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Cronaca

Accesso a cure, come garantire equità con Nuovo Sistema Garanzia dei Lea

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ROMA (ITALPRESS) – Nonostante il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale sia passato da circa 114 miliardi di euro del 2019 agli oltre 124 Mld del 2022, per arrivare ai 134 Mld del 2024, al contrario il livello di rinuncia alle cure dei cittadini che ne avrebbero avuto necessità nel 2022 (Istat – ultimo dato pubblico disponibile) è peggiorato rispetto a quello del 2019 (pre-pandemia): dal 6,3% del 2019 si è passati al 7% del 2022, con un incremento di 0,7 punti percentuali.
Rilevanti anche le differenze regionali nel 2022. Si passa dal 12,3% di rinuncia alle cure della Sardegna al 9,6% del Piemonte, per scendere fino al 4,7% della Campania (vedi tabella per tutti i dati regionali).
A preoccupare, inoltre, è il fatto che questo importante indicatore dell’assistenza sanitaria, come molti altri, ad oggi non vengono utilizzati dal Ministero della Salute per verificare le performance delle Regioni nella capacità di garantire concretamente i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria ai cittadini.
Stiamo parlando del Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea (NSG), un sistema di monitoraggio e valutazione dell’operato delle Regioni, utilizzato dal Ministero della Salute per assegnare ogni anno il “punteggio Lea”, funzionale anche all’erogazione di una parte del fondo sanitario nazionale
Approvato nel 2019, il NSG dei Lea è entrato in vigore nel 2020, ma i suoi indicatori oggi sono troppo pochi e deboli, e questo lo rende già vecchio e superato dalla realtà dei fatti: su 88 indicatori, solo 22 (un quarto quindi) concorrono all’assegnazione del punteggio alle Regioni (indicatori “core”).
Per questo, Salutequità ha realizzato sull’argomento il suo secondo Report “Valutare bene per garantire equità. Raccomandazioni per l’equità nel Nuovo Sistema di garanzia (NSG) dei Livelli Essenziali di Assistenza”, messo a punto insieme a 15 soggetti tra associazioni pazienti, società scientifiche, manager di strutture sanitarie, professionisti sanitari -AIOP, AISC, AISM, AMD, AMICI, APIAFCO, APMARR, CARD, Diabete Italia, Federsanità Anci, FIMMG, FNOPI, SIFO, SIT, UNIAMO- realizzato grazie al contributo non condizionato del Gruppo Servier in Italia, e presentato a Roma nel corso di un seminario nazionale di confronto alla presenza di molteplici stakeholder, esperti e decisori con l’obiettivo di rendere il Diritto alla Salute sempre più effettivo ed esigibile in tutte le Regioni.
“Il NSG – afferma Tonino Aceti, presidente di Salutequità – dovrebbe essere uno strumento flessibile capace di adattarsi costantemente alle priorità di salute dei cittadini e a quelle di politica sanitaria del SSN, che sono in continua evoluzione, a partire dalle innovazioni previste dal PNRR, dal DM 77/2022 e dal Decreto Tariffe dei nuovi Lea. Questo vuol dire poter contare su un sistema dinamico di aggiornamento degli indicatori, oggi poco sfidanti (non solo per oggetto, ma anche per modalità di calcolo) e inadeguati a misurare la realtà vissuta dai cittadini, oltrechè relativi ad un SSN del periodo pre-pandemico. L’obiettivo del lavoro è dunque quello di proporre raccomandazioni condivise per perfezionare e ammodernare il Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea in un’ottica di maggiore equità di accesso all’assistenza sanitaria. Senza maggiori e migliori controlli sull’assistenza erogata dalle Regioni, a fronte dei miliardi di euro stanziati per il SSN, non si va da nessuna parte. Senza contare che le ipotesi di assegnare più autonomia alle Regioni, non prevedendo contestualmente un rafforzamento del ruolo di controllo dello Stato a garanzia dell’unitarietà del SSN, rischiano di acuire ulteriormente le rilevanti disuguaglianze che esistono”.
