Economia
Piazza Affari chiude in calo, Ftse Mib -1,39%
Pubblicato
2 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare -1,39% a 27.849 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede l’1,31% a quota 29.711. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,33% a 41.945 punti.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
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Economia
Ricavi del Gruppo FS al +12%, Donnarumma “Un 2024 solido”
Pubblicato
37 minuti fa-
3 Aprile 2025di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Cda di Ferrovie dello Stato Italiane ha approvato la relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024 del Gruppo FS, che da quest’anno contiene anche la rendicontazione consolidata di sostenibilità. I ricavi operativi aumentano a 16,5 miliardi, con un incremento complessivo di 1,7 miliardi (+12%) rispetto al 2023. L’Ebitda si incrementa di 14 milioni, pari a +1% rispetto al 31 dicembre 2023 per effetto, principalmente, della variazione del perimetro di consolidamento.
L’Ebit si attesta a 343 milioni con una crescita di +1,5% rispetto al 2023. La perdita netta si attesta a 208 milioni (rispetto all’utile di 100 milioni del 2023) per il peggioramento del saldo della gestione finanziaria riconducibile a fenomeni non ricorrenti legati a variazioni di perimetro di consolidamento e a maggiori oneri finanziari a servizio del debito.
Sul fronte degli investimenti, il livello complessivo di spesa per investimenti tecnici è stato pari a 17,6 miliardi, con una crescita del 7% rispetto al 2023 (il 96% degli investimenti in Italia e quasi 15 miliardi relativi ad infrastrutture ferroviarie e stradali). In parallelo, il Gruppo FS mantiene un elevato livello di solidità patrimoniale e finanziaria, con un patrimonio netto che a fine 2024 ammonta a 41,7 miliardi.
La posizione finanziaria Netta, pari a 13,5 miliardi, registra un incremento di 2,3 miliardi rispetto al 31 dicembre 2023, per il maggior ricorso alla provvista finanziaria finalizzata a supportare il piano di sviluppo e ammodernamento del Gruppo. Il rapporto Pfn/patrimonio si attesta anche per il 2024 intorno allo 0,3. In questo quadro, assumono un ruolo significativo gli strumenti di finanza sostenibile.
In particolare, nel corso del 2024 è stata sottoscritta una nuova linea di credito committed e revolving Sustainability Linked, di ammontare pari a 3,5 miliardi con durata triennale, con meccanismi di revisione del margine e della commitment fee al raggiungimento di target relativi a tre Key Performance Indicator legati a temi ESG; è stata finalizzata una nuova emissione in private placement riservata alla Bei per 100 milioni per finanziare l’acquisto da parte di Trenitalia di treni ibridi dedicati al servizio regionale.
E’ stato sottoscritto un finanziamento quadriennale con Intesa Sanpaolo – IMI CIB per un totale di 2 miliardi i cui proventi saranno rivolti in particolare a finanziare spese di manutenzione straordinaria per l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, totalmente rispondenti ai principi ESG perché relative a progetti in grado di produrre significativi benefici ambientali e sociali. I dipendenti del Gruppo FS passano da 92.446 a 96.335 unità, con un turnover determinato da 9.736 assunzioni e 6.374 uscite. Continua la crescita della presenza femminile con un’incidenza nel 2024 pari al 21,5%.
“Il 2024 ha rappresentato un anno di conferma della solidità e della centralità del Gruppo FS nello sviluppo infrastrutturale e industriale del Paese. Con oltre 17,5 miliardi d’investimenti tecnici, il livello più alto mai raggiunto nella storia del Gruppo, e ricavi operativi saliti a 16,5 miliardi, abbiamo dimostrato una capacità esecutiva straordinaria, sostenuta anche da una gestione efficace dei fondi Pnrr, di cui siamo tra i principali attuatori. A fine anno risultano spesi oltre 12 miliardi, un valore superiore alla pianificazione prevista”.
Così Stefano Antonio Donnarumma, Ad e direttore generale del Gruppo FS, commentando i dati relativi all’esercizio 2024. “In questa prospettiva – ha aggiunto – si inserisce anche il piano strategico 2025-2029, che prevede oltre 100 miliardi di investimenti per sostenere un processo di profonda trasformazione industriale, orientato al potenziamento delle infrastrutture, al miglioramento della qualità del servizio, alla crescita sostenibile e al rafforzamento della presenza internazionale”.
