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Economia

Webuild sale al 26,85% di Trevi, Salini “Fiduciosi di portare a termine l’Opa”

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MILANO (ITALPRESS) – “Siamo fiduciosi di portare a termine l’operazione su Trevi: abbiamo un progetto chiaro e le risorse per realizzarlo. Oggi abbiamo fatto un passo concreto, acquistando il 21,9% del capitale e salendo a quota 26,85%. Con il prezzo di 5,165 euro per azione, che rientra nell’intervallo di congruità del valore indicato dagli advisor del CdA di Trevi, Webuild riconosce oggi un premio di circa il 49% sul prezzo ufficiale del 26 giugno 2026, data di riferimento dell’offerta”: lo ha detto l’Amministratore Delegato di Webuild Pietro Salini. “Trevi è un’eccellenza italiana nelle fondazioni speciali che con Webuild potrà cogliere ulteriori opportunità di sviluppo grazie alla nostra presenza sui mercati internazionali, a beneficio dei suoi lavoratori e della filiera. Si è presentata l’opportunità di acquistare alcuni blocchi rilevanti di azioni Trevi e l’abbiamo colta prontamente”, ha spiegato Salini evidenziando che “si avvicina l’obiettivo, perchè con il 26,85% in mano il percorso verso la soglia è più breve, sostenibile, perchè l’offerta è interamente finanziata dal Gruppo che ha una posizione finanziaria positiva, e perchè il prezzo di 5,165 euro, che viene riconosciuto a tutti, anche a chi ha già aderito all’offerta, è estremamente interessante per gli azionisti”.
“Alla base dell’operazione c’è un solido progetto industriale”, ha aggiunto l’AD. “L’obiettivo è valorizzare Trevi: darle accesso a una piattaforma da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini; far crescere l’occupazione in Italia e all’estero e costruire una soluzione integrata, più competitiva nelle grandi gare”, ha concluso.
Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie Trevi, il gruppo ha raggiunto un accordo con Praude Asset Management Limited, per l’acquisto di complessive 9.125.702 azioni Trevi, pari al 13,916% del capitale.
Successivamente il gruppo ha comprato sul mercato altre 5.203.726 azioni, pari ad una quota del 7,9%, attraverso otto operazioni ad un prezzo non superiore a 5,165 euro. Dopo gli acquisti, Webuild detiene complessivamente una quota pari a circa al 26,85% del capitale sociale e dei diritti di voto. Poichè l’accordo con Praude Asset Management Limited è stato effettuato a un prezzo superiore al corrispettivo dell’Opa, sarà riconosciuto a tutti i soci che aderiranno all’Offerta, inclusi quelli che lo hanno già fatto, un corrispettivo pari a 5,165 euro per azione.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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Federico Bricolo confermato nel board di UFI per il triennio 2026–2029

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VERONA (ITALPRESS) – Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, è stato rieletto nel consiglio di amministrazione di UFI, The Global Association of the Exhibition Industry. Il nuovo mandato triennale prenderà il via dopo l’assemblea generale del 2 novembre, in occasione del 93° congresso mondiale dell’associazione, in Bahrain.

La conferma rinnova l’incarico assunto da Bricolo nel 2023 e consolida la presenza di Veronafiere negli organismi di rappresentanza del sistema fieristico internazionale. Fondata nel 1925, UFI riunisce oggi 900 realtà in 90 nazioni, tra organizzatori di manifestazioni, gestori di quartieri fieristici, associazioni di categoria e partner del settore, che rappresentano direttamente oltre 50 mila addetti.

Il consiglio di amministrazione di UFI, composto da un massimo di 61 membri ed eletto ogni tre anni, dà attuazione alle decisioni dell’assemblea generale, definisce le politiche dell’associazione ed elabora proposte sui temi che riguardano le fiere internazionali, da sottoporre al voto degli associati.

 “Ringrazio l’assemblea generale di UFI e la sua presidente, Panittha Buri, per avermi rinnovato la fiducia. Questa conferma ci permette di proseguire il lavoro avviato nel 2023, portando nel confronto internazionale l’esperienza di Veronafiere come organizzatore diretto di manifestazioni e strumento di sviluppo per le imprese dal 1898 – dichiara Federico Bricolo, presidente di Veronafiere -. In uno scenario in cui cambiano mercati e relazioni commerciali, le fiere hanno un compito preciso: favorire l’incontro tra domanda e offerta e accompagnare le aziende, soprattutto le piccole e medie, nell’accesso a nuove opportunità di business. La presenza nel board di UFI consente di condividere competenze e contribuire a scelte comuni per rafforzare questa funzione. Un impegno coerente con il percorso di internazionalizzazione dei nostri marchi e con l’attività di buyer attraction all’estero verso le manifestazioni di Verona”. 

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-Foto ufficio stampa Veronafiere-
(ITALPRESS).