Solo per fare alcuni esempi che il report declina nel dettaglio: la necessità di misurare meglio i programmi di screening organizzato, ad esempio considerando anche le lesioni individuate così come le coperture raggiunte per gli anziani non solo nella vaccinazione antinfluenzale, ma in tutte quelle previste dal nuovo Piano nazionale (Pneumococcica e contro Herpes Zooster).
Ancora per le liste di attesa ci sono solo due indicatori, uno core e uno non core, e nessuno dei due verifica e garantisce il completo rispetto delle norme del Piano nazionale di governo delle liste di attesa e nulla c’è sul recupero delle prestazioni mancate durante la pandemia. Il Livello di rinuncia alle cure per la misurazione dell’equità sociale è ancora considerato “no core”, mentre dovrebbe invece diventare “core” per la sua capacità di restituire un’informazione robusta sul ruolo delle regioni nell’eliminare o ridurre al minimo le disparità di salute oltrechè garantire un accesso, senza alcuna discriminazione, alle prestazioni sanitarie.
Mancano poi tra gli indicatori “core” quelli sulla prevenzione e gestione del rischio clinico e dei vari livelli di sicurezza degli ospedali, sul monitoraggio delle infezioni correlate all’assistenza, sull’umanizzazione delle cure negli ospedali e, tema caldissimo in questo momento, sui tempi di attesa al pronto soccorso (dove non è “sotto controllo” neppure l’applicazione delle linee di indirizzo sul triage) e per il ricovero ospedaliero.
Nulla tra gli indicatori “core” sull’aderenza alle terapie, sull’attuazione del Piano nazionale Cronicità anche con indicatori dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e con la verifica della qualità, accessibilità ed equità dell’assistenza per le persone con malattie rare.
C’è poi da introdurre e mettere in primo piano la verifica dell’assistenza territoriale (medici e pediatri di famiglia, infermieri di famiglia e comunità, continuità assistenziale, rispetto del decreto 77/2022 di riordino dell’assistenza territoriale per quanto riguarda anche l’ulteriore personale infermieristico, medico e delle altre professioni sanitarie) e per l’assistenza domiciliare integrata, tra le altre verifiche, la composizione delle èquipe, le ore di assistenza ai pazienti.
Così come bisognerebbe prevedere tra gli indicatori “core” quelli sul rispetto degli standard e dei fabbisogni di personale in tutte le strutture disegnate dal PNRR (e indicate nei decreti applicativi) e per la rete delle cure palliative, anche con i relativi finanziamenti. Poi la stratificazione della popolazione (la demografia cambia gli orizzonti di cura) e tutto il capitolo della telemedicina, teleassistenza e del Fascicolo sanitario elettronico.
E’ necessario quindi, secondo Salutequità, prevedere un sistema di aggiornamento agile, flessibile e dinamico degli indicatori di monitoraggio attualmente previsti dal Decreto; integrare la composizione del Comitato Lea con la partecipazione di componenti laici (oggi “il controllore è anche il controllato”); garantire maggiore tempestività e dinamicità di pubblicazione dei punteggi LEA, rivedendo le attuali tempistiche “a consuntivo” (31 dicembre dell’anno successivo e non come ora che i dati sono ancora riferiti al 2019); implementare la previsione dell’”Intervento di potenziamento dei Lea” da parte delle Regioni come previsto dal Patto per la Salute 2019-2021; definire in modo sfidante le soglie di ciascun indicatore, verificare tutti gli ulteriori adempimenti Lea in modo sostanziale; ammodernare, rafforzare e integrare il sottoinsieme “core” del NSG con nuovi indicatori.
-foto Agenzia Fotogramma –
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FederlegnoArredo, Vismara nuovo presidente “Sostenere competitività della filiera”

