Cronaca
Le Pmi accelerano sul welfare aziendale, Terzo Settore protagonista
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il 75% delle piccole e medie imprese italiane, 3 aziende su 4, ha superato il livello medio di welfare aziendale. Triplica il numero di PMI con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 33,3% del 2024, con un aumento dell’8% negli ultimi due anni. Infine, si sono dimezzate le imprese a livello iniziale, il cui welfare consiste sostanzialmente nell’adozione delle misure previste dai contratti collettivi: dal 48,9% al 25,5%. Sono i dati che emergono dal Rapporto Welfare Index PMI 2024 sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione e promosso da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio), a cui hanno partecipato circa 7.000 imprese – più che triplicate rispetto alla prima edizione – di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia.
Dall’osservatorio presentato oggi emerge come si renda possibile fare leva sulle PMI per rinnovare il sistema di welfare del nostro Paese. L’area più matura, con un tasso di iniziativa del 56,4%, è la conciliazione vita – lavoro. Seguono a breve distanza salute e assistenza, previdenza e protezione, tutela dei diritti, delle diversità e inclusione sociale, tutte con un tasso superiore al 50%. L’iniziativa delle imprese a sostegno delle famiglie per la cultura e l’educazione dei figli, con il 10% di imprese attive, sta invece muovendo i primi passi.
Il Rapporto 2024 dedica un approfondimento a un grande protagonista della scena sociale ed economica italiana: il Terzo Settore, che conta 125.000 organizzazioni iscritte al RUNTS (Registro Unico degli Enti del Terzo Settore). Il non profit in senso più ampio coinvolge 894 mila dipendenti, quasi 4,7 milioni di volontari, e produce un valore pari al 5% del PIL.
Il Terzo Settore esercita un duplice ruolo nel welfare aziendale: da un lato offre soluzioni di welfare ai propri dipendenti, dall’altro agisce come fornitore di servizi alle imprese. Gli enti del terzo settore che hanno raggiunto un livello alto e molto alto di welfare aziendale sono il 59,3%, contro il 33,3% delle imprese for profit. E in quasi tutte le aree i tassi di iniziativa sono superiori alla media delle PMI. In due aree, quelle che costituiscono la missione sociale di molti enti, raggiungono livelli di iniziativa molto superiori: nella responsabilità sociale verso consumatori e fornitori (87,2% contro 27,2%) e nella tutela dei diritti, delle diversità e dell’inclusione (82,5% contro 50,4%).
Una quota significativa della spesa di welfare nel nostro paese è a carico diretto delle famiglie, che sostengono il 22% della spesa sanitaria italiana, il 71% di quella assistenziale per la cura dei figli e degli anziani, il 16% della spesa per l’istruzione. Il welfare aziendale, trasferendo parte di questa spesa dalle famiglie alle imprese e trasformandola da individuale a collettiva, agisce come fattore di efficienza e di equità.
Le PMI raggiungono 11,3 milioni di famiglie con lavoratori dipendenti, il 44% delle famiglie italiane, appartenenti a tutte le fasce sociali, di cui 3,2 milioni a vulnerabilità alta o molto alta. Possono quindi rafforzare il proprio ruolo sociale erogando sostegni mirati in relazione alla condizione familiare o alla presenza di fragilità connesse alla necessità di assistere figli o persone anziane. Inoltre, le imprese possono costituire la base di un nuovo welfare di prossimità perchè largamente diffuse nel territorio italiano: le PMI da 6 a 1.000 addetti, oggetto dell’indagine, sono 661.000.
Il 18% delle imprese oggetto dell’analisi sono caratterizzate da un welfare evoluto, ai più alti livelli di iniziativa e capacità gestionale, che considerano centrali gli obiettivi di soddisfazione dei lavoratori e di reputazione. Le aziende di questo profilo intendono il welfare come leva strategica per la sostenibilità dell’impresa e l’81% di esse ottiene i migliori risultati in termini di impatto sociale (il 53% molto alto). Determinanti l’impegno sociale coerente dell’impresa, la diffusione a tutti i livelli di una cultura aziendale orientata alla cura del benessere e alla valorizzazione delle persone, la valorizzazione delle iniziative con la comunicazione e il coinvolgimento dei collaboratori.
