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Cronaca

Salernitana-Fiorentina 2-1, i campani credono nella salvezza

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SALERNO (ITALPRESS) – La Salernitana batte 2-1 la Fiorentina nel match valevole per la trentaquattresima giornata del campionato di Serie A: decidono le reti realizzate da Milan Djuric e Federico Bonazzoli; inutile il gol del momentaneo pareggio viola firmato da Riccardo Saponara. I padroni di casa si rendono subito protagonisti di una buona partenza, creando un’occasione con Verdi dopo appena tre minuti. Al 9′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Bohinen, Milan Djuric svetta e anticipa tutti, infilando la sfera alle spalle di Terracciano per il vantaggio granata. La risposta della formazione ospite arriva con Cabral, che però fallisce due buone chance di testa. L’inerzia della partita resta a favore dei granata che al 17′ vanno molto vicini al raddoppio ancora con Djuric, che sfiora il palo. Anche Ederson e Zortea ci provano, ma trovano un Terracciano attento che non ha problemi nel fare sua la sfera. Nella ripresa la girandola di cambi favorisce gli uomini di Vincenzo Italiano, che raccoglie subito i frutti delle sue mosse: al 64′ Alvaro Ordrizola se ne va sulla destra, mette un bel cross per Saponara il quale, anche grazie ad una leggera deviazione di Fazio, riesce a trovare la zampata vincente cha vale il pareggio. Tutto da rifare, dunque, per la Salernitana che decide a sua volta di affidarsi ad un triplo cambio. Anche in questo caso le scelte di Davide Nicola risultano esatte, poichè a circa dieci minuti dal fischio finale Ruggeri lascia partire un grande traversone per il neo-entrato Federico Bonazzoli. L’attaccante approfitta di uno svarione di Igor, controlla in area di rigore e calcia al volo con il mancino, trafiggendo Terracciano per la seconda volta. Negli ultimi minuti della partita la Fiorentina tenta il tutto per tutto riversandosi in massa nella metà campo avversaria, ma l’unica occasione degna di nota che riesce a ritagliarsi arriva nel recupero con Odriozola.
– foto: PhotoliveSport
(ITALPRESS).

Cronaca

Gasperini “Mourinho merita l’abbraccio dei tifosi, poi testa alla partita”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nei confronti di Mourinho c’è stato un amore importante da parte dei tifosi e merita tutto il riconoscimento che la gente gli tributerà. Poi inizierà la partita e si lasceranno da parte i sentimenti». Lo ha detto il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Real Madrid, in programma all’Olimpico. «Per noi è un buon momento, abbiamo voglia di misurarci con una delle migliori squadre d’Europa, che ha grandissimi giocatori. E’ una gara di grande prestigio che vale per la classifica», ha aggiunto l’allenatore giallorosso. Gasperini ha parlato anche delle ambizioni europee della Roma: «Fare meglio della mia Atalanta in Champions è il mio obiettivo e la mia speranza, ma in questo momento non possiamo lanciare proclami. Il nostro calcio non può permettersi di annunciare di voler vincere la Champions o le altre coppe europee. Abbiamo bisogno che ognuno faccia crescere per bene il proprio orticello. Il percorso è ancora lungo».
Sul possibile interesse per Endrick, accostato da tempo ai giallorossi, il tecnico ha glissato: «Del mercato di gennaio in questo momento non mi interessa». E, a proposito di Mourinho, ha aggiunto con ironia: «Cosa gli invidio? Tante cose, ma la più importante è la capacità di farsi comprare giocatori come Diomande a quelle cifre».
Quanto alle condizioni della squadra, Koulierakis è rientrato in gruppo, mentre per Cristante servirà ancora un pò di tempo. Per il resto, Gasperini ha spiegato che non ci sono particolari problemi fisici, ma sarà necessario valutare il recupero dopo la dispendiosa partita contro il Como.
In conferenza stampa è intervenuto anche Donyell Malen, tornato sull’espulsione rimediata proprio contro il Como: «C’è grande frustrazione per quello che è successo, ma la mia intenzione non era quella di far male. Dopo la partita mi sono scusato. Da tempo non mi capitava di essere espulso. Domani sarà una gara diversa e farò il possibile per aiutare la squadra». L’attaccante ha poi parlato di Jude Bellingham, suo ex compagno al Borussia Dortmund: «E’ un calciatore davvero speciale, con grandissima qualità. Ho un ottimo rapporto con lui e sarà bello ritrovarci».
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Unobravo e Treccani insieme per promuovere l’alfabetizzazione emotiva a scuola

