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Sei Nazioni, l’Italrugby cade a Dublino. L’Irlanda vince 36-0

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DUBLINO (IRLANDA) (ITALPRESS) – L’Italrugby cade a Dublino e subisce la seconda sconfitta al Sei Nazioni 2024. Contro l’Irlanda, gli Azzurri di Quesada sono stati battuti per 36-0 in una gara che i padroni di casa sono stati bravi a portare subito dalla propria parte. L’Irlanda resta così in testa alla classifica del Torneo a punteggio pieno. Decidono il match le mete di Crowley (autore di 2 trasformazioni), Sheehan (doppietta), Conan, Lowe (premiato anche con il player of the match) e Nash, con trasformazione finale di Byrne. Dopo la settimana di pausa, l’Italia affronterà la Francia a Lille, mentre l’Irlanda andrà a Twickenham per sfidare l’Inghilterra.
Un fallo di Henshaw, che “scava” all’interno della ruck dopo aver messo le mani a terra, concede la prima occasione agli Azzurri dalla linea dei 10 metri: Garbisi non trova i pali. L’Irlanda risponde con una gran ripartenza dai 22 di Keenan, poi due break dello stesso Henshaw creano la prima opportunità per la squadra di casa, che inizia il solito multifase che crea la superiorità numerica sul lato destro, Casey apre sul lato destro per Crowley che a quel punto ha lo spazio per marcare.
Non arriva la trasformazione, poi lo stesso Crowley al 12′ non va per i pali e riporta i compagni in zona rossa, ma la difesa in maul degli Azzurri è ottima e l’azione sfuma.
Il match prosegue su ritmi bassi, con l’Italia che difende bene e l’Irlanda che insiste nella ricerca degli spazi, trovandoli al 24′: grande avanzamento in mischia ordinata e prima imbucata di Keenan, poi Crowley, Henshaw e McCloskey si trovano alla perfezione e Sheehan finalizza in bandierina. Crowley trasforma per il 12-0. Si gioca tanto a metà campo, con gli avanti azzurri che danno battaglia nel punto d’incontro ma al 36′ cedono nuovamente in mischia, l’Irlanda va in rimessa e avanza con la maul, poi Conan finalizza una serie di raccogli e vai per il 19-0.
A inizio ripresa Quesada inserisce Zilocchi per Ceccarelli, gli Azzurri costruiscono gioco ma sprecano troppo in attacco e vengono puniti al 50′ con un’altra maul avanzante dell’Irlanda, finalizzata da Sheehan per il 24-0.
La squadra di Farrell alza il ritmo e costruisce un’azione da ben 24 fasi: Casey trova un calcetto per Keenan che si invola verso i 22 italiani, Varney salva su Sheehan ma gli avanti continuano a fare strada fino alla marcatura di Henshaw, annullata da Pearce per un doppio movimento. Al 57′ Menoncello viene ammonito per uno sgambetto su Lowe, e in superiorità numerica l’Irlanda non si fa pregare: è lo stesso Lowe con una splendida accelerazione a marcare la quinta meta.
Nel finale l’Irlanda continua a spingere, il neo-entrato Gibson Park dà una notevole accelerazione alla manovra offensiva irlandese, McCloskey si fa largo in mezzo e poi Crowley apre bene su Nash, che passa in mezzo a Vintcent e Page-Relo per marcare la meta del 36-0 con cui si chiude il match. L’Irlanda conquista altri 5 punti, si porta a 10 in classifica e dopo due giornate è in testa al Sei Nazioni 2024.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Evenepoel trionfa nella prova in linea degli Europei di ciclismo, argento Ciccone e bronzo Scaroni

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ROMA (ITALPRESS) – Al fotofinish, Remco Evenepoel si è laureato campione europeo della categoria Elite maschile nella prova in linea di ciclismo su strada. Il 26enne belga, del team Red Bull-Bora Hansgrohe, nella gara disputata oggi a Lubiana, dopo cinque ori iridati (2022 in linea e dal 2023 a quest’anno a cronometro) e dopo due successi continentali (2019 e 2025, sempre a cronometro), ha ottenuto di un soffio l’ennesimo titolo della carriera. Evenepoel si è imposto allo sprint sull’azzurro Giulio Ciccone (Lidl-Trek), 31enne di Chieti, secondo e quindi medaglia d’argento. Terza piazza, a 59″, per un altro italiano, ovvero per il 28enne lombardo Christian Scaroni (XDS Astana), medaglia di bronzo. Più staccato, al 26° posto, a 3’07”, Diego Ulissi (anche lui dell’XDS Astana team).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Verstappen trionfa a Sepang davanti ad Antonelli, Hamilton riporta la Ferrari sul podio

