Economia
Banca Generali accelera la crescita nel trimestre, utile netto +22%
Pubblicato
3 anni fa-
di
Redazione
Banca Generali chiude il primo trimestre con un utile netto consolidato di 83,1 milioni, in aumento del 22% rispetto ai 68,3 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Facendo leva sulla diversificazione dei prodotti-servizi e sulla qualità della propria rete di professionisti, ha centrato al meglio le opportunità offerte dai mercati accelerando così verso i target di crescita dimensionale e reddituale. Il margine di intermediazione è stato pari 193,2 milioni contro i 160,8 milioni del 1Q 2022. Il significativo incremento è stato guidato dall’accelerazione del margine finanziario (74,9 milioni, +175,8%) a fronte di commissioni nette ricorrenti a 113,3 milioni (-5,6%) e commissioni variabili ridimensionate nell’impatto (5,0 milioni, -63,3%) per effetto della volatilità dei mercati. Nello specifico, il margine d’interesse (71,0 milioni, +214,9% a/a, +24,2% t/t) ha beneficiato della crescita dei rendimenti degli attivi in linea con l’aumento dei tassi di mercato. I costi operativi confermano l’efficienza gestionale nonostante le dinamiche inflattive attestandosi a 63,7 milioni (+6,2% su base annuale), con un risultato che include 1,1 milioni di oneri straordinari. Le masse totali di Banca Generali a fine marzo sono cresciute a 85,9 miliardi, raggiungendo un nuovo massimo storico nel percorso di crescita dimensionale perseguito dalla Banca (+2,3% a/a, +3,5% da inizio anno). La raccolta netta tra gennaio e marzo è risultata molto solida in termini di volumi con 1,5 miliardi di nuovi flussi (+4,4% rispetto allo scorso anno). A livello patrimoniale, Banca Generali conferma la solidità dei propri parametri regolamentari con il CET1 ratio al 16,0% e il Total Capital ratio (TCR) al 17,1%. I coefficienti si posizionano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi richiesti nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP di 8,0% per il CET1 ratio e 12,3% per il TCR. Il Leverage ratio della Banca si è attestato al 4,5%, ben al di sopra del minimo regolamentare. Banca Generali conferma gli obiettivi fissati per il 2023 di una raccolta netta compresa nel range di 5,7-6,7 miliardi e una crescita degli utili ricorrenti compresa tra il 15%-20% per l’anno in corso. “Siamo molto soddisfatti del risultato che evidenzia ancora una volta la nostra capacità di crescita in ogni contesto. Siamo al massimo storico di portafoglio clienti, con oltre il 70% di questi che generano commissioni ricorrenti. La richiesta di servizi di investimento a maggiore valore aggiunto tocca nuovi record con gestioni patrimoniali e consulenza a pagamento che complessivamente superano i 17 miliardi. Anche in termini di raccolta il dato del primo trimestre risulta in aumento, con un grande contributo dei consulenti in struttura, a conferma della qualità dei nostri professionisti e del crescente bisogno di consulenza da parte della clientela di alto standing”. Così l’Ad e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato i dati del primo trimestre. “In un periodo caratterizzato da persistente volatilità e complessità dallo scenario dei tassi -ha aggiunto – abbiamo registrato con le nostre attività ricorrenti di business il miglior utile trimestrale della nostra storia. Le commissioni ricorrenti hanno tenuto piuttosto bene anche grazie alla creazione di valore sul mondo amministrato che ha raggiunto un picco storico in linea con il ciclo di politica monetaria. Guardiamo con cautela alle sfide economico-finanziarie sui mercati per i prossimi mesi ma siamo fiduciosi di poter continuare a crescere in linea ai target del piano forti di un posizionamento unico e di un livello di servizio sempre più riconosciuto e apprezzato dalla clientela”, ha concluso Mossa.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Banca Generali-
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Economia
Confindustria, economia quasi ferma, industria volatile ed export debole
Pubblicato
58 minuti fa-
26 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il prezzo del petrolio non scende più, il dollaro debole compromette l’export, i casi di Venezuela e Groenlandia alimentano l’incertezza che in Italia spinge le famiglie a risparmiare frenando i consumi. In positivo agisce l’ultima accelerazione sul Pnrr, la riduzione dei tassi sovrani, la risalita del credito. L’industria resta volatile, gli investimenti sono l’unica spinta per il Pil”. E’ quanto emerge nella congiuntura flash di Confindustria.
“I dati del terzo trimestre sul reddito totale delle famiglie sono incoraggianti (+1,8%). Tuttavia, la propensione al risparmio, causa incertezza, fa un balzo da record (11,4% da 9,9%), tenendo a freno i consumi, che crescono solo di +0,1%. A novembre le vendite al dettaglio sono aumentate (+0,6% in volume) e a dicembre sono cresciuti anche gli acquisti di auto. Il numero di occupati, nonostante la lieve riduzione nell’ultimo mese, resta su un trend di espansione”, prosegue l’analisi.
