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No al limite dei tre mandati, presidenti con la Consulta

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ROMA (ITALPRESS) – La Consulta si è espressa: no al limite dei tre mandati per i presidenti federali. Perchè contrasta con il principio di proporzionalità il divieto definitivo e irreversibile, per chi ha già svolto tre mandati, di ricoprire cariche direttive nelle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali. Lo ha stabilito, appunto, la Corte costituzionale, che ha dunque dichiarato incostituzionale la disposizione che vietava ai presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate di ricandidarsi qualora avessero già svolto tre mandati. La Corte ha chiarito che, sebbene il fine della norma, di evitare “rendite di posizione” e garantire la par condicio fra i candidati, sia legittimo e possa giustificare limitazioni all’accesso alle cariche, la radicalità della misura censurata contrasta con il principio costituzionale di proporzionalità che, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, impone di mantenere le limitazioni di taluni di essi entro quanto strettamente necessario allo scopo perseguito. Il divieto definitivo di ricoprire le cariche comprime oltre tale limite gli altri interessi in gioco e, in particolare, l’autonomia organizzativa delle federazioni sportive, il diritto di candidarsi di chi ha già svolto tre mandati e la libera scelta dei votanti. L’eliminazione, nello scorso mese di agosto, del divieto censurato non muta – ha precisato la Corte – i termini della questione, in quanto i giudizi a quibus vanno decisi applicando le norme all’epoca vigenti. La dichiarazione di incostituzionalità riguarda l’inciso «nonchè ai presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate», nella parte in cui estendeva agli organi territoriali il divieto previsto per gli organi direttivi centrali delle federazioni sportive. La pronuncia non investe peraltro quest’ultimo divieto, relativo agli organi centrali, in quanto nei giudizi a quibus veniva in rilievo esclusivamente la disposizione riguardante le cariche negli organi territoriali. “C’è da dire che il discorso sul limite dei mandati è stato molto ideologizzato, come se questo fosse la soluzione di tutti i problemi. Ci sono però risultati difficili da ottenere nel solo arco di due o tre mandati – ha detto all’Italpress il presidente della Federscherma, Paolo Azzi – Il presidente della federgolf Chimenti sta guidando l’organizzazione della Ryder Cup, e non so se sarebbe riuscito ad ottenerla al suo secondo mandato. Certe cose si costruiscono nel tempo, anche uscendo fuori dai nostri confini. E’ un discorso semplicistico quello dei tre mandati o no, la Corte ha ravvisato una limitazione dell’autonomia di organismi che restano privati”. “E’ una vittoria di tutto il movimento sportivo federale, che può scegliersi liberamente il presidente che ritiene migliore – il commento del presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola – Trovo ingiusto al contrario che lo stesso movimento sportivo non possa scegliersi il presidente del Coni che ritenga migliore. La stessa legge, infatti, comprime ancora questa libertà”. “Finalmente giustizia è stata fatta – ammette il presidente della Federazione Italiana Pesistica, Antonio Urso – La proposta di legge riguardante il limite dei mandati era palesamente incostituzionale. Le federazioni sono strutture di diritto privato e come tali devono comportarsi, e noi presidenti siamo eletti da una base ampia a rappresentanza di tutte le categorie federali”. “Penso di essere stato uno dei primi a fare dichiarazioni in questo senso, adesso si è pronunciata la Consulta: finalmente c’è chi ha buon senso… – ha osservato il presidente della Federazione Italiana Sport Rotellistici, Sabatino Aracu – Era una cosa di buon senso, spero ora che ciò sia esteso a tutto il territorio, perchè è sempre più difficile reclutare dirigenti sportivi”. “La Corte Costituzionale è andata nella direzione della tutela dei diritti civili, in particolare di libera rappresentanza e proporzionalità – ha spiegato, semore all’Italpress, Fabrizio Bittner, presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno – Del resto non si potrebbe concepire come in una democrazia rappresentativa, si possa limitare la rappresentatività stessa. Sarebbe una contraddizione democratica, oltre che una limitazione delle libertà personali sancite dalla Costituzione. Pertanto più che una legittima vittoria che ha visto il presidente del golf Franco Chimenti battersi in prima fila come un ‘giovincellò ed al quale vanno i miei più sentiti complimenti, è una vittoria dei diritti che una società moderna deve garantire. La nostra Corte, per fortuna, si è dimostrata all’altezza di uno Stato e una democrazia moderni”. “Leggo con favore le dichiarazioni dei Presidenti delle federazione sportive in merito a quanto emerso dalla lettura attenta della sentenza della Corte costituzionale n. 184/2023 – ha evidenziato in una nota il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi – L’obiettivo perseguito dalla norma oggetto di esame di legittimità costituzionale, incidendo sul regime delle candidature, è(ra) quello di favorire l’accesso alle cariche di tutti gli associati, in condizioni di uguaglianza, alle cariche direttive e, dunque, di consentire alla stessa autonomia organizzativa dell’associazione di esprimersi nella sua pienezza, superando rendite di posizione alimentate da una lunga permanenza nella carica. Ciò che nello scrutinio della Consulta ha avuto esito negativo, per il quale la norma precedente è stata dichiarata illegittima, è il divieto definitivo che era stato introdotto dalla norma censurata, in quanto eccessivo rispetto alla finalità, pur legittimamente perseguita dalla norma, di non creare la formazione di un ‘gruppo di poterè interno all’organo direttivo, che ne metta a rischio la stessa autonomia. In tal senso, la modifica operata dal Parlamento è stata assolutamente coerente con la pronuncia della Corte. Adesso auspico che il mondo dello sport si autoriformi e, nel solco della sentenza della Corte costituzionale, arrivi a un azzeramento delle deleghe, a meno stringenti criteri di candidabilità e, soprattutto, a garantire che, anche dopo la prima convocazione dell’assemblea elettiva, dopo il terzo mandato, il presidente uscente debba ottenere i 2/3 dei voti, auspicabilmente nell’ambito di una maggioranza assoluta dei voti validamente espressi rispetto agli aventi diritto”, ha concluso Abodi.
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Mattarella dichiara aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, accesi per la prima volta due bracieri. A San Siro ovazione per l’Italia Team

