Cronaca
Viaggio per immagini nella salute, nasce Fujifilm Healthcare Italia
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2 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Un nome strettamente associato alla fotografia, ma che nel tempo è riuscito ad affermarsi in altri settori, tra cui quello della Salute, sia umana che veterinaria. Una storia consolidata che quest’anno compie 90 anni con un impegno crescente in ambito Healthcare e che oggi si arricchisce, nel nostro Paese, di un nuovo ramo specializzato nel settore med-tech con la nascita di Fujifilm Healthcare Italia.
Negli ultimi decenni la diagnostica per immagini ha fatto enormi passi in avanti dal punto di vista tecnologico, consentendo una più efficace diagnosi precoce, fondamentale soprattutto in alcuni campi come quello dell’oncologia e Fujifilm Healthcare Italia mette a disposizione di medici e pazienti soluzioni altamente innovative e tecnologiche che vanno dall’Endoscopia all’Informatica Medica, dall’Ecografia ai Dispositivi diagnostici in vitro (IVD), da modalità di raggi X fino alle Tac e alle Risonanze Magnetiche con un unico obiettivo: supportare prevenzione, diagnosi precoce e trattamento, attraverso soluzioni distintive in grado di supportare tutte le esigenze clinico-diagnostiche in diversi campi.
‘Il nostro obiettivo è quello di collaborare con i medici per migliorare la qualità di vita dei pazienti, cercando di fornire le soluzioni più complete e innovative possibili. Siamo focalizzati sul costante miglioramento della qualità delle immagini mettendo sempre al centro di tutto ciò che facciamo le esigenze dei medici e, soprattutto, dei loro pazienti concentrandoci sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce. In grado di rispondere a una vastissima gamma di esigenze mediche grazie al nostro portafoglio completo e integrato di prodotti avanzati, l’area di business Healthcare è una realtà in costante crescita: nel corso dell’ultimo decennio, il fatturato è più che raddoppiato, e la nuova Società appena costituita, FUJIFILM Healthcare Italia S.p.A., mira ad aumentarlo di circa il 20% nei prossimi 3 annì dichiara Davide Campari, Managing Director Fujifilm Healthcare Italia.
La multinazionale giapponese risponde a molteplici esigenze diagnostiche, con un forte impegno per quanto riguarda prevenzione e diagnosi precoce in ambito oncologico.
Lo screening colon-rettale è lo strumento fondamentale per la prevenzione e in questo ambito con la diagnosi precoce, è possibile intervenire in anticipo per evitare chirurgia, chemioterapia e trattamenti specifici, riducendo non solo il rischio di errori diagnostici ma, allo stesso tempo, anche un risparmio importante sui costi sanitari riducendo la complessità del trattamento. Nel 2023, sono state stimate circa 50.500 nuove diagnosi di tumore al colon-retto e sono circa 513.500 le persone, in Italia, che convivono con questa diagnosi. Il tumore del colon-retto ha rappresentato il 12,7% di tutte le nuove diagnosi di cancro in Europa nel 2020, diventando così il secondo tumore più frequente.
In questo campo, il sistema tecnologico di Fujifilm migliora la qualità dell’offerta diagnostica perchè riesce ad identificare anche i polipi più piccoli, che possono sfuggire all’occhio umano e alla colonscopia tradizionale.
‘Le dimensioni della lesione sono considerate uno dei fattori più importanti ma non è sempre facile stimarle nel campo visivo endoscopico – afferma Alessandro Repici, Direttore Dipartimento e Responsabile di Unità Operativa di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva, Humanitas Research Hospital di Milano. Questo salto tecnologico ci aiuta nelle sfide che dobbiamo affrontare: il rilevamento e l’accurata caratterizzazione delle lesioni hanno un impatto sull’individuazione precoce dei tumori, senza considerare che la misurazione accurata delle lesioni è fondamentale non solo per assegnare intervalli di sorveglianza appropriati, ma anche per determinare il percorso terapeutico più appropriato. Abbiamo quindi la possibilità di migliorare la qualità della colonscopia, dallo screening al trattamento, e – di conseguenza, migliorare la vita dei pazientì.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il carcinoma mammario è il tumore più frequente tra le donne, colpisce 2,1 milioni di donne ogni anno ed è oggi la neoplasia più frequentemente diagnosticata anche nella popolazione italiana. Con 54.976 nuove diagnosi in un anno, questo tumore rappresenta infatti il 30,3% di tutti i tumori che colpiscono le donne e il 14,6% di tutti i tumori diagnosticati in Italia. La chiave, anche in questo caso, è diagnosticare la malattia precocemente, in modo che si possa iniziare con il trattamento il prima possibile.