“Anche i ricavi operativi segnano un nuovo massimo storico, con performance in crescita in tutti i segmenti di business, in particolare nel trasporto passeggeri. Si confermano positivi anche i principali indicatori economici, come Ebitda ed Ebit. In un contesto economico complesso, il Gruppo FS continua a rafforzare il proprio ruolo strategico per il Paese, mantenendo una solida struttura patrimoniale e finanziaria e contribuendo fortemente allo sviluppo occupazionale, con oltre 9.700 nuove assunzioni nel 2024. Significativi – ha concluso Donnarumma – anche i risultati conseguiti in ambito Esg, con un forte impegno nella decarbonizzazione, nella gestione efficiente delle risorse e nella promozione dell’inclusione, sostenuti da strumenti di finanza sostenibile e da una visione di crescita responsabile”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
FederLegnoArredo, il fatturato della filiera pari a 5,7 miliardi nel 2024
Pubblicato
3 ore fa-
3 Aprile 2025di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il fatturato della filiera legno-arredo chiude il 2024 a 51,7 miliardi di euro registrando un -2,9% che conferma quella che, più volte, abbiamo definito una fase di normalizzazione dopo il periodo Covid, in cui la filiera aveva registrato performance ampiamente sopra la media, confermando comunque una crescita rispetto ai valori del 2019 (+19,6%) in termini di fatturato. La flessione è stata più marcata per il mercato interno (-3,3%) che con 32,3 miliardi di euro rappresenta il 62% del totale; calano meno le esportazioni (-2,1%) a quota 19,4 miliardi che costituiscono il 38% del fatturato della filiera, e oltre il 52% per il solo macrosistema arredamento.
È questa la fotografia, scattata dai Consuntivi elaborati dal Centro studi di FederlegnoArredo a pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile.Milano, da cui risulta che sono 64.144 le aziende della filiera legno-arredo e poco meno di 297.000 gli addetti. Con la riduzione degli incentivi fiscali in Italia e la contrazione dei principali mercati europei di riferimento nel 2024 è proseguito il ridimensionamento già avviatosi nel 2023 dopo un biennio di crescita. Ricordiamo infatti che la maggior parte delle esportazioni italiane è destinata al Continente europeo e in particolare al mercato Ue (51%), che vale quasi 10 miliardi di euro sui 19,4 complessivi. La Francia, primo mercato, registra una diminuzione del 3,3% che coinvolge in particolare il macrosistema arredamento e la Germania, con un -6%, ormai terzo mercato, al momento non sembra dare segni di ripresa, ma l’auspicio è che il piano di politica economica interna possa rappresentare un booster per la ripartenza del Paese e quindi anche dell’export di arredo. Anche il mercato europeo extra UE27, che è il secondo sul totale, risulta in flessione del 4% soprattutto per le performance negative di Regno Unito e Russia.
“La serie storica delle esportazioni della filiera – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – rimarca che il 2024 rimane ben al di sopra dei livelli raggiunti nel 2021, dopo aver toccato il picco più alto nel 2022 con 20,9 miliardi di euro e che nel 2023 la flessione è stata del 4,9% rispetto al 2022, contro un -2,1% del 2024. Si segnala in questo scenario l’andamento positivo degli Emirati Arabi Uniti, che registrano la migliore performance nella Top Ten, posizionandosi all’ottavo posto, e dell’Arabia Saudita. Gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo di riferimento, nel 2024 registrano un miglioramento (+1,5%) dopo il -10,6% del 2023. L’America nel suo complesso vale 2,8 miliardi di euro e cresce del +1,9%: l’America Settentrionale cresce, sia con gli Stati Uniti (+1,5%) che con il Canada (+6%). Attendiamo i dati sulla produzione di gennaio 2025 per avere, ci auguriamo, conferma di un sentiment fra gli imprenditori che sembra registrare un andamento positivo nel primo mese dell’anno che potrebbe coincidere con un segno positivo sia dell’export che della produzione di mobili. Sarebbe un segnale indubbiamente confortante che, seppur relativo soltanto a un mese, potrebbe farci ben sperare per il 2025″.