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KUALA LUMPUR (MALESIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen (Red Bull) vince il Gran Premio del Bahrain, sedicesimo appuntamento del Mondiale di F1 e disputato in Malesia a causa del conflitto in Medio Oriente. L’olandese, ultimo vincitore a Sepang nel 2017, precede al traguardo la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli al termine di una gara in condizioni miste, partita in ritardo per la forte pioggia e animata nel finale dal ritiro di George Russell (Mercedes), terzo a cinque giri dalla fine, per un problema tecnico. Completa il podio Lewis Hamilton (Ferrari), bravo a sfruttare due Safety Car dopo una strategia sbagliata in partenza. Quarto Charles Leclerc (Ferrari) davanti a Isack Hadjar (Red Bull). Sesto Oscar Piastri (McLaren), seguito da Liam Lawson (Racing Bulls), Fernando Alonso (Aston Martin), Lando Norris (McLaren) e Arvid Lindblad (Racing Bulls).

L’ORDINE DI ARRIVO

1. Max Verstappen (Ned) Red Bull in 1h47’14″808 alla velocità media di 170.563 km/h
2. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes a 2″307
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari a 4″919
4. Charles Leclerc (Mon) Ferrari a 7″258
5. Isack Hadjar (Fra) Red Bull a 8″571
6. Oscar Piastri (Aus) McLaren a 9″454
7. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls a 12″753
8. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin a 13″372
9. Lando Norris (Gbr) McLaren a 13″993
10. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls a 15″928
11. Nico Hulkenberg (Ger) Audi a 17″404
12. Lance Stroll (Can) Aston Martin a 18″052
13. Franco Colapinto (Arg) Alpine a 18″997
14. Oliver Bearman (Gbr) Haas a 22″305
15. Esteban Ocon (Fra) Haas a 22″532
16. Pierre Gasly (Fra) Alpine a 23″315
17. Carlos Sainz (Esp) Williams a 25″431
18. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi a 28″233
19. Sergio Perez (Mex) Cadillac a 29″310
RIT George Russell (Gbr) Mercedes
RIT Alexander Albon (Tha) Williams
RIT Valtteri Bottas (Fin) Cadillac

Giro più veloce: Max Verstappen in 1’38″220 (lap 55) alla velocità media di 203.164 km/h

LE CLASSIFICHE

PILOTI
1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 320 punti
2. George Russell (Gbr) Mercedes 236
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 214
4. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 191
5. Lando Norris (Gbr) McLaren 188
6. Max Verstappen (Ned) Red Bull 188
7. Oscar Piastri (Aus) McLaren 128
8. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 96
9. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 65
10. Pierre Gasly (Fra) Alpine 41

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COSTRUTTORI
1. Mercedes 556
2. Ferrari 406
3. McLaren 316
4. Red Bull 298
5. Racing Bulls 90
6. Alpine 68
7. Haas 27
8. Audi 17
9. Williams 12
10. Aston Martin 7
11. Cadillac 0

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Italia, avanti tutta: battere la Turchia a Bologna per non tornare indietro

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 di Enrico Currò

BOLOGNA (ITALPRESS) – La conferma della credibilità ritrovata dall’Italia attraverso l’1-1 in casa della Francia, che è incontestabilmente una tra le prime quattro Nazionali al mondo da ormai almeno dieci anni, è che Mancini non si è per nulla crogiolato negli elogi, certamente meritati, per il risultato e per il gioco. Eppure nessuno poteva immaginare che il ct sarebbe riuscito a presentare a Saint-Denis una versione della squadra in ricostruzione già così spigliata e consapevole del proprio recuperato valore internazionale.

E nessuno lo poteva immaginare a maggior ragione dopo il tremebondo primo tempo di Roma col Belgio, che poteva prosciugare definitivamente anche le residue riserve di autostima dei rappresentanti di un movimento calcistico reduce dalle famigerate tre mancate partecipazioni consecutive al Mondiale.

