Economia
Nel “Grande Libro dell’informazione 2026” le novità dell’editoria italiana
Pubblicato
5 minuti fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – 332 pagine, 270 testate di carta e online, 147 ritratti di direttori, 127 editori, 66 concessionarie, 1.078 nomi. Sono i numeri del Grande Libro dell’Informazione 2026 che racconta i protagonisti, delle proprietà, delle testate e degli assetti dell’informazione italiana.
Il volume, allegato al numero di settembre-ottobre di Prima Comunicazione, dedica 107 pagine ai quotidiani, censendo complessivamente 126 testate, di cui 19 attraverso schede sintetiche con i dati essenziali; 28 pagine ai settimanali, con 46 testate, di cui 18 in schede sintetiche; 45 pagine ai mensili, con 98 testate, di cui 53 in schede sintetiche.
Un censimento che permette di leggere non soltanto la storia dei giornali, chi li dirige , ma chi li possiede, chi ne raccoglie la pubblicità e come stanno cambiando organizzazioni, strategie e modelli di business.
L’edizione 2026 arriva infatti in una delle fasi di maggiore trasformazione strutturale e proprietaria dell’editoria italiana. Al calo delle copie cartacee, dei ricavi e degli investimenti pubblicitari tradizionali, gli editori stanno rispondendo con un dinamismo nuovo: integrazione tra carta e piattaforme digitali, uso crescente di dati e sviluppo di membership e community, organizzazione di grandi eventi capaci di creare nuove occasioni di incontro con lettori, aziende e investitori.
In una fase segnata dalle tensioni geopolitiche e dalla battaglia globale per il controllo dell’informazione, l’editoria torna così a mostrare la propria natura di infrastruttura strategica per l’economia, la politica e la società.
Il Grande Libro racconta il nuovo risiko delle proprietà: dall’arrivo a Catania dell’imprenditore italo-americano Salvatore Palella, che nel 2025 ha rilevato La Sicilia, alla forte accelerazione del 2026, con il passaggio, a marzo, di Repubblica e del Gruppo GEDI da Exor di John Elkann ad Antenna Group di Theodore Kyriakou, seguito dall’acquisizione della Stampa da parte del Gruppo SAE e dalle mosse di Leonardo Maria Del Vecchio, entrato con il 30% nel capitale del Giornale Srl e diventato, attraverso LMDV Media, azionista di controllo di QN Media con l’80% del capitale.
Operazioni che non rappresentano semplici cambi di azionista, ma aprono nuove strategie industriali ed editoriali.
Intanto alcune delle grandi istituzioni dell’informazione italiana riscoprono e valorizzano la propria storia. Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Il Messaggero celebrano importanti anniversari con eventi, mostre, iniziative e speciali: il patrimonio storico delle testate diventa anch’esso uno strumento di relazione con il pubblico e di costruzione dell’identità del brand.
Ma il segnale forse più interessante è il tentativo dell’editoria di uscire da una lunga stagione difensiva.
“Negli ultimi anni gli editori sono rimasti in difesa, concentrati solo nel contenere il calo delle copie e l’aumento dei costi. Oggi dobbiamo cambiare passo, andare all’attacco e costruire un nuovo modello di business”, è la presa di posizione di Gabriele Benedetto, amministratore delegato di QN Media, espressa al Forum TEHA di Cernobbio, commentando il Position Paper ‘Valore Sistema Editoria: una nuova agenda industriale per il sistema italiano dell’informazione a sostegno di competitività, coesione e qualità democratica del Paese’.
L’editoria contrattacca con nuove armi: dati e intelligenza artificiale, personalizzazione dell’offerta, abbonamenti e membership, eventi, video e soprattutto controllo diretto della relazione con i lettori, per ridurre la dipendenza dagli algoritmi delle grandi piattaforme internazionali.
E non ci sono soltanto i grandi quotidiani. Il Grande Libro dell’Informazione 2026 registra una forte vitalità anche nel mondo dei periodici: numerose testate si sono ripresentate sul mercato dopo importanti restyling, marchi storici cercano nuovi pubblici, editori sperimentano coraggiose virate verso siti, social network e nuovi linguaggi digitali.