“Resta inteso che dopo l’annuncio di Trump di ieri sera sull’introduzione di dazi del 20% su tutti i prodotti europei, ogni scenario potrebbe essere stravolto trattandosi, come ha detto anche la premier Meloni, di una misura sbagliata che non conviene a nessuno – sottolinea Feltrin -. Attendiamo comunque di conoscere nel dettaglio come verrà implementata la misura Usa e di capire anche quali saranno le contromisure che intende mettere in atto l’Europa: il nostro auspicio è che si eviti lo scenario peggiore, ovvero quello di una prova muscolare, in cui a farne le spese sarebbero entrambe le economie. Ma voglio provare a intravedere qualcosa di positivo in una situazione tanto complessa. L’Europa ha l’occasione di agire come tale, con compattezza e determinazione, come sottolineato anche dal presidente Mattarella, in difesa del mondo produttivo. Gli imprenditori del settore, come sempre, sono pronti a fare la propria parte, siamo alle porte del Salone del Mobile.Milano che sarà ancor più strategico anche in ottica di sondare e aprirci a mercati considerati fino ad ora secondari e riaffermare il valore di qualità e innovazione che solo il nostro design può vantare. La flessibilità e i veloci cambi di rotta a cui le nostre piccole e medie imprese sono abituate, saranno le chiavi per affrontare una situazione così complessa”.
Il macrosistema arredamento – che ha chiuso il 2024 con un calo del fatturato alla produzione del -2,3%, per un valore pari a oltre 27,5 miliardi di euro – raccoglie oltre 20.700 imprese, mentre il numero di addetti è di poco sotto le 139.600 unità. A determinare il risultato complessivo, su livelli comunque superiori a quelli pre-pandemici, concorrono sia le vendite sul mercato interno (-2,9%) sia, in misura minore, l’export (-1,8%), che subisce una modesta flessione dopo quella del -4% registrata l’anno precedente. La contrazione del fatturato accomuna tutti i sistemi (arredamento, arredobagno, illuminazione e ufficio), pur con intensità differenti: dal -5,5% del sistema ufficio alla stazionarietà del sistema arredobagno (-0,5%). Positivo il trend degli arredi didattici.
Nel 2024 le esportazioni del macrosistema arredamento valgono poco meno di 14,4 miliardi di euro, in modesta flessione (-1,8%) rispetto al 2023. Sulla diminuzione incidono le minori esportazioni verso la Francia (primo mercato con oltre 2,3 miliardi di euro, -3,6% sul 2023) e la Cina (che scende dalla settima posizione del 2023 all’ottava del 2024, con vendite per 393 milioni e una flessione del 17,9%). Tra le prime dieci destinazioni, significativa anche la diminuzione di Germania (-3,2%, determinato in particolare dall’andamento nel primo semestre) e Regno Unito (-3,7%); giù anche i Paesi Bassi (-5%).
Tra i primi cinque mercati, segno negativo ma di entità più contenuta per gli Stati Uniti (secondo, -0,8%, con un rallentamento a fine anno) e la Svizzera (-1,4%). A contenere invece l’andamento negativo contribuiscono tra i primi mercati in particolare gli Emirati Arabi Uniti (che registrano un trend positivo per il quarto anno consecutivo, guadagnando la settima posizione dalla nona del 2023 con una variazione del +22,2%,) e la Spagna (sesta, +4,1%). Fuori dalle prime dieci destinazioni, significativi gli incrementi in valore assoluto di Polonia (+9,7%), Arabia Saudita (+14,6%).
Il fatturato alla produzione del sistema illuminazione nel 2024 tocca i 2,3 miliardi di euro e registra una contrazione del -2%, determinata sia dalle minori esportazioni che registrano un -1,3% – che valgono poco meno di 1,9 miliardi di euro e costituiscono l’80% del valore complessivo sia dalla flessione delle vendite sul mercato interno (-4,6% per un valore di poco inferiore al mezzo miliardo di euro). Le imprese operanti nel Sistema Illuminazione sono oltre 1.200, mentre il numero degli addetti è poco sotto i 10.500.
– foto ufficio stampa FederLegnoArredo –
(ITALPRESS).