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ROMA (ITALPRESS) – I recenti episodi di cronaca che hanno visto protagonisti studenti e giovani hanno riaperto il dibattito su come la scuola possa aiutare i ragazzi a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, a partire dalla rabbia. Della rabbia a scuola si parla quasi sempre come di un comportamento da sanzionare. Quasi mai come di un’emozione da imparare a riconoscere e gestire. Un vuoto che molti adulti dicono di aver vissuto in prima persona: secondo il MINDex 2026 – il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani – realizzato da Unobravo con Ipsos Doxa, quasi 6 italiani su 10 dichiarano di non essersi sentiti supportati dalla scuola nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e la metà 51% ammette di non avere gli strumenti per gestire le proprie emozioni. Imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni è una competenza che accompagna per tutta la vita: aiuta a crescere adulti più consapevoli e può contribuire a prevenire fenomeni come il bullismo, la violenza di genere, le discriminazioni e il mobbing.
Per rispondere a questa emergenza con proposte e strumenti concreti, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati Unobravo, servizio di psicologia che offre percorsi di sostegno psicologico online e in presenza, ed Edulia dal Sapere Treccani, società del gruppo Treccani dedicata all’educazione e all’innovazione, hanno presentato “Sento dunque sono – Emozioni e identità a scuola”, un percorso formativo innovativo rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, pensato per promuovere l’alfabetizzazione emotiva nei contesti scolastici.
La conferenza stampa è stata promossa dall’onorevole Elena Bonetti e ha visto la partecipazione di Medici Senza Frontiere, con cui Unobravo collabora a ottobre sostenendo la sua campagna sulla salute mentale ‘Anche questa è curà.
I primi a chiederlo sono i ragazzi: dal Report 2025 dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo sul Disagio Giovanile emerge infatti che oltre il 72% degli studenti ritiene utili le iniziative di sensibilizzazione a scuola, chiedendo a gran voce più momenti di confronto guidato e l’accesso a sportelli di ascolto psicologico.
Il progetto – che ha visto la partecipazione attiva del team clinico di Unobravo nell’elaborazione dei materiali propedeutici all’iniziativa – adotta un formato coordinato che coinvolge l’intera comunità scolastica attraverso 6 appuntamenti: 3 webinar per i docenti per accedere a strumenti pensati per sostenere la consapevolezza emotiva in classe, e 3 eventi che vedranno studenti partecipare sia in presenza (presso la Sala Igea di Treccani a Roma) sia collegati in diretta streaming dalle aule di tutta Italia. Sul palco i volti del web più noti ai ragazzi dialogheranno con i professionisti della salute mentale di Unobravo, con cui i contenuti di ogni incontro sono stati elaborati per garantire il necessario rigore clinico. Interverrà anche Medici Senza Frontiere, con cui Unobravo collabora, che condividerà la propria mission con gli studenti attraverso la testimonianza di un operatore umanitario.
Il primo incontro, che vedrà sul palco i Papà per Scelta insieme a un terapeuta di Unobravo, cercherà di fornire agli studenti gli strumenti per riconoscere le proprie fragilità e costruire la propria identità, soprattutto in un’epoca in cui tecnologia, social e AI giocano un ruolo importante, tanto che 1 under30 su 2 ritiene che i social possano effettivamente educare alle emozioni*, considerandoli strumenti in grado di promuovere empatia e consapevolezza.
Si passerà poi all’incontro dedicato a quella che è l’emozione tra le più complesse da gestire ed esprimere per circa il 30% dei giovani GenZ, la rabbia: non un ‘comportamento da punire o correggerè, ma un segnale emotivo profondo da imparare a decodificare e canalizzare in modo costruttivo, di cui i ragazzi potranno discutere grazie alla testimonianza di Giulia Lamarca, sempre affiancata da un terapeuta di Unobravo.
Il ciclo di incontri si chiuderà con l’ansia, tema che sarà affrontato a partire dall’esperienza di Maurizio Merluzzo e con il contributo di un terapeuta di Unobravo: da quella sociale a quella da performance, è tra le emozioni che entrano sempre più a far parte della vita dei giovani; i dati dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo evidenziano proprio come il 24% degli studenti guardi alla propria vita con incertezza o sofferenza, percependo il futuro proprio con ansia o paura (circa il 22%).