Ma ora che il 4-1 in Turchia e questo autorevole pareggio allo Stade de France hanno restituito all’Italia un bel po’ dell’immagine perduta, il commissario tecnico lancia il monito ai suoi calciatori e pure al volubile ambiente che li circonda: fatti due notevoli passi in avanti, guai a tornare subito indietro, perché significherebbe buttare giù in un attimo il lavoro di questa prima finestra, preziosa e insolitamente lunga, strappata a campionati e coppe.

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Mancini conosce per esperienza i rischi di una partita solo apparentemente facile come quella di Bologna con la Turchia, che sembra sull’orlo del baratro, ma che potrebbe per paradosso trovare proprio dall’assedio della critica a Montella e ai giocatori motivazioni superiori rispetto agli azzurri, forse appagati a livello inconscio dalla bella esibizione di Parigi e dal fatto che l’obiettivo minimo in questa Nations League sia già quasi raggiunto: il terzo posto nel difficile girone A e la testa di serie nelle qualificazioni a Euro2028.

All’insidia mentale, potenziale, si aggiunge quella fisica, oggettiva. Quattro partite in 11 giorni non sono uno scherzo, tanto più in questa fase d’avvio della stagione. Il presupposto di partenza era che si sarebbero dovute dosare le energie dei giocatori e che la pianificazione del turnover, tutto sommato programmabile nei primi tre appuntamenti e semmai modificabile anche in base ai risultati, sarebbe stata più estemporanea per la quarta e ultima partita, per l’incognita sulle condizioni atletiche dei singoli e per le pressioni più o meno legittime dei club, in vista dell’imminente ripresa dei campionati.

Nello specifico non si potrà non considerare che, insieme all’imprescindibile Donnarumma, Tonali e Pio Esposito sono stati titolari in tutte e tre le gare giocate finora. E che il rischio infortuni non va corso da chi ha subito colpi o ha acciacchi muscolari. Queste premesse rendono scontato a Bologna un massiccio cambio di formazione, mentre Mancini, confermando in Francia 9 degli 11 schierati a Bursa, ha dato la sensazione di avere più o meno individuato la squadra prediletta, anche a costo di esclusioni eccellenti, con Barella, Di Lorenzo e Gianluca Mancini fuori.

Dovrà modificare tanto, anche se avesse in testa la difesa con Kayode terzino potente, due centrali abituati a impostare come Scalvini e il doppio goleador Bastoni, un terzino istintivamente portato ad aggiungersi al centrocampo come Calafiori, la mediana di palleggio, di incursione e di copertura Frattesi-Tonali-Fagioli e l’attacco, dagli interscambi costanti e dagli inserimenti continui in area, composto dai fratelli Esposito e da Kean, imprevedibile nel bene e nel male. Una cosa, al di là dei fisiologici cambiamenti di uomini, è però certa. Il ct chiede che si consolidino l’atteggiamento della squadra e la tattica, fondata sul coraggio e sulla concentrazione.

Lo ha preannunciato chiaramente subito dopo il pari francese: l’Italia ha difeso come doveva difendere, si è mossa con compattezza e non ha avuto paura di osare passaggi rischiosi e uscite veloci e verticali dalla propria metà campo, accompagnate da un pressing che può diventare un boomerang, se non viene eseguito sincronicamente, come è accaduto in occasione del primo gol subito in casa col Belgio, con la Nazionale sbilanciata. Il pressing vincente di Bastoni a Parigi, però, ha dimostrato che i vantaggi possono superare gli svantaggi.

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Ma a Saint-Denis è successa soprattutto una cosa molto importante e relativamente nuova, dopo la cavalcata dell’Europeo di cinque anni fa. Per la prima volta da allora, e per di più di fronte all’attacco più forte del mondo anche senza Mbappé, la difesa italiana è stata all’altezza della propria tradizione, non solo grazie alle formidabili parate di Donnarumma. Per batterla, è stata necessaria l’invenzione di un campione, il geniale calcio di punizione di Olise. Per questo, chiunque scenda in campo, contro la Turchia la difesa della Nazionale dovrà essere capace di ripetersi. Sarebbe il primo tassello messo al posto giusto, nella lunga rincorsa al Mondiale 2030.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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