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Meloni “Non credo ad un’azione Usa in Groenlandia”. Sull’Ucraina: “E’ il momento che Ue e Russia si parlino” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “Il governo italiano si occupa di questa vicenda quotidianamente da 400 giorni, come sappiamo, Alberto Trentini non è l’unico italiano detenuto in Venezuela. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Io ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà. È molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. “Saluto con gioia la liberazione di Biagio Piglieri, ci risulta che ci sia un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito anche nei confronti di Luigi Gasperin. Io sono fiduciosa, considero il segnale dato dalla Presidente Rodriguez un segnale di grande valore unilaterale che va nel senso della pacificazione nel Paese. Lo cogliamo pienamente e penso che possa anche rappresentare un elemento molto importante nella definizione di relazione nuove e diverse tra Italia e Venezuela”. 

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SULLA SICUREZZA “LAVORARE TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE, ANCHE LE TOGHE”

Se vogliamo garantire sicurezza per i nostri cittadini, occorre anche lavorare tutti nella stessa direzione: il Governo, le forze di polizia, lo dovrebbe fare lo deve fare anche la magistratura che è fondamentale in questo disegno“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno, facendo alcuni esempi. “Il caso dell’imam di Torino: la polizia ne dimostra la pericolosità per i suoi contatti con i jihadisti, il ministro Piantedosi ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni; era stata più volte denunciata dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali, l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona viene arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi nella terra dei fuochi – grazie ai provvedimenti del Governo nel decreto terra dei fuochi – e dopo poche ore è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Quando questo accade non sono solamente non è solamente vano il lavoro del Parlamento, è soprattutto vano il lavoro che fanno le forze dell’ordine. Su questo, penso che lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini possa fare la differenza”.

SULLA GROENLANDIA “NON CREDO AD UNA OPERAZIONE MILITARE DEGLI USA”

Continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti abbiano in programma un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, opzione che chiaramente non condividerei e che credo non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti. È quello che è stato ribadito anche nello Statement sottoscritto dai principali leader europei”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. “Allo stato l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa sia da Marco Rubio che dallo stesso Donald Trump – ha aggiunto -: penso che l’amministrazione Trump, con i suoi metodi molto assertivi, stia soprattutto ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e in generale dell’area artica per i suoi interessi e per la sua sicurezza. continuo a credere che il messaggio che gli USA vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in una area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi”. 

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SULL’UCRAINA “E’ ARRIVATO IL MOMENTO IN CUI L’UE PARLI CON LA RUSSIA”

Credo sia arrivato il momento che l’Ue parli con la Russia altrimenti il contributo positivo che può portare è limitato. Il problema è decidere chi deve farlo. Non bisogna andare in ordine sparso, altrimenti si farebbe un favore a Putin”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno. “Sono molte le voci che parlano e per questo sono stata sempre favorevole a un inviato speciale dell Europa”, ha aggiunto.

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SULL’UCRAINA “NON CONSIDERO NECESSARIO L’INVIO DI TRUPPE ITALIANE”

“Non c’è sul tavolo l’opzione di un intervento sotto l’ombrello dell’Onu, quello di cui si sta discutendo è di una forza per rafforzare la difesa ucraina come strumento di sicurezza. Non ritengo necessario inviare soldati in Ucraina perché c’è un sistema di sicurezza ispirato all’articolo 5 della Nato. Non contesto i paesi che avrebbero intenzione di farlo, ma per me non è necessario, e tra l’altro mi pareva che in Parlamento su questo ci fosse pressoché l’unanimità. Ora vedo che nel Pd qualcuno avrebbe cambiato idea al riguardo. Se e’ cosi’, il Pd presenti una mozione in Parlamento e tornero’ a dire come la penso in proposito”. Così, nel corso della conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

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SULL’UCRAINA “DA SALVINI VETO FILO-PUTINIANO? NON CONDIVIDO LA LETTURA”

“I dibattiti nella maggioranza sulla Russia e sull’Ucraina non sono tra fra filo qualcuno o un altro, ma è un dibattito su come si difende l’interesse nazionale. E’ una visione di parte, i fili ce li hanno i burattini… C’è una fetta significativa dell’Italia che ritiene sarebbe meglio fare dei passi indietro per allontanare la guerra, io penso che sia meglio stare accanto all’Ucraina. L’unico modo per garantire la pace è la deterrenza, cioè devi essere abbastanza forte dal far desistere il nemico dall’attaccarti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo a chi considera “filo-putiniano” il veto della Lega sulla presenza di truppe italiane in Ucraina dopo il cessate il fuoco.