Economia
Al via i progetti di Fondazione Terna, dall’istruzione alle pari opportunità
Pubblicato
3 ore fa-
3 Aprile 2025di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, in linea con quanto previsto dal Piano di Sostenibilità relativamente alla creazione di valore condiviso, presenta la Fondazione Terna, costituita con l’obiettivo di valorizzare la dimensione di responsabilità sociale del Gruppo, per favorire una maggiore inclusione attraverso un accesso diffuso al mondo dell’energia in termini di conoscenza, consapevolezza e opportunità di lavoro.
“La Fondazione Terna che oggi presentiamo è la testimonianza di un nostro convincimento: la transizione energetica non può e non deve essere solo una sfida tecnologica, ma anche una sfida sociale. Per questo motivo abbiamo scelto di adottare progetti in grado di produrre impatti tangibili e misurabili, facendo leva sulle nostre professionalità e sull’esperienza dei partner che ci affiancheranno nella realizzazione degli interventi. Siamo convinti che il progetto di innovazione sociale della Fondazione permetterà di rafforzare il nostro legame con le comunità”, ha affermato Igor De Biasio, Presidente di Terna e della Fondazione.
“Nel 2024, in occasione della presentazione del Piano Industriale alla comunità finanziaria, avevamo dichiarato il nostro impegno nei confronti del Paese per un futuro più sostenibile. La Fondazione Terna, con i suoi progetti, conferma e valorizza il nostro approccio socialmente responsabile. Abbiamo individuato una strada da percorrere per sostenere gli individui e le loro famiglie in questa fase di cambiamento e nuove opportunità. La Fondazione Terna vuole favorire la crescita professionale e materiale, attraverso la diffusione della cultura energetica, con azioni di contrasto alla povertà energetica, e nel rispetto delle condizioni di pari opportunità nell’accesso al nostro settore”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, e Presidente Onorario della Fondazione.
Al fine di realizzare una transizione energetica che sia anche equa e inclusiva (la “Just Transition”), la Fondazione Terna ha avviato le proprie attività su tre principali aree di intervento, tutte riconducibili a un obiettivo generale di inclusione sociale: la diffusione di una cultura energetica, promuovendone l’alfabetizzazione anche attraverso iniziative educative che coinvolgano le generazioni più giovani; il contrasto alla povertà energetica; la definizione di programmi che favoriscano l’accesso al mercato del lavoro e a nuove opportunità professionali nel settore dell’energia.
In linea con questo obiettivo prioritario, la Fondazione Terna ha effettuato un’analisi preliminare del contesto sociale italiano, individuando negli indicatori che ne misurano gli ambiti più critici – ovvero la povertà assoluta, la povertà educativa e la povertà energetica – le categorie sociali da mettere al centro delle proprie iniziative. La Fondazione sta avviando alcuni progetti che considerano le esigenze dei beneficiari, tra i quali minori, persone a rischio di esclusione sociale o in condizioni di conclamata fragilità, al fine di calibrare interventi utili e raggiungere risultati concreti e duraturi nel tempo. Per la realizzazione di queste iniziative la Fondazione, in una logica di coprogettazione, ha stretto partnership con organizzazioni di comprovata esperienza ed affidabilità, da tempo focalizzate su tali tematiche. L’impegno a operare in coerenza con i valori del Gruppo coinvolge gli organi della Fondazione Terna. Alla struttura della Governance, che vede Igor De Biasio e Giuseppina Di Foggia, rispettivamente in qualità di Presidente e Presidente Onorario, si affianca il Comitato Scientifico composto da tre eccellenze italiane: Padre Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, professore e teologo, si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie; Simona Onori, professoressa associata di Scienza e ingegneria energetica presso l’Università di Stanford e direttrice dello Stanford Energy Control Lab; Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano.
La costituzione della Fondazione Terna ha visto, sin dai primi passi, la forte partecipazione dell’intero Gruppo. L’azienda ha promosso, infatti, una consultazione della popolazione aziendale, attraverso una survey interna, per conoscerne il punto di vista circa l’impegno nel sociale, gli indirizzi strategici e gli ambiti di intervento della Fondazione. Le indicazioni emerse dalla consultazione sono state tenute in considerazione durante la fase di definizione dei progetti da realizzare.
– foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).


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