Anche se il numero di nuovi casi è in leggera crescita – soprattutto nelle donne più giovani – bisogna sottolineare come la mortalità sia in diminuzione (una riduzione del 6% nel 2020 rispetto al 2015), pur rimanendo questa malattia la prima causa di morte per tumore nelle donne.
Il tumore del seno viene diagnosticato principalmente attraverso esami di ‘diagnostica per immaginì, in particolare la mammografia e l’ecografia mammaria: la scelta di quale dei due esami utilizzare dipende da diversi fattori, tra i quali l’età.
‘Quando si tratta di carcinoma mammario al seno, la diagnosi precoce è di vitale importanza – dichiara Gianfranco Scaperrotta, Responsabile della Struttura Semplice di Diagnostica Senologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. E la qualità dell’immagine è fondamentale nella rilevazione dei tumori, specialmente quelli piccoli nella fase iniziale, quando ci si sforza di mantenere la dose di radiazioni il più bassa possibile. Rilevare precocemente il tumore del seno è importante non solo per la sopravvivenza, ma anche per la qualità della vita delle pazientì.
Il fegato è un organo che svolge più di 500 funzioni vitali, tra cui filtrare le tossine e aiutare la digestione e il metabolismo. Nonostante ogni anno siano migliaia le persone colpite da malattie che affliggono questo organo (1,5 miliardi di persone vivono con una malattia epatica cronica, patologia che si sviluppa silenziosamente e ogni anno si perdono 2 milioni di vite), l’attenzione nei confronti della salute epatica è ancora troppo bassa e la salute del fegato viene spesso trascurata. La prevalenza dei disturbi al fegato varia a seconda della malattia specifica: il carcinoma epatocellulare (HCC), ad esempio, rappresenta la terza causa più comune di decessi per tumore e la sua incidenza nella popolazione generale è in costante aumento. In Europa si registrano un maggior numero di casi in particolare in Italia e nei paesi del bacino del Mediterraneo. Il principale fattore di rischio è rappresentato dalla cirrosi epatica su base virale (HBV, HCV), etilica e metabolica; nei pazienti con questa condizione è vitale mantenere una vigilanza prolungata e attuare misure preventive rispetto a una neoplasia che può rimanere asintomatica per lungo tempo.
Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti molto importanti per la diagnosi precoce e la cura di una malattia insidiosa come il tumore del fegato. I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Gastroenterologia IRCCS ‘Saverio de Bellis’ di Castellana Grotte hanno infatti calcolato e applicato il punteggio GALAD attraverso un algoritmo basato sulla misurazione di alcuni biomarcatori presenti nel sangue. Lo studio, che ha coinvolto 545 pazienti con cirrosi epatica sorvegliati nel corso di 12 anni, è stato condotto in collaborazione con l’Università di Modena, e grazie all’utilizzo di un’innovativa strumentazione, sviluppata proprio da Fujifilm Healthcare.
‘E’ necessario supportare il paziente in tutto il percorso, dalla diagnosi fino alla pianificazione del trattamento – dichiara Gianluigi Giannelli, direttore scientifico dell’Istituto de Bellis. L’impiego del punteggio GALAD, che include tre biomarcatori (alfafetoproteina, alfafetoproteina-L3 e des gamma carbossi protrombina), permette una diagnosi più precoce e accurata nei pazienti più a rischio nelle fasi di monitoraggio periodico e verosimilmente, sebbene sia in fase di studio, nella ricerca di possibili recidive post-terapia e consente oggi di quantificare il rischio di sviluppare un tumore al fegato fino a dieci anni prima che esso si manifesti, un dato eccezionale, considerando che non esiste alcun altro biomarcatore per nessuna neoplasia così efficacè.
Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati, Italia compresa. In particolare, nel nostro Paese questa neoplasia è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne, con circa 34.000 morti in un anno. Le stime dell’Associazione Italiana Registri Tumori parlano di 43.900 nuove diagnosi di tumore del polmone nel 2022 (29.300 negli uomini e 14.600 nelle donne). Rappresentano il 15 per cento di tutte le diagnosi di tumore negli uomini e il 6 per cento nelle donne.