Un panorama complesso, vivace, in movimento e tutt’altro che rassegnato. Il Grande Libro dell’Informazione 2026 lo fotografa attraverso i suoi protagonisti: 370 testate, 180 ritratti di direttori, 127editori e 1.078 nomi per capire chi fa, chi dirige, chi possiede e dove sta andando l’informazione italiana.
-Foto Prima Comunicazione-
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Su “Prima Comunicazione” il risiko editoriale e la trappola dei social
-
Mattarella nel Principato di Monaco: “Multilateralismo indispensabile, va garantito” / Video
-
Meloni “Mantenere agricoltura e coesione tra priorità Ue, lettera da 17 Stati”
-
A Sepang pole per Verstappen, 2° Hamilton, 3° Antonelli e 4° Leclerc
-
Altro forfait per Sinner, salta il Masters 1000 di Shanghai
-
Caro energia, CNA “Da inizio conflitto in Iran conto aggiuntivo da 16,5 miliardi”
Economia
Su “Prima Comunicazione” il risiko editoriale e la trappola dei social
Pubblicato
5 minuti fa-
3 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Proprietà che cambiano, nuovi direttori, strategie digitali, testate che cercano pubblici e mercati diversi. Il 2026 sta ridisegnando la geografia dei media italiani e Prima Comunicazione aggiunge nuovi tasselli a un quadro in continuo movimento, approfondito anche ne Il Grande Libro dell’Informazione 2026, allegato al numero.
Dalla nomina di Giuseppe De Bellis alla direzione del Sole 24 Ore ad Alessandro Barbano alla guida dei quotidiani Nem; dalle nuove iniziative del Gruppo Sae, compreso il progetto La Stampa Usa e il nuovo Sae Salute, a Mario Sechi alla direzione dell’Agenzia Dire, che punta sull’intelligenza artificiale senza rinunciare alle regole deontologiche e al ruolo strategico delle agenzie. E ancora, il piano di sviluppo digitale di GEDI per Repubblica e la crescita de Il Tempo di Daniele Capezzone, sostenuta dal sito digitale e dalla costruzione di una community. La cover con Mark Zuckerberg introduce uno dei temi più delicati del numero: quanto costa alle nuove generazioni un modello di social media costruito per catturare e trattenere l’attenzione?
Negli Stati Uniti centinaia di cause hanno portato Meta davanti ai magistrati di decine di Stati e a sottoscrivere accordi miliardari sul fronte della tutela dei più giovani. Il modello di business fondato su profilazione e algoritmi di raccomandazione non cambia, mentre il problema della sicurezza dei minori diventa globale. E anche quella degli adulti. Tra interventi normativi, procedimenti giudiziari e fatti di cronaca, la questione ormai riguarda non soltanto le piattaforme e le famiglie, ma il futuro della società digitale.
Come si misura un pubblico che passa continuamente dalla televisione allo smartphone, dalle piattaforme allo streaming? Sotto la spinta dell’Agcom e con la nuova governance guidata dal presidente Marco Travaglia e dall’amministratore delegato Alberto Dal Sasso, Audicom apre agli OTT come Netflix, YouTube e Amazon. La partita, tecnica ma decisiva per tutto il mercato pubblicitario, si gioca sull’integrazione fra rilevazioni SDK e dati server-to-server.
L’algoritmo sa vendere. Ma sa costruire comunità? Le analisi del CERTA guidate da Massimo Scaglioni mettono a fuoco uno dei paradossi dell’advertising digitale: la straordinaria capacità di profilare e raggiungere il singolo individuo non equivale alla capacità di creare un contesto condiviso. E nelle grandi scadenze collettive, a partire da quelle elettorali, la televisione torna a mostrare la sua forza come luogo dell’informazione comune, restituendo valore anche al contesto editoriale e alla fiducia dei brand. L’AI corre, ma governance, regole e società riescono a tenere il passo? Dai moniti di Dario Amodei, fondatore di Anthropic, sui rischi legati allo sviluppo della tecnologia al tema della trasparenza dei sistemi, Prima segue un dibattito che ormai esce dai laboratori tecnologici per investire economia, lavoro e cultura. Anche Fly Me to the Moon, il podcast di Mundys condotto da Riccardo Luna, e ideato con Alessandro Benetton, parte da qui: come governare gli algoritmi evitando che l’innovazione produca nuove disuguaglianze economiche e culturali.
