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Denver prima a Ovest, Sabonis affonda i Lakers, ok Cleveland

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Operazione primo posto completata. Dopo quattro mesi a inseguire, Denver si prende la vetta nella Western Conference grazie al successo per 100-88 su Miami: a prendersi la scena stavolta non sono nè Jokic (12 punti, 14 rimbalzi e 6 assist) nè Murray (14 punti), ma Porter jr (25 punti) e Gordon (16 punti), in quello che era il replay delle ultime Finals. I Nuggets confermano di aver cambiato marcia dopo la sosta per l’All Star Game: 10 vittorie in 11 gare. Gli Heat, al quarto ko di fila, conservano comunque l’ottava piazza a Est anche se vedono avvicinarsi Chicago, che piega all’overtime Indiana (132-129) grazie a 46 punti di DeRozan, compresa la tripla del sorpasso. Tornando alla Western Conference, la corsa per un posto diretto ai play-off vede Sacramento cogliere un importante successo ai danni di Lakers (120-107) con la 23esima tripla doppia di Sabonis (17 punti, 19 rimbalzi e 10 assist), 23 punti di Barnes e 21 di Fox: 4-0 dei Kings sui gialloviola nei confronti diretti di questa stagione. Per i Lakers 28 punti di Reaves, 22 di Davis, 18 di LeBron James. A proposito di triple doppie, si ferma a 7 consecutive Luka Doncic (21 punti), costretto a uscire nel finale per un fastidio muscolare, ma Dallas ha comunque la meglio su Golden State, priva di Curry e Green, per 109-99. Prosegue la striscia nei Mavericks di Gafford, che fa 5/5 dal campo: sono 33 i canestri consecutivi, a -2 dal record stabilito da Wilt Chamberlain nel 1967. New Orleans, nonostante 33 punti di Williamson, sbatte contro Cleveland, che ritrova Mitchell dopo 7 partite (14 punti) e grazie anche a un Garland da 27 punti e 11 assist vince 116-95, prendendosi il secondo posto nella Eastern Conference. Al quinto c’è Orlando, che trascinata da Banchero (21 punti) e con altri sei giocatori in doppia cifra supera 114-106 Brooklyn mentre Detroit, per la prima volta in quasi due anni, riesce a vincere tre partite su quattro: 113-104 su Toronto con un Duren dominante sotto canestro (24 punti e 23 rimbalzi). Fa il suo anche Simone Fontecchio: 12 punti anche se con 3/11 dal campo (2/7 da tre) e 4/4 ai liberi, 4 rimbalzi e tre palle perse in 38 minuti. A completare il quadro delle gare giocate nella notte i successi di Charlotte (110-98 su Memphis) e Portland (106-102 contro Atlanta, 36 punti di Simons e 33 punti e 19 rimbalzi di Ayton).
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Lindsey Vonn dimessa dall’ospedale di Treviso e ripartita verso gli Stati Uniti

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ORTINA (ITALPRESS) – Lindsey Vonn è stata dimessa ieri dall’ospedale Ca’Foncello di Treviso ed è ripartita alla volta degli Stati Uniti dove proseguirà la riabilitazione. Lo si apprende da fonti ospedaliere. La 41enne fuoriclasse statunitense era stata ricoverata lo scorso 8 febbraio dopo la brutta caduta durante la discesa olimpica di Cortina in cui aveva riportato una frattura complessa della tibia sinistra.

La Vonn, che aveva scelto ugualmente di prendere parte ai Giochi Invernali di Milano-Cortina nonostante la lesione del crociato anteriore al ginocchio sinistro rimediata lo scorso 30 gennaio a Crans Montana, durante la sua degenza ha affrontato quattro interventi, l’ultimo dei quali sabato scorso. Era stata fra l’altro la stessa Vonn ad annunciare sui social che dopo quest’ultima operazione sarebbe ritornata a casa dove dovrebbe sottoporsi a un ulteriore intervento.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Short track, Arianna Fontana quarta nella finale dei 1000 metri

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MILANO (ITALPRESS) – Non arriva dai 1.000 metri dello short track, la 14a medaglia olimpica nella carriera di Arianna Fontana. L’azzurra, che aveva iniziato bene la sua gara difendendo il secondo posto, viene superata dall’olandese Xandra Velzeboer e perde successivamente terreno per un contatto con la cinese Gong Li.

