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UNA VOGHERA COMMOSSA HA SALUTATO CRISTINA FRAZZICA

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UNA VOGHERA COMMOSSA HA SALUTATO CRISTINA FRAZZICA
Una città intera si è stretta attorno al dolore dei genitori e della sorella di Cristina Frazzica. Voghera l’ha salutato così, con la presenza del sindaco Paola Garlaschelli, amici e rappresentanze di associazioni come la Croce Rossa, dove Cristina ha militato nei giovani pionieri con la sorella Martina (partecipando anche alle sfilate vintage organizzate sul territorio da Luisa Dosseni) e all’uscita della bara anche la banda cittadina, prima dell’ultimo viaggio verso il Cimitero Maggiore. La biologa 30enne si era trasferita a Napoli da qualche mese per lavoro, ma i suoi cittadini non l’hanno certo dimenticata, a dimostrazione della gran folla presente in Duomo, con il funerale presieduto dal parroco Don Cristiano Orezzi, che ha messo proprio in luce il grande senso di generosità di Cristina. Nel manifesto funebre la sua foto ha alle spalle il mare, la sua grande passione. E nel mare, in quel mare splendido di Posillipo che aveva immortalato anche nella sua ultima story sui social, ha trovato la morte Domenica scorsa, quando attorno alle 18 è stata travolta da uno yacht, mentre stava trascorrendo una giornata serena in kayak insieme al suo compagno. Venerdì si è svolta l’autopsia, disposta dalla Procura di Napoli, per chiarire le dinamiche dell’incidente e stabilire se le ferite riportate siano state immediatamente fatali o se un tempestivo intervento avrebbe potuto salvarle la vita. Occorreranno 60 giorni di tempo per sapere come sono andate le cose. L’inchiesta ha identificato come unico indagato Guido Furgiuele, un avvocato napoletano che si trovava a bordo del cabinato di 18 metri che ha colpito il kayak, l’uomo dice di non essersi accorto di nulla ed è tornato indietro per prestare soccorso al compagno di Cristina, che così si è salvato e ha raccontato quanto era accaduto. Si indaga per omicidio e omissione di soccorso. I familiari hanno chiesto rispetto per il loro dolore, spiega il loro legale, in questo momento cercano solo verità e giustizia.

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Crescere Insieme – 26 Luglio 2026

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L’incontro con Don Franco Tassone, parroco del SS.mo Salvatore e della Chiesa del Sacro Cuore a Pavia. Sacerdote da sempre a fianco degli ultimi, è responsabile della Caritas Pavese e per anni ha guidato la Casa del Giovane, allievo del venerabile Don Enzo Boschetti.

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Quando il territorio diventa solo una passerella

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.

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