Cronaca
Ue, Giorgetti “Regole troppo stringenti un ostacolo alla crescita”
Pubblicato
3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ridurre l’elevato debito pubblico e i disavanzi eccessivi è un obiettivo del governo ed è nell’interesse generale del Paese. Più volte ho avuto modo di argomentare come il peso degli interessi sul debito pubblico abbia ormai raggiunto livelli elevatissimi, assorbendo risorse che potrebbero essere destinate a interventi diretti a consolidare il nostro tessuto economico e sociale. In prospettiva, ridurre il debito pubblico consentirebbe di liberare maggiori risorse, non bisogna però trascurare che le esigenze di consolidamento dovrebbero essere compatibili con l’intento di favorire una crescita sostenibile e duratura dell’economia che potrebbe essere ostacolata da vincoli eccessivi e regole troppo stringenti”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera. Le proposte di riforma del Patto “hanno alimentato un intenso negoziato tra gli Stati membri, negoziato che è ancora in corso e che non ha finora portato alla definizione di un quadro condiviso. La previsione di ulteriori vincoli rispetto a quanto proposto dalla Commissione – osserva -, potrebbe portare a un esito non pienamente conforme agli obiettivi della riforma stessa: un assetto caratterizzato da semplicità e un maggiore equilibrio di crescita economica, nonchè sostenibilità del debito pubblico”.
“Le proposte legislative in esame introducono modifiche che rivedono il braccio preventivo e il braccio correttivo del Patto di Stabilità. La procedura di adozione di queste proposte da parte del Consiglio richiede l’unanimità per il braccio correttivo e una maggioranza qualificata per quello preventivo. Non potendosi immaginare la revisione dell’uno senza quella dell’altro, è di fatto richiesta l’unanimità tra gli Stati membri”. Il titolare del Mef spiega, inoltre, come sia stata espressa la disponibilità a cercare “una soluzione che non sovrapponga ai vincoli ulteriori regole stringenti che potrebbero riproporre, se non addirittura complicare, uno schema che ha mostrato limiti e che le stesse istituzioni europee hanno dichiarato di volere superare. La posizione negoziale che stiamo tenendo è di disponibilità all’introduzione di salvaguardie sul debito e sul deficit, ma solo a condizione che esse non siano stringenti e non prevalgano di fatto sulla regola di spesa. In secondo luogo – prosegue -, abbiamo posto come condizione imprescindibile, che la nuova governance economica dia sufficiente spazio a investimenti per la transizione digitale ed ecologica”.
“Inoltre, che l’applicazione del primo ciclo delle nuove regole consenta a Paesi come l’Italia che hanno concordato ambiziosi programmi di ripresa e resilienza, di poter accedere all’estensione del periodo di aggiustamento a 7 anni, ciò senza imposizioni di ulteriori condizionalità ma solo in base all’impegno di continuare lo sforzo di riforme e investimenti intrapreso con il Pnrr. Ritengo che le regole fiscali di bilancio non siano il fine ma il mezzo, il fine è la sostenibilità finanziaria, l’effettiva capacità di difesa dei valori di libertà dell’Occidente, la transizione ecologica che garantisca la sostenibilità ambientale. Il mezzo è un sistema di regole fiscali coerenti con queste finalità strategiche e che ne consentano la realizzazione”. Giorgetti assicura poi che “il governo è disposto a ricercare una soluzione, ma la stessa non deve tradursi in un sistema eccessivamente complesso e potenzialmente contradditorio. L’Italia intende ridurre il debito in maniera realistica, graduale, sostenibile nel tempo in un assetto che incentivi gli investimenti. Abbiamo condiviso l’impostazione generale della nuova riforma della governance che si incentra sull’obiettivo di assicurare che la dinamica del debito segua una traiettoria sostenibile, le sfide da affrontare nei prossimi anni richiedono notevoli investimenti e le modalità del loro finanziamento non saranno neutrali rispetto alle regole di bilancio”.