Costretta a ripartire dall’ultima posizione, Fontana riesce a risalire fino alla quarta posizione chiudendo a un decimo dal podio col tempo di 1.28.745. L’oro va a Xandra Velzeboer, che bissa la vittoria nei 500 metri col tempo di 1.28.437, argento alla canadese Courtney Sarault (1.28.523) e bronzo alla sudcoreana Kim Gil-li (1.28.614).

ITALIA IN FINALE NELLA STAFFETTA MASCHILE

Una caotica semifinale della staffetta maschile regala la finalissima all’Italia, che si trova però costretta a un’epica rimonta dopo un contatto nel finale. Pietro Sighel dà tutto e riesce, con un ultimo giro rapidissimo, a scavalcare l’atleta cinese e conquistare la finalissima col secondo posto: tempo di 6.54.454 per gli azzurri, che si qualificano alle spalle del Canada (6.54.075). Venerdì la finalissima che assegnerà le medaglie, sulla distanza dei 5.000 metri: l’Italia, che quest’oggi ha schierato Sighel, Nadalini, Spechenhauser e Cassinelli, nei Giochi di Pechino 2022 conquistò il bronzo in questa gara.

TRE ITALIANI NEI QUARTI DEI 500 METRI

Un nuovo contatto mette a rischio la qualificazione di Pietro Sighel nei 500 metri dello Short track, ma questa volta l’azzurro riesce a passare indenne. Succede tutto molto vicino alla linea d’arrivo, con Pietro che riesce a evitare la caduta e taglia il traguardo acrobaticamente al contrario, ripetendo l’arrivo effettuato in staffetta. L’azzurro è secondo nella sua batteria, col tempo di 40.942, e vola ai quarti. Qualificazione al turno successivo anche per Lorenzo Previtali (40.993) e Thomas Nadalini (40.921), entrambi secondi nelle rispettive serie. 

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Brignone incredula: “Ancora mi chiedo come sia potuto succedere tutto questo”

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CORTINA (ITALPRESS) – “Stanotte non ho dormito tantissimo, non ce l’ho fatta a fare baldoria a Casa Austria. Quando mi sono svegliata mi sono detta come caspita è potuto succedere tutto questo, mi sto ancora chiedendo il perchè e il come”. Lo ha detto Federica Brignone, doppio oro ai Giochi Invernali di Milano-Cortina, in conferenza stampa a Casa Italia il giorno dopo il successo in gigante sull’Olympia delle Tofane.

Io vivo abbastanza il ‘qui e ora’. Ho dei sogni nella mia vita ma per ora hanno parlato di sport. Una delle prime cose che voglio fare è un viaggio, stare via quanto voglio, come voglio. Voglio avere la mia vita, non cambiare la mia vita è il mio sogno più grande, che la mia vita rimanga la mia vita e non cambi per dei risultati sportivi – ha proseguito Brignone Come proteggerò la mia vita? Sono indecisa se scappare, prendere un aereo e andare il più lontano possibile, ma so che non è la cosa giusta da fare – aggiunge – Cercherò di imparare a dire no più spesso e ritagliarmi i miei spazi, essere molto ligia con me stessa. Il problema è come gli altri mi vedono. Spero che la gente continui a farmi fare la mia vita”. 

“La meritocrazia ancora vale nel nostro sport, il cronometro non è influenzabile, nel nostro sport c’è tantissimo rispetto, c’è una competitività sana. In nessun modo possiamo condizionare le performance degli altri. Il nostro è uno sport pericoloso, dove se sbagli una curva finisci 10 mesi in riabilitazione. Se raggiungi un risultato, gli altri sono in ammirazione. C’è una rivalità sana e spero che sia d’esempio”, ha aggiunto la campionessa olimpica.

Il film sulla mia storia? Non faccio l’attrice ma si parla della mia storia d’atleta. È partito tutto l’anno scorso, volevo raccontare chi sono sono nella mia vita e nel mio mondo dello sci. È un progetto che si sta sviluppando e penso che questa storia da raccontare sia bella. Ci sono solo immagini vere, viene fuori come…non ho preparato le Olimpiadi”, ha concluso.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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