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MILANO (ITALPRESS) – In un contesto internazionale in cui tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi ridisegnano le opportunità per le imprese, l’internazionalizzazione rappresenta una sfida sempre più complessa per la filiera italiana del legno-arredo. E’ questo il tema al centro dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo, che si è tenuta oggi al Salone d’Onore della Triennale Milano, nel giorno del passaggio di consegne da Claudio Feltrin al nuovo presidente, Elia Vismara, eletto per il quadriennio 2026-2030.
“L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perchè possano raggiungerli e competere ad armi pari. Questo significa lavorare perchè l’Europa contrasti la concorrenza sleale, garantisca un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconosca il valore degli investimenti che le aziende realizzano. Occorre accompagnare le imprese nell’apertura di nuove opportunità, senza perdere di vista i mercati consolidati – ha dichiarato Elia Vismara, presidente di FederlegnoArredo -. Per affrontare le trasformazioni in corso è necessario anche investire nelle competenze e nella formazione delle nuove generazioni. E’ su queste condizioni concrete che si gioca la competitività della filiera e su cui dobbiamo continuare a lavorare come sistema”.
Le difficoltà richiamate dal presidente trovano riscontro nelle elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat. Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni della filiera hanno registrato una flessione del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A pesare sono soprattutto i risultati dei tre principali mercati di destinazione: Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%), Germania (-7,4%), che insieme determinano oltre 288 milioni di euro di export in meno rispetto al 2025.
Nei primi sette mesi del 2026 il 69,1% delle esportazioni della Filiera Legno-Arredo italiana è diretto verso il continente europeo (UE27 ed Europa extra UE), con la sola UE27 che assorbe il 53% del totale.
La contrazione più marcata delle vendite nel resto del mondo (-7,9%), rispetto a quella registrata sui mercati europei (-2%), determina un aumento del peso dell’Europa sul totale export, dal 67,7% al 69,1%. All’interno del continente europeo, è soprattutto l’UE27 a evidenziare le maggiori difficoltà (-2,4%).
Più contenuta la flessione dell’Europa extra UE27 (-0,6%). Il Medio Oriente è una delle aree più penalizzate (-10,8%), con il forte ridimensionamento dell’Arabia Saudita (- 23,3%) e la flessione degli Emirati Arabi Uniti (-8,3%).
In un quadro complessivamente negativo, alcuni mercati continuano a crescere e ad offrire opportunità interessanti. Spagna (+5,4%) e Svizzera (+4,7%) consolidano la propria posizione tra le principali destinazioni della filiera, mentre Turchia (+13,9%), e Grecia (+9,8%) registrano incrementi più dinamici, pur con volumi più contenuti.
La geografia dei mercati è dunque sempre meno prevedibile e la diversificazione delle destinazioni è una necessità strategica.
Nel corso dell’Assemblea sono intervenuti Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con un videomessaggio, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, intervistato da Andrea Cabrini, e Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.
La capacità di competere sui mercati internazionali passa anche dalla forza del sistema produttivo nel suo complesso. Un tema che coinvolge il rapporto tra imprese, promozione, manifattura e politica industriale, e sul quale il Salone del Mobile.Milano rappresenta una piattaforma strategica per la filiera.
“La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale. Il Salone del Mobile.Milano è, in questo senso, molto più di un evento fieristico: è un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese, capace di attrarre in Italia i protagonisti della domanda globale, generare opportunità di business e offrire alle nostre imprese una forza di proiezione internazionale che nessuna potrebbe costruire da sola – ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano -. Il nostro vantaggio competitivo nasce da qualcosa di difficilmente replicabile: la capacità di trasformare cultura progettuale, manifattura e innovazione in un sistema produttivo riconoscibile e desiderato nel mondo. Questo primato richiede investimenti, visione e soprattutto la capacità di muoversi come sistema, anticipando le trasformazioni. E’ questa l’ambizione che condividiamo con FederlegnoArredo. Ringrazio Claudio Feltrin per il lavoro costruito insieme e per aver creduto nel valore di questa alleanza. A Elia Vismara rivolgo i miei migliori auguri: abbiamo davanti una sfida che va oltre il nostro settore, fare del design italiano non solo un’eccellenza da esportare, ma una leva strutturale di crescita e di leadership industriale e culturale per il Paese”.
“Auguro a Vismara buon lavoro e sono certo che saprà guidare FederlegnoArredo con competenza, visione e attenzione alle esigenze del nostro tessuto produttivo. Ringrazio tutti coloro che hanno condiviso con me e con il Consiglio di presidenza un percorso complesso e sfidante al tempo stesso”, dichiara il presidente uscente Claudio Feltrin.
Elia Vismara arriva alla presidenza di FederlegnoArredo con una consolidata esperienza ai vertici del sistema associativo: dal 2015 fa parte del Consiglio Generale di FederlegnoArredo, dal 2017 è nel Consiglio di Presidenza di Assobagno, di cui è stato presidente dal 2020 ad oggi, e dal 2021 siede nel Cda di Federlegno Arredo Eventi. Dal 2025 è membro del consiglio direttivo dell’Ente Italiano di Normazione (UNI) di cui la Federazione è socio di rappresentanza. E’ inoltre presidente del Cda di Vismaravetro, azienda di famiglia attiva nel settore dell’arredobagno.