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MILANO (ITALPRESS) – Si è conclusa l’emozionante cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro. Alle ore 22.50, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato aperta la 25esima edizione dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026.

Subito dopo, la fiamma olimpica è arrivata a San Siro. Una coppia di tedofori, formata da Franco Baresi e Beppe Bergomi, simboli di Milan e Inter, porta dentro San Siro la fiamma olimpica, dando avvio a una staffetta simbolica. La Fiamma viene poi affidata a un gruppo di tre atleti italiani e poi ad un altro che continuano il percorso accompagnando la fiamma fuori lo stadio. Nel frattempo, Andrea Bocelli accompagna la scena cantando “Nessun dorma”.

Entra quindi in scena Ghali. L’artista recita in italiano, francese e inglese, i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari, che aprono una riflessione potente sul rifiuto della guerra. E’ l’attrice sudafricana Charlize Theron, a questo punto, Ambasciatrice di Pace dell’ONU, che ha preso la parola con un messaggio di speranza ispirato a Nelson Mandela che attraversa confini e generazioni.

E’ poi la volta della bandiera olimpica. Con i suoi cinque cerchi intrecciati, rappresenta l’unione dei continenti e l’incontro pacifico tra popoli, culture e nazioni diverse sotto gli stessi valori di rispetto, dialogo e competizione leale. A Milano, la Bandiera è accompagnata da Tadatoshi Akiba, Rebeca Andrade, Maryam Bukar Hassan, Nicolò Govoni, Filippo Grandi, Eliud Kipchoge, Cindy Ngamba, Pita Taufatofua, figure impegnate nella promozione della pace, dei diritti e della solidarietà, a sottolineare il legame profondo tra ideali Olimpici e responsabilità civile. A Cortina, la Bandiera è affidata a due sportivi iconici, Franco Nones e Martina Valcepina, che ne incarnano i valori attraverso il gesto atletico e l’esempio sportivo. Successivamente, arriva il momento dei giuramenti ufficiali.

