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LeBron sempre più leggenda: superati i 40.000 punti, ma Lakers ko

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – LeBron James sempre più nella leggenda. Nella notte italiana, il fuoriclasse dei Los Angeles Lakers è diventato il primo nella storia dell’Nba a toccare (e superare) i 40.000 punti. I 26 punti di James (a quota 40.017) non sono però bastati ai gialloviola per superare l’eseme Denver: i campioni in carica, trascinati dal solito Nicola Jokic, si sono imposti per 124-114 alla Crypto.com di Los Angeles, centrando il sesto successo consecutivo. “Nessuno lo aveva mai fatto – ha detto LeBron, che dall’8 febbraio 2023 era già il miglior marcatore Nba dopo aver superato i 38.387 punti di Kareem Abdul-Jabbar -. Per me, essere in questa posizione a questo punto della mia carriera è fantastico. Ovviamente c’è un ordine gerarchico su quali siano i successi più importanti di altri, ma mentirei se dicessi che questo record non significa nulla”. Serata dolceamara per LeBron James, da dimenticare invece per Phoenix.
I Suns interrompono la striscia di nove vittorie di fila in casa facendosi superare sul proprio parquet dai Rockets, trascinati da Jalen Green (34 punti e 9 rimbalzi), e perdono per infortunio Devin Booker (caviglia) a 1’15” dalla fine, oltre a Jusuf Nurkic. Inoltre, espulso Bradley Beal. Brooklyn batte 114-102 e avvicina Atlanta in classifica: play-in meno distanti per i Nets, al terzo successo nelle ultime quattro gare. Vincono anche Portland (107-100 a Memphis), mentre i Miami Heat superano gli Utah Jazz 126-100 anche grazie ai 37 punti di Jimmy Butler.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mancini “Con la Francia come un derby, la Nazionale ha bisogno di tempo”

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di Enrico Currò

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il conto alla rovescia verso Francia-Italia è cominciato e Roberto Mancini non si è sottratto, ai microfoni di Radio Rai, a un’analisi più approfondita dei numerosi temi della partita della terza giornata della Nations League, che lui sente particolarmente: “È come un derby”. Il ct aggiunge che i picchi di depressione, dopo la sconfitta di Roma col Belgio, e di esaltazione, dopo la vittoria in Turchia a Bursa, non devono fare dimenticare come la fase delicata per il calcio italiano vada superata principalmente attraverso il metodo più logico: cercare, coltivare e valorizzare il maggior numero possibile di nuovi talenti: “Sotto bisogna lavorare bene, per cercare poi di portare tanti ragazzi ad avere la possibilità di giocare in Nazionale o ad alti livelli nei club. Poi è chiaro che, se l’Italia maggiore vince, è un bene per tutti. Finora una l’abbiamo vinta e una l’abbiamo persa, però bisogna trovare un po’ di equilibrio. Sappiamo che siamo in un percorso difficile e che ci vuole un po’ di tempo”. 

Il ct non ritiene la formazione dello Stade de France (Vergara pare indirizzato verso la panchina) un indizio della squadra titolare che ha in testa a medio termine: “Siamo solo alla terza, mi sembra presto, ci vuole più tempo. Bisogna aspettare. Anche perché in questo momento sono fuori giocatori che potrebbero essere titolari tra altri sei mesi”. L’allusione, più che a Retegui penalizzato dal meno competitivo campionato saudita, sembra agli infortunati Dimarco, Locatelli, Palestra, Buongiorno, Cambiaso, ma anche a Pisilli, lasciato all’Under 21 di Baldini, dove arriva da Coverciano Ahanor, precettato per la sfida di Pescara con la Polonia, decisiva per il passaggio diretto all’Europeo di categoria.

Ma nei pensieri di Mancini sembrano esserci soprattutto Zaniolo, costretto a tornare a casa per un guaio muscolare, e in prospettiva Chiesa, fondamentale a Euro 2021 e da recuperare alla causa. Tutto questo non toglie al confronto con una tra le quattro nazionali più forti al mondo il valore di un esame indicativo sui singoli, anche se Mancini invita a non trarre conclusioni affrettate dal risultato, quale che sia: “Per capire quale sarà il gruppo base serviranno altre partite”.