– Foto ufficio stampa FederlegnoArredo –

(ITALPRESS).

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Artelia Italia, Scicolone “25 anni di progetti al servizio della Nazione”

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ROMA (ITALPRESS) – Si è celebrato il 27 ottobre, a Villa Miani a Roma, il 25° anniversario della presenza in Italia di Artelia, tra i principali gruppi di ingegneria a livello mondiale. L’iniziativa, patrocinata da Remind, è un’occasione per ripercorrere un quarto di secolo di progetti e investimenti al servizio dello sviluppo della Nazione e per riflettere, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, sulle sfide future della progettazione, delle infrastrutture, dell’immobiliare allargato e della valorizzazione dei territori.

Ad aprire i lavori è stato Gabriele Scicolone, Amministratore Delegato di Artelia Italia, che ha ripercorso i 25 anni di presenza del Gruppo in Italia: «Siamo entrati in Italia nel 2001, e abbiamo attraversato questo quarto di secolo contribuendo allo sviluppo di innumerevoli progetti immobiliari ed infrastrutturali, sia in ambito pubblico sia privatò, ha commentato l’AD di Artelia Italia, Gabriele Scicolone. E ancora: ‘Da subito il nostro Gruppo ha creduto nel Paese Italia e ne abbiamo fatto uno dei punti di forza a livello internazionale, mettendo radici solide che oggi danno lavoro a oltre 700 collaboratori, ingegneri e architetti e consulenti tecnici che operano sui nostri progetti per lo sviluppo sostenibile e la messa in sicurezza della Nazione».

E’ intervenuto successivamente Cyril Blondel, Vice Capo Missione dell’Ambasciata di Francia in Italia, che ha sottolineato il valore della cooperazione franco-italiana: «Questi accordi hanno senso solo se si realizzano in progetti concreti – ed è ciò che Artelia dimostra, attraverso la cooperazione quotidiana tra
italiani e francesi, dagli studi di progettazione ai cantieri, in una cultura comune dell’eccellenza».

Benoit Clocheret, CEO del Gruppo Artelia, ha quindi evidenziato il contributo delle persone alla crescita della società: «Desidero innanzitutto ringraziare l’Amministratore Delegato Gabriele Scicolone e il Management di Artelia Italia per l’organizzazione di questo evento, che rappresenta un modo per
testimoniare l’importanza e la continuità della nostra presenza nella Nazione e, soprattutto, per avere l’opportunità di ringraziare tutti i nostri collaboratori e dipendenti italiani, la cui dedizione e il cui impegno quotidiano sono la chiave del nostro successo in Italia».

