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Zverev cede al quinto set, Alcaraz trionfa al Roland Garros

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz vince il Roland Garros 2024. Nella finale disputata sulla terra rossa del Philippe Chatrier, il 21enne spagnolo – che in semifinale aveva sconfitto Jannik Sinner – riesce a piegare Alexander Zverev per 6-3 2-6 5-7 6-1 6-2 dopo quattro ore e 19 minuti di gioco.
Alcaraz, terza testa di serie, è stato bravo a reagire dopo che nel terzo parziale si è fatto rimontare da 5-2 a 5-7, mentre nel quinto set, avanti 2-1, ha cancellato 4 palle del controbreak. Il giovane allievo di Juan Carlos Ferrero conquista così il terzo Slam della sua carriera dopo il successo agli Us Open 2022 e la vittoria a Wimbledon di un anno fa.
Deve invece ancora rinviare l’appuntamento col primo Major in Zverev, che si presentava a Parigi forte del trionfo al Foro Italico: seconda finale in uno Slam per il 27enne tedesco e altra sconfitta dopo quella rimediata con Thiem a New York nel 2020.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Juve e Napoli per rilanciarsi, Lazio per non fare l’intrusa

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di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – È un campionato particolarmente difficile per gli allenatori: nelle prime 7 giornate ne sono già saltati 4 e la cifra sembra destinata ad aumentare. Di sicuro il penultimo weekend di ottobre, che precede l’imminente turno infrasettimanale, si presta a un bilancio ponderato. Con oltre il 20% delle partite disputate la classifica sarà già piuttosto indicativa, soprattutto per chi non sta rispettando le promesse estive. Juventus e Napoli devono accorciare la distanza eccessiva dalla cima, che rischia di trasformare in esame senza appello gli appuntamenti al Maradona con la Roma e al via del Mare col Lecce. Le coppe non sono state sufficienti a diradare le nubi: il successo col Bodø in Champions ha dato appena un minimo di respiro ad Allegri. E il 2-2 in Europa League col Rennes, al netto delle polemiche per il gol annullato a Lucumì e delle parziali rassicurazioni del dg Carnevali, ha confortato poco Spalletti. Ora serve altro. Il Napoli, per non abbandonare troppo presto il traguardo minimo (il biglietto per la prossima edizione della coppa di lusso), non può fallire l’attesissima sfida alla Roma.

Che è euforica per il 4-0 inflitto in Champions allo Slovan Bratislava e per il terzo posto con vista sulla vetta e rimane il peggiore avversario possibile, quando si ha l’obbligo di vincere: la difesa (3 gol incassati) è la più ermetica della serie A. Allegri ne affida lo scardinamento a Hojlund, De Bruyne e Lang. Ma Gasperini, pur sprovvisto di Svilar, Dybala, Koné e Pellegrini, non pare preoccupato: ritrova il goleador Malen dopo la squalifica e tanto gli basta. La Juventus ha un compito solo apparentemente più semplice col Lecce, cui Di Francesco ha dato chiara identità tattica. Il problema di Spalletti, oltre agli infortuni a catena, è l’autostima della squadra, incrinata dallo 0-3 casalingo con la Lazio. Le scelte sono condizionate dalle sempre numerose assenze (fuori anche Celik e Nico Gonzalez) e dall’incostanza dei calciatori: su tutti Kolo Muani, deludente in coppa. Per ragioni certamente più piacevoli l’ottava giornata è molto importante anche per la Lazio, la più sorprendente tra le due squadre che guidano la classifica. Gattuso, che deve valutare le condizioni di Taylor, ha trovato presto gli 11 eletti e ha cancellato le sbrigative etichette su un curriculum in panchina molto migliore di quanto venisse descritto.

