Cronaca
Casetta (Matrix42) “Con la digitalizzazione aiutiamo produzione aziende”
Pubblicato
4 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “La nostra azienda produce software che aiutano gli utenti a utilizzare nel modo più semplice possibile i loro strumenti di lavoro. Il nostro obiettivo è connettere le utenze in ufficio o in giro per il mondo con il loro ambiente di lavoro tradizionale e fornire un’infrastrutture che funziona, mantenerla aggiornata e fare in modo che i device si possano gestire da remoto”. Così Roberto Casetta, Chief Revenue Officer Matrix42, intervistato dall’agenzia di stampa Italpress. “L’impiego del Piano nazionale di ripresa e resilienza per la digitalizzazione riguarda una parte di infrastruttura e di utenza, dobbiamo crescere su due livelli. Rispetto all’infrastruttura vediamo sempre più che il cloud è la linea guida, riuscire a portare le applicazioni a livello di cloud facilita la possibilità di poterle utilizzare grazie a una connessione internet”.
“La digitalizzazione aiuta molto la produzione delle aziende, basti considerare il risparmio del fattore tempo. Quello che dobbiamo ancora migliorare -spiega Casetta- è la capacità di misurare la produttività e spostare, forse più in Italia rispetto ad altri paesi, il parametro di giudizio dal tempo impiegato alla qualità del tempo. I nostri strumenti permettono di aiutare questo tracciamento, l’obiettivo non è monitorare quanto uno lavora ma la qualità prodotta”. In ambito di digitalizzazione della sanità “abbiamo fatto grandi passi in avanti e l’Italia è uno dei Paesi migliori in questo ambito. Quello che vogliamo fare è semplificare l’utilizzo di strumenti in ambito sanitario, portarli in cloud creando un network che consenta il consulto di una cartella di un paziente da device diversi e ovviamente da postazioni diverse. In Italia arrivare ad avere una gestione di dati centralizzati sul cloud -continua Casetta- significa poterli gestire in maniera più sicura, diminuire la dispersione di informazioni su tanti siti e ridurre i punti di attacco cyber e poi renderle usufruibili in modo semplice perchè la digitalizzazione del Paese deve andare incontro ai cittadini. Il mercato ci richiede la disponibilità del nostro software su piattaforme diverse, per esempio il telefono che è sempre più utilizzato per lavorare. E’ importante adattare e semplificare. Nel futuro avremo più tipologie di device e meno server. Spostarsi nel cloud vuol dire avere una diversificazione maggiore di strumenti più performativi”.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel
Pubblicato
1 ora fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”
Pubblicato
1 ora fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
Pubblicato
2 ore fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.
Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.
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