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Petrucci “Pozzecco grande tecnico, obiettivo Olimpiadi”

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ROMA (ITALPRESS) – La certezza è che la scelta si è rivelata giusta. “La Nazionale sta vivendo un vero boom: entusiasmo, tifo, popolarità. E il nostro c.t. è il protagonista”. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport il numero 1 del basket italiano, Gianni Petrucci, parla di Gianmarco Pozzecco il coach che ha fortemente voluto alla guida degli azzurri, ricevendo anche qualche critica. “Mi è dispiaciuto non aver rinnovato il contratto a Sacchetti, ma – d’accordo con il direttore generale delle squadre azzurre Salvatore Trainotti – la Nazionale aveva bisogno di un qualcosa di diverso”. E così è stato. “Non c’è dubbio, i giocatori vogliono vestire l’azzurro. Pozzecco non è solo spirito, carattere: è un grande allenatore, sa come si allena una squadra. E mi ha pure superato: per strada riconoscono più lui di me…”. I Mondiali si avvicinano e magari anche Banchero sentirà voglia d’azzurro. “Non posso dire nè sì nè no, c’è una speranza ma non sono in grado di promettere nulla”, detto questa la kermesse iridata è un obiettivo importante che per l’Italbasket “significa Olimpiadi. Ci sono solo due posti ma sappiamo che poi ci sarà il Preolimpico. Le Olimpiadi sono importanti per tutti gli sport. Certo per il nostro sport vuol dire una concorrenza enorme. Il calcio primo sport al mondo per popolarità, poi il cricket grazie all’India, quindi il basket. Ce ne accorgiamo anche in Italia. Pure come numero di tesserati”.
Da questo punto di vista la pallacanestro italiana ha “recuperato, ora siamo sotto solo del 2%, la federazione – dati certificati – che ha perso meno tesserati”. Non tutto va al meglio, per esempio non ci sono italiane ai playoff dell’Eurolega. “Un nodo dolente, dispiace a tutti. Le coppe sono importanti, per carità, però il vero specchio del movimento è la Nazionale. Ma mi fate dire una cosa? In passato avevo detto che non potevo più andare a Bologna per via di un ambiente ostile. Devo dire che è stato tutto chiarito anche grazie a Luca Baraldi, che conosco dai tempi del calcio. Vorrei portare la Nazionale nel nuovo palazzo dello sport”. Detto che dal punto di vista dei conti “tutte le società sono in regola”, riguardo all’entrata in vigore della legge sul lavoro sportivo il primo luglio, Petrucci dice: “Sono norme sacrosante e giuste, ma creeranno qualche problema alle federazioni. Il professionismo femminile? Siamo disponibili. E’ stata brava la Federcalcio a intercettare delle risorse pubbliche tre anni fa. Speriamo in nuovi finanziamenti. E speriamo che questa frase non rafforzi una convinzione diffusa. Diciamoci la verità: noi presidenti federali siamo antipatici. Si elogiano i grandi atleti. Poi quando si parla di presidenti, siamo i fessi del villaggio”.
In merito al limite dei mandati, il presidente della Federbasket spiega di “non essere d’accordo. Ma chiarisco subito: in ogni caso non mi candiderei (il mandato scade dopo Parigi 2024). Se la salute mi aiuta ho diverse proposte in altri settori, una anche fuori dal mondo dello sport”. Tornando al limine dei mandati, Petrucci osserva: “Siamo autonomi, siamo eletti democraticamente, siamo privati. Non siamo indispensabili, lo so. Ma con quel limite Luciano Rossi sarebbe mai diventato presidente mondiale del tiro a volo? E se la Ryder Cup si svolgerà in Italia, non sarà pure merito di Franco Chimenti? Per non dire di quanto ha dato Malagò alla vittoria di Milano-Cortina”. Secondo il presidente della Fip “c’è confusione fra Coni e Sport e Salute. Stabiliamo una volta per tutte che cosa fa l’uno e che cosa fa l’altra”. Sui contributi a organismi sportivi e federazioni, Petrucci sottolinea: “I criteri devono essere del Coni. Poi al pagamento può anche procedere il Dipartimento. E non è uno scandalo avere un tesoretto per equilibrare. Sport e Salute deve fare ciò per cui è nata: la scuola, la salute dei non agonisti. Pensi al ciclismo e alla cultura della bicicletta nelle città. Nessuna demonizzazione di Sport e Salute”. Chiusura sul 3 per 3 che secondo Petrucci va “alla grande! Abbiamo chiesto il preolimpico per il 2024 al Foro Italico. Abodi ha promesso il suo impegno, noi siamo pronti”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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Mattarella dichiara aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, accesi per la prima volta due bracieri. A San Siro ovazione per l’Italia Team

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MILANO (ITALPRESS) – Si è conclusa l’emozionante cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro. Alle ore 22.50, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato aperta la 25esima edizione dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026.

