Poteva dire e fare quello che voleva con la sua voce. Ma anche con la sua espressione, con la sua ironia e l’acuta intelligenza. Forse Monica Vitti non ne era così consapevole ma ne erano consapevoli i grandi registi che l’hanno diretta nei suoi oltre 50 film. Michelangelo Antonioni, Luciano Salce, Dino Risi, Alberto Sordi, Ettore Scola, Vittorio De Sica, Mario Monticelli e ancora gli internazionali Joseph Losey, Michael Ritchie. Monica nasceva 90 anni fa e debutta interprete di film drammatici, difficile per lei iniziare ad emergere, duro e difficoltoso il rapporto con la madre che mai accettò la scelta di recitare. Ma i meriti Monica, li prenderà dalla critica, che esalta è apprezza l’attrice sin dagli esordi e dal pubblico, che la identifica come personaggio popolare e la associa a fenomeno pop in grado di spaziare da grandi film campioni al box office sino alle ospitate in tv nei programmi più celebri della Rai come “Canzonissima” dove interpreta quasi giocando canzoni come “I Crauti”, senza un filo logico conduttore ma con un ironia che oggi è lontana anni luce da qualsiasi comico esistente. “L’avventura” (1960), “La notte” (1961), “Deserto rosso” (1964), “La ragazza con la pistola” (1968), “Noi donne siamo fatte così” (1971), “Polvere di stelle” (1973), “L’anatra all’arancia” (1975), e “Io so che tu sai che io so” (1982) sono solo alcuni dei suoi film più noti che le hanno permesso di essere partner sul grande schermo dei più grandi esponenti maschili del cinema Italiano, da Marcello Mastroianni a Vittorio Gassman. Una donna che ha combattuto per i valori delle altre donne, impegnata sempre a difendere la categoria e ad esaltarla, perché il cinema e l’arte non devono essere una categoria maschile e di serie B per una donna. E così ha sfruttato i suoi mille volti poliedrici nei film: bella, sexy, rivoluzionaria, intellettuale, povera, tradita e traditrice, comica e malinconica. Monica poteva fare tutto, anche prestare la voce ad una cane nel film “Senti chi parla… adesso” nel 1993 con John Travolta e Kirstie Alley, e addirittura dirigersi in un film che sarebbe stato il primo di una serie emulato da registi, “Scandalo segreto” nel 1990. Tanti premi, su tutti quel Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia nel 1995. Giurò che avrebbe continuato a lavorare ancora per tanti anni, ma quel maledetta malattia neurodegenerativa, lenta e logorante, era dietro il sipario della sua vita. Monica farà in tempo a concludere la sua autobiografia, a sposare il suo ultimo compagno, più giovane di lei, Roberto Russo, per poi ritararsi completamente dalle scene. Venti anni di silenzio spezzati solo dalla chiamata di Russo a Walter Veltroni in questo giorno triste: “Roberto Russo, il suo compagno di tutti questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con dolore, affetto, rimpianto.” scrive su Twitter. E noi ci uniamo al cordoglio che tutto il pubblico sta provando. Addio Monica, ora non dovrai più sforzarti di comprendere la vita e lo strano destino che ti ha riservato. Il tuo nome è già nella storia.
ROMA (ITALPRESS) – Trump valuta una nuova azione militare in Iran dopo la retorica muscolare degli ultimi giorni, ma rischia in popolarità in vista dei midterm e mette a rischio gli alleati del Golfo. Una possibile via d’uscita: colpire di nuovo il nucleare iraniano, poi derubricare la crisi a questione regionale. Sul fronte energetico, con nuove rotte disponibili il valore degli stretti potrebbe calare nel tempo, ma l’esito resta però incerto. Ce ne parla l’ambasciatore Giampiero Massolo nella nuova puntata della rubrica dell’Italpress Realpolitik.
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Dalla chiesa di Porana di Pizzale (PV) la Santa Messa di Domenica 27 Settembre 2026, XXVI del Tempo Ordinario / A e Festa Patronale di San Crispino. Celebra Don Marko Osuru Alisentus.
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In alto i calici – Il Salone del Gusto, Carlin Petrini e una fine vendemmia anticipata
Un tuffo settimanale nell’attualità e nella cultura del vino con Emanuele Bottiroli, giornalista di settore, e Guerrino Saviotti, decano degli enologi, ogni domenica su Pavia Uno TV e Lombardia Live 24. Oggi puntata dedicata a una riflessione sul Salone del Gusto di Torino, il primo senza Carlin Petrini, ma spazio anche ad alcuni spunti che arrivano dall’attualità e dalla vendemmia ormai in fase di conclusione anticipata.
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