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Economia

Eu-Inc sollecita Commissione Ue su entità unica per le startup europee

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – EU-Inc, una petizione nata per proporre la creazione di una struttura societaria unificata per le startup in Europa sotto il “28th Regime”1, richiama oggi l’attenzione sulla necessità di includere questa proposta nel Programma di Lavoro 2025 della Commissione Europea. Con oltre 13.000 firme di leader tecnologici, investitori e figure politiche di spicco, EU-Inc sottolinea la spinta trasversale verso una riforma rapida del settore.
Tra i firmatari, alcuni dei principali fondatori di startup europee quali Stripe, Wise, Supercell, Wolt, Bolt e Pigment, centinaia di investitori come Index Ventures, Atomico, Creandum, Seedcamp e Sequoia, e promotori per l’Italia Roma Startup con le associazioni internazionali Allied for Startups, European Startup Network, France Digitale, Startup Verband, Dutch Startup Association, Roma Startup e Techleap.
Il progetto di EU-Inc propone: struttura societaria unificata per startup UE: un’unica entità societaria con regole armonizzate di governance aziendale e gestione del capitale.
Approccio digitale: registro completamente digitale, dashboard unificata e documenti di investimento standardizzati.
Strumento d’investimento EU-FAST: un nuovo strumento ispirato agli standard contrattuali di investimento (SAFE e BSA AIRs).
EU-ESOP: un regime standardizzato di stock option per i dipendenti a livello europeo.
“Il consenso verso la cosiddetta ‘EU-Inc’, ovvero un 28mo regime societario sovraeuropeo per le startup tecnologiche che dia efficacia alla massa critica dell’economia continentale, è un elemento sul quale non perdere slancio perchè in grado di eliminare il frazionamento e l’indebolimento dato dalla concorrenza tra regimi societari nazionali”, commenta Gianmarco Carnovale, Presidente di Roma Startup, think tank no-profit con lo scopo di costruire l’ecosistema italiano per l’impresa innovativa.
Figure europee politiche di spicco, tra cui Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, e i Commissari Michael McGrath ed Ekaterina Zaharieva, sostengono l’iniziativa, dimostrando un consenso verso un cambiamento immediato.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

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Panetta “Crescita mondiale superiore alle attese, ma i rischi restano”

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VENEZIA (ITALPRESS) – “Nel 2025 la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti tensioni geopolitiche e commerciali: il PIL mondiale è aumentato del 3,3 per cento, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento a Venezia al 32° Congresso Assiom Forex. A sostenere l’attività produttiva, ha spiegato il governatore, “ha contribuito innanzitutto il dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale – in particolare la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto”. Di questa spinta stanno beneficiando “con particolare intensità gli Stati Uniti”, che registrano “una crescita media del PIL del 3,2 per cento”.

“L’attività globale ha inoltre tratto impulso, non senza sorpresa, dal rapido e persistente aumento del commercio internazionale ha spiegato Panetta -. In Cina, la capacità delle imprese esportatrici di riorientare l’eccesso di produzione manifatturiera verso altri mercati, in risposta alle barriere commerciali statunitensi, ha consentito di conseguire l’obiettivo governativo di crescita del 5 per cento”. Per il 2026, l’FMI prevede una crescita mondiale stabile al 3,3 per cento, “con rischi al ribasso legati a una possibile correzione dei mercati finanziari e a un ulteriore deterioramento del clima geopolitico”. Sull’area dell’euro, Panetta ha sottolineato che anche l’economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un’inflazione tornata sotto controllo”. La dinamica del PIL, intorno all’1,5 per cento, “è stata sostenuta dal recupero dei redditi reali e dal graduale allentamento delle condizioni monetarie”, ma i consumi restano “ancora frenati dall’incertezza globale”.

Il commercio internazionale ha resistito ai dazi meglio di quanto atteso.Nonostante l’introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese”, ha affermato Panetta. A spiegare questo risultato ha contribuito “l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate”. Oltre la metà dell’espansione, ha precisato, “è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale”. L’elemento più significativo, secondo il governatore, è “la profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali”. Le importazioni statunitensi dalla Cina si sono contratte di oltre il 25 per cento, mentre sono aumentati gli acquisti da Messico, Vietnam e Taiwan.

“La triangolazione degli scambi attraverso paesi con regimi doganali più favorevoli suggerisce che il disaccoppiamento effettivo tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere inferiore a quanto suggerito dal calo dei flussi bilaterali”. Quanto all’incidenza dei dazi, Panetta ha evidenziato che “l’onere sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense”, con un impatto sull’inflazione di “più di mezzo punto percentuale”. Gli esportatori stranieri ne avrebbero “sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento”.

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– Foto IPA Agency –
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