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SUL MEDIORIENTE “NON ESCLUDO LA PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA ALLA FORZA MULTINAZIONALE”

La questione non è spartita dai nostri radar soprattutto per tenere effettivo il piano di pace, un’occasione che potrebbe non tornare ma una tregua molto fragile sulla quale l’Italia deve mettere tutto il suo impegno. Stiamo dando la disponibilità dei carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza in Giordania e se si concretizzerà saremmo il primo Paese europeo a dare una garanzia di sicurezza per quella zona. Noi siamo rispettati da tutti gli attori in campo. Credo che l’Italia non debba escludere niente, anche l’invio di una forza multinazionale, anche se dipenderà dal Parlamento, e quindi anche la partecipazione con l’obiettivo dei due stati”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. 

LIBERTA’ DI STAMPA PRESUPPOSTO FONDAMENTALE PER LA DEMOCRAZIA

 “La libertà di stampa è un presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi nazione democratica e noi siamo tutti chiamati a proteggerla e a difenderla”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno, ricordando “anche il caso dell’assalto alla sede del quotidiano La Stampa, perché anche se i giornalisti non erano presenti nel momento in cui questo assalto si è consumato, erano ovviamente loro l’oggetto di quella intimidazione. La mia personale solidarietà e la solidarietà del Governo non è mai mancata, è stata sempre chiara e netta, penso che sia giusto ribadirla anche in questa sede”. 

“Sul tema della sicurezza dei giornalisti sono contenta che si apprezzi il Governo e l’impegno che il Governo aveva preso proprio in questa sede, un anno fa, per garantire agli operatori dell’informazione che sono inviati all’estero, in zone sensibili e ad alta intensità bellica, di svolgere il loro lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza. Voglio cogliere anche questa occasione per rinnovare non solo la mia solidarietà, ma anche il ringraziamento a tutti quei colleghi che con la loro professionalità e con il loro coraggio ci consentono di arrivare dove altrimenti i nostri occhi non potrebbero arrivare, in Italia, come all’estero”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno. “Molti di loro hanno perso la vita: penso che sia molto importante rendere omaggio alla loro memoria. Sono contenta che ci sia stato in Parlamento il primo via libera alla proposta di legge che istituisce una giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. La legge è già stata approvata alla Camera e ora è in discussione al Senato e confido che concluda molto presto il suo iter”.

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SUL REFERENDUM “DATA 22-23 MARZO RAGIONEVOLE, MA DA NOI NESSUNA FORZATURA”

“A norma di legge noi dobbiamo dare una data” per il referendum sulla giustizia “entro il 17 gennaio, quindi lo farà il prossimo Consiglio dei ministri. La data del 22 e 23 marzo è oggi quella che mi sembra più probabile, quindi mi sentirei di confermarla”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. “Vedo anche io un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi, ma non c’è nessuna impasse, non c’è da parte nostra alcun intento di ‘forzare’ – ha proseguito -: stiamo facendo le cose a norma di legge, non abbiamo ragione per forzare e quindi la data ci sembra ragionevole ed è anche una data che ci consente di portare a casale norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo CSM, nel caso in cui i cittadini fossero favorevoli alla riforma”.

PER IL 2026 “FOCUS SU CRESCITA, OCCUPAZIONE, ENERGIA E INVESTIMENTI”

“Guardo con prudenza ai giudizi delle agenzie di rating, anche se raccontano di una percezione dello stato dell’economia italiana che fa piacere, ma penso che il dato più significativo sia quello sull’occupazione che è incoraggianti. Poi sicurezza e crescita sono i due focus principali per me. Penso che la crescita può essere dell’1% così come stimato anche per gli anni a venire, poi sappiamo che la nostra crescita dipende anche dalla debolezza della Germania. Per favorire la crescita credo che si debba puntare su 3 cose: favorire l’occupazione, abbassare i prezzi dell’energia e favorire gli investimenti e per me il modello principale è quello della Zes da cui partire e vale per tutto il territorio nazionale”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno.

SULLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA “LE RESPONSABILITA’ DEVONO ESSERE PERSEGUITE”

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana “è stata devastante per tutti, mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte”, ma “non è una disgrazia: è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili e le responsabilità devono essere individuate e perseguite”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. “Quando sono usciti i primi video di quella notte, sono rimasta molto colpita dal fatto che alcuni di questi ragazzi rimanessero all’interno del locale mentre c’erano già le fiamme. Perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto a questi ragazzi di uscire? Perché il Comune non faceva i controlli? Leggo che esisterebbero dei video della responsabile di questo locale che è stata ripresa mentre scappava con la cassa: se questo è vero, penso che bisogna essere implacabili”.

SU TRUMP “IN MOLTE COSE NON SONO D’ACCORDO CON LUI”

“Ci sono molte cose su cui non sono d’accordo, penso che il tema del diritto internazionale sia da difendere e quindi quando non sono d’accordo lo dico a lui. Questo racconto che ascolto sulle distanze non ho capito quali distanze l’Italia deve rendere dagli Stati Uniti, questa è geopolitica. Io penso che le direttrici della politica estera italiana sono quelle indicate dal presidente Mattarella: l’Unione europea e l’Alleanza atlantica. Cosa vuol dire che dobbiamo prendere le distanza dall’America? Uscire forse dalla Nato, togliere le basi militari agli americani, assaltare i McDonalds’? Parliamo di geopolitica: cerco le luci piuttosto che le ombre del rapporto italiano con i partner europei e atlantici. Gli interessi delle Nazioni non si sovrappongono sempre ma la geopolitica non è gossip”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno.

SUL QUIRINALE “MI BASTA QUELLO CHE FACCIO”

“Se mi chiedete cosa vorrei fare dico di lavorare a pagamento con Fiorello…. Mi basta quello che sto facendo e mi appassiona, se lo farò nella prossima legislatura dipenderà dal voto degli italiani. Nel mio radar non c’è salire di livello, basta quello che faccio”. Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa di inizio anno alla domanda se in prospettiva punti al Quirinale.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Al Senato un confronto su comunicazione politica e astensionismo

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ROMA (ITALPRESS) – Comunicazione politica, partecipazione e crisi dell’astensionismo sono stati i temi al centro del doppio appuntamento promosso dal senatore del Pd Filippo Sensi nella Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama. Due eventi consecutivi, dedicati alla campagna elettorale del candidato sindaco di New York Zohran Mamdani e alla presentazione del libro “Votare” del costituzionalista Francesco Clementi, hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul rapporto tra politica, consenso e cittadini. Il primo incontro ha avuto come ospite principale Anthony Di Mieri, regista e cofondatore dell’agenzia creativa Melted Solids, che ha firmato alcuni dei principali video della campagna elettorale del sindaco di New York Mamdani. Di Mieri ha raccontato come è stata costruita la comunicazione della campagna, spiegando che i social media sono importanti, ma da soli non bastano. Per coinvolgere le persone, ha detto, è necessario trasmettere passione e autenticità, facendo sentire gli elettori parte di un progetto. Da qui il significato dello slogan “People have the power”. Giovanni Diamanti, presidente di YouTrend Strategies, ha ripercorso l’evoluzione della comunicazione politica americana, dalle campagne di Barack Obama fino a oggi. Ha sottolineato il ruolo sempre più centrale dei social media e dell’identità politica, ma ha anche spiegato che l’Italia non può limitarsi a copiare i modelli americani.