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Filippo Rean, Presidente di RX France, ha sottolineato il valore della collaborazione tra Italia e Francia e la crescita del settore dell’ingegneria: «Da italiano che vive in Francia, mi fa piacere poter testimoniare del successo di una società francese nella nostra Nazione. Questi ultimi tre anni abbiamo visto il PNRR, nuovi investimenti e una attrattività dell’Italia non pensabile fino a poco tempo fa. E anche l’ingegneria ne ha beneficiato. Società come Artelia Italia che hanno attraversato gli anni difficili, si sono trovate pronte a raccogliere le sfide del mercato».

Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di Remind, ha sottolineato: «La capacità di Artelia di coniugare l’ottimo con il buono rappresenta un valore distintivo. L’ottimo è l’eccellenza delle performance, la qualità della progettazione e dei risultati; il buono è l’attenzione alle persone, alle
comunità e ai territori. E’ nell’equilibrio tra queste due dimensioni che l’attività d’impresa assume un significato più profondo, contribuendo non soltanto alla crescita economica, ma anche al benessere della Nazione».

Vittorio De Pedys, Presidente di SIMEST, ha evidenziato il valore della collaborazione internazionale per la competitività del sistema produttivo: «I 25 anni di Artelia in Italia rappresentano una testimonianza concreta del valore che le competenze, l’innovazione e la collaborazione internazionale possono
generare per la crescita del nostro Paese. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste sinergie in nuove occasioni di crescita, facendo della qualità dei progetti e della capacità di operare sui mercati internazionali due leve strategiche per il futuro delle nostre imprese e del Sistema Italia».

Paolo Grasso, Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha richiamato l’importanza di tradurre gli investimenti in risultati concreti: «Le infrastrutture, i trasporti e l’immobiliare allargato rappresentano una leva fondamentale per la crescita e la competitività dell’Italia, ma soprattutto uno strumento per migliorare concretamente la vita dei cittadini. La sfida che abbiamo davanti è trasformare le opportunità offerte dal PNRR in risultati tangibili e duraturi, attraverso una maggiore capacità di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere».

Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio, ha posto l’accento sulla centralità della persona e sul valore strategico della progettazione: «L’esperienza internazionale di Artelia dimostra come il progettista sia oggi chiamato ad accompagnare l’intero ciclo di vita delle opere, coniugando innovazione, sostenibilità e responsabilità verso i territori. Celebrare questo anniversario significa quindi riconoscere il valore di una collaborazione capace di unire competenze, Nazioni e visioni nella consapevolezza che ogni grande progetto debba partire dalle persone e tornare alle persone».

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Hanno fatto seguito testimonianze di esperienze e competenze imprenditoriali e associative.
Alessandro Cambi, Founder Partner IT’S Vision, ha evidenziato il valore della collaborazione con Artelia e l’importanza di un approccio multidisciplinare alla trasformazione urbana: «Lavoriamo con Artelia in una traiettoria europea, tra Italia e Francia, condividiamo lo stesso viaggio. E’ da lì che nasce il valore: qualità, innovazione ed evoluzione per tutto il nostro settore e per la società in cui viviamo. Una città, la
nostra società, è troppo complessa per essere letta da un solo sguardo».

Marco Mansueti, Direttore Operations di Artelia Italia, ha ripercorso i 25 anni di crescita della società, sottolineando il ruolo centrale delle persone e delle competenze: «In questi anni è cambiato profondamente il ruolo dell’ingegneria. Oggi non siamo chiamati soltanto a progettare e realizzare opere, ma ad accompagnare i nostri clienti lungo l’intero ciclo di vita degli investimenti, integrando competenze tecniche, capacità di gestione, innovazione e sostenibilità».

Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, ha ripercorso le trasformazioni del mercato immobiliare italiano negli ultimi 25 anni, soffermandosi sulle prospettive future: «Cosa ci riservano i prossimi venticinque anni? Sicuramente un Paese invecchiato e con pochi giovani. Il passaggio
generazionale della ricchezza sarà uno dei temi centrali dei prossimi anni». Guardando all’evoluzione del patrimonio immobiliare e delle infrastrutture, ha inoltre evidenziato la prospettiva di una nuova stagione di sostituzione delle strutture non più adeguate alle esigenze contemporanee e di forte
sviluppo della rigenerazione urbana.

