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ASSOLTI DALL’ACCUSA DI PECULATO E BANCAROTTA

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ASSOLTI DALL’ACCUSA DI PECULATO E BANCAROTTA
Tutti assolti. È questa la sentenza pronunciata dal Tribunale di Pavia il 9 gennaio (presidente Vincenzo Giordano, giudici a latere Giulia Eleonora Aresini e Valentina Nevoso) nei confronti dell’ex sindaco di Vigevano e attuale consigliere regionale della Lega, Andrea Sala, dell’ex presidente della Fondazione Roncalli, Carlo Cavigliani, dell’ex presidente del consorzio Ast, Massimo Boccalari, e del direttore di Ast per l’area formazione della Fondazione Roncalli, Alessandro Mazzoli.
I quattro erano accusati di bancarotta e peculato per una vicenda risalente al periodo 2016-2019, che culminò con l’istanza di fallimento di Ast. Secondo l’accusa, la cessione a titolo gratuito del ramo formazione di Ast e una donazione di 334.941 euro alla Fondazione Roncalli avrebbero configurato un’operazione finalizzata a procurare benefici personali, tra cui consenso elettorale, ruoli e lavoro, oltre a garantire liquidità per la continuità della scuola.

L’ACCUSA NON REGGE
In fase di requisitoria, la pubblica accusa aveva richiesto pene severe: tre anni e quattro mesi per Sala, tre anni per Cavigliani e Mazzoli, e due anni e nove mesi per Boccalari, che aveva collaborato ottenendo attenuanti. Tuttavia, il Tribunale ha respinto in blocco il castello accusatorio, sancendo l’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati.

LE PAROLE DEL DIFENSORE
“La vicenda è complessa e il processo non avrebbe nemmeno dovuto iniziare”, ha dichiarato Pietro Giorgis, legale difensore di Andrea Sala. “L’accusa si basa su un atto di cessione redatto da un notaio che non è mai stato escusso”.

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Per gli imputati, la sentenza chiude un lungo e travagliato capitolo giudiziario, segnando una piena riabilitazione.

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Quando il territorio diventa solo una passerella

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 26 luglio 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 26 luglio 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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