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Cronaca

Salario minimo, trovato l’accordo politico sulla direttiva Ue

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Nella notte è stato raggiunto l’accordo politico tra il Parlamento Europeo e i 27 Stati membri dell’Unione sulla direttiva sul salario minimo proposta dalla Commissione nell’ottobre 2020.
All’inizio del suo mandato, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva promesso uno strumento giuridico per garantire che i lavoratori europei abbiano un salario minimo equo.
La direttiva stabilisce un quadro per l’adeguatezza del salario minimo legale, promuovendo al contempo la contrattazione collettiva.
“Un salario minimo adeguato è importante per rafforzare l’equità sociale e sostenere una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Migliori condizioni di lavoro e di vita avvantaggiano anche le imprese, la società e l’economia in generale, aumentando la produttività e la competitività”, sottolinea la Commissione Europea in una nota, commentando con soddisfazione l’accordo raggiunto.
“La protezione del salario minimo esiste in tutti gli Stati membri dell’UE – spiega la Commissione -, sia attraverso salari minimi legali e contratti collettivi, sia esclusivamente attraverso contratti collettivi. Garantire che i lavoratori percepiscano salari adeguati è essenziale per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro e per costruire economie e società eque e resilienti. Tuttavia, alcuni lavoratori risentono di una scarsa adeguatezza o di lacune nella copertura della protezione del salario minimo”. La nuova direttiva mira ad affrontare questo problema “stabilendo un quadro dell’UE per migliorare un’adeguata protezione del salario minimo. Ciò avverrà nel pieno rispetto delle tradizioni e delle competenze nazionali nonchè dell’autonomia delle parti sociali. Non richiede agli Stati membri di introdurre salari minimi legali, nè stabilisce un livello salariale minimo comune in tutta l’UE”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Tuffi, Conte e Pelligra vincono l’argento europeo nella piattaforma 10 metri

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Simone Conte e Raffaele Pelligra vincono la medaglia d’argento nella piattaforma 10 metri sincro agli Europei di tuffi, in corso a Parigi. I due azzurri, entrambi romani, rispettivamente di 18 e 17 anni, si rendono protagonisti di una gara perfetta e – nonostante dei coefficienti non elevati – chiudono in seconda posizione la gara, con un totale di 416.46 punti. Imprendibili gli Atleti Neutrali “B”, ovvero Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi, argento ai Mondiali di Singapore nel 2025, oggi d’oro con 443.82 punti. Il bronzo va all’Ucraina di Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda (con 406.05 punti) davanti ai britannici Ben Cutmore e Euan McCabe (quarti, con 397.59 punti).
E’ la tredicesima medaglia per l’Italia nella kermesse continentale della capitale francese.
– foto Ipa Aency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Cina applica nuovi standard di sicurezza per i sistemi di guida autonoma

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha pubblicato uno standard nazionale obbligatorio relativo ai requisiti di sicurezza per i sistemi di guida autonoma, secondo quanto riferito oggi dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT).

Lo standard, approvato dall’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato e dall’Amministrazione nazionale per la standardizzazione, entrerà in vigore il primo luglio 2027.

La normativa si applica ai veicoli delle categorie M e N dotati di sistemi di guida autonoma di livello 3 e 4, ma non riguarda i sistemi di parcheggio automatizzato, ha precisato il MIIT.

Secondo il ministero, lo standard impone ai produttori di veicoli di migliorare i meccanismi di garanzia della sicurezza durante l’intero ciclo di vita dei prodotti e di effettuare simulazioni, test sul campo e su strada nelle fasi di sviluppo e verifica dei sistemi di guida autonoma.

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Il documento richiede inoltre il potenziamento delle capacità di eseguire compiti di guida dinamica e stabilisce requisiti per l’interazione uomo-macchina e le notifiche agli utenti, al fine di prevenire utilizzi impropri e abusi.

Per i sistemi di livello 3, i veicoli devono essere in grado di monitorare la prontezza dei conducenti ad assumere il controllo.

Guardando al futuro, il ministero ha infine affermato che rafforzerà la gestione dell’accesso al mercato dei veicoli intelligenti connessi, migliorerà i metodi di collaudo dei sistemi di guida autonoma e istituirà un solido meccanismo normativo per tali veicoli, così da garantire uno sviluppo di alta qualità del settore.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Cina, obiettivo produzione di energia da fonti non fossili al 50% entro il 2030

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Entro il 2030, la Cina mira ad aumentare al 50% la quota di energia elettrica generata da fonti non fossili, secondo un piano nazionale appena pubblicato che delinea lo sviluppo del settore energetico del Paese per il periodo 2026-2030.

Il piano quinquennale, pubblicato congiuntamente dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma e dall’Amministrazione nazionale per l’energia, definisce la tabella di marcia generale per il settore energetico del Paese nel periodo e mira alla creazione iniziale di un nuovo sistema energetico entro il 2030.

Secondo il piano, la Cina punta a consentire l’integrazione di alto livello di oltre 2,8 miliardi di chilowatt di capacità delle nuove energie nella rete elettrica e a costruire una rete di infrastrutture di ricarica in grado di supportare oltre 110 milioni di veicoli elettrici entro il 2030.

Per raggiungere questi obiettivi, il piano delinea una serie di priorità, tra cui l’espansione delle fonti energetiche ecologiche e a basse emissioni di carbonio, la realizzazione di una rete elettrica più coordinata e resiliente, il potenziamento della flessibilità del sistema elettrico, il miglioramento della sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, il proseguimento delle riforme del settore energetico orientate al mercato e la promozione della cooperazione internazionale.

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Il piano prevede di bilanciare lo sviluppo delle energie rinnovabili con l’integrazione nella rete, portare avanti i progetti idroelettrici convenzionali in modo scientificamente fondato, promuovere lo sviluppo sicuro e ordinato dell’energia nucleare, incoraggiare lo sviluppo diversificato delle fonti energetiche non fossili e migliorare l’efficienza e le prestazioni in termini di emissioni di carbonio della produzione di energia elettrica da carbone.

Entro il 2030, la Cina prevede di aumentare la capacità idroelettrica convenzionale installata a circa 410 milioni di chilowatt, la capacità nucleare a circa 110 milioni e la capacità installata complessiva di biomassa, solare termico, geotermico ed energia oceanica a circa 65 milioni di chilowatt.

Dati ufficiali pubblicati precedentemente hanno mostrato che l’energia a carbone ha rappresentato il 49,7% della produzione totale di elettricità della Cina nella prima metà del 2026, segnando la prima volta in cui la sua quota è scesa al di sotto del 50% e una nuova pietra miliare nella transizione del Paese verso un sistema energetico verde e a basse emissioni di carbonio.

La Cina si è impegnata a raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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