A questi appuntamenti si aggiunge una piattaforma digitale dedicata alle scuole: uno spazio vivo di raccolta e condivisione di materiali utili, sviluppati con il team clinico di Unobravo. Questa ospiterà videopillole di esperti e terapeuti sui temi trattati, esercitazioni da portare in classe e ulteriori materiali di approfondimento; per tutti, invece, è disponibile “Emozionario – Il non dizionario delle emozioni” il dizionario ‘al contrariò realizzato da Unobravo in cui il testo non parte dalla definizione accademica di un’emozione, ma dalle frasi oggi di uso comune per esplorare le possibili sfumature.
“La salute mentale non comincia nel momento in cui una persona entra in terapia. Si costruisce molto prima, anche attraverso le parole che impariamo a usare per raccontare ciò che sentiamo, gli strumenti che abbiamo per comprenderlo e la possibilità di chiedere aiuto senza vergogna. Per questo la scuola ha un ruolo straordinario: è il luogo che raggiunge tutti i ragazzi e li accompagna proprio negli anni in cui si costruiscono identità, relazioni e modi di stare nel mondo. La scuola non può e non deve trasformarsi in un luogo di terapia, ma può fare qualcosa di altrettanto importante: dare ai ragazzi un linguaggio per riconoscere ciò che provano, adulti preparati con cui confrontarsi e spazi in cui sentirsi ascoltati. Con Unobravo abbiamo scelto di investire in questo progetto perchè sono gli stessi studenti a chiederlo. Ma sappiamo anche che un progetto, per quanto ampio e strutturato, non può colmare da solo un vuoto che riguarda l’intero Paese – dichiara Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo -. Quel vuoto non nasce con questa generazione e non è una responsabilità di chi ogni giorno fa scuola. Quasi 6 italiani su 10 raccontano di non essersi sentiti sostenuti dalla scuola nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e ancora oggi, per oltre l’80% degli italiani, il disagio psicologico è associato alla fragilità. E’ un problema culturale e, proprio per questo, richiede una risposta strutturale”.
“Se vogliamo davvero normalizzare la cura della salute mentale, non possiamo intervenire soltanto quando il disagio è già diventato sofferenza – aggiunge -. Dobbiamo costruire prima gli strumenti per riconoscerlo, comprenderlo e chiedere aiuto. Significa dare all’educazione emotiva uno spazio stabile nei percorsi scolastici, formare chi accompagna ogni giorno i ragazzi e rendere accessibili spazi di ascolto psicologico. Le istituzioni devono garantirne continuità e universalità; noi continueremo a mettere a disposizione competenze, dati e capacità di sperimentare nuovi modelli. Perchè l’educazione emotiva non dovrebbe essere una fortuna che dipende dalla scuola che frequenti, dal professore o professoressa che incontri, ma una parte essenziale dell’educazione che ogni ragazzo riceve”.
“La scuola è il luogo in cui si forma la nostra coscienza e in cui impariamo, giorno dopo giorno, a diventare individui. Oggi, però, molte delle sfide che studentesse e studenti si trovano ad affrontare hanno a che fare con la sfera emotiva e relazionale: dalla rabbia all’ansia, fino alla ricerca della propria identità. In questo percorso, le parole hanno un ruolo fondamentale: trovare le parole per raccontare ciò che sentiamo significa prima di tutto imparare a riconoscerlo, comprenderlo e condividerlo con gli altri – afferma Morris Barattini, Amministratore Delegato di Edulia dal Sapere Treccani -. Per questo, con “Sento dunque Sono” vogliamo offrire a docenti e studenti un linguaggio condiviso per dare un nome alle emozioni, esprimere ciò che si prova e aprire uno spazio di ascolto e incontro. Lo facciamo attraverso l’approccio che da sempre contraddistingue l’offerta educativa di Edulia: affiancare alla didattica tradizionale nuovi strumenti e modalità di formazione, che possano stimolare il confronto, il dialogo e la capacità di trovare le parole per raccontarsi. In questo percorso abbiamo individuato in Unobravo il partner ideale per realizzare il progetto: la sua expertise nel campo della salute mentale e il suo ruolo di riferimento in questo settore ci permettono di integrare la nostra vocazione educativa con competenze specifiche nell’ambito del supporto psicologico e dell’educazione emotiva, con l’obiettivo di offrire a scuole, docenti e studenti strumenti sempre più solidi e qualificati”.”L’esperienza di Medici Senza Frontiere nell’assistenza a persone che hanno vissuto eventi traumatici evidenzia come la salute mentale sia influenzata non solo dall’accesso a cure specialistiche, ma anche dalla qualità delle relazioni e degli ambienti in cui queste crescono e vivono – sottolinea Flavia Calò, Psicologa e Psicoterapeuta di Medici Senza Frontiere -. La scuola rappresenta uno dei contesti più importanti per promuovere il benessere psicologico. Investire nell’educazione emotiva significa fornire a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, gli strumenti necessari per sviluppare consapevolezza di sè, relazioni positive e capacità di affrontare le sfide della vita”.