Subito dopo, la fiamma olimpica è arrivata a San Siro. Una coppia di tedofori, formata da Franco Baresi e Beppe Bergomi, simboli di Milan e Inter, porta dentro San Siro la fiamma olimpica, dando avvio a una staffetta simbolica. La Fiamma viene poi affidata a un gruppo di tre atleti italiani e poi ad un altro che continuano il percorso accompagnando la fiamma fuori lo stadio. Nel frattempo, Andrea Bocelli accompagna la scena cantando “Nessun dorma”.

Entra quindi in scena Ghali. L’artista recita in italiano, francese e inglese, i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari, che aprono una riflessione potente sul rifiuto della guerra. E’ l’attrice sudafricana Charlize Theron, a questo punto, Ambasciatrice di Pace dell’ONU, che ha preso la parola con un messaggio di speranza ispirato a Nelson Mandela che attraversa confini e generazioni.

E’ poi la volta della bandiera olimpica. Con i suoi cinque cerchi intrecciati, rappresenta l’unione dei continenti e l’incontro pacifico tra popoli, culture e nazioni diverse sotto gli stessi valori di rispetto, dialogo e competizione leale. A Milano, la Bandiera è accompagnata da Tadatoshi Akiba, Rebeca Andrade, Maryam Bukar Hassan, Nicolò Govoni, Filippo Grandi, Eliud Kipchoge, Cindy Ngamba, Pita Taufatofua, figure impegnate nella promozione della pace, dei diritti e della solidarietà, a sottolineare il legame profondo tra ideali Olimpici e responsabilità civile. A Cortina, la Bandiera è affidata a due sportivi iconici, Franco Nones e Martina Valcepina, che ne incarnano i valori attraverso il gesto atletico e l’esempio sportivo. Successivamente, arriva il momento dei giuramenti ufficiali.

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Alberto Tomba con Deborah Compagnoni a Milano e Sofia Goggia a Cortina sono stati gli ultimi tedofori. L’ultimo tratto ha visto protagonisti, tra gli altri, Manuela Di Centa, Enrico Fabris, Gustavo Thoeni (a Cortina). I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 sono così pronti per partire: al termine della cerimonia inaugurale sono stati accesi i due bracieri olimpici, quello allestito presso l’iconico Arco della Pace a Milano e l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona.

LA FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA DI APERTURA

OVAZIONE PER L’ITALIA TEAM NELLA SFILATA DELLE DELEGAZIONI, FISCHI PER VANCE E ISRAELE

Dopo le coreografie e le esibizioni di diverse stelle di musica e spettacolo, gli atleti hanno iniziato, alle 20.40, la sfilata all’interno di San Siro. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, la parata degli atleti si svolge in forma diffusa, coinvolgendo le sedi di gara di Milano, Livigno, Predazzo e Cortina. Prima delle 92 delegazioni a sfilare, come da protocollo olimpico, è stata la Grecia.

L’Italia è stata l’ultima delegazione a sfilare, in quanto organizzatrice dell’evento. A guidare la delegazione azzurra nello stadio di San Siro sono Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi invernali, e Federico Pellegrino. Federica Brignone sulle spalle di Amos Mosaner: così si sono presentati, invece, i portabandiera azzurri da
Cortina. L’Italia è stata preceduta dalla Francia che ospiterà la prossima edizione fra quattro anni e dagli Stati Uniti che ospiteranno l’edizione del 2034.

“Mamma mia, che figata. Quando siamo entrati dentro è stato proprio bello, non pensavo una cosa così”. Lo ha detto il portabandiera azzurro Federico Pellegrino. “Ho perso il senso dell’orientamento, non mi aspettavo una cosa così forte, sono senza parole. Indimenticabile.”

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“E’ stato davvero emozionante, mi stavo commuovendo, poi è arrivato Chicco (Pellegrino, ndr) che mi ha abbracciato. È stato bello, prima di entrare abbiamo cantato tutti insieme, i ragazzi ci hanno dato una carica enorme. Poi appena sono entrata, vedere San Siro stracolmo di gente, il saluto del presidente Mattarela, è stato qualcosa di unico”. Così Arianna Fontana, visibilmente emozionata.