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Intanto emerge sempre più un dato storico inconfutabile: la difficoltà degli attaccanti italiani nel diventare goleador indiscussi, come invece accade spesso negli altri Paesi. Lo attestano le classifiche dei migliori marcatori di sempre delle Nazionali: Mbappè 67 gol per la Francia, Kane 87 per l’Inghilterra, David Villa 59 per la Spagna, mentre il cannoniere azzurro resta l’eterno Gigi Riva con 35 reti. Mancini, da ex attaccante di un’epoca in cui le marcature erano più dure e i difensori più avvantaggiati, risponde alla sollecitazione.

Il suo è anche un implicito omaggio alla grandezza di Riva: “Da 15-20 anni è un po’ più facile segnare, le punte sono molto tutelate. I falli vengono fischiati molto più spesso. Un attaccante è più libero, ha più chances di cercare il gol. Il calcio è cambiato“. Per ora, tuttavia, gli italiani hanno sfruttato meno degli altri il contesto tattico più favorevole e il ct sottolinea il problema a monte: la prevalenza degli stranieri in serie A, in particolare nel ruolo specifico: “Quando daremo ai nostri la possibilità di giocare, i gol li faranno anche loro”. 

Infine, il caso Cristiano Ronaldo, col quarantunenne fuoriclasse che ha lasciato il ritiro del Portogallo, non avendo accettato il declassamento a riserva, deciso dal ct Jorge Jesus: “Credo che sia difficile per un calciatore smettere, quando arriva a una certa età. Bisogna capire lui e anche l’allenatore, è un momento difficile per tutti e due”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Mancini “Con la Francia come un derby, la Nazionale ha bisogno di tempo”

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di Enrico Currò

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il conto alla rovescia verso Francia-Italia è cominciato e Roberto Mancini non si è sottratto, ai microfoni di Radio Rai, a un’analisi più approfondita dei numerosi temi della partita della terza giornata della Nations League, che lui sente particolarmente: “È come un derby”. Il ct aggiunge che i picchi di depressione, dopo la sconfitta di Roma col Belgio, e di esaltazione, dopo la vittoria in Turchia a Bursa, non devono fare dimenticare come la fase delicata per il calcio italiano vada superata principalmente attraverso il metodo più logico: cercare, coltivare e valorizzare il maggior numero possibile di nuovi talenti: “Sotto bisogna lavorare bene, per cercare poi di portare tanti ragazzi ad avere la possibilità di giocare in Nazionale o ad alti livelli nei club. Poi è chiaro che, se l’Italia maggiore vince, è un bene per tutti. Finora una l’abbiamo vinta e una l’abbiamo persa, però bisogna trovare un po’ di equilibrio. Sappiamo che siamo in un percorso difficile e che ci vuole un po’ di tempo”. 

Il ct non ritiene la formazione dello Stade de France (Vergara pare indirizzato verso la panchina) un indizio della squadra titolare che ha in testa a medio termine: “Siamo solo alla terza, mi sembra presto, ci vuole più tempo. Bisogna aspettare. Anche perché in questo momento sono fuori giocatori che potrebbero essere titolari tra altri sei mesi”. L’allusione, più che a Retegui penalizzato dal meno competitivo campionato saudita, sembra agli infortunati Dimarco, Locatelli, Palestra, Buongiorno, Cambiaso, ma anche a Pisilli, lasciato all’Under 21 di Baldini, dove arriva da Coverciano Ahanor, precettato per la sfida di Pescara con la Polonia, decisiva per il passaggio diretto all’Europeo di categoria.