“Il pacchetto legislativo si compone di tre parti – sottolinea – , ma l’accordo deve raggiungere un equilibrio complessivo. La sostenibilità delle finanze pubbliche non può essere raggiunta attraverso un percorso di aggiustamento eccessivamente rigoroso perchè questo danneggia i fondamentali di crescita e peggiora la dinamica del debito nel medio e lungo periodo. La serietà implica prendersi degli impegni che si possono mantenere e non prendere impegni che nessuno in questo Paese potrebbe mantenere. Di fronte a delle regole sfidanti, noi in qualche modo possiamo anche accedere, rispetto a regole impossibili da mantenere non credo che per serietà si possa dire di sì”. Infine, il ministro ricorda che “non possiamo accettare tutto quello che ci viene proposto e, siccome siamo assolutamente convinti della ragionevolezza della nostra posizione, non ci si può chiedere di andare, non semplicemente contro l’interesse dell’Italia ma, a nostro giudizio, anche contro l’interesse dell’Europa”. E sul Mes “sarà il Parlamento a dire se quell’accordo negoziato dal governo italiano all’epoca sia da approvare o meno. Qui nessuno ha mai ricattato nessuno. C’è una oggettiva correlazione tra la linea di credito precauzionale del Mes e il rispetto del Patto di stabilità e crescita, che una correlazione tra Mes e Patto di stabilità ci sia sta nei fatti”, conclude.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
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Cronaca
La Roma riabbraccia la Champions con un pari in Turchia
Pubblicato
8 ore fa-
10 Settembre 2026di
Redazione
ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Si chiude con un pareggio per 1-1 Fenerbahce-Roma, match che segna il ritorno dei giallorossi dopo sette anni in Champions League. E’ Cristante – l’unico giocatore attuale che scese in campo nel 2019 contro il Porto nell’ultima apparizione nella principale coppa europea – a illudere gli uomini di Gasperini, prima del pareggio siglato da Brown. Al 39′ il centrocampista giallorosso conduce palla e da fuori area lascia partire un diagonale di sinistro che non lascia scampo ad Ederson. La rete smorza l’ambiente infernale del Saracoglu di Istanbul, che aveva accolto i giallorossi con una bordata di fischi. Nel primo tempo la Roma tiene più palla (52% di possesso) e fraseggia di più (268 passaggi completati contro 212), ma in avvio i turchi sono più pericolosi. All’11’ Elmaz scalda i guantoni di Svilar dopo un’iniziativa di Greenwood. Due minuti dopo ci prova sul lato opposto Akturkoglu, ma il portiere giallorosso risponde ancora una volta presente. La prima occasione della Roma capita a Dybala che da posizione defilata scarica il destro: non è il piede forte dell’argentino ed Ederson può respingere senza problemi. Si va all’intervallo sullo 0-1, ma il pareggio turco arriva presto nella ripresa. Al 48′ Greenwood punisce l’uscita avventata di Mancini servendo Brown che a tu per tu con Svilar trova l’1-1 con un tocco sotto. La Roma sbanda in difesa e rischia grosso poco dopo: Kante cambia passo centralmente e pesca Muriqi che viene murato sul più bello da Svilar. Al 53′ Pisilli prende il posto di Kone. Più dinamismo per una Roma che ritrova campo e palleggio. Al 67′ Malen calcia alto da posizione defilata. Due minuti dopo Gil Manzano concede un rigore alla Roma, ma il Var segnala fuori area il punto esatto del fallo di Akturkoglu su Dybala: l’argentino sceglie lo schema dal limite, ma il tiro di Malen è respinto. L’allenatore turco Kartal sceglie di inserire Lukaku, che sfoggia subito un assist per Aydin che anticipa Rensch senza però riuscire a battere Svilar. Nel finale il Fenerbahce colpisce anche una traversa con un colpo di testa di Akè. Gasperini corre ai ripari: fuori Malen, dentro De Roon. Obiettivo numero 1: non perderla. Eppure, la Roma spinge con le ultime energie, con Dybala stremato coi crampi. Finisce 1-1, con la sensazione di aver guadagnato un punto d’oro.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Cina fissa la sua strategia sulla Proprietà intellettuale, focus su crescita
Pubblicato
8 ore fa-
10 Settembre 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nei prossimi cinque anni il lavoro della Cina in materia di proprietà intellettuale (PI) si concentrerà sullo sviluppo economico e sulla scienza d’avanguardia, con una maggiore attenzione alla trasformazione della crescita di alta qualità della PI in progresso economico e sociale. Lo ha dichiarato martedì la principale autorità cinese per la regolamentazione del settore.
Il 15esimo Piano quinquennale del Paese per la proprietà intellettuale sarà allineato al più ampio progetto nazionale di sviluppo, concentrandosi “sulla prima linea dello sviluppo economico e sulle frontiere più avanzate della scoperta scientifica”, ha dichiarato Liang Xinxin, direttore generale del dipartimento di pianificazione strategica dell’Amministrazione nazionale cinese per la proprietà intellettuale (CNIPA).
Liang ha rilasciato queste dichiarazioni durante la 15esima Conferenza annuale cinese sulla proprietà intellettuale, in corso a Pechino. Incentrato sullo sviluppo di alta qualità della PI, l’evento annuale di due giorni ha attirato migliaia di responsabili politici, imprenditori e studiosi da tutto il mondo.
Carsten Fink, capo economista dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, ha affermato che la crescita della Cina nel campo della proprietà intellettuale può essere attribuita ai continui investimenti in scienza, tecnologia e innovazione. “Ha sviluppato capacità di ricerca, capitale umano e infrastrutture e rafforzato le istituzioni che consentono alle nuove conoscenze di trasformarsi in nuovi prodotti e tecnologie”, ha dichiarato Fink in un discorso programmatico.
Ha citato l’esempio delle energie rinnovabili, osservando che le innovazioni cinesi hanno contribuito a rendere l’energia solare, le batterie e i veicoli elettrici più accessibili e più ampiamente diffusi in tutto il mondo.
“Guardando al futuro, ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che il sistema cinese dell’innovazione e della proprietà intellettuale rimanga dinamico”, ha affermato.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla CNIPA, i brevetti nazionali di invenzione validi in Cina hanno raggiunto quota 5,39 milioni, mentre i marchi registrati a livello nazionale sono 50,82 milioni.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –
Cronaca
Legge elettorale, via libera Senato a emendamento centrodestra sulle preferenze
Pubblicato
8 ore fa-
10 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Con 97 voti favorevoli, l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento a prima firma di Marco Lisei di FdI alla legge elettorale che prevede, nei collegi plurinominali, capolista bloccati e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze. Sull’emendamento il governo aveva espresso parere favorevole.
– Foto ufficio stampa Fratelli d’Italia –
(ITALPRESS).


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