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Alberto Tomba con Deborah Compagnoni a Milano e Sofia Goggia a Cortina sono stati gli ultimi tedofori. L’ultimo tratto ha visto protagonisti, tra gli altri, Manuela Di Centa, Enrico Fabris, Gustavo Thoeni (a Cortina). I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 sono così pronti per partire: al termine della cerimonia inaugurale sono stati accesi i due bracieri olimpici, quello allestito presso l’iconico Arco della Pace a Milano e l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona.

LA FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA DI APERTURA

OVAZIONE PER L’ITALIA TEAM NELLA SFILATA DELLE DELEGAZIONI, FISCHI PER VANCE E ISRAELE

Dopo le coreografie e le esibizioni di diverse stelle di musica e spettacolo, gli atleti hanno iniziato, alle 20.40, la sfilata all’interno di San Siro. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, la parata degli atleti si svolge in forma diffusa, coinvolgendo le sedi di gara di Milano, Livigno, Predazzo e Cortina. Prima delle 92 delegazioni a sfilare, come da protocollo olimpico, è stata la Grecia.

L’Italia è stata l’ultima delegazione a sfilare, in quanto organizzatrice dell’evento. A guidare la delegazione azzurra nello stadio di San Siro sono Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi invernali, e Federico Pellegrino. Federica Brignone sulle spalle di Amos Mosaner: così si sono presentati, invece, i portabandiera azzurri da
Cortina. L’Italia è stata preceduta dalla Francia che ospiterà la prossima edizione fra quattro anni e dagli Stati Uniti che ospiteranno l’edizione del 2034.

“Mamma mia, che figata. Quando siamo entrati dentro è stato proprio bello, non pensavo una cosa così”. Lo ha detto il portabandiera azzurro Federico Pellegrino. “Ho perso il senso dell’orientamento, non mi aspettavo una cosa così forte, sono senza parole. Indimenticabile.”

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“E’ stato davvero emozionante, mi stavo commuovendo, poi è arrivato Chicco (Pellegrino, ndr) che mi ha abbracciato. È stato bello, prima di entrare abbiamo cantato tutti insieme, i ragazzi ci hanno dato una carica enorme. Poi appena sono entrata, vedere San Siro stracolmo di gente, il saluto del presidente Mattarela, è stato qualcosa di unico”. Così Arianna Fontana, visibilmente emozionata.

“È stata un’emozione fortissima. Ad Amos ho detto: ce la fai a portarmi, sono pesante? È stata una delle emozioni più forti che ho provato fuori dalle competizioni. Non mi ero immaginata il momento, volevo solo viverlo senza avere troppe aspettative. È stata davvero un’emozione gigante”. Così Federica Brignone dopo la sfilata a Cortina.

“È stata una giornata davvero indimenticabile, prima con le due partite vinte, poi per questa cerimonia d’apertura. È stata una grande figata sventolare il tricolore in alto insieme a Federica, è stato magnifico e indimenticabile. L’ho caricata sulle spalle nei primi metri ed è stato stupendo. È stata una giornata fantastica che resterà per sempre nel mio cuore”. Così il portabandiera azzurro a Cortina, Amos Mosaner, senza celare la sua emozione.

Non è mancato qualche fischio durante la sfilata della delegazione israeliana a San Siro. Israele, che nello stadio milanese era guidata dalla pattinatrice di figura Mariia Seniuk e contava altri tre atleti, ha sfilato anche a Cortina con Jared Firestone, atleta dello skeleton, come altro portabandiera. Pioggia di applausi per l’Ucraina. La delegazione era guidata dalla short tracker Yelyzaveta Sydorko mentre a Cortina il portabandiera era Vladyslav Heraskevych, atleta dello skeleton. Il pubblico di San Siro riserva applausi agli Usa ma non a JD Vance. La squadra statunitense guidata dalla pattinatrice Erin Jackson ha ricevuto una calorosa accoglienza ma quando sul maxi-schermo è apparso il vicepresidente sono arrivati i fischi.