Per quanto riguarda la produzione industriale, “a novembre recupera, dopo il calo di ottobre (+1,5% da -1,0%), determinando una variazione acquisita nel 4° trimestre di +1,0%. In dicembre, però, il PMI torna in area recessiva, dopo il buon dato del mese precedente (47,9 da 50,6) e anche la fiducia delle imprese industriali nei mesi finali del 2025 ha seguito un profilo simile in sali-scendi”. L’export italiano “ha registrato una crescita marginale a novembre (+0,2% a prezzi costanti), dopo il crollo in ottobre (-3,1%). Tra le destinazioni: resta debole la Germania, rallenta la Francia, cadono UK e Turchia, virano in negativo anche gli Usa; positivi invece alcuni mercati Ue (Spagna, Belgio, Austria) e asiatici (India, Giappone). Negative le prospettive a fine anno, secondo gli ordini manifatturieri esteri, a causa di tensioni e incertezza che frenano le filiere internazionali”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Lollobrigida “Italia da primato per i prodotti agroalimentari certificati, ora far crescere l’indotto”
Pubblicato
2 giorni fa-
24 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Siamo una nazione che vanta un primato assoluto in Europa: 897 prodotti agroalimentari certificati. Il valore di produzione della DOP Economy è di 20,7 miliardi di euro in continua crescita e contribuisce per il 19% al fatturato totale del settore con un’esportazione che arriva a 12 miliardi sui 70 che la nostra nazione oggi riesce a garantire. Abbiamo ragionato in questi anni su iniziative per garantire ai consorzi di tutela gli strumenti per incentivare e implementare il loro modo di operare. Abbiamo fatto ingenti investimenti per rafforzare il settore primario: oltre 15 miliardi in 3 anni. E le nostre azioni incidono anche sul PIL che vede il settore primario riuscire a superare la crescita media nazionale. Ma bisogna far crescere tutto l’indotto collegato”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste Francesco Lollobrigida in un videomessaggio inviato al Forum Internazionale del Turismo in corso a Milano.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Fumarola “Tema salariale si risolve firmando i contratti. Sulle pensioni aprire un tavolo di confronto” / Video
Pubblicato
3 giorni fa-
23 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna firmare i contratti che sono in scadenza. Perché il tema salariale esiste ma si risolve se si sottoscrivono i contratti. Quindi invitiamo chi non lo ha fatto a farlo”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola a margine della manifestazione del sindacato davanti all’ambasciata iraniana, a Roma. La soluzione sta nell’aumento della “produttività che va redistribuita sulle buste paga”; questa dunque “aumenta se si fanno investimenti in innovazione, in formazione e se nei luoghi di lavoro e nelle imprese si esercita una sana contrattazione”.
“Rispetto all’aspettativa di vita avevamo chiesto la sterilizzazione del periodo, perché bisogna aprire un tavolo di confronto che deve servire ad affrontare tutte le questioni che riguardano il sistema previdenziale”. Così sulle pensioni, a margine del presidio davanti all’Ambasciata iraniana a Roma. Fumarola ha poi manifestato la “necessità di avere una pensione di garanzia per giovani e donne e di immaginare flessibilità in uscita che possano mettere nella condizione i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto i più esposti, di poter decidere quando uscire”. Sono tanti gli aspetti necessari da affrontare per la Fumarola, per cui bisogna “investire di più e meglio. Un primo passo è stato fatto con la manovra finanziaria rispetto alla previdenza complementare” che però, ha aggiunto, va promossa “sempre di più perché è lì che, soprattutto, chi entra oggi nel mercato del lavoro deve avere uno sguardo attento”.
E inoltre ha parlato del dovere di “ragionare sulle pensioni delle donne”, anche alla luce della cancellazione di Opzione donna per cui, ha precisato “siamo stati contrari”. La segretaria Cisl ha ribadito: “Rinnoviamo al governo la richiesta di aprire un tavolo di confronto per affrontare queste questioni” e inoltre “per un recupero più massiccio del potere d’acquisto anche delle pensioni di chi oggi è già pensionato”.
“TROPPI MORTI PER UN PAESE CHE SI DICHIARA CIVILE”
Sul tema della sicurezza sul lavoro “non abbiamo mai abbassato la guardia. E non possiamo abbassarla. Sono stati fatti dei passi in avanti anche nel lavoro con il ministero e con il governo. Serve una grandissima alleanza fra tutte le forze del lavoro, il ministero e il governo. Pensiamo che bisogna assolutamente inserire, così come abbiamo provato a fare, ma non basta, nei programmi scolastici il tema della sicurezza e del rispetto della vita. I troppi morti sono veramente una vergogna per un paese che si dichiara civile”.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).

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