La quota di imprese con aumento di fatturato nel 2023 cresce pressochè linearmente con il livello di welfare aziendale, dal 28,8% di quelle con livello iniziale al 46,5% di quelle con livello molto alto. Gli anni successivi al contesto Covid, hanno visto una ripresa con velocità differenziate tra le piccole medie imprese italiane e quelle con livello molto alto di welfare aziendale hanno registrato la crescita più vigorosa, sia nel 2021 sia nel 2022. Rispetto agli indici di produttività, tanto il fatturato per addetto quanto il margine operativo lordo per addetto aumentano quasi linearmente al livello di welfare, raggiungendo i valori più elevati nel segmento delle imprese con livello molto alto di welfare aziendale: 470 mila euro in termini di fatturato per addetto (contro i 193 mila euro delle imprese con livello iniziale di welfare) e 29,4 mila euro in termini di margine operativo lordo per addetto (contro 10 mila euro).
Il welfare aziendale è poi correlato positivamente con la solidità finanziaria delle imprese: l’indebitamento, misurato come quota percentuale sul fatturato, decresce al crescere dei livelli di welfare, con una differenza di oltre cinque punti tra le imprese di livello iniziale (70,3%) e quelle di livello molto alto (64,5%). Inoltre, di particolare interesse è l’analisi della correlazione tra welfare aziendale e capacità competitiva delle imprese sui mercati internazionali: mediamente la quota di imprese esportatrici è dell’8%, ma passando dal livello iniziale ai livelli più elevati di welfare aziendale la quota quasi triplica, dal 5% al 14,1%.
Per la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, “la denatalità è la più grande questione del nostro tempò, per questo “il welfare assume una portata centrale e assolutamente decisiva, perchè dalla capacità del mondo produttivo di agevolare la conciliazione vita-lavoro e di essere accogliente nei confronti della genitorialità passa la rimozione di uno dei più grandi ostacoli, materiali ma anche culturali, che disincentivano la natalità. Abbiamo puntato molto sul coinvolgimento del lavoro e dell’impresa in questa sfidà ed “è un segnale incoraggiante il fatto che accanto all’impegno della politica e delle istituzioni si registri una crescente consapevolezza da parte del mondo produttivo” .
L’edizione 2024 del Rapporto Welfare Index PMI, ha aggiunto Giancarlo Fancel, Country Manger & CEO Generali Italia, “evidenzia come una parte sempre più rilevante delle PMI abbia un elevato livello di welfare aziendale, che utilizza in chiave strategica e che estende alle famiglie dei dipendenti, fino all’intera comunità in cui opera. Il tessuto imprenditoriale italiano composto dalle piccole e medie aziende assume, dunque, un ruolo sociale importante, diventando punto di riferimento sul territorio. Come Generali, siamo certi che attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato che coinvolga le Istituzioni, gli enti territoriali, le famiglie, le imprese e il terzo settore si possa contribuire in maniera importante a rinnovare il welfare del Paese e a guardare con fiducia al futuro”.
Per Giovanni Baroni, vicepresidente Confindustria e presidente Piccola Industria, “il welfare si dimostra ancora una volta un’eccezionale leva per accelerare crescita, produttività e sostenibilità nelle nostre imprese. Tante sono le sue declinazioni: dalla conciliazione vita-lavoro, alla formazione del capitale umano per arrivare alla salute e benessere. Su ognuna di queste le aziende possono dare un contributo importante, facendo la differenza. Tuttavia, guardando alle priorità, senza dubbio la sanità integrativa rappresenta un tassello centrale di ogni politica di welfare. Non mi sorprende, quindi, che la presenza di fondi e polizze integrative nelle Pmi sia in continua crescita. La sanità integrativa, infatti, oggi copre quasi 16 milioni di italiani tra lavoratori e familiari intercettando circa 4,5 miliardi di risorse, a testimonianza di quanto le aziende, attraverso i contratti collettivi, stiano investendo in questa importantissima tutela di welfare che non è più solo appannaggio delle imprese grandi, anzi. In un Paese come il nostro, dove la spesa pubblica per la salute rimane una delle più basse d’Europa, circa il 6,5% del Pil, quanto le imprese possono fare a supporto della tutela sanitaria di lavoratori e familiari è straordinario, a dimostrazione del grande ruolo sociale che svolgono ormai in ogni territorio. E il nostro auspicio è che possa crescere ancora, arrivando a raggiungere fasce ancora più ampie della popolazione italiana, in un’ottica di integrazione e supporto del Welfare State pubblico”.