“È stata un’emozione fortissima. Ad Amos ho detto: ce la fai a portarmi, sono pesante? È stata una delle emozioni più forti che ho provato fuori dalle competizioni. Non mi ero immaginata il momento, volevo solo viverlo senza avere troppe aspettative. È stata davvero un’emozione gigante”. Così Federica Brignone dopo la sfilata a Cortina.

“È stata una giornata davvero indimenticabile, prima con le due partite vinte, poi per questa cerimonia d’apertura. È stata una grande figata sventolare il tricolore in alto insieme a Federica, è stato magnifico e indimenticabile. L’ho caricata sulle spalle nei primi metri ed è stato stupendo. È stata una giornata fantastica che resterà per sempre nel mio cuore”. Così il portabandiera azzurro a Cortina, Amos Mosaner, senza celare la sua emozione.

Non è mancato qualche fischio durante la sfilata della delegazione israeliana a San Siro. Israele, che nello stadio milanese era guidata dalla pattinatrice di figura Mariia Seniuk e contava altri tre atleti, ha sfilato anche a Cortina con Jared Firestone, atleta dello skeleton, come altro portabandiera. Pioggia di applausi per l’Ucraina. La delegazione era guidata dalla short tracker Yelyzaveta Sydorko mentre a Cortina il portabandiera era Vladyslav Heraskevych, atleta dello skeleton. Il pubblico di San Siro riserva applausi agli Usa ma non a JD Vance. La squadra statunitense guidata dalla pattinatrice Erin Jackson ha ricevuto una calorosa accoglienza ma quando sul maxi-schermo è apparso il vicepresidente sono arrivati i fischi.

MELONI “PORTATE IN GARA VOSTRO CUORE, NOI TIFEREMO PER VOI”

“Portate in gara il vostro cuore: noi saremo lì a tifare per voi. Buone Olimpiadi a tutti gli atleti e forza Azzurri”. Così la premier Giorgio Meloni sui social.

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MALAGO’ “PRONTI A SCRIVERE UNA NUOVA PAGINA OLIMPICA”

“Questa sera l’Italia accoglie il mondo. Lo accoglie a braccia aperte. Dall’eleganza e dallo stile di Milano alle meraviglie alpine di Cortina d’Ampezzo. Vi diamo il benvenuto in un Paese di storia e innovazione, di creatività, cultura e passione”. Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. “Questi Giochi Olimpici si inseriscono nella grande continuità dell’eredità Olimpica italiana: Cortina d’Ampezzo 1956, Roma 1960, Torino 2006. E nei settant’anni trascorsi dall’organizzazione dei nostri primi Giochi Olimpici Invernali, il mondo – così come il Movimento Olimpico – è profondamente cambiato. I Giochi di Cortina segnarono una svolta storica: la prima trasmissione televisiva in diretta di competizioni sportive a livello europeo. Questa volta i Giochi saranno seguiti da miliardi di persone, in più di cento Paesi. Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia Olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto”.

“Quella che ci attende nelle prossime due settimane è un’edizione pionieristica dei Giochi Invernali: diffusa su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente, portatrice di un’eredità solida, conforme alle regole del Cio e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini”, ha aggiunto. “Questi Giochi si svolgeranno con Spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale. Perché la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro”.

“Questa sera, questa celebrazione unica ha per me un significato particolarmente profondo, perché so quanto tutti noi abbiamo lottato per arrivare fin qui. A essere sincero, il percorso non è stato privo di difficoltà, ma, come tutta la squadra di Milano Cortina 2026, ero determinato a non rinunciare mai perché, semplicemente, amo il mio Paese, amo lo sport e amo il Movimento Olimpico”, ha sottolineato. “Ringrazio il Comitato Internazionale Olimpico, la sua presidente, Kirsty Coventry, e la presidente della Commissione di Coordinamento, Kristin Kloster, per il loro sostegno incrollabile. Grazie di cuore. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza le comunità e le istituzioni che hanno lavorato insieme, senza sosta: il governo italiano, le città di Milano e Cortina d’Ampezzo, le regioni Lombardia e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, i Comitati Olimpico e Paralimpico italiani, e tutti i nostri partner. Coordinare così tante realtà diverse, unite nella realizzazione di un unico sogno, è stata una dimostrazione straordinaria della capacità di questo Paese di portare a termine un progetto di tale complessità. Vorrei quindi dire grazie al popolo italiano. Grazie alle migliaia di volontari che renderanno questi Giochi così eccezionali. E grazie a tutti coloro che gareggeranno e prenderanno parte a questo spettacolo storico”.

“Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come questa sera. Agli atleti, questo è il vostro momento, i vostri anni di dedizione, il vostro coraggio di sognare, la vostra determinazione a superare i limiti del possibile, questi Giochi sono vostri. In un’epoca in cui gran parte del mondo è divisa dai conflitti, la vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile. Un mondo fatto di unità, rispetto e armonia”, ha poi affermato. “Cari atleti, venite da tradizioni, culture e Paesi diversi. Eppure, siete uniti dallo sport, questo linguaggio universale. Siete la famiglia Olimpica e io non sarei qui stasera senza il sostegno della mia famiglia. Ora siamo qui riuniti, come membri di una grande famiglia globale, per sostenere tutti voi. Un messaggio all’Italia Team. Siete il nostro orgoglio. Nelle prossime due settimane, noi festeggeremo con voi. Qualunque sarà il risultato, voi unirete tutta l’Italia. Tra pochi istanti, la Fiamma Olimpica illuminerà il suolo italiano. Brillerà in più luoghi, con due bracieri, per la prima volta assoluta nella storia dei Giochi Olimpici. Questo momento magico sarà una fonte immensa di orgoglio nazionale. Perché questi Giochi hanno dimostrato, ancora una volta, che nonostante tutte le sfide che affrontiamo, l’influenza culturale e sportiva dell’Italia – e dell’Europa – continua a risplendere con forza nel mondo. Grazie a tutti”, ha concluso.

COVENTRY AGLI ATLETI “E’ IL VOSTRO MOMENTO”

“Benvenuti ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Benvenuti ai vostri Giochi, questo è il vostro momento, so cosa state provando, l’euforia e il nervosismo per tutte le giornate dure, per i sacrifici, per arrivare fino a questo momento. Ce l’avete fatta, prima di tutto siate fieri per essere arrivati fino a qui, ora date il meglio di voi, divertitevi in ogni momento. Nelle prossime due settimane ci regalerete qualcosa di speciale, ci insegnerete ad essere umani, sognare, superare le difficolta, a prendersi cura degli altri, ci mostrerete che non ci sono solo le vittorie, ma anche il coraggio, l’empatia, il cuore”. Lo ha dichiarato la presidente del Cio Kirsty Coventry durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano.

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MATTARELLA “ARRIVA” IN TRAM A SAN SIRO, GUIDA VALENTINO ROSSI

Alle 20.22 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva invece fatto il suo ingresso nello stadio per sedersi in tribuna al fianco della Presidente del CIO, Kirsty Coventry, accolto da un’ovazione. Mattarella è “arrivato” in tram alle Olimpiadi. E’ stata questa l’entrata, a sorpresa, del Presidente della Repubblica, che caratterizza il prologo della cerimonia d’apertura. Con un autista d’eccezione: Valentino Rossi. Un filmato che vede il Presidente della Repubblica seduto come un comune cittadino, su un tram su cui salgono e scendono comuni cittadini, ma anche passeggeri speciali: gli orchestrali del Teatro La Scala o atlete e atleti con gli sci. Quando Mattarella scende, si accorge che il tram è stato condotto da un autista d’eccezione: Valentino Rossi in perfetta divisa da tranviere. Con un saluto al pluricampione mondiale di motociclismo si conclude il viaggio di questo tram davvero speciale.

GLI ALTRI MOMENTI PRINCIPALI DELLA CERIMONIA

La Cerimonia si è aperta con un un video, un racconto per immagini e suoni che restituisce l’essenza dell’Italia e dell’Armonia che la abita. È un’Italia illuminata dal sole, accarezzata dalla neve, autentica e imperfetta, capace di trasformare la semplicità in linguaggio e la vita di ogni giorno in Armonia. Il numero 20 ha dato inizio al conto alla rovescia: sugli schermi immagini broadcast di Milano e Cortina fino allo 0, sincronizzato con i braccialetti luminosi del pubblico fino a quando lo zero si è trasformato nella “O” di Armonia, segnando l’inizio della cerimonia.

