Cronaca
Sciopero dei benzinai confermato ma il sindacato si divide su durata
Pubblicato
3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo sciopero spacca il sindacato dei benzinai. La Faib Confesercenti, a seguito dell’ultimo incontro con il ministro Urso, ha ritenuto positive le assicurazioni già formalizzate con un emendamento al decreto legge e ha deciso di ridurre a un solo giorno lo stop. Nessun passo indietro invece per Fegica e Figisc/Anisa che confermano le 48 ore di sciopero, convocando per domani alle 11, un’assemblea dei gruppi dirigenti delle organizzazioni di categoria, aperta a deputati e senatori di tutti i gruppi parlamentari. “Troppo poco e troppo tardi per revocare lo sciopero – si legge in una nota delle due associazioni – Il tentativo in extremis fatto dal ministro Urso, peraltro apprezzato, non riesce a intervenire con la necessaria concretezza. Quel che rimane sullo sfond è l’idea di una categoria di lavoratori che speculano sui prezzi dei carburanti.
Il che è falso e inaccettabile. Lo sciopero è quindi confermato”. Tuttavia la mancata compattezza del fronte, toglie mordente alla protesta. Tanto più che, a prescindere dalle sigle, alcune stazioni rimarranno aperte. Sulla rete stradale ordinaria, il numero minimo di pompe aperte, scelte dalle singole prefetture, è pari al 50% di quelle attive nei giorni festivi. Per quanto riguarda le autostrade e alcune arterie ad alto flusso di traffico, spetta alle Regioni individuare quali distributori devono rimanere in funzione. Secondo quanto pubblicato sul sito della “Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome” saranno 175 gli impianti attivi nei giorni di sciopero sull’intera rete autostradale, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, sulla tangenziale di Napoli e su alcune strade consolari equamente distribuite in tutta Italia. Resta la delusione del governo che, fino all’ultimo momento aveva cercato una soluzione.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha proseguito il confronto con un tavolo convocato nel primo pomeriggio. Urso, nel confermare che sarà mantenuto nel decreto l’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale, al fine di favorire la massima trasparenza a beneficio di tutti gli attori, ha presentato nei dettagli i contenuti della proposta emendativa che è stata elaborata sulla base delle interlocuzioni dei giorni scorsi nell’auspicio che questo possa consentire un confronto nel merito. “Il Tavolo con i rappresentanti di categoria dei distributori di carburante proseguirà in maniera continuativa fino a quando non verrà operato un completo riordino del settore”, ha assicurato il ministro.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-
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Cronaca
La Voce Pavese – Ex scalo merci a Vigevano, degrado e sporcizia con accuse
Pubblicato
1 ora fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
Rifiuti, incuria e abbandono continuano a segnare a Vigevano l’area tra il parcheggio dei pendolari di viale Mazzini e l’ex scalo merci della stazione ferroviaria. Una scena già vista molte volte: qualcuno segnala l’accumulo di rifiuti, il Comune invia un sollecito alla proprietà dell’area e nel giro di pochi giorni arriva la pulizia. Poi, a distanza di una settimana, tutto torna come prima, in un ciclo che sembra ormai consolidato.
Una criticità strutturale, più volte evidenziata anche nelle osservazioni al Pgt, dove la Soprintendenza ha richiamato lo stato di degrado dell’ex scalo merci. L’area è di proprietà privata e dovrebbe essere interdetta, ma di fatto resta accessibile: il cancello viene chiuso e puntualmente riaperto, rendendo inefficaci i tentativi di contenimento. I poteri dell’amministrazione comunale restano così limitati a diffide e interventi tampone, senza una soluzione definitiva.
Sulla vicenda interviene Gabriele Righi, candidato sindaco, che parla di una situazione “indegna” e sotto gli occhi di tutti da troppo tempo. Ricorda come già lo scorso anno una segnalazione formale, inviata dal gruppo civico “Vigevano prima di tutto”, fosse stata indirizzata a Rete Ferroviaria Italiana e al Comune senza ottenere risposte né interventi risolutivi. Un silenzio che, secondo Righi, pesa come una mancanza di rispetto verso i cittadini.
Nel mirino finisce anche l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Andrea Ceffa, accusata di tollerare una situazione che si trascina da anni senza pretendere azioni concrete dalla proprietà dell’area. Dal canto suo Ceffa si difende spiegando che l’amministrazione deve muoversi nell’ambito del possibile e che ai comuni italiani in questa fase storica servirebbero strumenti speciali.
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ROMA (ITALPRESS) – Putin “Con europei relazioni storiche ma ora lasciano a desiderare” – Ok alla risoluzione su Kiev, alcuni leghisti votano contro – Iran, Trump “Non ci saranno esecuzioni, una buona notizia” – Perquisizioni nella sede del Garante della Privacy – Annabella Martinelli trovata morta in un bosco dei Colli Euganei – Omicidio Nada Cella, Cecere condannata a 24 anni – Milano, incendio in un padiglione dell’ospedale Sacco – Crans-Montana, Mantovano “Commissione Ue si costituisca parte civile” – Previsioni 3B Meteo 16 Gennaio.
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Cronaca
Mattarella “In Iran efferato sterminio dei manifestanti”
Pubblicato
3 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il giornalismo libero è antidoto contro gli abusi, contro manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un’opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti. Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo nel pomeriggio al Quirinale i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.
“Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie – ha aggiunto Mattarella -. Si tratta soltanto dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso – ha spiegato il capo dello Stato -. Un impegno, quello del giornalismo, di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo. Nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza”.
– Foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).

La Voce Pavese – Ex scalo merci a Vigevano, degrado e sporcizia con accuse
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Tg News 15/1/2026
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