I programmi di prevenzione sono uno strumento molto efficace che consente di identificare i tumori quando sono ancora allo stadio iniziale, in modo da intervenire precocemente e ridurre la mortalità, almeno di un terzo. Molti pazienti con tumore al polmone individuato grazie a questi programmi vengono oggi sottoposti a segmentectomia robotica, cioè all’asportazione di un solo segmento polmonare invece del lobo intero con risparmio di buona parte del polmone sano. Inoltre, oggi fino all’85% dei pazienti può essere sottoposto a resezione con approccio mininvasivo robotico che non prevede apertura del torace, che richiede solo tre giorni di degenza in media e che presenta basse complicanze. La chirurgia toracica è sempre più sofistica e ha compiuto grandi progressi, puntando sempre di più al risparmio del tessuto sano polmonare e la segmentectomia ne è un esempio.
L’impegno di Fujifilm Healthcare Italia si snoda anche nello sviluppo di software sia per la post-elaborazione avanzata di immagini diagnostiche acquisite dalle modalità radiologiche sia per la presentazione all’equipe chirurgica del caso operatorio, al fine di mostrare attraverso il rendering 3D la linea interventistica da adottare e i risultati attesi. Viene poi utilizzato nel corso dell’intervento, per fornire al clinico una mappa virtuale precisa e immediata delle strutture anatomiche e per guidarlo durante l’operazione vera e propria. Infine, viene utilizzato in fase post-operatoria, per la verifica a posteriori della corrispondenza fra le simulazioni effettuate e l’esito reale dell’intervento.
Il rendering 3D permette la simulazione dell’intervento attraverso la valutazione dei rapporti vascolari, il coinvolgimento dell’organo, la definizione dei cluster di lesioni, l’individuazione delle aree di resezione così il calcolo della volumetria residua. Questo software permette di visualizzare con immediatezza tutti i dettagli anatomici dell’organo altrimenti non chiaramente evidenti e, combinando medicina a distanza, intelligenza artificiale, precisione e velocità, facilita la diffusione di una cultura operatoria utilizzando un linguaggio nuovo, visivo, immediato e facilmente condivisibile.
Il team Medical Informatics è collettore dell’intero product portfolio Fujifilm Healthcare Italia, con le soluzioni Synapse a supporto dello specialista medico che mantengono sempre il paziente al centro di tutto il percorso diagnostico, aiutando i clinici a formulare diagnosi tempestive e accurate. Fujifilm segue prontamente le esigenze ospedaliere, evolvendo a sua volta le soluzioni proposte, grazie al rapporto di collaborazione continuo stabilito con i principali clienti e key opinion leader.
Oltre ai professionisti che costituiscono i team Pre-sales Progettazione & Marketing, Application Specialist, System Integration, Delivery e Service, Fujifilm Healthcare Italia dispone anche di un team altamente specializzato e dedicato alla Ricerca e Sviluppo, che fornisce un valore aggiunto al servizio offerto verso i clienti.
-foto xh7 Italpress-
(ITALPRESS).
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Cronaca
LE UOVA DELL’AIL E IL SOSTEGNO ALLA RICERCA NEL RICORDO DI LUCA BASSI: 200.000 EURO RACCOLTI DAL 2013 AD OGGI
Pubblicato
2 ore fa-
28 Marzo 2026di
Redazione
Ultime consegne pre-pasquali per le uova di cioccolato dell’AIL ed è tempo di ringraziamenti. Anzitutto a tutti coloro che hanno raccolto l’appello rilanciato dai volontari di Porana Eventi, che ha permesso di acquistare 35 uova per sostenere la ricerca su leucemie, linfomi e mielomi. E poi a tutti coloro che si sono riversati in Piazza Duomo a Voghera per acquistare tante altre uova, fino ad arrivare ad un totale di 150, con i volontari AIL che sono sempre in prima linea, in ogni momento dell’anno. Tutto questo però non sarebbe possibile senza due persone che rappresentano un faro per il mondo del volontariato in terra pavese: Piera Radicello e Lorenzo Bassi sono la mamma e il papà di Luca, il giovane psicologo di Torrazza Coste scomparso a soli 32 anni il 29 Novembre 2011 a causa di un linfoma. Da allora Piera e Lorenzo hanno voluto dare un senso fondamentale alla loro vita, improvvisamente cambiata: essere di aiuto al prossimo, supportando con varie iniziative PaviAIL, il sodalizio nato nel 1983 a sostegno della ricerca su leucemie, linfomi e mielomi, e il reparto di Ematologia del San Matteo di Pavia, dove Luca è stato curato con tanto amore sino alla fine dei suoi giorni. Nei giorni scorsi il prof. Paolo Bernasconi, presidente di PaviAIL ha inviato una lettera ai coniugi Bassi esprimendo “il più vivo ringraziamento e sincera riconoscenza per l’enorme aiuto fornito alla sezione pavese di AIL con tenacia, costanza e incrollabile volontà”. Il 17 Aprile 2013 è nata l’associazione “Luca per non perdersi nel tempo” proprio grazie a Piera e Lorenzo, su esplicita richiesta del figlio: da allora ad oggi ha permesso di raccogliere 200.000 euro, uno strepitoso e ragguardevole contributo raccolto grazie a donazioni ed eventi organizzati dai coniugi Bassi. Scrive ancora il