Di mestiere è uno dei più noti avvocati d’affari italiani. Ma la passione che accompagna Roberto Cappelli da quando era ragazzo è il rock. Collezionista con oltre 10mila dischi, due sere alla settimana cambia vita e diventa voce di Radio K33 con Rock Evergreen. E intanto costruisce online una vera enciclopedia della musica rigorosamente rock , aperta agli appassionati ma anche a chi vuole cominciare a scoprirla. Un grande evento non è più soltanto spettacolo: può raccontare un brand, una città e perfino un Paese. Carlo Noseda, amministratore delegato di Balich Wonder Studio, racconta a Prima la crescita del live entertainment come grande piattaforma internazionale di comunicazione. E il successo delle cerimonie di Milano Cortina 2026 mostra quanto spettacolo, creatività e produzione possano trasformarsi in un formidabile strumento di reputazione e attrazione per il sistema Italia.
“Un tempo si diceva che lo sport servisse a togliere i ragazzi dalla strada. Oggi il nostro compito è riportarceli, facendoli muovere all’aria aperta”. È l’immagine scelta da Riccardo Giubilei, presidente della Federazione Italiana Triathlon, per spiegare la crescita di uno sport che mette insieme nuoto, bicicletta e corsa. Prima racconta il triathlon attraverso i numeri di un movimento in forte sviluppo, la diffusione fra i giovani, i grandi appuntamenti internazionali e un aspetto che va molto oltre la competizione: l’impatto economico, turistico e d’immagine che gare ed eventi possono produrre sui territori che li ospitano.
-Foto Prima Comunicazione-
(ITALPRESS).
Economia
Caro energia, CNA “Da inizio conflitto in Iran conto aggiuntivo da 16,5 miliardi”
Pubblicato
4 ore fa-
3 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Dall’inizio del conflitto in Iran il caro energia ha imposto a famiglie e imprese italiane un maggiore esborso stimato in circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio. È quanto emerge dall’aggiornamento della CNA al 30 settembre indicando che quasi la metà dell’aggravio deriva dai carburanti. Il maggiore costo di benzina e gasolio è stimato tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono l’energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas direttamente consumato da famiglie e imprese, con 3-3,3 miliardi. Il solo mese di settembre ha prodotto un conto aggiuntivo compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, circa un terzo dell’intero aggravio accumulato dall’inizio di marzo. Nei primi quindici giorni l’incremento era stato stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi; nella seconda metà del mese si sono aggiunti altri 2,4-2,7 miliardi. A spingere il conto sono stati soprattutto i carburanti. La benzina ha raggiunto a settembre i valori più elevati dal marzo 2022. Il gasolio ha superato invece il precedente picco della crisi energetica del 2022, stabilendo un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.
Il 21 settembre la media settimanale della benzina era salita a 2,141 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,351 euro al litro nella rilevazione del 28 settembre. Valori che hanno inciso direttamente sui costi delle imprese e, in particolare, delle attività che utilizzano quotidianamente furgoni e veicoli da lavoro. Il caro carburanti presenta differenze significative sul territorio. Nella rilevazione MIMIT del 30 settembre la Provincia autonoma di Bolzano registra i prezzi più elevati sia per la benzina, con 2,147 euro al litro, sia per il gasolio, con 2,360 euro. Considerando le sole regioni, per la benzina la media più elevata si registra in Calabria, con 2,135 euro al litro, seguita dalla Sicilia, con 2,132 euro, e dalla Basilicata, con 2,128 euro. Su livelli superiori alla media nazionale si collocano anche Campania e Sardegna, rispettivamente con 2,124 e 2,122 euro. Per il gasolio, al primo posto tra le regioni si trovano Sicilia e Valle d’Aosta, entrambe con 2,342 euro al litro. Seguono Calabria e Sardegna, con 2,339 euro, e Lombardia, con 2,327 euro.