– foto ufficio stampa Unobravo –
(ITALPRESS).

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RSV, arriva in Italia un anticorpo monoclonale per prevenire la malattia

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ROMA (ITALPRESS) – Arriva in Italia, dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), clesrovimab per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore da virus respiratorio sinciziale (RSV) in neonati alla nascita o durante la loro prima stagione RSV. Clesrovimab è controindicato nei neonati con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi dei suoi eccipienti. Clesrovimab è un anticorpo monoclonale (mAb) preventivo a lunga durata d’azione, progettato per offrire una protezione diretta, rapida e duratura per l’intera durata di una tipica stagione RSV, attraverso un singolo dosaggio fisso, non basato sul peso. L’approvazione della Commissione Europea ne autorizza la commercializzazione in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, nonchè in Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
“L’arrivo in Italia di Clesrovimab rappresenta una nuova e importante opzione preventiva contro il virus respiratorio sinciziale, una delle principali cause di ospedalizzazione infantile che può provocare gravi bronchioliti e polmoniti sia nei neonati sani sia in quelli a rischio – afferma Paolo Manzoni,Direttore del Dipartimento di Medicina Materno-Infantile della ASLBI, Professore associato di Pediatria e Neonatologia della università di Torino e Principal investigator dello studio clinico SMART -. Grazie alla sua efficacia e al dosaggio fisso indipendente dal peso del neonato, questa innovativa risorsa è in grado di alleviare il peso dell’infezione sui neonati, sulle famiglie e sui reparti ospedalieri”.
Dall’efficacia clinica provata in laboratorio alla realtà quotidiana delle famiglie, come spiega Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia: “L’arrivo in Italia di Clesrovimab rende finalmente disponibile anche nel nostro Paese la nuova opzione preventiva per le infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale nei neonati e nei lattanti. Lavoreremo fin da subito al fianco delle autorità competenti a tutti i livelli, nazionale e regionale, per garantire nel più breve tempo possibile l’accesso a questa innovazione a tutela dei più piccoli. Ancora una volta – sottolinea – siamo orgogliosi di supportare il Servizio Sanitario Nazionale nel ridurre l’impatto clinico e organizzativo di una patologia insidiosa come la bronchiolite, proteggendo la salute dei neonati e offrendo serenità alle loro famiglie. La nostra missione rimane da sempre quella di innovare, in particolare nel campo della prevenzione e assicurare più vita e più vita di qualità a tutti, dal primo respiro”.
Una visione di prevenzione integrata che trova piena convergenza con le esigenze e le strategie dei dipartimenti di prevenzione locali: “Il virus respiratorio sinciziale rappresenta una delle infezioni stagionali più diffuse e una delle principali cause di ospedalizzazione infantile in Italia, con un impatto gravoso sulle famiglie e sull’intero Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Michele Conversano, Consulente della ASL di Taranto -. L’approvazione da parte di AIFA di Clesrovimab mette finalmente a disposizione della sanità pubblica un’ulteriore arma efficace. La somministrazione con dosaggio fisso può garantire, inoltre, semplicità organizzativa per i nostri servizi di prevenzione sul territorio: siamo pronti a integrare questa nuova profilassi nel nostro portfolio strategico a tutela della salute dei più piccoli.”
Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un virus contagioso che causa infezioni stagionali diffuse e può portare a gravi condizioni respiratorie come bronchiolite e polmonite. Essendo una delle principali cause di ospedalizzazione tra i neonati a livello globale, persiste un bisogno insoddisfatto di opzioni preventive contro RSV sia per i neonati sani sia per quelli ad alto rischio durante la loro prima stagione di RSV. La stagione RSV solitamente coincide con il periodo che va dall’autunno alla primavera dell’anno successivo. La tempistica e la gravità in una determinata comunità o regione possono variare di anno in anno.