Anche Davide Peli, presidente dei giovani imprenditori Confartigianato, ha evidenziato che “stare bene in azienda fa bene all’azienda e rappresenta anche un fattore ‘attrattivò nei confronti dei giovani, per i quali la flessibilità, le opportunità di autorealizzazione, l’attenzione alla responsabilità sociale d’impresa, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata sono elementi essenziali del rapporto di lavoro. Con il welfare aziendale si migliora la produttività, si ottimizzano le risorse economiche, si incrementa lo spirito di squadra indispensabile ad affrontare le nuove sfide imposte dalla trasformazione del mercato. Confartigianato è impegnata ad offrire risposte strutturate, servizi e assistenza alla crescente e diversificata domanda di welfare degli artigiani e delle micro e piccole imprese, delle famiglie e delle comunità. Da oltre 30 anni ci occupiamo del benessere dei nostri dipendenti con gli strumenti della bilateralità, garantendo interventi su misura per il sostegno al reddito, la tutela della salute, la formazione continua, l’aggiornamento professionale”.
Il Welfare Index PMI e i risultati della sua ricerca “si confermano fondamentali per le imprese del nostro comparto per poter misurare l’efficacia delle proprie iniziative di welfare e confrontarsi con le esperienze più avanzate del settore”, ha commentato Sandro Gambuzza, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura. “La presenza, anche quest’anno, di aziende associate alla Confederazione tra le premiate mi riempie di orgoglio e conferma l’attenzione che ha il settore primario italiano nella diffusone di efficaci politiche di welfare all’interno delle realtà aziendali. Dai risultati dell’ultimo rapporto appare evidente come le imprese stiano ormai raggiungendo un alto livello di welfare aziendale – ha continuato Gambuzza -, inteso in chiave strategica, estendendolo ai dipendenti e ai loro familiari, fino all’intera comunità. Parliamo di un ambito dagli importanti risvolti: dalle politiche di conciliazione vita-lavoro alla salute e all’assistenza per i familiari, dalla previdenza integrativa alla tutela dei diritti e delle pari opportunità, fino alla promozione dell’istruzione e della mobilità sociale per le nuove generazioni”.
Anche Laura Bernini, responsabile settore Welfare pubblico e privato di Confcommercio ha sottolineato che “le misure di welfare mirate a favorire una maggior conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento del secondo pilastro previdenziale e assistenziale rappresentano un importante aiuto per le famiglie e un significativo passo volto al superamento del gender gap occupazionale, retributivo e conseguentemente pensionistico. Il sistema multipilastro di welfare nel quale da sempre crediamo e il recente rinnovo del nostro CCNL vanno in questa direzione al fine di perseguire efficienza, equità e inclusività, agendo su servizi e costi che, in assenza di interventi di tipo collettivo, sarebbero oneri a carico delle famiglie e delle categorie più fragili”.
