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Cronaca

Open Fiber, in alta quota la fibra per la Coppa del Mondo di sci

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VALTOURNENCHE (ITALPRESS) – Corre veloce la connessione alla Coppa del Mondo di sci di Cervinia. Open Fiber, principale operatore italiano per la realizzazione delle reti in fibra ottica, ha rinnovato l’accordo con Cervino Spa in occasione della Coppa del Mondo di sci alpino Matterhorn Cervino Speed Opening 2023, per portare la banda larga per le discese in programma sulla Gran Becca dall’11 al 19 novembre.
Grazie alla posa della rete ultraveloce di Open Fiber si potrà navigare sul web “con grande affidabilità e bassa latenza durante tutta la manifestazione”, sottolineano gli organizzatori.
“Open Fiber è Connectivity partner della Coppa del Mondo di sci 2023 a Cervinia – afferma Matteo Diano, Field manager Open Fiber -. E’ un’ottima occasione per farci conoscere dai cittadini e dalle imprese presenti sul territorio. Il nostro progetto a banda ultralarga in fibra ottica ad oggi prevede il rilegamento di 68 comuni in Valle d’Aosta e ha già raggiunto oltre 26.000 unità immobiliari. La nostra connessione a dieci gigabit garantisce una grande velocità e sicurezza a questo evento”
La Coppa del Mondo di sci è un evento importante per la Valle d’Aosta e richiede l’utilizzo di una serie di infrastrutture e di tecnologie di elevata capacità. I dati devono correre veloci anche ad alta quota, la connettività deve essere sicura e i flussi devono essere affidabili e dare garanzie agli organizzatori e al pubblico.
“La partnership con Open Fiber – sottolinea Maximilian Noussan, Marketing e comunicazione Cervino SpA – ci ha permesso di fare accedere gli ospiti della Cervino Spa e della Matterhorn Cervino Speed Opening a Internet a una velocità di 10 Gigabit al secondo. E’ stata un’impresa, sia dal punto di vista logistico che organizzativo, ma siamo riusciti a creare una infrastruttura e a dare questo servizio ai nostri ospiti”.
La connessione ultraveloce e a banda garantita è stata messa a disposizione anche della sede del Cervino SpA, del media center e del Padiglione Eventi. Una prova che ha fatto toccare con mano quello che potrà essere il futuro, anche delle terre alte.
“La Fondazione Gran Becca – dice Riccardo Castellaro, vicepresidente della Fondazione Gran Becca – è un’emanazione del Comune di Valtournenche che si occupa di tutti gli eventi ufficiali e non, che sono collegati al Matterhorn Cervino Speed Opening. Si tratta di una manifestazione mondiale di grande importanza transfrontaliera con una collaborazione tra Italia e Svizzera e con tanti eventi di streaming durante le due settimane di eventi. L’aiuto e l’appoggio del nostro Connectivity Partner Open Fiber negli ultimi due anni è stato davvero fondamentale”.

– Foto col/Italpress –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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