prof. Bernasconi: “La rilevanza dell’importo non solo dimostra la vostra incrollabile determinazione a perseguire i sogni e le aspettative che Luca aveva identificato come obiettivi della sua Associazione, ma testimonia anche il vostro amore e la vostra solidarietà verso gli altri pazienti e la vostra intraprendenza, virtù molto rare al giorno d’oggi! Lassù Luca sarà certamente orgoglioso dei suoi grandissimi genitori e vi ringrazierà continuando a sostenervi con il suo grandissimo sorriso” Il vostro aiuto è stato indispensabile a PaviAIL per sostenere la ricerca garantendo il finanziamento sia di contratti di ricerca che di stage e periodi di aggiornamento scientifico all’estero di giovani Ematologi, Biologi, Biotecnologi. Oggigiorno la ricerca biomedica consente guarigioni insperate e cronicizzazioni di neoplasie ematologiche fino a pochi anni fa ritenute incurabili”. Solo nel 2025 l’associazione “Luca per non perdersi nel tempo” ha versato direttamente a PaviAIL 15.951 euro, a cui vanno aggiunti 2000 euro dalla vendita di bottiglie Torrevilla con l’etichetta speciale per l’associazione, oltre a 2500 euro per la vendita del riso prodotto dall’azienda agricola Garavaglia nell’ambito dell’iniziativa “Il SorRiso di Luca”, oltre alle varie manifestazioni di piazza AIL a cui l’associazione ha partecipato attivamente. Mentre PaviAIL nel 2025 ha supportato attivamente il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia devolvendo 50.000 euro, la Fondazione IRCSS Policlinico San Matteo di Pavia con 8000 a sostegno di progetti di ricerca in ambito ematologico, contribuito con 17.809,90 euro alla formazione e ricerca di 4 specializzandi e specialisti in Ematologia in strutture italiane ed estere, erogato 10.234 euro a sostegno delle spese sostenute da famiglie di pazienti della Clinica di Ematologia 2 (Oncoematologia Pediatrica del San Matteo di Pavia) in particolare stato di necessità di sostegno economico.
Per info sull’associazione potete chiamare Lorenzo Bassi al 339.6581256 o andare sul sito lucapernonperdersineltempo.it, c’è anche la pagina Facebook, per ricordare tutto il grande lavoro fatto sinora e quello che verrà. E auguri di Buona Pasqua (perché questa è la vera Pasqua) nel segno di Luca, a tutti!



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Cronaca
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 28 marzo 2026
Pubblicato
3 ore fa-
28 Marzo 2026di
Redazione
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.
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Cronaca
Lombardia e Catalogna rafforzano la sinergia industriale tra manifattura, innovazione e politica europea
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3 ore fa-
28 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri.
L’incontro di Milano – successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025 – segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione Europea.
“Lombardia e Catalogna – ha detto Guidesi – sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete ECRN a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical Chemicals Alliance”.
“L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal Governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica”, ha sottolineato il Ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper.
Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European Chemical Regions Network (ECRN), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical Chemicals Alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore.
La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali.
La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato. Un settore, quello chimico, estremamente importante e strategico per i due territori e i numeri lo dimostrano chiaramente. Lombardia e Catalogna insieme contano oltre 100mila lavoratori con quasi 4000 imprese. In Catalogna la chimica rappresenta il 13% di tutta l’industria spagnola. In Lombardia il settore mediamente fattura 27 miliardi all’anno e rappresenta il 41% della chimica nazionale; inoltre la chimica in Lombardia mostra una grande capacità di attrazione di investimenti esteri: il 50% degli investimenti esteri in Italia si concentra in Lombardia. Regioni estremamente complementari, infatti se in Catalogna si concentra la chimica si base in Lombardia c’é una maggiore concentrazione di aziende di chimica specializzata.
Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.
La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del PIL catalano.
È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore. I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva.
Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’ECRN, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie.
La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo.
La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica – e le regioni che la guidano – torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori.
– foto ufficio stampa Regione Lombardia –
(ITALPRESS).

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