“L’Italia progressista può prendere spunto da esperienze come quelle di Obama o Mamdani, ma ogni Paese ha una storia, una cultura politica e una demografia diverse”, ha osservato. Marilisa Palumbo, caporedattrice Esteri del Corriere della Sera, ha invece analizzato il panorama politico americano, soffermandosi sulla crescente influenza del trumpismo e sugli effetti che questo scenario può avere anche sul dibattito del Partito Democratico italiano. Sul tema della partecipazione è intervenuta anche Lia Quartapelle, deputata del Pd, secondo la quale una delle difficoltà della politica italiana è riuscire a mobilitare gli elettori. “In Italia la politica è noiosa”, ha osservato, sottolineando la necessità di trovare linguaggi nuovi per coinvolgere i cittadini. A chiudere il primo incontro è stato il senatore Filippo Sensi, promotore dell’iniziativa, che ha moderato un confronto finale con Anthony Di Mieri e gli altri relatori. Il dibattito si è concentrato sulle prospettive del mondo politico, con particolare attenzione all’area progressista e alle sfide della comunicazione, della partecipazione e della mobilitazione dell’elettorato.

A seguire si è svolta la presentazione del libro “Votare” di Francesco Clementi, ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma. Al dibattito hanno preso parte il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’europarlamentare Giorgio Gori, il sindaco di Parma Michele Guerra, la giornalista de Il Domani Daniela Preziosi e il senatore Filippo Sensi. Al centro del confronto il tema dell’astensionismo, che vede ormai oltre la metà degli italiani rinunciare al voto. Clementi ha richiamato un concetto espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando la necessità di ritrovare il senso del voto. “Il voto è una promessa che c’è un domani. Le democrazie sanno che non c’è un risultato già scritto, a differenza delle non democrazie”, ha affermato. “L’esito non è mai scontato”. Per il costituzionalista il voto costruisce il futuro e rappresenta un gesto attivo che tiene viva la democrazia. Sul rapporto tra cittadini e istituzioni si è soffermato il sindaco di Parma, che ha affrontato il tema delle ragioni che spingono molti elettori a non recarsi alle urne. Secondo Guerra, molti cittadini sono convinti che il loro voto non possa cambiare le cose. Per questo, ha spiegato, soprattutto un sindaco deve mantenere un rapporto diretto e costante con gli elettori.

Preziosi ha invece posto l’accento sulle responsabilità delle istituzioni e della politica nell’aumento dell’astensionismo. Tra le cause ha indicato il comportamento degli eletti, che spesso non rispecchiano le aspettative degli elettori, e la necessità che i politici parlino con sincerità ai cittadini, “senza trattare gli elettori come adolescenti”. La perdita del senso della democrazia, ha osservato, coincide con la perdita della partecipazione. Giorgio Gori ha affrontato il tema della selezione della classe politica e delle preferenze nella scelta dei rappresentanti, indicando nella fiducia tra elettori ed eletti uno degli elementi fondamentali per contrastare l’astensionismo e rafforzare la partecipazione democratica. “L’elettorato, per poter votare, deve soprattutto essere informato”; queste le parole dell’europarlamentare. A chiudere il panel è stato Antonio Decaro, che si è soffermato sull’importanza del voto e sulla responsabilità che ha un politico quando riceve consenso da parte degli elettori. Il tema delle preferenze, anche nel suo intervento, è stato un tema cardine. Secondo Decaro infatti bisognerebbe introdurle anche nel parlamento italiano, essendo queste già presenti in altre istituzioni come Parlamento europeo e municipi. Per quanto riguarda il libro di Clementi, per Decaro “l’astensionismo è legato alla mancanza di fiducia”. I due incontri hanno così offerto uno sguardo complementare sulle sfide della democrazia contemporanea, mettendo in evidenza come una comunicazione politica efficace e il recupero della partecipazione al voto rappresentino elementi centrali per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

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Caro carburanti, dal Cdm di oggi in arrivo gli interventi del Governo

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri è convocato alle 17,30 a palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno: Schema di decreto legge con disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva in amministrazione straordinaria (Presidenza – Economia e finanze – Imprese e Made in Italy- Ambiente e sicurezza energetica; Varie ed eventuali.

– foto IPA Agency –

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Caro carburanti, in arrivo gli interventi del Governo: oggi in programma il Cdm

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri è convocato alle 17,30 a palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno: Schema di decreto legge con disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva in amministrazione straordinaria (Presidenza – Economia e finanze – Imprese e Made in Italy- Ambiente e sicurezza energetica; Varie ed eventuali.

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