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Martin vola nel venerdì di Austin, Bagnaia insegue
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2 anni fa-
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Redazione
AUSTIN (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jorge Martin, in sella alla Ducati griffata Prima Pramac, ha siglato in 2’01″397 il miglior crono nella Practice di MotoGP del Gran Premio delle Americhe, sul tracciato di Austin. Il pilota vicecampione del mondo ha stabilito il nuovo record della pista, abbassando addirittura di mezzo secondo il precedente primato di Bagnaia. Il vertice della classifica dei tempi parla tutto spagnolo e viene completato da Maverick Vinales (Aprilia, +0″076) secondo dopo essere stato il più veloce nelle libere del mattino, e Marc Marquez (Ducati Gresini, +0″409) terzo. Quarto crono per Pecco Bagnaia, che con la sua Desmosedici ufficiale accusa 0″411 da Martin, quindi, col quinto tempo, Pedro Acosta (Ktm GasGas, +0″569). La top ten viene completata, nell’ordine, da Aleix Espargaro, Franco Morbidelli, Enea Bastianini, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi. Restano fuori dal Q2, tra gli altri, i due piloti ufficiali Ktm Brad Binder e Jack Miller e Fabio Quartararo su Yamaha.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e il numero uno della Figc Giovanni Malagò si incontreranno domani mattina prima della riunione della Giunta Nazionale (in programma alle 13) che si esprimerà sul caso del mancato tesseramento del n.1 Figc. Lo apprende l’Italpress. Tra le ipotesi dell’ultima ora c’è la possibilità di proporre alla Giunta la figura dello stesso Malagò come commissario della Figc.
ABODI “DOMANI CONI SI INTERROGA AL SUO INTERNO, RISPETTO PER LE DECISIONI”
“Cosa mi aspetto per domani? No, io mi aspetto stasera, mi aspetto una serata azzurra, perché è l’unica cosa della quale ho voglia di interessarmi perché domani è il Coni che si interroga al suo interno e io ho rispetto per quello che comunque verrà deciso”. Lo ha detto il ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi, arrivando allo stadio Adriatico di Pescara dove sta assistendo alla gara valida per le qualificazioni ad Euro 2027 Under 21 fra Italia e Polonia. E a chi gli ha chiesto se abbia un auspicio per domani, Abodi ha risposto: “Che si esca decorosamente da una situazione che in questi giorni ha visto utilizzare parole inappropriate” quali “nemici, guerra, come se fossimo su un fronte che non può essere quello sportivo, pressioni, che vengono raccontate e che diventano leggenda, ma che testimoniano comunque un modo di voler incidere sulle decisioni che secondo me non è mai quello giusto, perché lo sport deve essere quello che dice di essere, e il comportamento sportivo non è non può essere soltanto richiesto agli altri, deve essere anche messo a disposizione da ognuno di noi, a partire dal sottoscritto che non fa parte del sistema sportivo. Io faccio parte del governo, ma devo essere il primo a comportarmi in un certo modo. E ripeto, comportamenti e linguaggi di questi giorni non sono coerenti con lo spirito dello sport”.
GRAVINA “NON UNA BELLA PAGINA PER SPORT ITALIANO”
Quello che sta avvenendo “sicuramente non è una pagina bella per tutto lo sport italiano. Nel momento in cui si stanno creando le condizioni per una splendida ripartenza, quando si vede la luce in fondo al tunnel, puntualmente scattano questi meccanismi che ti riportano indietro nel tempo”. Lo ha detto il vicepresidente della Uefa, ex presidente della Figc, Gabriele Gravina, a margine della gara fra Italia e Polonia, valida per le qualificazioni ad Euro 2027 Under 21, in svolgimento allo stadio Adriatico di Pescara. “E’ un’attività che ho vissuto, ahimè, per tanto tempo -ha aggiunto Gravina-. Questo non fa bene allo sport italiano, non fa bene al calcio italiano, quindi bisogna recuperare momenti di serenità, e credo che chi ha la responsabilità politica, ma quella politica non sportiva, dovrebbe evitare di creare sempre tensioni. Chi ha una responsabilità politica con la P maiuscola deve esercitare bene, nel senso che deve togliere tensioni, deve creare momenti di relazione, di confronto”, bisogna essere “tutti quanti un po’ più sereni”.