Complessivamente, la mortalità pediatrica correlata a RSV è stimata in circa 101.400 decessi ogni anno nel mondo.
A livello italiano, uno studio multicentrico prospettico che ha valutato la presentazione clinica e il rischio di ospedalizzazione da RSV nei bambini di età inferiore ai 5 anni in diverse regioni italiane nel corso di quattro stagioni epidemiologiche (2019-2020, 2021-2022, 2022-2023 e 2023-2024)3 ha stimato che RSV risultava nel 40,2% dei casi di infezione respiratoria acuta, la frequenza di ospedalizzazione è stata del 4,4% nei soggetti RSV-positivi e la degenza mediana di 5 giorni.
Inoltre, la durata media della malattia ha superato le due settimane, con il 40,9% dei bambini ancora sintomatico dopo 14 giorni e il 15,4% dopo un mese.
Queste evidenze sono coerenti con i dati di sorveglianza virologica italiana della stagione 2024-2025, e confermano la rilevanza epidemiologica dell’RSV nel contesto delle infezioni respiratorie pediatriche.
Secondo la rete RespiVirNet, su 59.674 campioni analizzati, l’RSV rappresenta nei bambini di età inferiore ai 2 anni il principale patogeno riscontrato nei tamponi analizzati.
“Gli anticorpi monoclonali per la prevenzione del Virus Respiratorio Sinciziale rappresentano uno dei traguardi più straordinari della medicina pediatrica negli ultimi decenni, offrendo uno scudo formidabile per azzerare o minimizzare l’impatto della bronchiolite nei neonati e nei lattanti. Questa innovazione permette di abbattere drasticamente i costi sanitari, sia nell’immediato – riducendo decessi, ricoveri ordinari e in terapia intensiva – sia nel lungo termine, prevenendo complicanze croniche in età adulta e garantendo la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale – commenta Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP) -. Per questo motivo, accogliamo con favore l’approvazione di Clesrovimab, nuovo efficace strumento di prevenzione a disposizione dei pediatri italiani nella strategia di immunizzazione universale contro RSV”.
“La protezione dei neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale non può e non deve essere limitata ai soli mesi invernali. Per garantire un’equità di protezione e una vera prevenzione di prossimità, è fondamentale immunizzare anche i bambini nati fuori dalla stagione epidemica tipica di RSV – evidenzia Antonio D’Avino, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) . Anticorpi monoclonali a lunga durata d’azione come Clesrovimab offrono ai pediatri di famiglia uno strumento straordinariamente flessibile, ed efficace. Grazie al dosaggio fisso indipendente dal peso del bambino, possiamo proteggere facilmente ogni neonato direttamente sul territorio sin dai suoi primi giorni di vita, riducendo le ospedalizzazioni per bronchiolite e sollevando le famiglie da una pericolosa minaccia”.
La precedente approvazione della CE è stata supportata dai risultati dello studio registrativo di Fase 2b/3 CLEVER (MK-1654-004; NCT04767373), nel quale sono state valutate la sicurezza e l’efficacia di una singola dose di clesrovimab somministrata a neonati pretermine e a termine (dalla nascita a 1 anno di età), nonchè dai dati ad interim della prima stagione RSV dello studio di Fase 3 SMART (MK-1654-007; NCT04938830), nel quale sono state valutate la sicurezza, l’efficacia e la farmacocinetica di clesrovimab rispetto a palivizumab nei neonati ad aumentato rischio di malattia grave da RSV. I dati clinici degli studi CLEVER e SMART sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine nel settembre 2025.

– foto ufficio stampa MSD –
(ITALPRESS).

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