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Cronaca

Idi Irccs, nasce il polo di Dermatologia oncologica e chirurgica

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ROMA (ITALPRESS) – I tumori della pelle costituiscono oltre la metà dei tumori maligni negli esseri umani. Un dato allarmante confermato dall’ Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) che ha stimato nel 2019, solo nel nostro Paese, circa n. 12.500 nuovi melanomi. All’IDI-IRCSS vengono diagnosticati annualmente oltre 800 melanomi, circa 1500 carcinomi squamocellulari (SCC) e 4000 nuovi carcinomi basocellulari (BCC)”. Oggi, grazie all’importante contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e del suo presidente, professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, l’IDI IRCCS inaugura l’area più importante del “Polo di Dermatologia Oncologica e Chirurgica”.
“L’incremento di incidenza dei tumori della pelle – ricorda Padre Giuseppe Pusceddu, presidente della Fondazione Luigi Maria Monti – IDI IRCCS – rende necessario un centro capace di coniugare diverse esperienze mediche e metterle al servizio dei pazienti. La tradizione dell’IDI, nell’esperienza medica dermatologica, parte da lontano e giunge ai giorni nostri legando tradizione e innovazione nello spirito del carisma di Padre Monti, fondatore della “Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione” e con un approccio multidisciplinare delle cure che vide nel Venerabile Fratel Emmanuele Stablum e nel Fratel Rino Cavalieri due medici religiosi interpreti e maestri di tale metodo”.
Il Centro, diretto dal dottor Giovanni Di Lella, è dotato di tecnologia di alto livello (PC2) ed è composto da: Aree ambulatoriali di diagnostica di secondo livello dotate di tecnologia di ultima generazione per quanto concerne gli esami di dermatoscopia in epiluminescenza, microscopia confocale e capillaroscopia, oltre alla possibilità di offrire al paziente, al termine delle indagini strumentali, un percorso dedicato per ciascuna delle patologie tumorali della pelle grazie all’unicità delle competenze dell’IDI IRCCS: Tumori Melanocitari, Tumori non Melanocitari, Linfomi Cutanei, Tumori del Cavo Orale; Aree ambulatoriali specialistiche dedicate a trattamenti di cura specifica dotati di laser di ultima generazione; Area chirurgica dotata di un’ampia sala operatoria e locali annessi dedicati alla preparazione del paziente, al risveglio, un locale per gli infermieri, ed un locale per la preparazione dei chirurghi.
Il nuovo Centro è dotato di tutte le innovazioni offerte dalla tecnologia più avanzata ed è pensato per rispondere, oltre alle esigenze cliniche e sanitarie, ai bisogni personali con percorsi e strumenti studiati per offrire un’assistenza psicologica per il paziente e per i familiari che lo assistono.
“L’inaugurazione di questo Polo all’avanguardia, con tecnologie di ultima generazione, presso l’IDI IRCCS è un traguardo importante che mi sta molto a cuore – ha commentato Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale -. L’incidenza dei tumori maligni della pelle sullo spettro delle patologie gravi che affliggono l’essere umano costituisce un dato assai preoccupante, e la Fondazione Terzo Pilastro, da sempre attenta a dare risposte concrete alle esigenze più impellenti della collettività nell’ambito della salute, non poteva restare indifferente. Con questo nuovo Centro all’avanguardia, da me fortemente voluto, sarà possibile affrontare i casi di neoplasie della pelle attraverso percorsi di intervento immediato che tengono conto dell’opportunità di una diagnosi precoce e di un altrettanto, eventuale, precoce intervento, il tutto nel contesto di una realtà di eccellenza qual è l’IDI: in altre parole, i pazienti individuati come possibili casi oncologici seguiranno un percorso di immediate verifiche fino all’eventuale operazione, in tempi adeguati alla pericolosità della malattia”.
“L’apertura del Polo di Dermatologia Oncologica e Chirurgica rappresenta per l’IDI un obiettivo raggiunto e previsto dal Piano industriale 2021-2023 – ha dichiarato il Consigliere delegato, Alessandro Zurzolo -. Questa iniziativa è un esempio riuscito di collaborazione tra il nostro Istituto e la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. E’ per questo che desidero ringraziare personalmente il suo presidente, il professor Emanuele, per la sensibilità dimostrata che ci consente di inaugurare oggi un Centro di eccellenza al servizio della comunità”.
“L’obiettivo che ci siamo dati – ricorda Annarita Panebianco, Direttore sanitario dell’IDI IRCCS – è quello di far diventare questo Polo un riferimento nazionale ed europeo. La sua realizzazione ci permetterà di arricchire le linee di ricerca e attuare modelli innovativi, sicuri ed efficaci, per prevenire, diagnosticare e curare i tumori della pelle ma anche per offrire il miglior trattamento possibile per qualsiasi tumore della pelle e in qualsiasi stadio della malattia”.
(ITALPRESS).