MELONI “PORTATE IN GARA VOSTRO CUORE, NOI TIFEREMO PER VOI”

“Portate in gara il vostro cuore: noi saremo lì a tifare per voi. Buone Olimpiadi a tutti gli atleti e forza Azzurri”. Così la premier Giorgio Meloni sui social.

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MALAGO’ “PRONTI A SCRIVERE UNA NUOVA PAGINA OLIMPICA”

“Questa sera l’Italia accoglie il mondo. Lo accoglie a braccia aperte. Dall’eleganza e dallo stile di Milano alle meraviglie alpine di Cortina d’Ampezzo. Vi diamo il benvenuto in un Paese di storia e innovazione, di creatività, cultura e passione”. Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. “Questi Giochi Olimpici si inseriscono nella grande continuità dell’eredità Olimpica italiana: Cortina d’Ampezzo 1956, Roma 1960, Torino 2006. E nei settant’anni trascorsi dall’organizzazione dei nostri primi Giochi Olimpici Invernali, il mondo – così come il Movimento Olimpico – è profondamente cambiato. I Giochi di Cortina segnarono una svolta storica: la prima trasmissione televisiva in diretta di competizioni sportive a livello europeo. Questa volta i Giochi saranno seguiti da miliardi di persone, in più di cento Paesi. Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia Olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto”.

“Quella che ci attende nelle prossime due settimane è un’edizione pionieristica dei Giochi Invernali: diffusa su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente, portatrice di un’eredità solida, conforme alle regole del Cio e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini”, ha aggiunto. “Questi Giochi si svolgeranno con Spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale. Perché la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro”.

“Questa sera, questa celebrazione unica ha per me un significato particolarmente profondo, perché so quanto tutti noi abbiamo lottato per arrivare fin qui. A essere sincero, il percorso non è stato privo di difficoltà, ma, come tutta la squadra di Milano Cortina 2026, ero determinato a non rinunciare mai perché, semplicemente, amo il mio Paese, amo lo sport e amo il Movimento Olimpico”, ha sottolineato. “Ringrazio il Comitato Internazionale Olimpico, la sua presidente, Kirsty Coventry, e la presidente della Commissione di Coordinamento, Kristin Kloster, per il loro sostegno incrollabile. Grazie di cuore. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza le comunità e le istituzioni che hanno lavorato insieme, senza sosta: il governo italiano, le città di Milano e Cortina d’Ampezzo, le regioni Lombardia e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, i Comitati Olimpico e Paralimpico italiani, e tutti i nostri partner. Coordinare così tante realtà diverse, unite nella realizzazione di un unico sogno, è stata una dimostrazione straordinaria della capacità di questo Paese di portare a termine un progetto di tale complessità. Vorrei quindi dire grazie al popolo italiano. Grazie alle migliaia di volontari che renderanno questi Giochi così eccezionali. E grazie a tutti coloro che gareggeranno e prenderanno parte a questo spettacolo storico”.

“Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come questa sera. Agli atleti, questo è il vostro momento, i vostri anni di dedizione, il vostro coraggio di sognare, la vostra determinazione a superare i limiti del possibile, questi Giochi sono vostri. In un’epoca in cui gran parte del mondo è divisa dai conflitti, la vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile. Un mondo fatto di unità, rispetto e armonia”, ha poi affermato. “Cari atleti, venite da tradizioni, culture e Paesi diversi. Eppure, siete uniti dallo sport, questo linguaggio universale. Siete la famiglia Olimpica e io non sarei qui stasera senza il sostegno della mia famiglia. Ora siamo qui riuniti, come membri di una grande famiglia globale, per sostenere tutti voi. Un messaggio all’Italia Team. Siete il nostro orgoglio. Nelle prossime due settimane, noi festeggeremo con voi. Qualunque sarà il risultato, voi unirete tutta l’Italia. Tra pochi istanti, la Fiamma Olimpica illuminerà il suolo italiano. Brillerà in più luoghi, con due bracieri, per la prima volta assoluta nella storia dei Giochi Olimpici. Questo momento magico sarà una fonte immensa di orgoglio nazionale. Perché questi Giochi hanno dimostrato, ancora una volta, che nonostante tutte le sfide che affrontiamo, l’influenza culturale e sportiva dell’Italia – e dell’Europa – continua a risplendere con forza nel mondo. Grazie a tutti”, ha concluso.