Omaggio a Raffaella Carrà nella seconda sezione della prima parta della cerimonia (Armonia italiana): la fantasia. La cantante, attrice, ballerina e presentatrice, ha rivoluzionato il linguaggio dell’intrattenimento in Italia. Il segmento era stato aperto da una direttrice d’orchestra, interpretata dall’attrice Matilda De Angelis, che, ispirata dai tre dei grandi maestri della musica lirica italiana – Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini – dà inizio alla Sinfonia della Fantasia, interpretata da un gruppo di Note danzanti.

Una grande sfilata corale di personaggi ha poi animato lo show. I personaggi sono ispirati a categorie simboliche dell’immaginario e della creatività italiana, in cui storia, cultura e fantasia convivono in un unico racconto visivo. I riferimenti includono: l’Antica Roma, la cucina italiana, la moda, la letteratura, Il 500 e il Rinascimento, l’architettura, il design, il Carnevale di Venezia.

Mariah Carey, una delle star internazionali, ha quindi cantato “Nel blu, dipinto di blu”. La cantante si è poi esibita con uno dei suoi brani più iconici, “Nothing Is Impossible”, canzone simbolo dello spirito sportivo.

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Uno dei momenti più iconici quello dell’ingresso della bandiera italiana. Tre gruppi di modelle sfilano indossando creazioni disegnate da Giorgio Armani: verde, bianco e rosso diventano movimento, trasformando la bandiera italiana in un’immagine vivente. È un momento di riconoscimento collettivo, un omaggio alla moda italiana e all’eleganza senza tempo di uno dei suoi protagonisti più celebrati. Dalle file delle modelle emerge la portabandiera di Milano, Vittoria Cerettia, scelta per rappresentare lo spirito creativo e contemporaneo della città. È lei a portare la bandiera nazionale fino al palco protocollare, dove il vessillo viene affidato al Corpo dei Corazzieri. In simultanea, a Cortina, un gruppo di portabandiera, espressione della tradizione sportiva e rappresentato dalla staffetta oro nella 4×10 km a Lillehammer Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, compie lo stesso gesto.

Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici l’alzabandiera dell’Italia è stato effettuato dal Reggimento Corazzieri con un plotone di nove uomini in uniforme di Gran Gala.

L’inno di Mameli è risuonato contemporaneamente nelle due città ospitanti, costruendo un unico momento condiviso tra Milano e Cortina. A Milano, Laura Pausini apre l’esecuzione, dando avvio al canto dell’Inno nello stadio. A Cortina, un coro di montagna ne raccoglie e amplifica la forza emotiva, estendendo il suono nello spazio urbano e montano. L’attore italiano Pierfrancesco Favino ha successivamente letto “L’infinito” di Giacomo Leopardi.

146 AZZURRI SFILANO NELLE CERIMONIE DI APERTURA

Sono in tutto 146 gli atleti dell’Italia Team che sfilano nelle cerimonie di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Così suddivisi: a San Siro, guidati dai portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino e con il segretario generale del CONI e capo missione Carlo Mornati, sfileranno 70 atleti di cinque discipline (short track, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, hockey e sci di fondo). A Cortina, guidati dagli alfieri Federica Brignone e Amos Mosaner, saranno 35 gli atleti di quattro discipline (curling, sci alpino, skeleton e slittino). A Predazzo sfileranno 13 atleti di tre discipline (salto con gli sci, sci di fondo e combinata nordica); mentre a Livigno saranno 28 di quattro discipline (sci alpinismo, sci alpino, freestyle e snowboard).

– foto Quirinale –

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(ITALPRESS).

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Sammarco e Hiljemark debuttano con uno 0-0, Verona e Pisa restano ultime

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VERONA (ITALPRESS) – Reti inviolate e tutto invariato. Finisce 0-0 la sfida tra Verona e Pisa, che apre la 24esima giornata della Serie A. Le due formazioni, ultime in classifica a pari punti rimangono entrambe a tre lunghezze dalla zona salvezza. Esordio per entrambi gli allenatori sulle rispettive panchine. Nei gialloblù, il tecnico della primavera Sammarco è stato promosso dopo l’esonero di Zanetti, mentre negli ospiti debutta il 33enne Oscar Hiljemark, tre anni e mezzo da giocatore in Italia tra Palermo e Genoa, scelto al posto di Gilardino. Tanta confusione e altrettanti errori in avvio di gara, forse anche per la tensione di uno scontro che, al 6 di febbraio, è già fondamentale per la rincorsa salvezza. Presa un po’ di confidenza con il match, è il Verona a confezionare le azioni più pericolose. Dopo aver lisciato un pallone in area, Orban si riscatta calciando una punizione quasi perfetta, che si stampa sul palo e fa tremare il Pisa. Sempre l’attaccante degli scaligeri è protagonista di un colpo di testa in area, che viene respinto sulla linea da Bozhinov. Doveri, però, ferma tutto: il pallone era già stato bloccato da Scuffet. Succede poco altro in un primo tempo che termina 0-0.