Francesca De Sanctis, Presidente di ANCE Roma – ACER, ha richiamato la necessità di un quadro normativo adeguato per favorire la trasformazione delle città: «La rigenerazione urbana è una grande opportunità per Roma, ma per trasformarla in realtà servono regole aggiornate, competenze chiare e tempi certi. Occorre una riforma organica, insieme a investimenti pubblici e privati, per migliorare la qualità urbana, rispondere alla domanda abitativa e rendere le nostre città più sostenibili e inclusive».

Lorenzo Felici, Direttore dello Sviluppo Commerciale di Artelia Italia, ha evidenziato la progressiva diversificazione delle attività della società: «Negli anni passati siamo entrati nei settori più disparati dell’ingegneria, e su alcuni siamo diventati presto leader del mercato, come nei settori dell’edilizia turistico-ricettiva, ospedaliero, dell’industria e dell’hi-tech innovativo e, con il PNRR, nei settori
infrastrutturali».

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Alfredo Ingletti, Presidente di FIDIC, ha sottolineato il valore strategico della progettazione per lo sviluppo delle infrastrutture: «Come FIDIC, siamo convinti che l’ingegneria debba essere riconosciuta come un investimento strategico e non semplicemente come una fase preliminare alla realizzazione
delle opere. Il futuro delle infrastrutture dipenderà sempre più dalla nostra capacità di realizzare non soltanto opere migliori, ma soluzioni capaci di rispondere ai bisogni delle persone e delle generazioni future».

All’iniziativa hanno preso parte anche Giorgio Pieralli, Direttore Immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti,
e Moreno Maggi, fotografo, evidenziando l’importanza della centralità delle persone all’interno della cultura dell’abitare.I lavori sono stati coordinati da Alessandro Galimberti con una narrazione coinvolgente ed efficace. La celebrazione è stata inoltre impreziosita dall’esecuzione degli inni nazionali di Francia e Italia, interpretati dal soprano Lucia Rubedo. Nel corso dell’evento, Mons.Joshtrom Kureethadam ha presentato il volume ‘Dieci comandamenti verdi «Laudato sì»’, patrocinato
da Remind, e ha impartito la benedizione ai partecipanti.

A conclusione dell’evento, Paola Martinoni, Fondatrice della Fondazione Libellule Insieme, ha conferito ad Artelia Italia la pergamena di ‘Ambasciatrice per la Prevenzione dei Tumori Femminili, la Cura e la Rinascità, a testimonianza dell’importanza di coniugare l’eccellenza professionale con l’attenzione alla salute, alla prevenzione e alla centralità della persona.
-news in collaborazione con Remind –
-foto ufficio stampa Remind-
(ITALPRESS).

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Piano Mattei, Webuild preferred bidder per una nuova ferrovia di 517 km in Zambia