COVENTRY AGLI ATLETI “E’ IL VOSTRO MOMENTO”

“Benvenuti ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Benvenuti ai vostri Giochi, questo è il vostro momento, so cosa state provando, l’euforia e il nervosismo per tutte le giornate dure, per i sacrifici, per arrivare fino a questo momento. Ce l’avete fatta, prima di tutto siate fieri per essere arrivati fino a qui, ora date il meglio di voi, divertitevi in ogni momento. Nelle prossime due settimane ci regalerete qualcosa di speciale, ci insegnerete ad essere umani, sognare, superare le difficolta, a prendersi cura degli altri, ci mostrerete che non ci sono solo le vittorie, ma anche il coraggio, l’empatia, il cuore”. Lo ha dichiarato la presidente del Cio Kirsty Coventry durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano.

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MATTARELLA “ARRIVA” IN TRAM A SAN SIRO, GUIDA VALENTINO ROSSI

Alle 20.22 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva invece fatto il suo ingresso nello stadio per sedersi in tribuna al fianco della Presidente del CIO, Kirsty Coventry, accolto da un’ovazione. Mattarella è “arrivato” in tram alle Olimpiadi. E’ stata questa l’entrata, a sorpresa, del Presidente della Repubblica, che caratterizza il prologo della cerimonia d’apertura. Con un autista d’eccezione: Valentino Rossi. Un filmato che vede il Presidente della Repubblica seduto come un comune cittadino, su un tram su cui salgono e scendono comuni cittadini, ma anche passeggeri speciali: gli orchestrali del Teatro La Scala o atlete e atleti con gli sci. Quando Mattarella scende, si accorge che il tram è stato condotto da un autista d’eccezione: Valentino Rossi in perfetta divisa da tranviere. Con un saluto al pluricampione mondiale di motociclismo si conclude il viaggio di questo tram davvero speciale.

GLI ALTRI MOMENTI PRINCIPALI DELLA CERIMONIA

La Cerimonia si è aperta con un un video, un racconto per immagini e suoni che restituisce l’essenza dell’Italia e dell’Armonia che la abita. È un’Italia illuminata dal sole, accarezzata dalla neve, autentica e imperfetta, capace di trasformare la semplicità in linguaggio e la vita di ogni giorno in Armonia. Il numero 20 ha dato inizio al conto alla rovescia: sugli schermi immagini broadcast di Milano e Cortina fino allo 0, sincronizzato con i braccialetti luminosi del pubblico fino a quando lo zero si è trasformato nella “O” di Armonia, segnando l’inizio della cerimonia.

Omaggio a Raffaella Carrà nella seconda sezione della prima parta della cerimonia (Armonia italiana): la fantasia. La cantante, attrice, ballerina e presentatrice, ha rivoluzionato il linguaggio dell’intrattenimento in Italia. Il segmento era stato aperto da una direttrice d’orchestra, interpretata dall’attrice Matilda De Angelis, che, ispirata dai tre dei grandi maestri della musica lirica italiana – Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini – dà inizio alla Sinfonia della Fantasia, interpretata da un gruppo di Note danzanti.

Una grande sfilata corale di personaggi ha poi animato lo show. I personaggi sono ispirati a categorie simboliche dell’immaginario e della creatività italiana, in cui storia, cultura e fantasia convivono in un unico racconto visivo. I riferimenti includono: l’Antica Roma, la cucina italiana, la moda, la letteratura, Il 500 e il Rinascimento, l’architettura, il design, il Carnevale di Venezia.

