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LA VOCE PAVESE – OLTREPÒ DEL VINO: “PATTO DI TERRITORIO” O COLONIA?

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LA VOCE PAVESE – OLTREPÒ DEL VINO: “PATTO DI TERRITORIO” O COLONIA?
Oltrepò Pavese al bivio: vecchia strada o strada nuova? Storia di un territorio di qualità che non genera valore e rischia di diventare una colonia, una terra di conquista. Serve un “patto di territorio”. L’Oltrepò Pavese della vite e del vino è di fronte a una scelta importante per il proprio futuro, ma per farla deve saper rileggere il passato, a partire da quello recente. Il tutto non si tiene. La prima? Ridurre immediatamente e per sempre le rese delle produzioni IGT a ragionevolezza. Togliendo di mezzo l’uva che non c’è e non potrà mai esserci si darà un segnale all’Italia e si proteggerà la nave del territorio dai galeoni dei pirati, altrimenti dopo l’ennesimo abbordaggio resteranno solo le scialuppe di salvataggio. La seconda? C’è un punto da sempre eluso: in Oltrepò è mancata e continua a mancare una regia nella programmazione strategica sui nuovi vigneti. Nonostante le annate scarse il territorio produce ancora troppa uva che non serve e lo fa con vigne di varietà diversa impiantate alla rinfusa, senza una precisa zonazione. Bisogna indicare cosa piantare e farlo fare secondo la vocazionalità delle diverse vallate, dei diversi terreni, delle esposizioni e del microclima. Se il viticoltore oggi si avvale di finanziamenti erogati occorre che il meccanismo premiante, quello che inietta soldi pubblici a calmiere degli investimenti aziendali, scatti solo per chi sostiene un progetto territoriale, scientificamente definito e scandito per logiche di mercato per il bene comune. Piantare nuovi vigneti che sono inutili al percorso di valorizzazione non solo non è efficace ma diventa controproducente. Bisogna lavorare su ciò che si può vendere. La svolta può arrivare solo dall’essere uniti in un percorso che parta dalla cooperazione del territorio: da chi vuol fare il bene dell’Oltrepò perché in Oltrepò vive, ha sede, ha radici e sente cucita addosso una missione per il bene comune.

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Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 1 Agosto

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Le previsioni del tempo di 3B Meteo sempre aggiornate sul nostro sito prontometeo.it.

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Tg News 31/07/2026

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Tg News 31/07/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione – 60mila migranti entrati a Ceuta in 24 ore, oltre 50 vittime – Annuncio di Trump: “Raggiunto accordo per disarmo di Hamas” – Algeria, autobus precipita in un dirupo, 25 morti – Addio a Franco Baresi, bandiera del Milan e della Nazionale – Inflazione in calo al 2,8%, stabile carrello della spesa – Scontro su chat Delmastro, opposizione occupa la Giunta – Quarta ondata di caldo, Domenica 19 città in bollino rosso – Sui treni Atac le foto dei campioni "Tra sport e trasporto" – Previsioni 3B Meteo 1 Agosto.

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Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro

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La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro

Ancora una settimana d’acqua, forse meno. Poi per migliaia di ettari di risaie pavesi e lomelline potrebbe diventare impossibile continuare a irrigare.
La siccità sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più importanti del territorio. Secondo le stime di Confagricoltura Pavia, almeno 45mila ettari di riso rischiano danni irreversibili, con perdite che potrebbero raggiungere i 100 milioni di euro. Significa che più della metà degli 80mila ettari coltivati a riso potrebbe andare perduta.
L’allarme è stato confermato sia dal Tavolo idrico convocato dalla Regione Lombardia a Milano, sia dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po e riunito a Parma.
La situazione più critica riguarda proprio il riso, una coltura che non può fare a meno di un apporto costante d’acqua. Le riserve disponibili, però, sono ormai ridotte al minimo e potrebbero garantire l’irrigazione soltanto per pochi giorni.
«Stiamo cercando di gestire al meglio la poca acqua che abbiamo», ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori. Il primo raccolto è stato portato a termine, ma ora restano forti preoccupazioni per le risaie, che dipendono dall’acqua proveniente dal lago Maggiore e dal Piemonte.
Il lago è in grande sofferenza e la Regione ha chiesto un aiuto anche alla Svizzera, dove si trovano centrali idroelettriche a monte e ai concessionari italiani, in particolare a Enel. L’obiettivo è ottenere nuovi rilasci e contenere almeno in parte i danni.
Ma il tempo stringe. Senza piogge significative o nuovi apporti idrici, la Lomellina e il Pavese rischiano di vedere compromessa una parte enorme del raccolto, con conseguenze pesanti non soltanto per gli agricoltori, ma per l’intera economia del territorio.

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