Se la Lazio battesse all’Olimpico il Parma nell’anticipo serale del sabato, dopo avere vinto 6 volte e pareggiato 1 (e col Milan aveva in pugno i 3 punti), non potrebbe più essere considerata un’intrusa nella zona Champions. Allo stesso modo, se Chivu all’ora di pranzo di domenica superasse la Fiorentina, ribadirebbe il diritto dell’Inter campione in carica di sentirsi la favorita numero uno per lo scudetto. Fermo Luis Henrique, reclamano spazio Pio Esposito e Mkhitaryan, eccellente inventore dell’assist per Carlos Augusto con lo Shakhtar Donetsk. Gilardino e Vanoli provano a rallentare la corsa della coppia di fuggiasche. Non si tratta tanto di un favore alle inseguitrici più dirette – in sequenza Roma, Milan e Como – quanto a se stessi: la posizione di Parma e Fiorentina, inchiodate al penultimo posto con Genoa e Udinese, è a dire poco inquietante. Il momento è delicato per molti club. Alcuni distacchi sono allarmanti, alcune ambizioni ridimensionate, alcune situazioni al bivio. Non rientra in questa casistica il Como: dopo la foratura di Frosinone ha ripreso una buona andatura, misurata attraverso il formidabile 4-1 inflitto in Champions al Manchester United. Adesso, col suo gioiello Nico Paz puntato dagli intenditori di tutta Europa, Fabregas ha una notevole occasione per rientrare nel gruppo di testa, ancora senza Kean e Diao, ma con Douvikas al centro dell’attacco.

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La curiosità svanita della partita in casa col Sassuolo era su Liberali, purtroppo fuori causa per un lieve infortunio muscolare. Il talento italiano, appena sdoganato al ruolo da titolare nella squadra più esterofila e subito baciato dal gol a Firenze, sperava di potersi giocare la vetrina per la Nazionale contro Aquilani, che lo ha lanciato nel Catanzaro e che adesso schiera l’appuntito tridente Berardi-Sebastiano Esposito-Laurienté. Il portoghese Amorim, al timone di un Milan in agguato alle spalle delle prime tre senza avere per nulla conquistato i tifosi, non si è fin qui fatto scrupoli nello schierare spesso una formazione quasi tutta straniera, con la periodica eccezione di Cisse, altro talento sbocciato nel Catanzaro. I dubbi su Gonçalo Ramos, da preservare per il derby di fine mese, lasciano però uno spiraglio al lancio dell’azzurrino Camarda. La trasferta di Udine diventa più scivolosa del previsto per via di due concomitanti premesse: da un lato la disfatta in Europa League a Bournemouth, inasprita dalla masochistica espulsione del capitano Maignan, dall’altro l’inaspettata crisi dell’Udinese. Runjaic arriva da 5 sconfitte di seguito e non può permettersi la sesta: il recuperato Zaniolo rispunta per entrare eventualmente in corso d’opera.

Sarri è altrettanto in difficoltà e rintuzza a fatica le critiche all’Atalanta, moltiplicate dal crollo finale in Conference League a casa Ajax e 9 infortunati, 4 dei quali in difesa. Il veterano della panchina non ha alternative: deve sgasare a Bergamo il frizzante Frosinone, plasmato da Alvini attorno al centravanti Raimondo, un altro che prova a farsi notare da Mancini. Il Cagliari, caduto senza preavviso a Monza, risistema l’assetto tattico e la teoria di Pisacane è di rimettere Daniel Maldini alle spalle di Mendy. Palladino risponde con un Bologna compatto in mediana e Pobega incursore. De Rossi è rinsaldato dal gioco del Genoa, non dalla classifica: 4 punti sono pochi e il duello col Venezia ultimo in classifica dell’ex rossoblù Nicola, specializzato in salvezze e reduce dal debutto con vittoria contro il Napoli, ha tutte le caratteristiche della partita in cui è obbligatorio fare cadere l’altro per rimanere in piedi. In sintesi il riscatto in Champions, con 4 vittorie su 4, ha rianimato il calcio italiano. Ma solo il campionato, attraverso la risistemazione delle difese fin troppo allegre, può confermare la tendenza.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La Federscherma premia i vincitori del progetto “Incentivazione allo Studio”