LEGA A “SUPPORTO A MALAGÒ, COMMISSARIAMENTO SAREBBE INOPPORTUNO”
“La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”. E’ quanto si legge in una nota della Lega A dopo la riunione svolta oggi tra le società, alla vigilia della Giunta del Coni chiamata a decidere sul commissariamento della Federcalcio
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Mancini “Nel 2023 Vialli mi avrebbe detto di non andare, Malagò? Andrà bene”
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7 ore fa-
5 Ottobre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Luca è qui con noi. Sempre”. Ai microfoni di Radio 1 Rai Roberto Mancini non nasconde la commozione. All’indomani della partita di Nations League con la Turchia il ct riceverà a Rimini il Premio Vialli, intitolato al campione scomparso nel gennaio 2023, suo grande amico di una vita, compagno di squadra alla Sampdoria dello scudetto e in Nazionale e poi capodelegazione azzurro all’Europeo vinto nel 2021. Mancini si abbandona a un ricordo emozionato. E risponde senza giri di parole alla domanda su quale consiglio gli avrebbe dato Vialli quando lui nel 2023 si dimise da commissario tecnico: “Mi avrebbe detto di non andare. E oggi sarebbe qui con la Nazionale. Eravamo come fratelli e a un fratello tu parli sempre, a un fratello sicuramente chiedi consigli, soprattutto quando la persona è speciale come Luca”.
Nelle stesse ore in cui Mancini sarà a Rimini, a Roma si deciderà se la Figc di Giovanni Malagò dovrà essere commissariata. Il ct non nasconde il proprio ottimismo sulla prosecuzione della presidenza Malagò: “Mi dispiace che ci sia questa situazione, in un momento così difficile anche per la Nazionale. Sarebbe stato meglio avere un po’ più di tranquillità, però io sono sicuro che le cose andranno bene”.
Intanto i risultati e il gioco dell’Italia cominciano a essere incoraggianti, anche in prospettiva dell’Europeo 2028 e del Mondiale 2030, anche se Mancini invita a concentrarsi sull’orizzonte più immediato: “Noi dobbiamo guardare anche a queste partite, perché sono importanti. Al di là dell’entrare nella fase finale della Nations League, sono importanti per il ranking, per crescere. Sono partite difficili, che soprattutto ai giocatori giovani fanno bene”.
La ricerca dei nuovi Chiellini e Bonucci, cioè dei nuovi difensori all’altezza della scuola italiana ma anche dei nuovi leader del gruppo, secondo il commissario tecnico procede nel migliore dei modi: “I giocatori un po’ più esperti, che hanno fatto gli Europei e altre partite importanti, ci sono. Sicuramente saranno molto utili con i più giovani”. Quanto allo specifico settore difensivo, l’allarme sembra rientrato: “Ci sono altri difensori, che questa volta non sono potuti venire per infortunio, e che potranno essere molto utili in futuro, come Dimarco e Leoni”.
Il nome del non ancora ventenne Leoni, centrale del Liverpool, frenato la scorsa stagione da un serio infortunio al ginocchio sinistro e osservato speciale di Inter e Juventus, richiama due questioni.
La prima è sui necessari miglioramenti della squadra, comunque più avanti del previsto: “Dobbiamo migliorare su tutto, perché abbiamo fatto veramente troppo poche partite. Ci vuole più tempo per migliorare sotto tutto gli aspetti, tattico, tecnico, di squadra. Però abbiamo già fatto un passo in avanti molto grande”.
La seconda questione riguarda la sempre più frequente scelta dei talenti italiani di andare a giocare all’estero, se non trovano spazio nei club della serie A: una tendenza che il ct approva e che trova l’esempio più concreto nella vicenda di Doumbia, centrocampista approdato allo Sporting Lisbona non per ragioni economiche ma per le garanzie tecniche offerte dalla dirigenza della squadra portoghese, che ha puntato su di lui. Per la Nazionale è un bene, anche se il rischio è che, se il trend proseguirà, si impoverisca la serie A: “Il campionato italiano già da un po’ si è impoverito. Per noi è importante il fatto che i nostri giovani vadano all’estero e giochino in campionati anche più faticosi e difficili, tipo la Premier League, e soprattutto che giochino, è importante per i ragazzi. Doumbia è andato in una grande squadra come lo Sporting Lisbona, che fa le coppe”.