Cronaca

Assogomma “2026 tra luci e ombre, il CBAM rischia di essere un boomerang”

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MILANO (ITALPRESS) – Un anno di luci e ombre per l’industria italiana della gomma. A tracciare il quadro è Giovanni Panico, direttore di Assogomma, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. L’associazione aderente a Confindustria rappresenta 200 imprese e circa 30 mila addetti.
Il settore, spiega Panico, include per metà pneumatici e per metà articoli tecnici come tubazioni, guarnizioni, nastri trasportatori e cinghie, destinati a svariati comparti. Un materiale a volte “nascosto” ma imprescindibile, spesso con funzioni di sicurezza.
Le indagini congiunturali dell’associazione fotografano una spaccatura: un terzo delle aziende dichiara fatturato in crescita, un terzo stabile, un terzo in calo. Arrivano però i primi segnali positivi, con i dati dei nove mesi della produzione di pneumatici e articoli tecnici in territorio positivo rispetto a fine 2025. I livelli produttivi restano comunque inferiori del 20-25% rispetto al periodo pre-Covid.
La prima metà dell’anno è stata complicata da energia e materie prime. L’industria utilizza per metà gomma sintetica, in parte derivata dal petrolio, e per metà gomma naturale. Le tensioni legate alla guerra nel Golfo hanno bloccato la filiera per almeno un paio di mesi, con fornitori incapaci persino di quotare i materiali o indicare i tempi di consegna. “Adesso sembra che la situazione si stia stabilizzando – osserva Panico – ma è troppo presto per dire che siamo usciti dal guado”.
Sul fronte normativo, l’associazione di categoria condivide i principi del CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ma ne critica l’applicazione. Con la nuova edizione del regolamento il filo d’acciaio di rinforzo dei pneumatici entrerà nello schema. Secondo uno studio di Tyres Europe, l’impatto per i produttori europei sarà di circa 70 milioni di euro nel solo 2028 e salirà fino a 140 milioni l’anno nel 2034. Il rischio è l’effetto boomerang: “chi produce in Europa paga già l’ETS e pagherà anche sulle materie prime , mentre il pneumatico finito importato non è soggetto a CBAM. E’ un modello già visibile nelle tubazioni in gomma rinforzate con acciaio, dove i produttori italiani subiscono la concorrenza di tubi esteri non gravati dagli stessi costi. “Chiediamo alla Commissione una visione più di filiera”, sottolinea Panico.
Analoga la critica alle quote di salvaguardia sull’acciaio introdotte a luglio: riduzione del 70% delle disponibilità e dazi raddoppiati dal 25% al 50% per tutelare un prodotto, il filo d’acciaio per i tubi idraulici, che in Europa ha un solo produttore, incapace di soddisfare la domanda. Da anni oltre il 60% del fabbisogno arriva dall’estero, e il conto delle nuove restrizioni, avverte il direttore Panico, lo paga chi acquista.
Preoccupa anche il quadro europeo dei pneumatici: negli ultimi 18 mesi i produttori Ue hanno chiuso nove stabilimenti, con oltre 4.400 posti a rischio, e dal 2018 hanno perso oltre il 12% di quota di mercato. In Italia finora nessuna chiusura, ma Assogomma sottolinea che serve una politica energetica che riduca i costi, oltre a strumenti come l’Industrial Accelerator Act, accolto con favore ma ancora lacunoso: ad esempio il pneumatico da ricambio, tre quarti delle vendite, non è coperto. Indispensabili, infine, controlli efficaci alle frontiere, perchè i costi di conformità non ricadano solo sulle imprese europee.
Quanto ai dazi sui pneumatici cinesi per autovettura, in vigore da luglio dopo oltre un anno di inchiesta, le importazioni si sono già spostate verso Thailandia, Cambogia e Vietnam. Nei primi nove mesi dell’anno le importazioni di articoli in gomma generici a basso valore sono salite del 20% in quantità ma solo del 6% in valore. “Occorre ripensare gli strumenti – conclude Panico – e renderli più rapidi ed efficaci rispetto all’evoluzione dell’economia reale”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese

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VIBO VALENTIA (ITALPRESS) – Oltre 6.400 litri di gasolio sequestrati, per un valore commerciale di circa 15.500 euro, e un impianto di carburanti finito sotto sigilli. E’ il bilancio di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per contrastare le irregolarità nella vendita di carburanti sul territorio provinciale.
I controlli, che hanno interessato sei distributori stradali, sono stati eseguiti con il supporto del Laboratorio Mobile dell’ADM per verificare la qualità dei prodotti erogati direttamente dalle pompe. L’anomalia è emersa nell’impianto di Dasà, dove i primi test sul gasolio hanno rivelato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, al di sotto della soglia minima di 55°C stabilita dalla normativa vigente.
La conferma definitiva è arrivata dalle successive analisi di laboratorio, che hanno registrato un valore di 49,5°C. I finanzieri e il personale dell’ADM hanno quindi fatto scattare il sequestro preventivo d’urgenza di 6.444 litri di gasolio per autotrazione e del serbatoio da 15 metri cubi (del valore di circa 10.000 euro) che lo conteneva, impedendone l’immissione sul mercato. L’operazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la filiera di approvvigionamento del carburante non a norma e individuare le relative responsabilità.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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Sequestrati 28 Kg tra hashish e cocaina a Ostia, arrestato trentanovenne

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ROMA (ITALPRESS) – Un deposito di droga diffuso, mimetizzato all’interno di auto anonime parcheggiate lungo le strade di Ostia. E’ l’escamotage scoperto dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno arrestato un uomo di 39 anni sequestrando circa 28 chili tra hashish e cocaina. L’indagato è ora accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dagli investigatori della Squadra Mobile capitolina e del X Distretto Lido, hanno svelato una vera e propria architettura logistica ideata per custodire le dosi in modalità “pronto uso”. Lo stupefacente era infatti suddiviso all’interno di veicoli lasciati in sosta, intestati a una terza persona estranea e collocati in punti strategici per agevolare rapidi prelievi.

Il blitz è scattato quando i poliziotti hanno sorpreso il trentanovenne mentre apriva la prima vettura in via delle Baleari. La perquisizione del mezzo ha permesso di rinvenire la fetta più consistente del carico: 200 panetti di hashish per un peso di 20 chili e 6 blocchi di cocaina per circa 7 chili. La droga era nascosta nel bagagliaio e sotto i sedili, in vani accessibili tramite un sofisticato meccanismo ad apertura elettronica.

Grazie a un secondo mazzo di chiavi trovato addosso all’uomo, gli agenti hanno perquisito un’altra auto parcheggiata a circa 800 metri di distanza. Nel bagagliaio, all’interno di uno zaino, sono stati trovati ulteriori 600 grammi di cocaina. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto del trentanovenne, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

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– Foto: Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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