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Cronaca

Il genio di Milano in mostra alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo

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MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 23 novembre 2024 al 16 marzo 2025 nel suo museo di Milano delle Gallerie d’Italia, la mostra Il genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento a cura di Marco Carminati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Paola Zatti, che racconta come il capoluogo lombardo sia stato da sempre luogo di innovazione anche in campo storico-artistico.
L’esposizione, dal forte carattere identitario per la città di Milano, è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e vede la collaborazione delle più importanti istituzioni culturali milanesi, come la Veneranda Fabbrica del Duomo, il Museo Diocesano, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli, la Biblioteca Nazionale Braidense, la GAM, il Museo del Novecento, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, molte delle quali organizzeranno nei prossimi mesi iniziative in dialogo con le Gallerie d’Italia.
In mostra 140 opere tra dipinti, marmi, manoscritti, disegni, sculture, provenienti dalle raccolte e dai depositi dei musei milanesi e da musei nazionali e internazionali come il Mart di Rovereto, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Galleria Borghese di Roma, Kunsthistorisches Museum di Vienna, oltre che da Fondazioni, collezioni private e dalla collezione Intesa Sanpaolo.
Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: ‘Le Gallerie d’Italia ospitano un grande progetto espositivo che potremmo dire ‘identitariò, perchè offre al pubblico, milanese e non, l’occasione di riflettere sulla storia culturale della città e sulla sua straordinaria capacità, immutata nel corso dei secoli, di accogliere gli artisti stranieri, recependone le novità. Un omaggio quindi a Milano come crocevia delle arti, come città inclusiva e cosmopolita, alla cui realizzazione hanno concorso prestigiose realtà cittadine, prima fra tutte la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, oltre a importanti musei nazionali e internazionali. Proprio il clima di profonda collaborazione ha reso possibile proporre una mostra di particolare bellezza e qualità, che testimonia il forte e storico legame di Intesa Sanpaolo con la città, le sue istituzioni e la sua comunità’.
Milano, città inclusiva per vocazione, è sempre stata aperta nel corso dei secoli alle innovazioni portate da artisti forestieri che vi hanno trovato grandi opportunità per realizzare le loro ispirazioni, anche grazie a un mecenatismo e a un collezionismo lungimiranti.
Il percorso espositivo, organizzato in sezioni tematiche e cronologiche, parte dal Medioevo, quando l’attività del grande cantiere del Duomo era guidata da maestranze tedesche, fino al Novecento, quando un sistema di gallerie ed esposizioni unico in Italia e di respiro internazionale attraeva verso il capoluogo lombardo grandi personalità da tutto il mondo con nuove idee, decisive per aggiornare il gusto, le tradizioni locali e la realtà artistica milanese.
Tale fervore creativo viene illustrato in mostra attraverso dieci episodi significativi che, nel corso della storia, hanno fatto di Milano un’officina privilegiata delle innovazioni.
Il percorso inizia con una suggestiva rievocazione delle vicende del Duomo, documentate attraverso una serie di sculture, provenienti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, destinate a popolare le fiancate e le guglie dell’imponente mole gotica, e alcuni significativi esempi delle vetrate dipinte, che per l’occasione sono state calate direttamente dalle finestre del Duomo di Milano. Questa prima sezione ci offre la possibilità di capire come gli artisti locali prendano il sopravvento dopo che le maestranze nordiche avevano avviato il cantiere, forti delle esperienze maturate nelle grandi cattedrali del Nord Europa.
La mostra prosegue con un capitolo cruciale per la storia artistica della città, segnato dalla presenza di Leonardo alla corte degli Sforza. I suoi progetti rinnovano l’urbanistica della città e fanno di Milano uno dei centri più interessanti del Rinascimento. Una significativa scelta di disegni conservati alla Pinacoteca della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e alcuni dipinti dei suoi stretti seguaci, ci restituiscono la qualità delle sue invenzioni e l’impronta indelebile lascata dal maestro da Vinci nella cultura artistica milanese.
Una sezione della mostra è dedicata al mecenate e collezionista Cardinale Federico Borromeo che portò, in una città aperta ai commerci e agli scambi internazionali, la passione per la pittura fiamminga e i nuovi generi del paesaggio e della natura morta. Le opere, spesso di piccolo formato e dipinte su preziosi supporti di tavola e di rame, sono esposte su file sovrapposte, secondo il gusto tipico dell’epoca.
Il percorso espositivo approfondisce anche la relazione privilegiata di Milano con Venezia, i cui artisti primeggiano nell’Europa della prima metà del Settecento. Pittori come Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo vengono accolti nella capitale del Ducato in momenti diversi, tra gli ultimi anni del Seicento e gli anni Trenta e Quaranta del nuovo secolo, e le loro opere aprono nuovi orizzonti permettendo l’aggiornamento dei maestri locali sia nel genere mitologico che sacro.