Quella con la Turchia sarà proprio la vetrina per alcuni talenti delle nuove generazioni. Si profila l’innesto proprio di Doumbia a centrocampo, con Romano, nel terzetto completato dal rientrante Barella. Nel trio d’attacco, con Scamacca centravanti e Maldini favorito su Cambiaghi per il ruolo di esterno sinistro, Mancini dovrebbe lanciare dall’inizio Vergara, che il ct considera un’ala destra dal notevole potenziale, sfoggiato nell’1-1 di Parigi. In panchina sogna l’ingresso nella ripresa il diciottenne Samuele Inacio.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Conte “Ora studio, il futuro? Vorrei un club dove far risplendere la sua storia”
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7 ore fa-
5 Ottobre 2026di
Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Per ora si gode un po’ di riposo ma senza esagerare perchè nel suo lavoro bisogna sempre restare al passo. Archiviato il biennio di Napoli, Antonio Conte ha deciso di staccare la spina anche se non del tutto: il tecnico salentino studia, osserva, prende appunti. Perchè se dovesse arrivare la chiamata giusta, non vuole farsi trovare impreparato. “Quella di Napoli è stata un’esperienza meravigliosa – racconta in una lunga intervista a “The Athletic” – Ha richiesto molta energia e non è stata facile. Dover scendere in battaglia contro Inter, Juve e Milan non è una passeggiata per Napoli, Roma o Lazio. Ho speso molte energie. Ora sono in una fase in cui mi limito a osservare. Nei periodi tranquilli, quando non lavoro, la cosa bella è che puoi sederti e guardare le partite, studiare nuovi approcci ed essere ancora più calmo e lucido mentre cerchi di adattare gli sviluppi del calcio alle tue idee”.
Conte vede un calcio “in continua evoluzione e dobbiamo stare al passo con i tempi. Oggi tutti sono più coraggiosi. In passato, se affrontavi il City o il Liverpool, il divario di qualità era enorme e lasciavi a loro l’iniziativa. Questo non succede più. C’è una direzione, c’è una visione. Arteta sta stabilendo la direzione, proprio come hanno fatto Klopp e Guardiola”.
“A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro, deve essere importante. Se poi non sei contento, lo esoneri. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione e non puoi avere due visioni diverse, il club da una parte e l’allenatore dall’altra. Se queste due visioni coincidono e riesci a trovare il giusto equilibrio, allora progredisci”, avverte Conte, che cita vari esempi.
“Guardate il Como. Cesc ha voce in capitolo nelle questioni. Al Psg non hanno vinto la Champions con Mbappé, Messi e Neymar perchè devono esserci equilibrio e chimica. Non puoi semplicemente pensare di mettere insieme i migliori giocatori in una squadra e aspettarti di vincere. Non funziona così. Luis Enrique ha ottenuto grandi risultati, ma anche ciò che ha fatto il club è stato fondamentale: hanno sostenuto l’allenatore, cosa che non avevano fatto negli anni precedenti, hanno abbracciato quella visione. A mio avviso, Luis Enrique ha realizzato qualcosa di straordinario. È riuscito a fare in modo che il Psg seguisse la sua direzione”.
Conte rivela che gli piacerebbe visitare il Barcellona per vedere come lavorano a livello di settore giovanile e non esclude l’ipotesi di tornare a lavoro a stagione in corso “se ne valesse la pena”.
Anche in Inghilterra, dove la potenza di fuoco sul mercato è superiore rispetto al resto del mondo. “Oggi in Inghilterra usano i bazooka, mentre in tutti gli altri posti usano ancora una pistola. Ma dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi. È per questo che prima parlavamo della necessità di fare le valutazioni giuste, di avere una visione, perché puoi anche avere i soldi, ma devi spenderli con saggezza”.
Ad ogni modo, il 57enne allenatore salentino ha le idee chiare sul genere di squadra che vorrebbe allenare. “Se vai in un club in cui la storia parla da sola – una storia fatta di trofei, titoli di campionato e vittorie – puoi onorare quella storia in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club – se oggi non è lì – a lottare per quegli obiettivi. So perfettamente che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore – e instillare nel cuore dei tifosi, dei miei giocatori e dei miei dirigenti – quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: “Cazzo, possiamo vincere”. Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo – confessa Conte – Club dove c’è pressione, dove, in definitiva, sai perfettamente che non ci vai semplicemente per partecipare, ma per competere”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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