Ma nei pensieri di Mancini sembrano esserci soprattutto Zaniolo, costretto a tornare a casa per un guaio muscolare, e in prospettiva Chiesa, fondamentale a Euro 2021 e da recuperare alla causa. Tutto questo non toglie al confronto con una tra le quattro nazionali più forti al mondo il valore di un esame indicativo sui singoli, anche se Mancini invita a non trarre conclusioni affrettate dal risultato, quale che sia: “Per capire quale sarà il gruppo base serviranno altre partite”.

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Intanto emerge sempre più un dato storico inconfutabile: la difficoltà degli attaccanti italiani nel diventare goleador indiscussi, come invece accade spesso negli altri Paesi. Lo attestano le classifiche dei migliori marcatori di sempre delle Nazionali: Mbappè 67 gol per la Francia, Kane 87 per l’Inghilterra, David Villa 59 per la Spagna, mentre il cannoniere azzurro resta l’eterno Gigi Riva con 35 reti. Mancini, da ex attaccante di un’epoca in cui le marcature erano più dure e i difensori più avvantaggiati, risponde alla sollecitazione.

Il suo è anche un implicito omaggio alla grandezza di Riva: “Da 15-20 anni è un po’ più facile segnare, le punte sono molto tutelate. I falli vengono fischiati molto più spesso. Un attaccante è più libero, ha più chances di cercare il gol. Il calcio è cambiato“. Per ora, tuttavia, gli italiani hanno sfruttato meno degli altri il contesto tattico più favorevole e il ct sottolinea il problema a monte: la prevalenza degli stranieri in serie A, in particolare nel ruolo specifico: “Quando daremo ai nostri la possibilità di giocare, i gol li faranno anche loro”. 

Infine, il caso Cristiano Ronaldo, col quarantunenne fuoriclasse che ha lasciato il ritiro del Portogallo, non avendo accettato il declassamento a riserva, deciso dal ct Jorge Jesus: “Credo che sia difficile per un calciatore smettere, quando arriva a una certa età. Bisogna capire lui e anche l’allenatore, è un momento difficile per tutti e due”. 

-Foto IPA Agency-
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F1 GP Bahrain, Leclerc firma il miglior tempo del venerdì

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KUALA LUMPUR (MALESIA) (ITALPRESS) – È di Charles Leclerc (Ferrari) il miglior tempo della seconda sessione di prove libere del Gran Premio del Bahrain, sedicesimo appuntamento del Mondiale di F1, in scena lungo il circuito di Sepang, in Malesia. Il monegasco della Ferrari ferma il cronometro a 1’37″520 e precede di 0″099 il francese Isack Hadjar (Red Bull), secondo, e di 0″137 il britannico Lando Norris (McLaren), terzo. Quarto a 0″257 Max Verstappen (Red Bull), quinto a 0″305 Lewis Hamilton (Ferrari). Settima e ottava, invece, rispettivamente le Mercedes di George Russell e Andrea Kimi Antonelli.

I MIGLIORI TEMPI DELLE PROVE LIBERE

1^ sessione
1. Max Verstappen (Ned) Red Bull in 1’37″520
2. George Russell (Gbr) Mercedes in 1’37″903
3. Isack Hadjar (Fra) Red Bull in 1’38″303
4. Charles Leclerc (Mon) Ferrari in 1’38″367
5. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes in 1’38″580
6. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari in 1’38″590
7. Pierre Gasly (Fra) Alpine in 1’38″715
8. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls in 1’39″106
9. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls in 1’39″197
10. Nico Hulkenberg (Ger) in 1’39″211

2^ sessione
1. Charles Leclerc (Mon) Ferrari in 1’37″520
2. Isack Hadjar (Fra) Red Bull in 1’37″627
3. Lando Norris (Gbr) McLaren in 1’37″665
4. Max Verstappen (Ned) Red Bull in 1’37″785
5. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari in 1’37″833
6. Oscar Piastri (Aus) McLaren in 1’37″899
7. George Russell (Gbr) Mercedes in 1’38″020
8. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes in 1’38″060
9. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls in 1’38″496
10. Pierre Gasly (Fra) Alpine in 1’38″588

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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