Mariah Carey, una delle star internazionali, ha quindi cantato “Nel blu, dipinto di blu”. La cantante si è poi esibita con uno dei suoi brani più iconici, “Nothing Is Impossible”, canzone simbolo dello spirito sportivo.

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Uno dei momenti più iconici quello dell’ingresso della bandiera italiana. Tre gruppi di modelle sfilano indossando creazioni disegnate da Giorgio Armani: verde, bianco e rosso diventano movimento, trasformando la bandiera italiana in un’immagine vivente. È un momento di riconoscimento collettivo, un omaggio alla moda italiana e all’eleganza senza tempo di uno dei suoi protagonisti più celebrati. Dalle file delle modelle emerge la portabandiera di Milano, Vittoria Cerettia, scelta per rappresentare lo spirito creativo e contemporaneo della città. È lei a portare la bandiera nazionale fino al palco protocollare, dove il vessillo viene affidato al Corpo dei Corazzieri. In simultanea, a Cortina, un gruppo di portabandiera, espressione della tradizione sportiva e rappresentato dalla staffetta oro nella 4×10 km a Lillehammer Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, compie lo stesso gesto.

Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici l’alzabandiera dell’Italia è stato effettuato dal Reggimento Corazzieri con un plotone di nove uomini in uniforme di Gran Gala.

L’inno di Mameli è risuonato contemporaneamente nelle due città ospitanti, costruendo un unico momento condiviso tra Milano e Cortina. A Milano, Laura Pausini apre l’esecuzione, dando avvio al canto dell’Inno nello stadio. A Cortina, un coro di montagna ne raccoglie e amplifica la forza emotiva, estendendo il suono nello spazio urbano e montano. L’attore italiano Pierfrancesco Favino ha successivamente letto “L’infinito” di Giacomo Leopardi.

146 AZZURRI SFILANO NELLE CERIMONIE DI APERTURA

Sono in tutto 146 gli atleti dell’Italia Team che sfilano nelle cerimonie di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Così suddivisi: a San Siro, guidati dai portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino e con il segretario generale del CONI e capo missione Carlo Mornati, sfileranno 70 atleti di cinque discipline (short track, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, hockey e sci di fondo). A Cortina, guidati dagli alfieri Federica Brignone e Amos Mosaner, saranno 35 gli atleti di quattro discipline (curling, sci alpino, skeleton e slittino). A Predazzo sfileranno 13 atleti di tre discipline (salto con gli sci, sci di fondo e combinata nordica); mentre a Livigno saranno 28 di quattro discipline (sci alpinismo, sci alpino, freestyle e snowboard).

– foto Quirinale –

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(ITALPRESS).

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Sammarco e Hiljemark debuttano con uno 0-0, Verona e Pisa restano ultime

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VERONA (ITALPRESS) – Reti inviolate e tutto invariato. Finisce 0-0 la sfida tra Verona e Pisa, che apre la 24esima giornata della Serie A. Le due formazioni, ultime in classifica a pari punti rimangono entrambe a tre lunghezze dalla zona salvezza. Esordio per entrambi gli allenatori sulle rispettive panchine. Nei gialloblù, il tecnico della primavera Sammarco è stato promosso dopo l’esonero di Zanetti, mentre negli ospiti debutta il 33enne Oscar Hiljemark, tre anni e mezzo da giocatore in Italia tra Palermo e Genoa, scelto al posto di Gilardino. Tanta confusione e altrettanti errori in avvio di gara, forse anche per la tensione di uno scontro che, al 6 di febbraio, è già fondamentale per la rincorsa salvezza. Presa un po’ di confidenza con il match, è il Verona a confezionare le azioni più pericolose. Dopo aver lisciato un pallone in area, Orban si riscatta calciando una punizione quasi perfetta, che si stampa sul palo e fa tremare il Pisa. Sempre l’attaccante degli scaligeri è protagonista di un colpo di testa in area, che viene respinto sulla linea da Bozhinov. Doveri, però, ferma tutto: il pallone era già stato bloccato da Scuffet. Succede poco altro in un primo tempo che termina 0-0.

