ZONA LOMBARDIA – 18 MAGGIO 2023
Il commento ai fatti del giorno in Lombardia: un focus quotidiano a cura di Emanuele Bottiroli, un esperimento multimediale allargato anche ai social, per essere sempre aggiornati su quanto avviene sul nostro territorio in tempo reale. Dal lunedì al venerdì alle 13 su Lombardia Live 24.
BREAKING NEWS LOMBARDIA 24/2/2026
I fatti del giorno: Ex assessore Adriatici, condanna a 12 anni –- Garlasco, nuova consulenza sul delitto – Rogoredo, agente confessa omicidio pusher – Barona, morte misteriosa per una 31enne dal quarto piano – Metro fino alle 2, costi fino a 7 milioni al mese – Arcivescovo Milano: “Il Papa mi ha chiesto di restare” – Marco Leona, la chimica legge l’arte al Collegio Borromeo di Pavia – Pronto Meteo Lombardia per il 25 Febbraio.
La Voce Pavese – Omicidio di piazza Meardi, condannato a 12 anni l’ex assessore Adriatici
È stato condannato a 12 anni di reclusione Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza di Voghera, per l’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui, il 39enne marocchino ucciso con un colpo di pistola la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice Luigi Riganti al termine del processo celebrato con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. Una condanna superiore alla richiesta della Procura di Pavia: il pubblico ministero Fabio Napoleone aveva chiesto 11 anni e 4 mesi. In abbreviato, il minimo previsto – tenuto conto delle attenuanti – sarebbe stato di 14 anni, pari a 21 nel rito ordinario.
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Secondo la ricostruzione dei fatti, quella sera Adriatici, avvocato con un passato in polizia, intervenne dopo che l’uomo, in stato di ebbrezza, stava importunando alcuni avventori di un bar. Armato di una pistola calibro 22, chiamò le forze dell’ordine. Seguì una colluttazione: l’ex assessore venne colpito al volto, cadde a terra e perse gli occhiali. Poco dopo esplose un colpo con la sua Beretta modello 21 che raggiunse mortalmente El Boussettaoui.
Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno documentato le fasi precedenti allo sparo, mostrando Adriatici camminare dietro la vittima in piazza.
La difesa ha sostenuto che al momento del colpo l’imputato fosse in stato di “incapacità naturale”, parlando di un blackout conseguente allo schiaffo ricevuto. In precedenza, l’impostazione dell’accusa era stata modificata: inizialmente si contestava l’eccesso colposo di legittima difesa, ma un’ordinanza della giudice Valentina Nevoso, il 6 novembre 2024, aveva portato alla rimodulazione del capo d’imputazione.
Nel corso delle indagini la Procura aveva ritenuto che Adriatici fosse stato aggredito e avesse reagito in modo non proporzionato al pericolo, configurando una responsabilità colposa e non intenzionale. Il giudice ha invece riconosciuto l’omicidio volontario, arrivando alla condanna a 12 anni.
Dura la reazione dei legali della famiglia della vittima. “Non esistono persone di serie A e di serie B – ha dichiarato l’avvocata Debora Piazza –. La sentenza di oggi ci dice che siamo tutti uguali davanti alla legge”. Un pronunciamento che, secondo la legale, rafforza la fiducia nella giustizia e nella tutela delle persone più fragili.
Dietro le Quinte – La Grande Magia: Natalino Balasso in scena al Fraschini
Grande successo al Teatro Fraschini di Pavia per “La Grande magia”, commedia di Eduardo De Filippo diretta da Gabriele Russo e che vede nel cast Natalino Balasso e Michele Di Mauro. La nostra Marzia Forni li ha incontrati.
Natalino Balasso è tornato al Fraschini di Pavia con “La grande magia”, commedia di Eduardo De Filippo. Il nuovo allestimento, realizzato in occasione dei quarant’anni dalla scomparsa dell’autore, è diretto da Gabriele Russo e vede nel cast anche un interprete d’eccezione come Michele Di Mauro.
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Una messa in scena che omaggia e rinnova un testo ormai classico, esplorando le nuove possibilità all’interno delle trame e dei temi presenti nell’opera, al di là dei confini dialettali e regionali. Al centro della regia di Russo c’è una metafora tratta da De Filippo: il trampolino. La tradizione, sosteneva Eduardo rivolgendosi ai più giovani, non va intesa come una gabbia, ma come un trampolino. Nello spettacolo questa metafora diventa oggetto concreto della scena, il trampolino è non solo un elemento fisico, ma anche un simbolo potente. Rappresenta il luogo delle visioni e delle sparizioni, uno spazio sospeso in cui il reale e il fantastico si intrecciano, le paure si realizzano o svaniscono nel nulla. Marzia Forni ha incontrato i protagonisti de “La grande magia”.
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