Nella seconda metà del Settecento, grazie alla profonda opera riformatrice dell’imperatrice Maria Teresa e del figlio Giuseppe II e all’impegno degli intellettuali del ‘Caffè’, quali Pietro Verri e Cesare Beccaria, Milano diventa uno dei grandi centri dell’Illuminismo europeo.
Una pagina importante della storia milanese è quella del grande architetto Giuseppe Piermarini, che rinnovò radicalmente la città edificando nuovi palazzi per la nobiltà e per la borghesia emergente e realizzando decisivi interventi nel tessuto urbano, che trasformano Milano in una metropoli moderna. Dal Palazzo Belgiojoso alla Villa Reale di Monza, dal Teatro alla Scala ai Giardini Pubblici, sfilano le immagini della nuova Milano neoclassica.
Tra gli anni felici della prima dominazione asburgica e quelli esaltanti dell’età napoleonica, quando Milano diventa la capitale di due Repubbliche, Cisalpina e Italiana e in seguito del Regno d’Italia, la città lombarda si afferma come il maggiore centro italiano del Neoclassicismo, un movimento che allora stava modificando il gusto in tutta Europa, insidiando il primato di Roma.
La mostra documenta la presenza degli artisti che, come i toscani Giuliano Traballesi e Giuseppe Franchi, hanno decorato i palazzi progettati da Piermarini per una nobiltà, come i Belgiojoso, aperta alle novità. Questo contesto così stimolante favorirà il successo di Andrea Appiani che, nominato pittore di Napoleone, dominerà la scena artistica nel periodo della dominazione francese, quando il fasto della corte attirerà a Milano artisti celebri, come il mosaicista e bronzista romano Giacomo Raffaelli. Nella promozione della riforma neoclassica fu decisivo il ruolo dell’Accademia di Brera, diventata presto la prima d’Italia grazie alla presenza nel suo corpo insegnante di maestri affermati come il fiorentino Luigi Sabatelli.
Una sezione è dedicata a pittori e scultori ambiziosi come Pelagio Palagi, Francesco Hayez, Massimo d’Azeglio, Carlo Canella, Alessandro Puttinati, che si erano formati tra Roma e Parigi e vengono a stabilirsi a Milano per le opportunità offerte da una città sempre più europea, come riconosciuto da Stendhal, che è divenuta ormai la capitale culturale d’Italia in ambito letterario, musicale e artistico. Sono loro che, seguiti dai maestri locali come Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara e Angelo Inganni, conquistano un collezionismo colto facendo di Milano nella prima metà dell’Ottocento il centro riconosciuto del Romanticismo, destinato a trasformare profondamente la sensibilità e la concezione stessa del bello.
Dopo l’Unità d’Italia nasce il mito di Milano come ‘capitale moralè, per il suo incalzante sviluppo economico e sociale che ne fa l’unica città veramente moderna e internazionale della nuova nazione. E’ negli ultimi dieci anni del XIX secolo che le grandi esposizioni e il mercato dell’arte in mano a operatori audaci come Vittore Grubicy favoriscono la nascita di un movimento come il Divisionismo, ispirato alle più avanzate esperienze europee e destinato a rinnovare radicalmente la visione, tanto da anticipare nel secolo successivo il Futurismo. In mostra opere di pittori come Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si ritrovano a Milano per confrontarsi su ideali e aspirazioni comuni, ma con linguaggi differenti, preparando il terreno all’affermazione di Umberto Boccioni, il grande artefice del passaggio dal Divisionismo al Futurismo.
Si deve a un personaggio come la veneziana Margherita Sarfatti, la cui immagine si ritrova al centro della penultima sezione, la promozione e l’affermazione di un movimento come il Novecento, che fa di Milano un punto di riferimento del cosiddetto ‘ritorno all’ordinè dominante la scena artistica europea negli anni tra le due guerre. Le mostre da lei realizzate ed esportate con successo in tutto il mondo fanno la fortuna internazionale di artisti come Mario Sironi, Achille Funi, Arturo Martini e Francesco Messina.
La decima e ultima sezione sviluppa il singolare rapporto che ha legato l’eccentrico scultore Adolfo Wildt ai suoi due giovani allievi all’Accademia di Brera Lucio Fontana e Fausto Melotti. Viene rievocato, attraverso una serie di opere eccezionali che li mettono a confronto con il maestro, il loro straordinario percorso che li porterà dal figurativo all’astratto, a rivoluzionare e annullare i confini tra le arti come nell’installazione Ambiente spaziale a luce nera di Fontana, scenografica conclusione della mostra.
E’ presente in mostra anche uno dei progetti con cui l’artista partecipò nel 1955 al concorso per la realizzazione di una nuova porta del Duomo, la cattedrale dei milanesi che si ritrova in quasi tutte le sezioni del percorso espositivo, un filo narrativo che, attraverso una serie di opere, testimonia la sua immagine nel tempo.
Il catalogo della mostra è realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia – Skira.
La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia.
La mostra si estende anche in città, grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e i musei civici milanesi che hanno selezionato nelle proprie collezioni opere realizzate da figure significative per la storia culturale e artistica di Milano, dal Medioevo al Novecento: un percorso che invita a scoprire artisti che, pur non essendo milanesi, hanno contribuito a fare della nostra città, appunto, un vero e proprio ‘crocevia delle artì.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).