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ROMA (ITALPRESS) – Oltre 60 schermidori premiati per aver saputo conciliare i risultati in pedana con il rendimento scolastico e universitario. La Federazione Italiana Scherma ha celebrato i vincitori del progetto “Incentivazione allo Studio” per l’anno 2025 al Salone d’Onore del Coni. Un appuntamento dedicato all’impegno culturale e sociale della Fis, durante il quale è stato presentato anche il protocollo d’intesa con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. I riconoscimenti sono stati assegnati agli atleti delle categorie Under 14, Giovani e Assoluti che nel 2025 si sono distinti per la capacità di affiancare ai risultati agonistici un percorso di merito negli studi. L’iniziativa, portata avanti con il supporto dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, presieduto da Beniamino Quintieri, ha valorizzato il lavoro dei giovani impegnati quotidianamente tra allenamenti, competizioni, scuola e università. “La tematica del conciliare una carriera accademica e scolastica con una carriera sportiva è un tema che interessa tanto, abbiamo presidente e vicepresidente che sono due medici e questo è significativo di quanto teniamo al fatto che si debba studiare e fare sport”, ha dichiarato il presidente della Federscherma, Luigi Mazzone.

La premiazione ha così ribadito l’attenzione della Federazione alla formazione degli atleti e alla possibilità di coltivare parallelamente le proprie ambizioni sportive e il percorso di istruzione. A premiare, tra gli altri, presenti anche l’ex presidente del Coni, oggi commissario della Figc, Giovanni Malagò, e l’attuale numero uno del Coni Luciano Buonfiglio, che ha invitato i giovani premiati a essere “delle eccellenze in tutti i sensi” ringraziando la Federscherma in quanto “federazione modello”. Accanto al sostegno agli atleti-studenti, l’evento ha dato spazio alla dimensione sociale della scherma attraverso la presentazione dell’accordo con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L’intesa è stata illustrata dal presidente Mazzone e dai rappresentanti dell’ospedale pediatrico. La partnership è stata pensata per portare attività ludico-sportive di scherma nella sede di Palidoro, a beneficio dei piccoli degenti. Un percorso da realizzare grazie alla collaborazione dei Gruppi Sportivi Militari e dei Corpi Civili dello Stato, con il coinvolgimento di tecnici e atleti chiamati a coordinare e svolgere le attività.

L’accordo ha posto così le basi per mettere la disciplina e i suoi protagonisti al servizio dei bambini ricoverati, offrendo occasioni di gioco e socialità attraverso lo sport. “Ritengo che una federazione attenta a tematiche sociali debba fare anche questo – ha sottolineato Mazzone -. Non esistono solo Olimpiadi e medaglie, esistono anche e soprattutto questi progetti”.

– foto mec/Italpress –

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Voci su Manchester United e altri club, Conte fa chiarezza: “Nessuna trattativa, ricostruzioni infondate”

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ROMA (ITALPRESS) – Ha deciso di intervenire, di scendere in campo per mettere un freno alle voci che lo riguardano e per ribadire qual è la sua posizione, ma soprattutto per smentire ricostruzioni che definisce prive di fondamento. Antonio Conte affida il suo pensiero ai social, un modo per fare chiarezza dopo le tante voci che accostano il suo nome soprattutto al Manchester United, ma anche alla Juventus e ad altri club ancora.

“Alla luce delle indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni da diversi organi di informazione, in Italia e all’estero, ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza. Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non vi è alcuna trattativa in fase avanzata – assicura il tecnico leccese -. Dopo una splendida e vincente esperienza alla guida del Napoli, mi prenderò il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una scelta ponderata, che farò quando riterrò che vi siano le condizioni giuste. Ho letto di presunte richieste economiche e di pieni poteri che avrei già avanzato alle società citate, così come di riserve legate a quello che viene definito il mio un ‘carattere forte’. Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento poiché, allo stato attuale, non esistono elementi concreti sui quali basare simili valutazioni”.

Conte non esclude un ritorno immediato in pista, ma neanche di prolungare le sue riflessio, tutto dipenderà dal tipo di proposte che arriveranno. “Qualora si presentasse un’opportunità concreta, sarà il momento di confrontarsi con il club interessato e valutare insieme le condizioni di un eventuale accordo, nel rispetto delle reciproche esigenze e delle caratteristiche che contraddistinguono il mio lavoro di allenatore. Fino ad allora, ogni ipotesi sulle mie richieste e sul mio futuro professionale resta una supposizione e non può essere considerata come un fatto”, conclude Antonio Conte.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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