In avvio di ripresa, il Pisa prova a fare qualcosa in più, prendendo maggiore iniziativa rispetto ai primi 45′ e avvicinandosi alla porta difesa da Montipò. I nerazzurri vanno a un passo dal vantaggio all’81’ con una doppia occasione. Sugli sviluppi di un angolo, Moreo colpisce il palo con un colpo di testa, la palla finisce tra i piedi di Caracciolo che prova la ribattuta, ma il portiere del Verona respinge. Gli ospiti ora ci credono, e all’88’ vanno nuovamente vicini al vantaggio: una lettura sbagliata della difesa scaligera favorisce Marin, che in area prova a piazzarla nell’angolino, trovando la respinta di Montipò. Finisce così 0-0 tra i fischi del Bentegodi. Verona e Pisa salgono a quota 15 punti, a -2 dalla fiorentina terzultima e -3 dal Lecce diciassettesimo, prima formazione al momento “salva”.

IL TABELLINO

VERONA (3-5-2): Montipò 6; Slotsager 5.5, Nelsson 6, Edmundsson 6.5; Niasse 5.5 (24’st Lirola 6), Lovric 6.5 (40’st Harroui sv), Al-Musrati 6, Bernede 5.5 (1’st Serdar 5.5), Frese 5.5 (1’st Bradaric 5.5); Bowie 5.5, Orban 6 (37’st Mosquera sv). In panchina: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Akpa Akpro, Popovic, Tomich, Fallou, Vermesan. Allenatore: Sammarco 6.

PISA (3-4-1-2): Scuffet 6; Canestrelli 6, Caracciolo 6.5, Bozhinov 6.5 (24’st Calabresi 6); Touré 6, Loyola 6 (30’st Marin 6), Aebischer 6, Angori 6; Moreo 6; Stojilkovic 5.5 (24’st Meister 5), Durosinmi 5 (1’st Leris 6). In panchina: Andrade, Guizzo, Hojhlot, Tramoni, Cuadrado, Akinsanmiro, Iling-Junior, Stengs, Coppola, Piccinini, Lorran. Allenatore: Hiljemark 6.

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ARBITRO: Doveri di Roma 6.5.

NOTE: serata serena, terreno di gioco in ottime condizioni. Ammoniti: Moreo, Marin, Serdar. Angoli: 8-4 per il Verona. Recupero: 3′; 4′.

– foto IMAGE –

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Curling, Constantini e Mosaner si riscattano con due vittorie nel doppio misto: battute Svizzera ed Estonia

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MILANO (ITALPRESS) – Pronto riscatto per Stefania Constantini e Amos Mosaner, tornati alla vittoria nel terzo e nel quarto incontro del round robin del torneo del doppio misto di curling di Milano-Cortina 2026. La coppia azzurra, dopo l’esordio positivo con la Corea del Sud (8-4) e la sconfitta patita contro il Canada (7-2) che ha interrotto a 23 la serie di vittorie consecutive, ha battuto la Svizzera per 12-4 in mattinata e si è ripetuta nel pomeriggio regolando 7-4 l’Estonia senza neanche aver bisogno del tiro decisivo, nell’ottavo end.

Gli azzurri cancellano così la sconfitta subita ieri con due vittorie (3-1), consolidando il terzo posto alle spalle della Gran Bretagna (5-0) e degli Stati Uniti (4-0). Contro gli estoni Kaldvee e Lill, lo scatto decisivo avviene nell’end inaugurale, che vede i nostri portacolori piazzare tre stone a punto. Da qui in poi, Mosaner e Constantini possono gestire la partita e il punteggio, ritrovando le percentuali dell’oro olimpico. Vani i tentativi d’assalto estone, l’Italia la spunta per 7-4 e aggancia il Canada. Ora, per Mosaner, ci sarà l’avventura da portabandiera a Cortina (con Federica Brignone).

IL PROGRAMMA E IL CALENDARIO COMPLETO DI TUTTE LE GARE 

– Foto IPA Agency –

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