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Milano, derubano due donne e tentano un prelievo bancomat: tre arresti

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MILANO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato tre cittadini sudamericani, due colombiani di 38 e 51 anni e un guatemalteco di 39, per l‘indebito utilizzo in concorso di carte di credito e li ha indagati anche per ricettazione.

I poliziotti della Squadra Mobile milanese, transitando in via Foppa, hanno notato quattro persone a loro note che, in maniera agitata e circospetta, scambiandosi ripetuti cenni di intesa, utilizzando anche un taxi e un autobus, si sono spostate in viale Papiniano prima e al parco Vergani poi dove, dopo avere rovistato in una borsa rossa, nascosta successivamente dietro a un cespuglio, hanno prelevato qualcosa e si sono diretti in via Buonarroti.

Gli agenti hanno recuperato la borsa da donna gettata nel parco e hanno trovato all’interno uno smartphone, carte di credito e carte di pagamento riconducibili a due donne di 76 e 79 anni che erano state derubate poche ore prima mentre si trovavano, rispettivamente, in un supermercato e in un bar in zona Solari. I quattro uomini, seguiti da altri poliziotti, nel frattempo si sono recati presso lo sportello di un istituto di credito di via Buonarroti dove il 51enne colombiano, coperto dai tre complici, portando con sé un foglio con diversi codici numerici, ha tentato di prelevare denaro utilizzando il bancomat rubato alla donna di 76 anni.

Gli investigatori hanno bloccato l’uomo e due complici mentre il quarto è riuscito a far perdere le proprie tracce: il 51enne è stato trovato in possesso anche di un frangivetro con taglia cintura ed è stato, quindi, indagato per il porto di oggetti atti ad offendere. Per lo stesso reato è stato indagato anche il cittadino guatemalteco di 39 anni che, oltre ad avere con sé un telecomando a radio frequenza wireless solitamente utilizzato per inibire le frequenze delle auto in fase di apertura e chiusura delle porte, era in possesso di una punta in metallo come quelle utilizzate per infrangere i vetri delle vetture in sosta.