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MILANO (ITALPRESS) – Una nuova ferrovia di circa 517 chilometri per favorire l’integrazione infrastrutturale dell’Africa australe, in una regione strategica per lo sviluppo delle catene del valore dei minerali critici. Webuild è stata nominata preferred bidder per il Lotto 1B del Lobito Corridor Railway Project in Zambia. L’imponente infrastruttura è inserita tra le iniziative strategiche sostenute dal Piano Mattei per l’Africa promosso dal Governo italiano. L’intera opera è destinata a rivoluzionare i collegamenti commerciali e logistici dell’Africa Australe con i mercati internazionali: una volta completata, ridurrà i tempi di trasporto delle merci dal Copperbelt ai mercati internazionali da 16 a 7 giorni, generando benefici economici stimati in circa USD 3 miliardi per Zambia e Angola. Il progetto potrà inoltre rappresentare un’importante opportunità per il coinvolgimento della filiera italiana delle costruzioni, favorendone la partecipazione allo sviluppo di una delle principali infrastrutture strategiche del continente africano.
Il progetto è promosso e sviluppato da Africa Finance Corporation (AFC), istituzione finanziaria multilaterale africana, che ha collaborato a stretto contatto con i governi di Angola e Zambia per coordinare le principali autorizzazioni, allineare le priorità e far avanzare il progetto verso la fase di attuazione. Il progetto è supportato da partner internazionali per lo sviluppo. Il lotto prevede la progettazione e la realizzazione di una linea ferroviaria che correrà dal confine con l’Angola fino a Chingola, nel cuore della provincia di Copperbelt.
Il tracciato attraversa territori ancora privi di infrastrutture su larga scala e comprende 22 ponti e viadotti, 8 stazioni e 3 depositi di manutenzione progettati per sostenere grandi volumi di traffico merci. Nel consorzio internazionale guidato da Webuild figurano la turca Içtas (30%) e la portoghese Mota-Engil (30%). La selezione del preferred bidder è subordinata alla conclusione delle negoziazioni tecniche, commerciali e legali, il cui avvio è previsto per novembre 2026.
Il Lobito Corridor favorirà l’integrazione regionale, sosterrà la crescita delle economie locali e migliorerà la connettività tra aree produttive, centri industriali e rotte commerciali globali, ridisegnando la geografia economica dell’Africa australe e creando una direttrice est-ovest alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano. Il progetto collega il porto angolano di Lobito, sull’Atlantico, ai principali distretti minerari della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia, dove si concentrano grandi risorse di rame, cobalto e altri minerali strategici per la transizione energetica.
Per questo il corridoio è considerato prioritario da Italia, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, nonchè da Stati Uniti, Unione Europea e Paesi del G7, che lo hanno inserito tra i progetti di punta della Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII) e del Global Gateway europeo, come infrastruttura chiave per l’integrazione infrastrutturale e lo sviluppo sostenibile, nonchè per per diversificare e rendere più sicure le catene di approvvigionamento dei minerali critici.
Il Lotto 1B costituisce la tratta zambiana del progetto Zambia Lobito Railway, che prevede circa 831 km di nuova linea tra Zambia e Angola.
Attraverso la tratta angolana, si raccorderà a Luacano alla ferrovia di Benguela, parte del Lobito Corridor esistente, già operativo e oggetto di importanti investimenti di riabilitazione e potenziamento.
“In occasione del Vertice G7 di Borgo Egnazia nel 2024, il Governo italiano, nell’ambito del Piano Mattei, ha aderito al memorandum d’intesa che lo ha avviato, insieme ad Angola, Zambia, Unione Europea, Stati Uniti e Banca Africana di Sviluppo. Il risultato di oggi nasce dal lavoro di squadra del sistema Italia: il Governo ha lavorato insieme a CDP e SACE per sostenere la partecipazione delle imprese italiane, accanto alle principali istituzioni finanziarie africane e internazionali”, commenta Palazzo Chigi in una nota, sottolineando che “il progetto apre una grande occasione per la filiera italiana delle piccole e medie imprese. E’ lo schema che il Piano Mattei vuole rendere sistematico dal settore agricolo a quello delle costruzioni, dal settore dei minerali critici alla logistica”.
“Il Corridoio di Lobito è un’opera di punta del Piano Mattei e un progetto prioritario per il G7, per la Partnership for Global Infrastructure and Investment e per il Global Gateway europeo. E’ il modello di cooperazione “da pari a pari” che il Piano Mattei propone all’Africa. Non un approccio predatorio o assistenziale, ma investimenti che creano infrastrutture, lavoro, integrazione regionale e valore aggiunto sul posto. Il corridoio – conclude Palazzo Chigi – aiuterà le economie locali a sviluppare filiere del rame, del cobalto e dei prodotti agricoli e ridurrà i costi della logistica. Aprirà inoltre una via verso ovest, alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano”.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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