Infine Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha ricordato che “all’interno degli studi professionali il welfare ha radici profonde. Il prossimo anno celebreremo i vent’anni di attività della Cassa di assistenza sanitaria integrativa, nata dal Ccnl degli studi professionali per offrire prestazioni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai dipendenti di studio. Un lungo percorso che nel corso degli anni ha portato a estendere le tutele di welfare ai familiari dei lavoratori e quindi a tutto il personale di studio fino a coprire i professionisti datori di lavoro. Oggi il welfare è un albero robusto – come conferma il Rapporto Welfare Index Pmi 2024, al quale Confprofessioni contribuisce fin dalla prima edizione – che cresce e si ramifica giorno dopo giorno. Richiede, però, particolari cure per assecondare i profondi cambiamenti economici e sociali che si registrano all’interno delle imprese e degli studi. In quest’ottica s’innesta il recente rinnovo del Ccnl degli studi professionali. Il rafforzamento delle tutele e il potenziamento degli strumenti di welfare (pensiamo all’introduzione della giornata della prevenzione) si focalizza, in particolare, su quelle realtà di più piccole dimensioni, nella consapevolezza che la salute e il benessere di tutti coloro che operano negli studi sia alla base di ogni processo di crescita. L’obiettivo è favorire una maggior produttività, certo; ma soprattutto una sempre più diffusa cultura del benessere che si estende nella sicurezza, nella formazione, nel sostegno al reddito e nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, coinvolgendo sempre più i lavoratori autonomi”.
– Foto xi2/Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Scherma, Banca del Fucino title sponsor del Circuito nazionale Cadetti e Giovani
Pubblicato
1 ora fa-
2 Novembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Prenderà il via il 6 e 7 novembre da Catania, sede della Prima Prova Nazionale di spada, il percorso verso i Campionati Italiani Cadetti e Giovani “Banca del Fucino” di Roma 2027. Per la prima volta nella storia, da quest’anno il circuito della Federazione Italiana Scherma (FIS) dedicato alle categorie Under 17 e Under 20 ha un “title sponsor”, Banca del Fucino, che accompagnerà nel proprio percorso agonistico i protagonisti delle future Nazionali azzurre. “La scelta – si legge in una nota – si inserisce nell’accordo che lega Banca del Fucino alla FIS come Official Partner per la stagione sportiva 2026/2027, una collaborazione che si articola in attività agonistiche, istituzionali e di promozione della disciplina”.
Dopo la prima tappa di spada a Catania il percorso toccherà Ferrara a fine novembre per la Prima Prova Nazionale di sciabola e fioretto, e successivamente Roma a febbraio e Riccione ad aprile, sedi rispettivamente della Seconda e della Terza Prova Nazionale per tutte e tre le armi. Sei mesi di competizioni in cui saranno in palio i pass per le finali dei Campionati Italiani Cadetti e Giovani “Banca del Fucino” 2027, in programma a maggio nella Capitale, dove verranno assegnati i titoli tricolori.
“Il sostegno alle giovani promesse della scherma italiana – continua la nota – rappresenta per Banca del Fucino un ulteriore tassello del proprio impegno a favore dello sport e della crescita delle nuove generazioni. Come banca del territorio e delle comunità, l’Istituto riconosce nella pratica sportiva giovanile un percorso di sviluppo umano e formativo, fondato su valori – rispetto, dedizione, determinazione, inclusione – che guidano quotidianamente il proprio operato”.
“E’ un grande piacere per la Federazione intraprendere questo nuovo percorso insieme a Banca del Fucino, a supporto del movimento giovanile – le parole del Presidente federale Luigi Mazzone. Con i vertici dell’Istituto, che ringrazio per l’attenzione mostrata verso la nostra disciplina, al momento della stipula dell’accordo come Official Partner è stata immediatamente individuata e condivisa l’importanza di sostenere in particolare le categorie Under 17 e Under 20, dove gareggiano e si formano i protagonisti delle Nazionali azzurre del domani. Una decisione che si fonda anche, e soprattutto, sull’importanza che la pratica sportiva rappresenta in quella fascia d’età. E’ una scelta dal significato profondo, che va ben oltre l’aspetto meramente agonistico, che pure sulle nostre pedane è sempre molto rilevante, ma che esprime un cammino di crescita umana e valoriale per le ragazze e i ragazzi di tutta Italia”.