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Al termine degli accertamenti, i tre cittadini sudamericani sono stati indagati anche per il furto aggravato in concorso commesso sabato 22 agosto all’interno di un negozio di telefonia in corso Buenos Aires dove erano stati rubati 200 euro dalla cassa.

-Foto screenshot video Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

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Le spese obbligate si “mangiano” il 42% dei consumi familiari

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ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 le spese obbligate – ovvero quelle legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni – continuano a “mangiarsi” una fetta molto consistente dei consumi totali delle famiglie con un’incidenza pari al 41,7% (+4,7% rispetto al 1995). Di contro, tra le spese libere, è in lieve aumento la quota destinata ai servizi (+2,9%), mentre risulta in contrazione quella per i beni (-7,6%). Le spese per l’abitazione si confermano la voce di costo maggiore con 5.335 euro pro capite (+72 euro rispetto al 2025) sul totale delle spese obbligate (pari a 9.693 euro); seguono assicurazioni e carburanti (2.310 euro) e l’energia (1.829 euro); quest’ultima è, comunque, la componente che, pur mantenendo un’incidenza elevata sui bilanci familiari, dal 1995 ad oggi ha registrato la riduzione più significativa (-1.231 euro), conseguenza di minori consumi delle famiglie come risposta a prezzi crescenti, ma anche e soprattutto dei progressi tecnologici che hanno favorito il risparmio energetico. La maggiore incidenza delle spese obbligate sui bilanci familiari è determinata soprattutto dalla diversa dinamica dei prezzi cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli dei beni e dei servizi commercializzabili: dal 1995 ad oggi, il loro indice è cresciuto del 140%, quasi due volte e mezzo rispetto a quello dei beni commercializzabili (+57%) e una volta e mezzo rispetto ai servizi (+88,4%), con il picco toccato dall’aggregato energia, gas e carburanti i cui prezzi sono cresciuti in trent’anni del 211%. L’analisi evidenzia, tuttavia, come le famiglie abbiano dimostrato una significativa capacità di tenuta, cercando di mantenere i livelli di consumo, rimodulando la composizione della spesa, contenendo soprattutto i beni più tradizionali, più che riducendola drasticamente, pur in presenza di un progressivo aumento dei costi incomprimibili che ha ridotto gli spazi di spesa discrezionale.
Questi, in sintesi, i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie italiane nel periodo 1995-2026 (qui la nota integrale dell’Ufficio Studi).
Il recupero della domanda in atto dalla fine dello scorso anno – che vede interessati anche alcuni segmenti di beni durevoli – sembra aver prodotto nel 2026 una cristallizzazione nella distribuzione dei consumi tra obbligati e commercializzabili. Il dato stimato per l’anno in corso, che mantiene la quota indirizzata all’acquisto dei beni e servizi commercializzabili al 58,3% non modifica, nella sostanza, le valutazioni fatte in precedenza sulle dinamiche di lungo periodo. In trent’anni la quota di consumo destinata a sostenere quelle spese da considerarsi obbligate è passata dal 37,0% al 41,7%, comprimendo la parte riservata all’acquisto di quei beni e servizi che appartengono alle libere scelte dei consumatori e che sono legate alle preferenze e agli stili di vita dei singoli individui o famiglie.
Stili di vita che nel corso del tempo hanno subito profonde modifiche rendendo in alcuni casi più sfumato il confine tra spese obbligate e non. Tra questi prodotti e servizi rientra sicuramente una parte dei “tecnologici” (smartphone, tablet, pc e relativi servizi) che progressivamente sono diventati anche strumenti necessari per il lavoro, lo studio e per la fruizione di servizi inclusi tra le spese obbligate (servizi bancari e finanziari, rapporti con la pubblica amministrazione, ecc.).