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Economia

Resca “L’aumento dell’inflazione comprime le capacità di spesa delle famiglie”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’aumento dell’inflazione al 5,4% rischia di riaprire una fase che speravamo di esserci lasciati alle spalle ed è una cattiva notizia per le famiglie e per il commercio. Se energia e alimentari tornano a correre, il primo effetto è una compressione della capacità di spesa delle famiglie. Quando cresce il peso delle bollette e del carrello della spesa, si riducono le risorse destinate ai consumi discrezionali, con ripercussioni dirette sul commercio, sulla ristorazione e sui servizi. Le famiglie stanno tornando a fare i conti con una tassa occulta: l’inflazione. Se cresce il costo della vita, si svuotano i carrelli e si rinviano gli acquisti. Il commercio è il primo a registrare questo cambio di comportamento e temiamo che il periodo natalizio possa essere penalizzato da una crescente prudenza delle famiglie”. Così Mario Resca, presidente di Confimprese, commentando i dati Istat. 

-Foto IPA Agency-
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Economia

Panetta “Economia italiana e Ue mostrano tenuta superiore alle attese”. Patuelli “Da dichiarazioni su manovra un mosaico preoccupante”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il risparmio è un patto con il futuro: si consuma meno oggi per costruire il benessere di domani. Questo patto regge se il risparmio trova impieghi capaci di generare crescita e se il suo valore è preservato”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo alla 102esima Giornata Mondiale del Risparmio. “Le tensioni geopolitiche, lo shock energetico e la diffusione dell’intelligenza artificiale mettono alla prova entrambe le condizioni: l’inflazione erode il valore del capitale accumulato, il rialzo dei tassi ne modifica la remunerazione, l’innovazione ridefinisce le opportunità e i rischi del suo impiego”, ha aggiunto.

“L’economia europea sta mostrando, come quella italiana, una tenuta superiore alle attese. Le prospettive sono però offuscate dallo shock energetico, oltre che dai rischi geopolitici e dalle tensioni finanziarie; gli effetti dell’inflazione e dei maggiori costi di finanziamento potrebbero acuirsi nei prossimi mesi”. “Restano ferme due esigenze fondamentali: garantire la stabilità dei prezzi e mantenere una politica di bilancio prudente”, ha aggiunto. “Sono forme indispensabili di tutela del risparmio. Ma non bastano. La protezione del risparmio richiede un’economia capace di crescere e di generare reddito”, ha spiegato.

Il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato che “l’Europa e l’Italia dispongono di una ricchezza ingente, ma non riescono a metterla pienamente a frutto per finanziare l’innovazione e accrescere la produttività. Senza crescita diventa difficile sostenere la previdenza, la sanità e l’assistenza in società che invecchiano; senza crescita si restringono le possibilità dei giovani di trovare un lavoro adeguato, rendersi autonomi, formare una famiglia”.

“In Italia occorre impiegare meglio la ricchezza finanziaria. A ciò si aggiunge un altro problema: il flusso di risparmio delle famiglie si è ridotto nel tempo, e chi più avrebbe bisogno di accumulare – i giovani – ha meno possibilità di farlo. È un tema cruciale per il benessere futuro di una società che invecchia, in cui la previdenza complementare dovrà sempre più integrare la pensione pubblica”. “Il calo del risparmio registrato dal 2000 è dovuto al ristagno dei redditi e alla minore propensione ad accumulare. La minore propensione al risparmio ha motivazioni finanziarie e demografiche”, ha concluso.

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MANOVRA, PATUELLI “DA DICHIARAZIONI UN MOSAICO PREOCCUPANTE”

“Daremo una valutazione compiuta ed esauriente quando sarà depositata e stampata in Parlamento la legge di bilancio”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. “Dalle varie dichiarazioni fatte in questi giorni, è venuto fuori un mosaico preoccupante, perché verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale attraverso l’Ires e ci sarebbe un ancor più gravoso aggravio per l’Irap. Tutto questo ricade sugli azionisti, le banche sono tutte private. Il prelievo alle fondazioni – ha aggiunto – crea problemi in termini di metodo, perchè l’anno scorso era stato raggiunto un accordo. In termini di sacrifici, per tre anni, passato un anno, quell’accordo stabilito non viene abolito ma viene aggravato da queste misure”. Il presidente dell’Abi si augura che “prima che lo stampato veda la luce ci sia una riflessione, anche perchè la stagione delle crisi bancarie non è stata dimenticata”.

GIORGETTI “MANOVRA PRUDENTE, PIÙ DI QUANTO MOLTI AVREBBERO VOLUTO”

“Per l’Italia la stabilità dei conti viene prima di qualsiasi politica economica. Prima la stabilità poi la crescita, la stabilità si costruisce prima che serva”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “La legge di Bilancio appena presentata è prudente, più prudente di quanto molti avrebbero voluto“, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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