“Scegliere di accompagnare come title sponsor il percorso delle categorie Under 17 e Under 20 significa per noi stare accanto a giovani atlete e atleti nel momento in cui costruiscono, sulle pedane come nella vita, il proprio futuro”, ha dichiarato Francesco Maiolini, Amministratore Delegato di Banca del Fucino. “In quella fase lo sport è palestra di disciplina, rispetto e dedizione, gli stessi valori che ci ispirano nell’essere una banca vicina alle comunità e ai territori. Siamo orgogliosi di affiancare la Federazione Italiana Scherma in un viaggio che culminerà nella nostra città, Roma, nel 2027, sostenendo in modo concreto il talento e l’impegno delle nuove generazioni”.
– news in collaborazione con Banca del Fucino –
– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
(ITALPRESS).
Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 2/11/2026
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1 ora fa-
2 Novembre 2026di
Redazione
MILANO – Tg Lombardia – 02/11/2026 MILANO In questa edizione: Pavia, rapina alla gioielleria Bluespirit del Carrefour Vigentina: banditi in fuga – Miradolo Terme, assalto esplosivo al bancomat del Banco Bpm: bottino da 10mila euro macchiato – Milano, maxi operazione contro la criminalità giovanile: oltre 19mila controllati – Sanità, Bertolaso denuncia l’assalto al fondo nazionale: Lombardia a rischio taglio da 227 milioni – Milano, il Museo Diocesano festeggia 25 anni tra restauri e ingressi gratuiti – Milano, 14 nuovi iscritti al Famedio: da Ornella Vanoni a Franco Baresi – Oltrepò Pavese, prima neve della stagione in Alta Valle Staffora sopra i mille metri – Pronto Meteo Lombardia, martedì 3 novembre clima più freddo e nuvolosità in aumento.
PAVIA, RAPINA ALLA GIOIELLERIA BLUESPIRIT DEL CARREFOUR VIGENTINA: BANDITI IN FUGA Nuovo colpo ai danni delle gioiellerie nei centri commerciali pavesi. Nel primo pomeriggio di lunedì 2 novembre una banda di malviventi incappucciati ha assalito il punto vendita Bluespirit all’interno del Carrefour sulla Vigentina a Pavia. I rapinatori hanno sfondato le vetrine e infranto gli espositori a colpi di martello per poi darsi alla fuga in pochissimi minuti tra il panico dei clienti e la chiusura d’emergenza dei negozi vicini. L’episodio arriva a soli quattro giorni dal tragico assalto con analoga modalità avvenuto all’Iper di Montebello della Battaglia. Sul posto la Polizia di Stato per i rilievi.
MIRADOLO TERME, ASSALTO ESPLOSIVO AL BANCOMAT DEL BANCO BPM: BOTTINO DA 10MILA EURO MACCHIATO Nuovo colpo della banda dei bancomat in provincia di Pavia. Intorno alle 2 di notte a Miradolo Terme tre malviventi a volto coperto hanno fatto esplodere lo sportello della filiale Banco Bpm, provocando il crollo del controsoffitto. I malviventi sono fuggiti con circa 10mila euro in contanti, ma le banconote sono state irrimediabilmente macchiate dall’inchiostro antirapina attivato dall’esplosione. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Stradella per avviare le indagini.
MILANO, MAXI OPERAZIONE CONTRO LA CRIMINALITÀ GIOVANILE: OLTRE 19MILA CONTROLLATI Vasta operazione di prevenzione della Polizia di Stato a Milano e provincia contro i reati giovanili: controllate 19.109 persone, tra cui 1.877 minorenni. Arrestati 54 maggiorenni e 25 minori responsabili di spaccio, lesioni, rapina, devastazione e saccheggio, mentre altri 98 ragazzi sono stati denunciati a piede libero. I controlli a tappeto si sono concentrati in parchi, stazioni, locali commerciali e luoghi d’aggregazione.