In linea con i mutamenti intervenuti nel corso degli anni negli stili di vita e nelle preferenze dei consumatori la compressione della quota destinata al consumo di beni e servizi commercializzabili è frutto a sua volta di dinamiche articolate.
“Nonostante un rallentamento delle spese obbligate, l’incidenza sui bilanci familiari rimane elevata, in particolare per carburanti e bollette a causa dei rincari energetici. Occorre intervenire su fisco e tariffe, eliminando le distorsioni che gravano sui costi fissi”, afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
Stando alle stime, anche nel 2026 le famiglie confermano la tendenza a cercare di recuperare principalmente quegli spazi destinati all’acquisto dei servizi commercializzabili, che dopo la battuta d’arresto del 2020 e i significativi recuperi degli anni successivi, non sono ancora tornati alla quota del 21,3% raggiunta nel 2019.
Per contro, i beni commercializzabili nel loro complesso dovrebbero vedere, nell’anno in corso, un’ulteriore riduzione dell’incidenza attestandosi al 37,5%.
Alla luce delle diverse dinamiche registrate dai prezzi degli obbligati e dei commercializzabili, appare chiaro che larga parte dell’aumento della quota di spesa destinata alle spese a cui le famiglie non possono rinunciare sia derivata dalla necessità di mantenere i volumi acquistati in presenza di dinamiche dei prezzi progressivamente crescenti: cioè l’incremento della quota delle spese obbligate è derivata dall’effetto dei maggiori prezzi al consumo.
Vanno anche considerati gli importanti mutamenti demografici intervenuti nell’arco temporale oggetto d’osservazione. Oltre all’invecchiamento della popolazione (ad oggi oltre il 25% dei residenti ha più di 65 anni) che ne ha mutato le esigenze e le preferenze in materia di consumi, a partire dal 2015 la popolazione ha mostrato una progressiva riduzione (nella media del 2026 il calo rispetto al picco del 2014 dovrebbe approssimarsi a 1,5 milioni).
Per cercare di sterilizzare, sia pure parzialmente, il possibile effetto prezzo e calo demografico sulle dinamiche evidenziate dalla figura 1 si sono riportati i dati a volume (espressi ai prezzi 2026) alla popolazione residente.
In termini complessivi i consumi pro capite espressi ai prezzi del 2026 sono, infatti, aumentati tra il 1995 ed il 2026 in misura più significativa per la componente dei commercializzabili, soprattutto per effetto di quanto accaduto tra il 1995 ed il 2007.
Le differenze tra le dinamiche a valore e a volume ribadiscono ancora una volta il ruolo dei prezzi nel determinare le scelte delle famiglie. Scelte che sono state fatte in un contesto che da quasi 20 anni non conosce una crescita dei volumi acquistati per abitante: solo a cavallo tra il 2025-2026 si tornerà ad una spesa in quantità analoga a quella del 2007.
Si conferma anche nel 2026 il ruolo preponderante delle spese per l’abitazione, i cui volumi per abitante ammontano, ai prezzi attuali, a poco più di 5mila e trecento euro l’anno (vale a dire oltre la metà delle spese obbligate in quantità).
All’interno delle spese obbligate è importante sottolineare come la riduzione più significativa, in termini reali, abbia interessato la componente energetica, che non si è tradotta in un’analoga compressione della quota a valore a tali consumi destinata. Il dato è frutto, oltre che dei comportamenti delle famiglie che hanno reagito ai prezzi crescenti riducendo i consumi, anche, forse soprattutto, dei progressi tecnologici che hanno permesso di realizzare prodotti sempre più orientati al risparmio energetico.
Sul versante dei beni commercializzabili, nel 2026 il processo di recupero dei volumi acquistati, che negli ultimi anni è stato guidato in buona parte dalle apparecchiature informatiche e per le comunicazioni, favorito anche dalla riduzione dei prezzi relativi, dovrebbe essere sostenuto anche da una parte di quei durevoli le cui spese erano state fortemente compresse nei periodi precedenti.
-foto ufficio stampa Confcommercio –
(ITALPRESS).