Anche sul mercato elettrico le tensioni rimangono molto forti. Il PUN Index GME medio di settembre si colloca, in via provvisoria, intorno a 208 euro per megawattora, contro 114,41 euro di febbraio: un aumento di quasi l’82%. Se i prezzi calmierati di benzina e gasolio saranno prorogati fino alla fine dell’anno e le quotazioni di elettricità e gas rimarranno sui livelli medi di settembre, il maggiore conto energetico sostenuto da famiglie e imprese potrebbe raggiungere circa 33 miliardi di euro alla fine del 2026. Il solo quarto trimestre rischia di aggiungere oltre 16 miliardi ai 16,5 già accumulati da marzo. Il contenimento dei carburanti potrebbe produrre un risparmio compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della durata e dell’estensione della misura. Un beneficio significativo, ma non sufficiente a neutralizzare una pressione energetica che, con l’arrivo della stagione fredda, rischia di spostarsi sempre più sulle bollette di elettricità e gas.
“Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese – dichiara il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini -. Per le piccole aziende questi maggiori costi riducono i margini, frenano innovazione e occupazione e si trasferiscono inevitabilmente lungo le filiere produttive. Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante”. “Gli interventi adottati hanno contribuito a frenare i prezzi negli ultimi giorni del mese – prosegue Costantini – ma non possono sostituire una strategia strutturale. Chiediamo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure accessibili alle micro e piccole imprese e l’utilizzo dell’eventuale maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per alleggerire il costo dell’energia”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Mimit, oltre 10 mila distributori hanno aderito al price cap. Urso “Successo italiano che stupisce l’Europa”
Pubblicato
4 ore fa-
3 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Oltre 10mila distributori hanno aderito al price cap sui carburanti, più di un punto vendita su due: nel dettaglio, il 51,7% degli impianti pratica un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro e il 52,2% del gasolio sotto i 2,20 euro. Lo rende noto il Mimit, sulla base degli ultimi dati comunicati all’Osservatorio prezzi carburanti, aggiornati alle ore 8.00 di oggi, sabato 3 ottobre. “Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale – commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. Un risultato significativo, che conferma la validità di un modello di responsabilità sociale che può rappresentare un esempio anche in Europa”. In termini assoluti, sono 10.413 gli impianti con la benzina sotto i 2 euro al litro, su 20.141 rilevati, e 10.519 quelli con il gasolio sotto i 2,20 euro, su 20.147.
URSO “SUCCESSO ITALIANO CHE STUPISCE L’EUROPA”
“Perché la prima mossa tocca sempre allo Stato, come abbiamo fatto con il taglio delle accise, rinunciando per quanto possibile agli introiti. Una misura giusta anche se di breve periodo, insostenibile sui tempi lunghi. Per questo abbiamo chiesto alle compagnie di farlo loro, in modo volontario, riscuotendo un successo che la dice lunga sulla credibilità di questo governo e dell’Italia nel mondo. Ci aveva provato la Francia già sei mesi fa, senza esito, perché il “price cap” annunciato da TotalEnergies non era stato seguito dagli altri operatori. In Italia, invece, ha avuto piena riuscita: anche Ip (Socar, Azerbaijan), Q8 (Kuwait) e Tamoil (Libia) hanno prontamente seguito l’esempio di Eni. Ora il “price cap” è praticato in diecimila distributori e si sta estendendo anche agli altri. Un successo italiano che stupisce l’Europa”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo intervistato dal quotidiano “La Sicilia”, alla domanda come mai, se ci sono i margini per farlo, le compagnie petrolifere e i fornitori di energia e gas non abbiano introdotto prima il “price cap”.