SANITÀ, BERTOLASO DENUNCIA L’ASSALTO AL FONDO NAZIONALE: LOMBARDIA A RISCHIO TAGLIO DA 227 MILIONI Durissimo attacco dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso contro l’ipotesi di rimodulazione a fine esercizio del fondo sanitario nazionale avanzata da altre Regioni. Bertolaso ha parlato di un vero e proprio assalto alla diligenza guidato dall’Abruzzo che penalizzerebbe Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per oltre mezzo miliardo di euro, con un taglio stimato per la sola Lombardia pari a 227 milioni di euro. L’assessore ha definito inaccettabile e imbarazzante la richiesta presentata a soli due mesi dalla conclusione dell’anno finanziario 2026.
MILANO, IL MUSEO DIOCESANO FESTEGGIA 25 ANNI TRA RESTAURI E INGRESSI GRATUITI Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano compie 25 anni e festeggia giovedì 5 novembre con una giornata ad ingresso gratuito e visite guidate speciali. In occasione del quarto di secolo dell’istituzione, presentati i restauri delle tele di Guido Reni ed Emilio Longoni, oltre a un ricco calendario che vedrà a dicembre i presepi di Dalmine e del Landonio e l’arrivo dell’Annunciazione di Artemisia Gentileschi in prestito da Capodimonte. Soddisfatti la direttrice Nadia Righi e il presidente monsignor Luca Bressan per la crescita e l’apertura del museo alla città.
MILANO, 14 NUOVI ISCRITTI AL FAMEDIO: DA ORNELLA VANONI A FRANCO BARESI Cerimonia al Cimitero Monumentale di Milano per l’iscrizione di 14 nuovi cittadini illustri nel Famedio. Tra i nomi figurano la cantante Ornella Vanoni, l’ex capitano del Milan Franco Baresi, don Antonio Mazzi, il giornalista Bruno Pizzul, il fotografo Giovanni Gastel e il politico Gianni Cervetti. Durante la commemorazione, il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato come le loro vite rappresentino energie straordinarie di creatività e impegno per guardare al futuro con fiducia.
OLTREPÒ PAVESE, PRIMA NEVE SOPRA I MILLE METRI Primo assaggio invernale in Oltrepò Pavese: un improvviso calo termico accompagnato da brevi temporali ha portato i primi fiocchi di neve sopra i mille metri di quota nel pomeriggio di domenica 1 novembre. Una leggera spolverata bianca ha interessato Pian del Poggio, Cencerate, Pian dell’Armà, Brallo di Pregola e il Passo della Scaparina, inaugurando la stagione nevosa in Alta Valle Staffora senza causare disagi alla viabilità.
PRONTO METEO LOMBARDIA, MARTEDÌ 3 NOVEMBRE PIÙ FREDDO E NUVOLE IN AUMENTO Previsioni del tempo in Lombardia per la giornata di martedì 3 novembre a cura di 3B Meteo. Flussi più freddi determineranno una giornata con cieli da poco a parzialmente nuvolosi al mattino sulle pianure occidentali, con nuvolosità in progressivo aumento dal pomeriggio. Maggiore variabilità sui settori orientali e sulle Orobie ma in un contesto privo di piogge rilevanti. Venti deboli e zero termico attorno ai 2.000 metri. Per tutti i dettagli aggiornati consultare 3bmeteo.com o prontometeo.it.
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Cronaca
Webuild, investimenti ferroviari in manovra spingono occupazione e sviluppo
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3 ore fa-
2 Novembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Manutenzione, sicurezza, tecnologia e continuità degli investimenti: la legge di Bilancio punta a tenere in movimento la macchina ferroviaria italiana. A disposizione c’è una dotazione importante: 5,43 miliardi nel biennio 2027-2028 per i Contratti di Programma tra il ministero delle Infrastrutture e Rfi. Non si tratta di una somma indistinta, ma di due capitoli con funzioni differenti. Il primo riguarda la manutenzione straordinaria della rete, il secondo gli investimenti infrastrutturali veri e propri.
Se c’è un’opera che racconta bene la complessità delle sfide in corso è il Terzo Valico dei Giovi. Un progetto destinato a modificare la geografia dei collegamenti tra il sistema portuale ligure, la pianura padana e il cuore dell’Europa. Non soltanto una nuova ferrovia, ma il pezzo fondamentale del corridoio logistico che renderà più competitivo il porto di Genova e potenzierà il collegamento tra Genova e Milano.
