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Cronaca

Il Verona vince 1-0 a Lecce e vede la salvezza

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LECCE (ITALPRESS) – Lo scontro salvezza del Via del Mare va al Verona, che si impone per 1-0 contro il Lecce. E’ un guizzo di Ngonge a decidere un incontro caratterizzato da molto nervosismo ma meglio interpretato dai gialloblù. Adesso il club veneto, che non vinceva fuori casa da circa un anno, è quartultimo in classifica e vede la salvezza. Risucchiata in piena zona retrocessione invece la squadra giallorossa. La prima occasione è per gli ospiti e arriva dopo meno di due minuti, quando Lazovic scappa sulla sinistra e crossa una palla al bacio sulla testa di Djuric che centra in pieno la traversa da pochi passi. Il copione si ripete al 10′, con Falcone che si supera sull’incornata dell’attaccante bosniaco salvando in corner. Saranno le uniche due emozioni in un primo tempo piuttosto nervoso, con tre cartellini gialli sventolati da Massa. Il primo squillo dei salentini arriva al 5′ della ripresa, quando Blin spedisce a lato di poco un colpo di testa su angolo di Strefezza. Sempre da corner, sul versante opposto, è Abildgaard a provarci al quarto d’ora con un’incornata che Falcone alza sopra la traversa. La partita sembra non decollare ma al 26′ della ripresa i veneti passano in vantaggio.
Il neo entrato Ngonge parte palla al piede, si sposta la sfera sul sinistro e trova un gran tiro che, dopo una leggera deviazione, si insacca nell’angolino dove Falcone non può arrivare. E’ il gol che decide la sfida. Al 33′ Montipò si supera su Banda, ma l’azione era viziata da fuorigioco. Il portiere si ripete nuovamente su Banda al 43′, quando devia in angolo un destro a giro da fuori area dello zambiano. Sarà l’ultima chance dei giallorossi prima del triplice fischio finale che certifica il prezioso successo degli uomini di Zaffaroni. Il Verona, a quattro giornate dal termine, sale così al quartultimo posto a quota 30, uscendo di tre punti dalla zona retrocessione occupata da Spezia, Cremonese e Sampdoria. Il Lecce rimane invece fermo a 31 e a +4 sulla terzultima posizione.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Cronaca

Violenza sessuale, minacce e aggressioni alla compagna, 25enne ai domiciliari a Bergamo

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BERGAMO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Bergamo ha ricostruito una rapida escalation di violenze e condotte persecutorie. La vittima sarebbe stata costretta a lasciare l’Italia per paura. La Polizia di Stato di Bergamo ha eseguito, nel pomeriggio del 23 ottobre 2026, un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Bergamo, nei confronti di un cittadino italiano del 2001, residente in città, indagato per violenza sessuale aggravata, atti persecutori e lesioni personali aggravate ai danni della giovane compagna, cittadina messicana del 2002.

L’indagine della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, è partita dall’intervento di una pattuglia presso l’abitazione dell’uomo, richiesto dalla stessa vittima, e dal successivo accesso della giovane in ospedale, dove le sono state riscontrate numerose ecchimosi, con una prognosi di cinque giorni. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire una rapida escalation di controllo, intimidazioni e violenze, che sarebbe iniziata sin dai primi giorni della relazione. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe progressivamente limitato la libertà della compagna, impedendole di uscire da sola e sottoponendola a insulti, minacce di morte e ripetute aggressioni fisiche, con schiaffi, pugni e strattonamenti. In un contesto caratterizzato da prevaricazioni e minacce, l’indagato avrebbe affermato che la donna fosse di sua proprietà, pretendendo da lei assoluta obbedienza.

In un’occasione, inoltre, l’avrebbe immobilizzata e costretta a un rapporto sessuale, nonostante il suo esplicito dissenso e i tentativi di divincolarsi. A rafforzare il clima di intimidazione avrebbero contribuito anche le affermazioni dell’uomo circa presunte conoscenze nelle forze dell’ordine, che avrebbe utilizzato per sostenere che nessuno avrebbe creduto alla donna. Negli atti compare anche il racconto di un’altra denunciante, alla quale l’indagato avrebbe riferito di aver prestato servizio nella Legione straniera francese e di avere numerosi contatti tra gli appartenenti alle forze di polizia. Le condotte contestate avrebbero provocato nella giovane un persistente stato di ansia e paura per la propria incolumità, fino a indurla a lasciare precipitosamente l’Italia. La ricostruzione dei fatti, supportata dalla documentazione sanitaria e dagli ulteriori elementi raccolti nel corso delle indagini, ha consentito di delineare il quadro indiziario alla base della misura cautelare disposta dal GIP.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Cronaca

Truffa sui giochi telematici, 15 misure cautelari a Cosenza

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COSENZA (ITALPRESS) – Operazione congiunta di Carabinieri e Agenzia delle Dogane a Cosenza: 15 persone sono state raggiunte da misure cautelari per un presunto giro di corruzione e frodi legato alla gestione degli apparecchi da gioco telematici con vincite in denaro.

L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura, è scattata al termine delle indagini condotte dal Comando Provinciale dei Carabinieri e dalla Direzione Centrale Giochi dell’Adm di Roma. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica amministrazione, il patrimonio e la giustizia, oltre a corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato e favoreggiamento.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Confisca da 300 mila euro e sorveglianza speciale per affiliato clan ‘ndrangheta

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CATANZARO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Catanzaro ha reso definitiva la confisca di un fabbricato del valore di 300.000 euro a Isola Capo Rizzuto, riconducibile a un pregiudicato legato alla cosca “Mannolo” di San Leonardo di Cutro.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale e confermato dalla Corte d’Appello, colpisce un uomo già coinvolto nell’inchiesta “Malapianta” sul traffico di droga e condannato in via definitiva per usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, reati commessi tra il 2014 e il 2019 con continue minacce alle vittime e persino tentativi di depistaggio dopo l’arresto. Le indagini patrimoniali del G.I.C.O. hanno dimostrato che gli investimenti per ristrutturare l’immobile erano totalmente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

Oltre alla perdita dei beni, per l’uomo è scattata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni. La stessa misura di prevenzione, ma della durata di due anni, è stata applicata anche al figlio, a sua volta coinvolto nella vicenda di usura e già condannato per furto, ricettazione e detenzione di armi.

– Foto: Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

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