“Ho convocato le raffinerie appena ho avuto notizia che il governo americano minacciava di porre limiti alle esportazioni verso l’Ue – ha spiegato -, poi con il G7 sembra si sia imboccata un’altra via, comunque emergenziale. Dobbiamo comunque intervenire, con misure efficaci e tempestive. Come abbiamo fatto, appunto, per salvare l’Isab di Priolo quando nessuno ci sperava più. In questi anni di governo Meloni, mentre altrove in Europa si sono chiuse altre raffinerie, noi abbiamo preservato le nostre. Priolo, ovviamente, ma anche tutte le altre che erano rimaste in attività. E quando operatori stranieri hanno acquisito Saras e poi Ip, noi abbiamo apposto prescrizioni di “Golden power” a tutela della produzione e dei rifornimenti nazionali. Per questo la produzione italiana di gasolio è ancora sufficiente e il nostro Paese ne è esportatore netto. Ma il lavoro continua perché vi sono altri pericoli ed altre esigenze, che è meglio prevenire”, ha concluso.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


Su “Prima Comunicazione” il risiko editoriale e la trappola dei social
Nel “Grande Libro dell’informazione 2026” le novità dell’editoria italiana
Mattarella nel Principato di Monaco: “Multilateralismo indispensabile, va garantito” / Video
Meloni “Mantenere agricoltura e coesione tra priorità Ue, lettera da 17 Stati”
A Sepang pole per Verstappen, 2° Hamilton, 3° Antonelli e 4° Leclerc
Altro forfait per Sinner, salta il Masters 1000 di Shanghai
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 3 ottobre 2026
Caro energia, CNA “Da inizio conflitto in Iran conto aggiuntivo da 16,5 miliardi”
Mimit, oltre 10 mila distributori hanno aderito al price cap. Urso “Successo italiano che stupisce l’Europa”
F1, Verstappen in pole in Malesia davanti a Hamilton
Colpo Sassuolo, l’ex Adzic manda al tappeto la Juve al 94′
Marcinelle, Mattarella “Gestione flussi migratori rispetti dignità delle persone”
La Voce Pavese – Renato Faller, la crescita di Futuro Nazionale
Radio Pavia Breakfast News – 26 agosto 2026
Messi saluta il padre con una lettera: “Non ci credo ancora, non so quanto giocherò”
Tg delle Politiche giovanili – 5 Agosto
Samardzic al 96′ gela il Bologna, Atalanta a punteggio pieno
F1 GP Olanda, Vasseur “Ci aspettiamo una competizione molto serrata”
Lombardia Live 24 Breaking News – 5/8/2026
Mercato immobiliare, Bankitalia: nel secondo semestre compravendite e prezzi in frenata
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 3 ottobre 2026
Italpress Economy – 2 Ottobre 2026
America Week – 2 Ottobre 2026
La salute vien mangiando – 2 Ottobre 2026
Tg Sport Italpress – 2 Ottobre 2026
Tg Economia Italpress – 2 Ottobre 2026
Tg News 02/10/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 2 ottobre 2026
Tg Lavoro & Welfare – 1 Ottobre 2026
Tg Economia italpress – 1 Ottobre 2026
Primo piano
-
Economia18 ore faVia libera del Consiglio dei ministri al Dpfp, scostamento dello 0,3% per energia e difesa. Giorgetti “Fare previsioni diventa sempre più complicato”
-
Cronaca24 ore faLombardia Live 24 Breaking News – 2/10/2026
-
Cronaca21 ore faHIV, modernizzare prevenzione e terapie per avvicinarsi agli obiettivi 2030
-
Cronaca21 ore faCompletata la perforazione della galleria sottomarina più lunga della Cina
-
Altre notizie19 ore fa
Tg Sport Italpress – 2 Ottobre 2026
-
Cronaca21 ore faTg News 2/10/2026
-
Cronaca24 ore faFutura 2026, Fontana “Porsi domande significa avere il coraggio di cambiare”
-
Cronaca19 ore faLa Cina accelera lo sviluppo della sua rete idrica