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Radio Pavia Breakfast News – 26 agosto 2026

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La missione del direttore della Cia a Mosca, il nuovo allarme sul costo dei carburanti e le manovre politiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali dominano le prime pagine dei quotidiani di mercoledì 26 agosto 2026. Nello sport tiene banco il mercato, con Juventus e Roma particolarmente attive, mentre proseguono i problemi fisici di Jannik Sinner. In chiusura lo sguardo alle notizie di Pavia e provincia.

Cronaca e politica: il capo della Cia a Mosca, trattativa riservata con il Cremlino

È Mosca il punto di incontro delle principali aperture della stampa nazionale. Il Corriere della Sera titola “Mosca, la missione della Cia”: il direttore John Ratcliffe è volato in Russia mentre il Cremlino respinge il piano di pace proposto da Kiev. Sullo sfondo anche la missione vaticana e l’incontro dell’inviato della Santa Sede con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

La Stampa sceglie un titolo ancora più esplicito: “Trump e Putin, trattativa segreta”, collegando il viaggio del capo della Cia alle trattative sull’Ucraina ma anche agli equilibri con l’Iran. Anche Repubblica apre il fronte internazionale con “Putin dice no alla pace, il capo della Cia va a Mosca” e segnala la richiesta italiana di otto miliardi di euro all’Europa per rafforzare la Difesa.

Il Fatto Quotidiano legge invece le missioni diplomatiche come un tentativo più ampio di mediazione e titola “Il Papa e persino la Cia volenterosi per la pace”. Libero parla di “missione segreta a casa dello Zar”, mentre anche il Giornale mette in evidenza il mistero attorno al viaggio del capo dell’intelligence americana.

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Altro tema molto presente è il futuro di Sigfrido Ranucci e Report. Il Fatto titola “Cacciare Ranucci e spaccare i giornalisti: filo diretto Rai-FdI”. Il Tempo parla di “crepuscolo di Sigfrido”, mentre Repubblica riferisce che il giornalista sarebbe disponibile a un nuovo incarico soltanto a condizione che sia “meglio di Report”. Anche Libero dedica ampio spazio allo scontro sulla Rai.

Sul fronte politico interno, Libero racconta una Elly Schlein “furiosa col Pd” per le critiche interne alla sua leadership. La Verità insiste invece sul confronto nel centrosinistra e sulle primarie, mentre Repubblica segnala il pressing di Matteo Salvini per elezioni politiche nell’autunno del 2027.

Tra le altre notizie spicca sul Giornale l’allarme per possibili jihadisti nascosti tra i flussi migratori diretti verso l’Europa. Il Corriere dedica invece spazio alla nuova operazione chirurgica di Federica Brignone, che punta a tornare in pista nel giro di alcune settimane.

Economia: carburanti alle stelle, il governo prepara una nuova proroga

La questione economica più urgente è quella dei carburanti. La Stampa apre con “Il diesel vola: toccato il picco dei 3 euro”. Il governo prepara una nuova proroga del taglio delle accise e valuta interventi a sostegno delle fasce di reddito più basse.

Repubblica sintetizza il problema con “Benzina senza freni”: secondo il quotidiano le risorse disponibili permetterebbero di prorogare gli sconti soltanto per un periodo limitato, mentre Palazzo Chigi torna a chiedere un intervento europeo sugli extraprofitti delle compagnie energetiche.

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Anche Il Sole 24 Ore dedica l’apertura a “Sconto sulle accise, proroga in arrivo”. Il quotidiano economico segue inoltre da vicino la partita bancaria: “Banco Bpm: offerta Mps senza premio. Moody’s: alti rischi di esecuzione”.

Sempre Il Sole mette in evidenza le difficoltà della Volkswagen, impegnata in Germania in una nuova fase di tagli e ristrutturazioni, e l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dagli incarichi in EssilorLuxottica dopo lo scontro con il presidente e amministratore delegato Francesco Milleri.

