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QUEL CHE INDIGNA DEI NO VAX SU SASSOLI

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(Tutte le notizie su diegobianchinews.it @copyright, itinerarinews.it, paviaunotv.it, lombardialive24.it e relativi canali social: Facebook, Twitter, Instagram, You Tube, Telegram, LinkedIn)

In queste ore ho provveduto a cancellare parecchi followers dai nostri social. Ma una spiegazione va data: chi non ha il rispetto dell’uomo persino di fronte alla morte non è un uomo, è un meschino. E lo sono tutti quei no vax che ieri, di fronte all’annuncio della morte, ne hanno ancora una volta approfittato per diffondere notizie false, legando la morte del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli al vaccino anziché alla grave disfunzione immunitaria di cui soffriva da tempo, in seguito al mieloma e al trapianto di midollo di qualche anno fa. E non paghi, hanno messo anche tante faccine sorridenti.  La sua colpa? Essersi espresso favorevolmente in merito al Green pass esteso secondo la formula italiana. Si fa spesso fatica a capire fin dove può arrivare l’abisso della meschinità umana. Ma leggendo certi messaggi di queste ore capite bene che non c’è davvero limite al fondo: “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”, si legge in una pagina Facebook. Ed è solo uno dei tanti messaggi da condannare senza se e senza ma. Come abbiamo fatto noi sui nostri social: bannati tutti, perché non sono degni di appartenere alla cerchia dei nostri followers.

Essere personaggi pubblici è un fardello notevole da portarsi addosso, anche nella vita privata. Perché non si ha privacy, perché c’è il cosiddetto “giornalismo spazzatura” sempre in azione per riempire le pagine dei giornali di titoli gossipari, perché ci sono tante persone che non si fanno gli affari propri e, soprattutto sui social, mettono in azione quasi per riempire la propria vita di “goduria”, quella cosiddetta macchina del fango che sa fare solo del male. Eppure David Sassoli ha risposto a questi attacchi sempre con il suo sorriso gentile, quel modo educato, discreto e di alto profilo. Ha anche postato un video in cui fin da Novembre metteva bene in chiaro il suo stato di salute e da dove derivavano i problemi. Niente da fare: viviamo ormai in un clima di diffidenza ed irrazionalità, dove, complici i social (ormai sempre più fuori controllo) facciamo fatica anche noi giornalisti a difendere il nostro lavoro serio e corretto delle informazioni.  Un sito è arrivato addirittura a citare la ricerca di due università cinesi, non meglio precisate, che avrebbero previsto i rischi di immunopatologie polmonari derivanti da sieri genici sperimentali a base di RNA messaggero. Niente di più falso. Il delirio totale di gente no vax che meriterebbe davvero ospedali e terapie intensive chiuse di fronte ad un loro ricovero quando ormai sono “alla frutta”. Allora vi invitiamo, di fronte a questi attacchi, a non subire più ma a denunciare alla polizia postale questi profili fake al veleno e a cancellare, a bannare dai social e anche dalla vita reale questa gente, che nulla di buono può portare alle nostre vite, se non odio e tanta rabbia in corpo.

Giovedì l’apertura della camera ardente in Campidoglio per l’ultimo saluto a David Sassoli, Venerdì alle 12 (anche in diretta tv) i funerali di Stato alla presenza delle massime cariche italiane ed europee in Santa Maria degli Angeli a Roma. Tutto il resto è spazzatura da buttare in discarica, quella reale e quella virtuale. E noi di Agenzia CreativaMente, Pavia Uno Tv, Lombardia Live 24, Itinerari News daremo come sempre il nostro contributo al giornalismo sano, pulito e verificato. Alla luce del sole. I no vax che alimentano odio vadano verso altri lidi: per loro qui non c’è posto.

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Crescere Insieme – 26 Luglio 2026

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L’incontro con Don Franco Tassone, parroco del SS.mo Salvatore e della Chiesa del Sacro Cuore a Pavia. Sacerdote da sempre a fianco degli ultimi, è responsabile della Caritas Pavese e per anni ha guidato la Casa del Giovane, allievo del venerabile Don Enzo Boschetti.

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Quando il territorio diventa solo una passerella

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.

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