In avvio di ripresa, il Pisa prova a fare qualcosa in più, prendendo maggiore iniziativa rispetto ai primi 45′ e avvicinandosi alla porta difesa da Montipò. I nerazzurri vanno a un passo dal vantaggio all’81’ con una doppia occasione. Sugli sviluppi di un angolo, Moreo colpisce il palo con un colpo di testa, la palla finisce tra i piedi di Caracciolo che prova la ribattuta, ma il portiere del Verona respinge. Gli ospiti ora ci credono, e all’88’ vanno nuovamente vicini al vantaggio: una lettura sbagliata della difesa scaligera favorisce Marin, che in area prova a piazzarla nell’angolino, trovando la respinta di Montipò. Finisce così 0-0 tra i fischi del Bentegodi. Verona e Pisa salgono a quota 15 punti, a -2 dalla fiorentina terzultima e -3 dal Lecce diciassettesimo, prima formazione al momento “salva”.

IL TABELLINO

VERONA (3-5-2): Montipò 6; Slotsager 5.5, Nelsson 6, Edmundsson 6.5; Niasse 5.5 (24’st Lirola 6), Lovric 6.5 (40’st Harroui sv), Al-Musrati 6, Bernede 5.5 (1’st Serdar 5.5), Frese 5.5 (1’st Bradaric 5.5); Bowie 5.5, Orban 6 (37’st Mosquera sv). In panchina: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Akpa Akpro, Popovic, Tomich, Fallou, Vermesan. Allenatore: Sammarco 6.

PISA (3-4-1-2): Scuffet 6; Canestrelli 6, Caracciolo 6.5, Bozhinov 6.5 (24’st Calabresi 6); Touré 6, Loyola 6 (30’st Marin 6), Aebischer 6, Angori 6; Moreo 6; Stojilkovic 5.5 (24’st Meister 5), Durosinmi 5 (1’st Leris 6). In panchina: Andrade, Guizzo, Hojhlot, Tramoni, Cuadrado, Akinsanmiro, Iling-Junior, Stengs, Coppola, Piccinini, Lorran. Allenatore: Hiljemark 6.

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ARBITRO: Doveri di Roma 6.5.

NOTE: serata serena, terreno di gioco in ottime condizioni. Ammoniti: Moreo, Marin, Serdar. Angoli: 8-4 per il Verona. Recupero: 3′; 4′.

– foto IMAGE –

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Curling, Constantini e Mosaner si riscattano con due vittorie nel doppio misto: battute Svizzera ed Estonia

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MILANO (ITALPRESS) – Pronto riscatto per Stefania Constantini e Amos Mosaner, tornati alla vittoria nel terzo e nel quarto incontro del round robin del torneo del doppio misto di curling di Milano-Cortina 2026. La coppia azzurra, dopo l’esordio positivo con la Corea del Sud (8-4) e la sconfitta patita contro il Canada (7-2) che ha interrotto a 23 la serie di vittorie consecutive, ha battuto la Svizzera per 12-4 in mattinata e si è ripetuta nel pomeriggio regolando 7-4 l’Estonia senza neanche aver bisogno del tiro decisivo, nell’ottavo end.

Gli azzurri cancellano così la sconfitta subita ieri con due vittorie (3-1), consolidando il terzo posto alle spalle della Gran Bretagna (5-0) e degli Stati Uniti (4-0). Contro gli estoni Kaldvee e Lill, lo scatto decisivo avviene nell’end inaugurale, che vede i nostri portacolori piazzare tre stone a punto. Da qui in poi, Mosaner e Constantini possono gestire la partita e il punteggio, ritrovando le percentuali dell’oro olimpico. Vani i tentativi d’assalto estone, l’Italia la spunta per 7-4 e aggancia il Canada. Ora, per Mosaner, ci sarà l’avventura da portabandiera a Cortina (con Federica Brignone).

IL PROGRAMMA E IL CALENDARIO COMPLETO DI TUTTE LE GARE 

– Foto IPA Agency –

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