La sua importanza strategica è fuori discussione. Altrettanto evidente è la complessità della realizzazione. Il progetto del Terzo Valico, insieme al Nodo ferroviario di Genova e al potenziamento di Genova Campasso, costituisce oggi un intervento del valore complessivo di 10,6 miliardi. Di questi, 8,5 riguardano il Terzo Valico propriamente detto, 1,513 miliardi il Nodo di Genova e 612 milioni il potenziamento di Genova Campasso.
I numeri spiegano perchè quest’opera è diventata uno dei banchi di prova più impegnativi della politica infrastrutturale italiana. I lavori sono cominciati nell’aprile 2012 e dovrebbero concludersi nel 2027. Il Terzo Valico è anche un’opera tecnicamente complessa, come sottolinea Luigi Vianello, Vice President Corporate Identity, Communication and Institutional Affairs di Webuild, il gruppo che guida il consorzio Cociv, contraente generale dell’opera.
Vianello parte da una considerazione che, nel dibattito sugli investimenti pubblici è messo spesso in secondo piano: “Gli stanziamenti pubblici per il settore ferroviario finanziano opere a servizio dei cittadini e del Paese, realizzate per conto di Rfi, la committente, e coprono il lavoro dell’intera filiera, dai fornitori ai subappaltatori”.
La precisazione ha un significato preciso. Quando si parla di una grande infrastruttura, non è in gioco soltanto il rapporto tra Stato e grande impresa costruttrice. Attorno al cantiere ruota una catena di aziende, fornitori, lavoratori e subappaltatori che partecipano materialmente alla realizzazione dell’opera. Il finanziamento pubblico entra in un sistema produttivo molto più ampio rispetto al nome che compare sul cartello all’ingresso del cantiere.
Vianello indica due fattori che hanno inciso sull’esecuzione dell’opera. Il primo è geologico. “Le condizioni geologiche del terreno, diverse dalle attese, hanno richiesto un cambio della tecnica di scavo”. Il secondo fattore è economico. “L’aumento dei prezzi di materie prime ed energia, legato al quadro macroeconomico e geopolitico, ha inciso su contratti firmati a prezzi precedenti ai rincari, con effetti sull’esecuzione dei lavori e su tutte le imprese coinvolte”, spiega il rappresentante di Webuild.
E’ la fotografia di un problema che ha investito tutta l’industria delle costruzioni: contratti stipulati in un contesto di prezzi poi modificati dall’aumento dei costi dell’energia, dell’acciaio, dei materiali e dei trasporti.
La precisazione più interessante riguarda il ruolo del consorzio Cociv. “Nel Terzo Valico il consorzio, guidato da Webuild, è contraente generale e agisce da stazione appaltante verso le imprese a cui affida i lavori. Una parte rilevante delle risorse è quindi destinata a fornitori e subappaltatori”.
Significa che bisogna sostenere una filiera industriale che lavora nei cantieri. Le risorse servono a consegnare ai cittadini infrastrutture strategiche.
C’è un passaggio che merita di essere sottolineato. Ed è quello nel quale il manager di Webuild sposta il discorso dal cantiere al quadro di riferimento complessivo. “La programmazione degli investimenti e la copertura finanziaria sono competenza delle istituzioni”. Investire in infrastrutture, aggiunge Vianello, «significa dotare il Paese di opere che producono benefici nel lungo periodo”. Webuild, conclude Vianello, “opera nel rispetto dei contratti e delle norme vigenti e prosegue il confronto con la committenza e con le istituzioni, nell’interesse del sistema Paese, per consegnare le opere strategiche in corso”.
Il Terzo Valico, con i suoi chilometri di gallerie, è forse il simbolo più efficace del valore di queste opere: collegare meglio Genova con il Nord Italia e con l’Europa, rendendo il sistema portuale ligure più competitivo, e dare lavoro a una filiera industriale ampia, nell’ottica di un investimento di lungo periodo per il Paese.
– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).


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