora l’appuntamento con la prima vittoria stagionale: contro il Parma, occasione clamorosamente sprecata per il Grifone, in superiorità numerica dal 42′ (doppio giallo a Ndiaye), ma soprattutto incapace di trasformare con Cornet, al 96′, il rigore concesso per fallo di Troilo su Ekhator. Nel pomeriggio di Marassi grande protagonista Suzuki: il portiere giapponese, prima di neutralizzare il tiro dal dischetto, aveva miracolosamente respinto un colpo di testa di Ekhator da pochissimi passi. Finisce 0-0, un risultato che evidenzia ancora una volta le difficoltà offensive degli uomini di Vieira, che rimangono in fondo alla classifica con 3 punti, alla pari del Pisa. Per la formazione di Cuesta, invece, si tratta sicuramente di un punto guadagnato dopo che il già ammonito Ndiaye ha commesso un fallo ingenuo, tentando l’anticipo su Vitinha, che gli è valso il secondo giallo. Era il 42′, da lì in poi partita ultradifensiva dei gialloblù.

Grande protagonista, come detto, Suzuki, che a inizio ripresa viene chiamato in causa da Malinovskyi e Carboni: sempre attento il portiere giapponese. Il Parma, quando ne ha l’occasione, prova a proiettarsi in avanti e al 69′ Keita fa partire un cross rasoterra che attraversa tutta l’area; una di quelle situazioni ad altissimo rischio di autogol, ma i difensori del Genoa se la cavano. Il Marassi spinge i suoi giocatori ma non risparmia qualche fischio di disappunto quando l’azione si fa troppo lenta ed elaborata. Vieira prova il doppio centravanti, inserendo Colombo ed Ekhator al 66′: mentre il primo gioca un’altra partita anonima e nervosa, il secondo sfiora il gol all’82’ con un colpo di testa ravvicinato su cui Suzuki è prodigioso. Proprio Ekhator in pieno recupero trova un altro spunto che mette in grande difficoltà il neoentrato Troilo, che si fa sorprendere e abbatte il giovane attaccante italiano; Sozza indica il dischetto, ma Suzuki conferma il suo pomeriggio super parando il mancino di Cornet. Piovono fischi a Genova, mentre il Parma torna a casa con un buon punto.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

GENOA (4-2-3-1): Leali 6; Norton-Cuffy 6, Ostigard 6, Vasquez 6, Sabelli 6 (1′ st Carboni 6); Masini 6, Frendrup 6 (21′ st Colombo 5); Ellertsson 5, Malinovskyi 6.5 (36′ st Cornet 5), Vitinha 5 (13′ st Venturino 6); Ekuban 6 (21′ st Ekhator 6.5). In panchina: Siegrist, Sommariva, Martin, Otoa, Thorsby, Gronbaek, Onana, Cuenca, Fini. Allenatore: Vieira 5.5.

PARMA (3-5-2): Suzuki 8; Delprato 6, Circati 6.5, Ndiaye 4.5; Britschgi 6, Bernabé 6 (43′ pt Valenti 6), Keita 6.5, Estevez 6 (42′ st Troilo 5), Almqvist 6 (1′ st Ordonez 6); Cutrone 6 (34′ st Sorensen sv), Pellegrino 5 (42′ st Djuric sv). In panchina: Corvi, Rinaldo, Lovik, Hernani, Cremaschi, Benedyczak, Begic. Allenatore: Cuesta 6.

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ARBITRO: Sozza di Seregno 5.5.
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in ottime condizioni. Al 42′ pt espulso Ndiaye per doppia ammonizione. Al 52′ st Suzuki para un rigore a Cornet. Ammoniti: Malinovskyi, Britschgi, Estevez, Colombo, Troilo. Angoli: 3-0. Recupero: 2′; 6′.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

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ROMA (ITALPRESS) – Diana Bianchedi rassegna le dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Lo ha fatto con una lettera, con la quale l’ex schermitrice ha comunicato la sua rinuncia all’incarico. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”. 

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Euro 2032, la Figc trasmette all’Uefa i dossier di 13 città e 14 stadi

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ROMA (ITALPRESS) – Entro i termini previsti della Uefa, la Figc ha inviato oggi i dossier delle sedi ritenute idonee a proseguire il processo di candidatura per ospitare le gare di Euro 2032. Il presidente Giovanni Malagò ha fatto pervenire al numero uno del massimo organismo calcistico continentale Alexander Ceferin la comunicazione formale che contiene la valutazione compiuta dagli uffici della Figc in merito alla completa istruttoria relativa a 13 città (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona) e 14 stadi (la Capitale concorre con l’Olimpico e il progetto del nuovo stadio di Pietralata; Napoli con il Maradona). Ricevuti i dossier, la Uefa svolgerà le necessarie verifiche di conformità, che riguardano 11 aree tematiche, tra cui la compatibilità infrastrutturale e 120 requisiti operativi (a esempio, i servizi per i tifosi, l’accessibilità, la sostenibilità, i servizi per i media ed i broadcaster, la sicurezza e l’ospitalità). Solo successivamente, la Federazione procederà all’indicazione delle cinque sedi ospitanti.

“Siamo soddisfatti per il numero e la qualità dei dossier che sono arrivati in Figc – afferma il presidente Malagò – a testimonianza dell’impegno e della partecipazione con cui l’Italia ha risposto a questa sfida. Desidero ringraziare l’Uefa per la proficua collaborazione e tutti i soggetti pubblici e privati che hanno contribuito a questo processo di selezione con serietà, competenza e visione. Il lavoro svolto finora conferma la volontà condivisa di offrire a Euro 2032 città e impianti all’altezza di un grande evento internazionale”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Caso Malagò, Abodi “Ipotesi commissariamento Figc non è mossa politica, pensarlo è una mortificazione del Coni”

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MILANO (ITALPRESS) – “Mancini può e deve lavorare con tranquillità, non è in discussione il lavoro che sto facendo. Ho condiviso la scelta di Malagò su Mancini perchè credo che possa dare quel quid in più per ripartire nel modo giusto. Mettere in relazione i due elementi crea una confusione di cui non c’è bisogno. Sono convinto che allenatore, giocatori e staff lavorano in tranquillità e non sono condizionati da questa situazione che il Coni affronterà nei prossimi giorni”. Così il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, a margine della quinta edizione di “Sky Up The Edit”, a Milano, sulle possibili ripercussioni sulla Nazionale in merito alla situazione in Figc e l’ipotesi di un commissariamento. “Dobbiamo dare tranquillità e non disturbare quello che è un progetto sportivo e affrontare con decisione un argomento che è sottoposto alla valutazione non di una persona ma di più persone e più garanzie di questo non ce ne sono. Chi ha la responsabilità come la mia di vigilare il Coni non ha bisogno di intervenire o di aggiungere altro, il mio mestiere è non disturbare lo sport con le sue autonomie”.

“Manovra politica? È un modo di dimostrare maturità in un sistema calcistico che non sempre ha affrontato i problemi e non sempre ha trattato le questioni con un metro uguale per tutti. Non c’è un tema nè personale nè politico. Il tentativo di metterla su questo piano è un tentativo di fare confusione, della quale non ha bisogno un sistema che invece ha bisogno di ripartire”. “Ci sono mille questioni da affrontare e non è quello che ha posto il Coni un problema che non permette di far andare avanti il resto. Il resto deve andare avanti a prescindere, la politica qui non esiste, la si butta in politica per confondere. Per me è una mortificazione del Coni, che è chiamato a prendere una decisione, che il Coni non merita”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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