Il caso Del Vecchio occupa anche le prime pagine di Corriere, Repubblica e Stampa, segnale di una frattura destinata ad avere peso negli equilibri della principale multinazionale italiana dell’occhialeria.

Sul fronte agricolo Il Sole segnala inoltre l’allarme siccità nell’Unione europea, con un calo stimato delle produzioni agricole del 14%.

Sport: Juventus scatenata sul mercato, Dybala trascina la Roma

Il mercato della Juventus domina le prime pagine sportive. Il Corriere dello Sport apre con “La Juve in 7 giorni”: i bianconeri lavorano per riportare Kolo Muani a Torino, tengono caldo il nome di Zirkzee e tornano con decisione su Franck Kessié. L’infortunio di Yildiz, destinato a restare fuori per circa tre mesi, accelera ulteriormente le operazioni.

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Tuttosport dedica proprio a Kessié il titolo principale: “Kessié quasi Juve”. L’ivoriano sarebbe sempre più vicino ai bianconeri, mentre la cessione di Miretti al Besiktas libererebbe ulteriore spazio a centrocampo.

La Roma si gode invece Paulo Dybala. Il Corriere dello Sport titola “Gasp: nessuno come Dybala” dopo la grande prestazione dell’argentino, autore di tre assist. Anche Tuttosport celebra la crescita della squadra giallorossa e le possibili mosse di mercato.

La Gazzetta dello Sport sceglie il duello tra Inter e Roma: “Caro amico ti sfido”, con Cristian Chivu e Gian Piero Gasperini protagonisti della nuova sfida al vertice. L’Inter continua a guardare al mercato, mentre la Roma prova a costruire una squadra capace di inserirsi nella corsa scudetto.

Preoccupano intanto le condizioni di Jannik Sinner: la Gazzetta parla di nuovi problemi al ginocchio e di allenamenti sospesi. Tuttosport celebra invece il legame tra Torino e il campione altoatesino con l’intervista al sindaco Stefano Lo Russo: “Sinner è come Torino”.

Spazio anche alla Formula 1: Tuttosport ricorda che sono passati vent’anni dall’ultimo trionfo Ferrari nel Gran Premio d’Italia e prepara una copertura speciale dedicata a Michael Schumacher.

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La Provincia Pavese: cento multe per i monopattini, l’Oltrepò riparte dalle vigne

La prima pagina de La Provincia Pavese apre con i controlli sulla micromobilità: “Pavia, 100 multe in 25 giorni. Giro di vite sui monopattini”. La polizia locale intensifica le verifiche dopo l’introduzione delle nuove regole: nel mirino soprattutto comportamenti irregolari e violazioni delle norme di sicurezza. Controlli e sanzioni riguardano anche le e-bike modificate e la navigazione sul Ticino.

A Pavia attenzione anche al nuovo appalto delle mense scolastiche, con più aiuti destinati alle famiglie bisognose, mentre la Caritas si mobilita in vista dell’attesa presenza in città del cardinale Pierbattista Pizzaballa per il tradizionale appuntamento dell’Agostiniana.

Il quotidiano torna inoltre sui cosiddetti cold case: una ventina di persone morte e rimaste senza nome negli ultimi cinquant’anni in provincia.

Grande spazio all’Oltrepò Pavese, con la mappa delle vigne e delle varietà tipiche utilizzata come punto di partenza per rilanciare identità e promozione del territorio: “Così rilanciamo l’Oltrepò” è il titolo scelto per il servizio.

A Voghera si parla invece dell’Auser: il piano prevede la riapertura della sede nell’arco di circa un anno. A Vigevano il Parco Parri riapre i cancelli dopo le polemiche, mentre da Sartirana torna la sagra rilanciata da Mike Bongiorno, storica manifestazione dedicata alla rana.

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Tra i fatti di cronaca della Lomellina, infine, la morte improvvisa di un uomo di 54 anni mentre giocava a padel a Vigevano e il caso di un incidente a Cilavegna, con il conducente risultato positivo al test antidroga.

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